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La regolamentazione del sistema finanziario

Dimensione europea del sistema di vigilanza

Le attività di controllo si vanno ad inserire in un'architettura europea di vigilanza del sistema finanziario. Quali sono i livelli gerarchici attraverso i quali vengono recepiti nel nostro ordinamento? Le autorità di controllo nazionali devono rispettare gli orientamenti, le normative, a livello europeo.

La slide evidenzia quello che è stato il passaggio nell'ultimo ventennio del rispetto della normativa tra le autorità nazionali di controllo e quelle internazionali. L'ordinamento italiano è un ordinamento chiuso (in termini di barriere) pertanto è chiaro che la normativa di riferimento del settore contabile è stata la normativa emanata dalle autorità creditizie nazionali. Con la creazione dell'Unione europea, e quindi la rottura delle frontiere e la cooperazione tra diversi sistemi, si è reso necessario il rispetto da parte dell'ordinamento italiano di tutti quei principi normativi che andavano a disciplinare l'ordinamento europeo.

Il sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziario (SEVIF)

La prima architettura d'impatto dell'autorità di vigilanza del sistema finanziario l'abbiamo avuta nel 2009, perché nel 2007 ci fu una crisi mondiale sistemica che dagli Stati Uniti si estese a tutti i paesi. A livello europeo quindi si è sentita la necessità di ripensare l'architettura dei controlli di vigilanza e nel 2009 viene costituito il SEVIF (sistema europeo delle autorità di vigilanza finanziario). La creazione del SEVIF si rese necessaria perché la crisi aveva impattato negativamente sui mercati, provocando un rischio sistemico di instabilità dei sistemi finanziari. A livello dell'Unione europea viene quindi istituito il SEVIF, che vedremo essere un sistema decentrato pluri-livello di autorità macro-prudenziali e micro-prudenziali il cui obiettivo è quello di definire un'uniformità della disciplina dei sistemi di controllo all'interno dell'Unione europea.

A livello delle autorità nazionali non cambia niente se non il fatto di dover essere inserite in questa nuova architettura di vigilanza che comporterà per le autorità nazionali l'attuazione e il recepimento dei principi comunitari.

Per capire come si è creato il SEVIF si fa un passo indietro e si va a capire quali sono stati i principi dell'ordinamento europeo. Il legislatore comunitario ha sempre mostrato una preferenza nell'individuare e tenere separate le tre diverse anime dell'intermediazione finanziaria:

  • Intermediazione bancaria (settore bancario)
  • Settore mobiliare
  • Settore assicurativo

Ognuno di questi settori è stato posto ad una propria disciplina. La disciplina più intensa fa riferimento al settore bancario, quella meno interessata è invece la disciplina del settore mobiliare perché quest'ultimo è un settore poco sviluppato a livello dei paesi comunitari e quindi il legislatore non ha avuto molto interesse nel disciplinarlo in maniera eccessiva. La disciplina riguarda quindi maggiormente il settore bancario e quello assicurativo.

Settore bancario

Per quanto riguarda il settore bancario, la prima direttiva emanata, chiamata anche direttiva banche, risale al 1977. Nel 1977 il legislatore europeo si occupò di emanare una direttiva di coordinamento relativamente all'attività delle banche. Questo perché la normativa vigente nei paesi comunitari era non armonizzata: cioè ogni paese aveva una propria disciplina e quindi per costituire l'Unione Europea per prima cosa era necessario dettare norme comuni a tutti i paesi che vi avrebbero fatto parte. Alla 1a direttiva banche ne segue una 2a i cui principi sono stati recepiti nel TUB (insieme anche ai principi del 1o), che rappresenta la nuova legge che disciplina il settore bancario. Nel settore bancario abbiamo poi nel 2004 il recepimento dei principi sull'accordo di capitale (Basilea 1 e Basilea 2), Basilea 3 è stata recepita nel 2010.

Per arrivare al SEVIF quindi ci siamo serviti della normativa unitaria recepita nei diversi paesi con lo scopo di armonizzazione delle discipline. I settori assicurativo e mobiliare sono stati meno interessati perché erano poco sviluppati rispetto al settore bancario e quindi non destavano grosse preoccupazioni.

Settore mobiliare

Tuttavia nel settore mobiliare la prima direttiva è quella del '93 che va sotto il nome di ISD, ed è una direttiva sui servizi di investimento. Nel 2004 viene promulgata la MIFID il cui obiettivo è quello di creare un sistema di regole armonizzate che disciplinino i mercati regolamentati. Queste direttive dovevano poi essere recepite dagli ordinamenti nazionali, ad esempio la MIFID in Italia è stata recepita nel 2007. Specifica disciplina si è poi avuta nel settore mobiliare con riferimento a "UCITS, direzione n.4", che disciplinava in maniera specifica gli investimenti alternativi ritenuti altamente rischiosi perché di natura speculativa.

Settore assicurativo

Nel settore assicurativo la prima direttiva è nel '92 n.49 e n.96 che fa anche riferimento alla disciplina dell'operatività della negoziazione di tutti quegli strumenti del ramo danni. Successivamente la direttiva Solvency 2 (2004) che viene poi associata alla direttiva che è stata promulgata nel settore bancario relativamente ai requisiti patrimoniali.

Tutto questo si è avuto fino al 2007; fino al 2007 si hanno normative che disciplinano le autorità generali di intermediazione finanziaria in maniera armonica tra i diversi paesi. Nonostante questo sistema armonizzato però, scoppia una crisi che investe tutti i paesi. Anche se gli altri paesi hanno recepito questa crisi in modo più soffice rispetto agli Stati Uniti perché comunque queste nuove regole hanno cercato di tutelare un po' quello che poteva rappresentare un disastro finanziario. Tuttavia anche loro presentavano delle debolezze perché di fatto queste discipline dovevano essere recepite dai singoli ordinamenti nazionali. La normativa primaria che è quella comunitaria, di fatto era uguale per tutto il territorio, ma gli strumenti con i quali queste direttive erano state recepite nei diversi paesi erano diversi e questo ha portato alla nascita di quelle zone grigie, di non coordinamento, tra i diversi paesi.

Principi del settore bancario

Settore bancario: 1a direttiva emanata a livello comunitario nel 1977 e recepita in Italia nel 1985. Questa direttiva contiene tre principi:

  • Il primo principio fa riferimento alla definizione di ente creditizio, visto come un ente che raccoglie risparmio tra il pubblico e eroga il credito. Quindi tutti gli enti creditizi devono svolgere congiuntamente le due funzioni. In Italia questa definizione non porta niente di nuovo perché in Italia l'ente creditizio è l'ente che raccoglie risparmio dal pubblico e eroga servizio. In altri paesi comunitari invece questa definizione ha comportato una capacità di adeguamento (ad esempio in Germania l'ente creditizio poteva o raccogliere).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luisa.ermelani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e tecnica bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bruno Elena.
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