Mussolini e il movimento fascista
Benito Mussolini è nato a Dovia nel 1883 e fu il fondatore del fascismo. Mussolini fu il leader del movimento socialista, secondo il quale tra i capitalisti e il proletariato doveva esserci guerra aperta. Scoppiata la Prima guerra mondiale, Mussolini era a favore dell’intervento dell’Italia tanto che venne espulso dal partito socialista italiano (PSI). Nel 1919 a Milano creò un gruppo chiamato i fasci italiani di combattimento e pubblicò il programma di San Sepolcro. Questo movimento era ancora spostato a sinistra e si proponeva di fondere insieme il concetto di nazione e socialismo.
Giolitti
A settembre le fabbriche di Milano e Torino vennero occupate però Giolitti, che era divenuto presidente del consiglio, non fece niente. Tanto che perse molti consensi e nel 1921 diede le dimissioni. In questo periodo nacque il Partito Comunista d’Italia.
La violenza fascista
Il 13 luglio il movimento fascista bruciò l’hotel Balkan, sede delle associazioni slavofile della città, ed il 21 novembre 1920 presero d’assalto il municipio di Bologna. Nel 1921 bruciarono le case del popolo, le tipografie e le sedi delle riunioni.
Adolf Hitler e Mein Kampf
Hitler nacque nel 1889. Era una persona molto colta tanto che amava l’arte e frequentava il teatro. Durante la Prima guerra mondiale fuggì a Monaco e poi si arruolò come volontario. Fin da subito i suoi discorsi erano centrati sulle colpe e le responsabilità degli ebrei e diceva che solo il simbolo della Croce uncinata poteva rappresentare al meglio la razza ariana. Nel 1919 venne creato il DAP (partito tedesco dei lavoratori) e Hitler ci aderisce, attraverso il suo aiuto riceverà molti consensi. Nel 1923 Hitler tentò un colpo di stato in Baviera ma fallì miseramente tanto che verrà arrestato. Durante il suo periodo di carcerazione scriverà il Mein Kampf (La mia battaglia) in cui esprime che secondo lui i marxisti sono dei burattini manovrati dagli ebrei e che i veri registi del Movimento comunista sono gli ebrei.
La marcia su Roma
Nel 1921 il movimento dei fasci si organizzò in partito Nazionale fascista (PNF). I consensi verso Mussolini aumentarono, tanto che per gli italiani il fascismo divenne una sorta di cura capace di portare l'ordine delle classi lavoratrici. Nel 1922 fu inscenata la marcia su Roma e il 29 ottobre Vittorio Emanuele III conferì a Mussolini l'incarico di fare un nuovo governo.
Delitto Matteotti
Dopo l'approvazione della legge Acerbo per assicurarsi il 25%, le squadre fasciste ricorsero a brogli e violenza. All'apertura della nuova camera, Matteotti denunciò il fatto e il 10 giugno venne rapito e successivamente ucciso. Dopo questo evento, per protesta l'opposizione abbandonò la camera, dando vita alla secessione dell’Aventino. L'unico che avrebbe veramente potuto fermare tutto questo era il re, ma non lo fece tanto che da questo momento, esattamente nel 1925, inizia la dittatura.
Mussolini al potere
- Abolizione della libertà di stampa.
- Liquidazione della separazione dei poteri.
- Accordi del Laterano cioè la nascita dello stato della Città del Vaticano e proclamazione del cattolicesimo come religione ufficiale.
- Soppressione di tutti i partiti ad eccezione del PNF.
- Istituzione del tribunale speciale.
- Abolizione dello sciopero.
- Sostituzione del sindaco con quello del podestà.
Crollo della borsa di Wall Street
Negli anni Venti, negli USA ci fu una crescita industriale a scapito però del settore agricolo. A partire dal 1920, gli agricoltori accumularono molti debiti e caddero in rovina, diventando così dei veri e propri consumatori. Nel 1929 iniziano i primi problemi e la borsa di New York, dopo un periodo di speculazione finanziaria e ribasso del valore dei titoli, il 24 ottobre del 1929 la borsa di Wall Street crollò.
Situazione in Germania
Non appena le banche degli USA ritirarono i capitali che avevano investito in Germania, il paese cadde in una situazione di caos e confusione. In questa situazione il popolo tedesco pose le sue speranze su Hitler che ben presto venne visto come il salvatore della Germania, l'unico che potesse garantire un futuro prospero. Hitler quindi:
- Il 30 gennaio del 1933 venne nominato cancelliere.
- Il 28 febbraio 1933, dopo l’incendio del Reichstag, emana un decreto che pone fine a qualsiasi forma di opposizione.
- 23 marzo 1933 emana la legge dei poteri: in cui viene soppressa la separazione dei 3 poteri fondamentali dello stato, cioè che il governo può emanare leggi e i suoi decreti possono scostarsi dal testo della costituzione.
- 14 luglio 1933 il partito nazista rimane l’unico partito legale in Germania.
- 2 agosto 1934 Hitler diviene il presidente del Reich e assume il completo controllo dello stato.
Stalin in Russia
Alla fine degli anni '20, Stalin diventa padrone dell’URSS e procede all’industrializzazione del paese. I contadini dovettero riunirsi in gigantesche fattorie dello stato che controllava i raccolti. Temendo una resistenza organizzata, Stalin ordinò la deportazione dei contadini più agiati nelle zone remote dell'URSS. In Ucraina, l'opposizione si manifestò con fermezza e Stalin utilizzò l'arma della fame che consisteva nella confisca di tutti i raccolti. Con questa tattica morirono circa un milione di persone.
Il principio del Führer
Il nazionalsocialismo si basava sul principio del Führer, secondo il quale tutte le decisioni capitali erano di competenza del capo. In politica interna Hitler voleva la difesa della purezza della razza ariana, mentre in politica estera voleva la creazione di un Impero capace di fornire maggiore sviluppo.
Ebrei dal 1933 al 1939
- Primo aprile: boicottaggio di tutti i negozi degli ebrei.
- Successivamente privazione di 1200 cattedre accademiche.
- 15 settembre 1935: leggi di Norimberga che fornivano la cittadinanza ai soli tedeschi e vietavano i matrimoni tra tedeschi ed ebrei.
- 9 – 10 novembre 1938: Notte dei cristalli con la distruzione di negozi ebrei ed abbazie.
- 10 maggio 1933: rogo dei libri.
La notte dei lunghi coltelli
Le squadre d'assalto guidate da...