Lezione 15. AUXINA - GIBBERELLINE
Perché l’auxina è importante da un punto di vista commerciale? Perché viene utilizzata?
L’ viene utilizzata come perché vi ho detto che blocca l ‘azione di tantissimi
AUXINA DISERBANTE altri ormoni, e l’azione di questi ormoni, che
determinano altre risposte, fa in modo che ci sia la
morte della pianta.
L’auxina viene utilizzata da un punto di vista
commerciale, come PREVENZIONE DELLA CASCOLA DEI
.
FRUTTI E DELLE FOGLIE
Che cosa significa?
Che previene la scissione dei frutti, di un albero da
frutto, o delle foglie, prematuramente, e quindi
previene la cascola.
Spesso e volentieri viene applicata l’auxina, per prevenire che ci sia una caduta anticipata dei
frutti.
Quindi l’auxina mantiene il frutto attaccato all’albero.
L’auxina viene utilizzata anche per: la , soprattutto nelle piante di
PROMOZIONE DELLA FIORITURA
ananas; , che viene utilizzata tantissimo nella propagazione vegetale; e nella
RADICAZIONE DI TALEE
.
PARTENOCARPIA
Ma quando vi ho accennato degli ormoni, vi ho detto che ogni ormone è deputato a qualcosa, nel
mondo vegetale non è così, più ormoni determinano un processo fisiologico, e quindi alcuni di
questi processi fisiologici, che vengono promossi dall’ auxina, possono essere promossi in sinergia
anche con altri ormoni.
Quindi oggi parlerò delle , e le ritroveremo che fanno alcune cose che fanno le
GIBBERELLINE
auxine, perché nel mondo vegetale, un processo fisiologico, non è esclusiva di un solo ormone.
Adesso parleremo delle vie di segnalazione degli ormoni.
Questa è una slide che conoscete, e ve l’ho mostrata quando abbiamo parlato di fitocromo.
Il abbiamo detto che è un fotorecettore della luce rossa, e che attiva tantissime
FITOCROMO risposte fisiologiche nella pianta,
perchè la luce percepita dal
fitocromo, è un segnale che attiva
vie di segnalazione, quindi che
attiva trascrizione.
Abbiamo detto che, quando parlavo
di fitocromo, che la regolazione
dell’espressione genica avviene
attraverso la e la
REGOLAZIONE
.
TRASCRIZIONE
La regolazione può avvenire sia in
tempi brevi, attraverso
l’attivazione di geni precoci, oppure essere ritardata, con l’attivazione dei geni tardivi.
Spesso e volentieri l’auxina, ma non solo, anche tantissimi ormoni, attivano velocemente delle
risposte, ma queste risposte vengono attivate perché vengono attivati dei geni di risposta
primaria, però possono essere attivati anche dei fattori di trascrizione, che, con il tempo, attivano
delle risposte prolungate nel tempo.
.
VIE DI SEGNALAZIONE
Il dell’ auxina è stato isolato in Arabidopsis (che è la pianta modello), e questo
RECETTORE
recettore dell’auxina è chiamato TIR1.
TIR
TIR1 è parte di un complesso SCF , con attività ubiquitina ligasica, cioè ci sono delle proteine,
che quando non servono più, devono essere degradate, e c’è un sistema per la degradazione delle
proteine. Questa degradazione di alcune proteine, è ad opera di un complesso chiamato
, estremamente importante, perché degrada le proteine, ma per arrivare al
PROTEASOMA
complesso di degradazione, c’è bisogno che queste proteine vengano accompagnate alla via di
TIR
degradazione, e spesso vengono accompagnate da questo complesso SCF , che ha questa attività
ubiquitina ligasi, che attiva, grazie al proteasoma, la degradazione delle proteine.
Quindi, quando le proteine non servono, vengono mandate verso il proteasoma che le va a
degradare.
Ci sono delle che accompagnano questo processo, cioè che prendono, legano la
CHAPERONINE
proteina, che ha un’ attività soprattutto ubiquitina ligasi, che la porta alla via di degradazione,
quindi accompagnano le proteine verso la via di degradazione.
Abbiamo detto che per avere una risposta, abbiamo detto che l’ormone deve legarsi ad un
recettore, ci deve essere questa relazione recettore-ligando, che attiva una risposta, una via di
segnalazione.
Abbiamo detto che i possono essere, sia di che , oppure
RECETTORI MEMBRANA CITOPLASMATICI
possono essere .
NUCLEARI
Allora che cosa succede?
Che nel nucleo, in assenza di auxina, non c’è la trascrizione dei prodotti attivati dall’auxina, quindi
non c’è trascrizione genica, sotto azione della auxina, perchè l’auxina per attivare una risposta, ha
bisogno che vengano attivati dei geni responsivi all’ auxina, per attivare poi le risposte
fisiologiche.
Perché? AUX\IAA, che è un repressore trascrizionale, lega ARF,
che è un numero.
ARF, che è sotto azione dell’auxina, attiva a livello
nucleare la trascrizione dei geni responsivi all’ auxina.
Quindi, quando non c’è auxina, ARF, che è l’attivatore
di risposta dell’auxina, viene bloccato, perché c’è il
repressore AUX\IAA che inibisce ARF.
AUX\IAA è un repressore trascrizionale dell’auxina, e
quando c’è AUX\IAA legato ad ARF, che essendo un
dimero, deve dimerizzare, non c’è la via di segnalazione
dell’auxina, ma c’è il blocco nella via di segnalazione
dell’ auxina.
Le piante non rispondono all’ auxina, perché c’è il suo
inibitore della trascrizione.
Quindi AUX\IAA è un repressore trascrizionale, che
blocca ARF, che è attivatore trascrizionale responsivo all’auxina.
Che cosa succede? In presenza di auxina, IAA si lega a TIR1, che è il suo
recettore.
Quando c’è questo legame con TIR1, TIR1 che cosa fa?
TIR
Siccome TIR1 è parte integrante del complesso SCF ,
con l’attività ubiquitina ligasica, che cosa fa?
Quando IAA si lega al suo recettore TIR1, che a sua
TIR
volta è legato al complesso SCF , che porta verso la via
di degradazione del proteasoma, che cosa fa?
Che AUX\IAA, questo legame fa in modo che il suo
repressore trascrizionale si lega al complesso IAA-TIR1.
Legandosi al complesso IAA-TIR1, che cosa succede?
Siccome il recettore è legato al complesso per la
degradazione, accompagna il repressore trascrizonale verso la via di degradazione del
proteasoma, liberando ARF, che a questo punto non è più bloccata dal repressore trascrizionale
dell’ auxina, e quindi è libero.
ARF siccome è un dimero, ha bisogno di due subunità ARF, si attiva ARF, e si attiva la trascrizione
dei geni responsivi all’ auxina, perché viene liberato il suo attivatore trascrizionale.
Ricapitolando.
Sappiamo che per avere una via di segnalazione, ci deve essere il legame ligando-recettore.
Questo legame con il recettore, e possiamo avere un recettore sia a livello della membrana
plasmatica, sia a livello citoplasmatico, che a livello nucleare.
Quindi possiamo avere un recettore dell’ormone, ma non solo dell’ormone, anche del calcio, di
quello che volete, poi vedremo nelle risposte di difesa che cosa succede, quindi parleremo ancora
di trascrizione, di geni di risposta alla difesa della pianta.
Che cosa succede? Che quando il recettore riconosce il
suo ligando, c’è questo legame.
Questo legame con il ligando, attiva
una via di segnalazione, che può
attivare, o dei fattori di trascrizione,
oppure può attivare tutta una serie
di fosforilazioni, che poi attiva un
gene a livello nucleare, perché il
fattore di trascrizione può entrare
nel nucleo, legarsi ad una sequenza
di DNA, ed attivare la trascrizione di
geni che rispondono al famoso
ligando.
Quindi sappiamo che la via di
segnalazione è questa, e quindi
l’ormone per agire, ha bisogno che ci sia un recettore ormonale, e questo recettore ormonale farà
in modo che, a livello del DNA, vengano trascritti i geni di risposta all’ormone, per attivare una
risposta fisiologica. +
Nel caso dell’auxina, attiva la regolazione della pompa H -ATPasi.
Attraverso degli studi, si è arrivato ad identificare, ed isolare, il recettore delle auxine.
Il RECETTORE delle auxine è TIR1. TIR TIR
A TIR1 è legato un complesso particolare, che si chiama SCF . Questo complesso SCF ha il
compito di attivare la degradazione di proteine, verso il complesso del proteasoma, perché ha
attività ubiquitina ligasica.
Abbiamo detto che c’è un recettore, e questo recettore dell’auxina è TIR1.
TIR
TIR1 è legato SCF , che ha il compito di accompagnare le proteine che devono essere degradate,
verso il proteasoma.
Quindi se TIR1 lega una proteina, questa proteina viene degradata, e questo è il compito perché
ha un’ attività ubiquitina ligasica, e questo significa che, la proteina che TIR1 lega, non può
rimanere integra, ma va verso il complesso di degradazione del proteasoma.
Che cosa succede?
Quando non agisce l’auxina , quindi non abbiamo l’auxina, e la pianta non deve rispondere all’
auxina, per cui non c’è risposta trascrizionale.
La risposta trascrizionale, senza auxina, è inibita per i geni che codificano le risposte all’auxina,
perchè altrimenti per altri geni la trascrizione è attivata.
Quando l’auxina non c’è, non abbiamo attivazione della trascrizione, perché c’è un dimero, un
complesso, che è chiamato ARF, che è il dimero che attiva la trascrizione dei geni responsivi all’
auxina.
Quindi ARF è un attivatore dell’auxina, che sul gene responsivo all’auxina, c’è, ma è bloccato da
AUX\IAA.
Quando ARF è bloccato da AUX\IAA, non abbiamo risposta all’auxina, perché AUX\IAA è un gene di
repressione, è un complesso repressivo all’azione dell’auxina.
Quindi, quando non c’è auxina, AUX\IAA legandosi ad ARF, che risponde all’auxina, blocca la sua
azione di trascrizione.
Quindi non abbiamo risposta trascrizionale di auxina, perché ARF è bloccato.
Se abbiamo ARF bloccato, non abbaimo attivazione dell’auxina, perché c’è il repressore dell’
auxina che blocca ARF, che è AUX\IAA.
Perché l’auxina possa attivare ARF, c’è bisogno di staccare AUX\IAA da ARF, ed inviare AUX\IAA,
che è il repressore di trascrizione dell’ auxina, alla via di degradazione, perché non deve avere
nessuna attività di repressione.
Allora che cosa succede?
Succede che in presenza di auxina, che arriva a livello nucleare, l’auxina si lega al suo recettore, ed
abbiamo detto che il recettore dell’auxina è TIR1. TIR
Quando l’auxina si lega a TIR1, sappiamo che TIR1 è legato al complesso SCF , e questo legame fa
capire che TIR1 accompagna le proteine, che legano TIR1, verso la via di degradazione del
proteasoma .
Che cosa succede?
Che non appena l’auxina si lega al suo recettore TIR1, il suo recettore si lega a sua volta al
repressore trascrizionale dell’auxina, che è AUX\IAA, perché ha un legame con questo repressore.
Non appena TIR1 si lega ad AUX\IAA, TIR1 accompagna AUX\IAA, repressore trascrizionale della
via di segnalazione dell’auxina, verso la via di degradazione.
A questo punto ARF è libera, e siccome ARF è un fattore responsivo all’auxina, attiva i geni
responsivi all’auxina, e quindi attiva la trascrizione dei geni che rispondono all’auxina, e quindi si
attiva la via di segnalazione.
Allora quando ARF è legato ad AUX\IAA, abbiamo il blocco della via di segnalazione, non abbiamo
geni che rispondono all’auxina.
A questo punto arriva il segnale
dell’auxina, si attiva il pathway
dell’auxina, quindi si attiva
l’auxina, e si lega al suo
recettore.
Legandosi al suo recettore, attiva
la via di degradazione del
repressore AUX\IAA, va verso il
proteasoma per la degradazione.
A questo punto ARF è libera,
dimerizza, quindi ha bisogno di
essere dimerizzato, ed attiva i
geni responsivi all’auxina.
Quindi AUX\IAA si lega al
recettore TIR1, il quale ha il
compito di attivare la via di degradazione.
All’esame chiedo le VIE DI SEGNALAZIONE,e spesso BOCCIO su queste vie di segnalazione, almeno
una via di segnalazione la chiedo.
.
GIBBERELLINE Le furono il secondo gruppo di ormoni ad
GIBBERELLINE
essere caratterizzato.
Essi sono dei regolatori dell’altezza delle piante, e della
germinazione dei semi.
Negli anni ’50 venne caratterizzato il secondo gruppo di ormoni, quali le .
GIBBERELLINE
Le gibberelline sono un insieme di
composti definiti, in base alla loro
struttura chimica, e non rispetto alla loro
attività biologica.
Attualmente si conoscono circa 136
gibberelline.
Negli anni’40, le gibberelline furono scoperte dai ricercatori giapponesi.
Si notò che, alcune piante di
riso avevano una malattia
particolare, che faceva
crescere in altezza le piante di
riso, e ne impediva la
produzione dei semi.
Quindi i giapponesi
identificarono questa malattia
come o piantina
BAKANAE
sciocca.
Si scoprì che questa malattia del riso, diffusa in Asia, è causata da un fungo, GIBBERELLA FUJIKUROI
(fusgikuroi), che infetta le piante, e le fa crescere tantissimo in altezza.
Sappiamo che il riso è una pianta bassa, e quindi è difficile che possa crescere in altezza.
La cosa particolare che si vide, è che la pianta di riso non solo cresceva in altezza, ma non c’era la
produzione di semi.
Quindi per il mondo asiatico, questo era un grosso problema, in quanto hanno un sostentamento
che si appoggia su questa coltura.
Nel 1930, in Giappone, hanno iniziato ad isolare il principio attivo del fungo, della gibberella.
Successivamente nel 1950, sia negli Stati Uniti
che in Gran Bretagna, che stavano lavorando
sugli ormoni, e stavano cercando di
caratterizzare gli ormoni del mondo vegetale,
isolarono la struttura dell’acido gibberellico.
Ma queste informazioni non arrivavano alla
comunità scientifica asiatica, a causa della
seconda guerra mondiale.
Nello stesso anno, nel 1950, il
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