Contesto storico e movimenti letterari: real maravilloso e realismo magico
Introduzione al realismo magico
Il realismo magico è una corrente letteraria che si sviluppa intorno al 1920. Il termine fu usato per la prima volta nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh, alludendo a una scuola di pittura caratterizzata da un insolito realismo con una minuziosa resa dei dettagli dall'effetto straniante. Successivamente, il termine passa alla letteratura e con esso oggi si intende una corrente letteraria sviluppatasi intorno al 1920, la cui caratteristica principale è la rappresentazione della realtà narrativa con l’utilizzo di elementi fantastici e favolosi, che possiamo anche indicare come “inverosimili”.
Caratteristiche del realismo magico
Il realismo magico riflette attraverso l’elemento fantastico una serie di superstizioni, credenze popolari e religiose. Scopo del realismo magico è suggerire un clima soprannaturale distorcendo la percezione delle cose, i personaggi e gli eventi. Sebbene trovato in alcuni romanzieri europei, questo genere è tipico della letteratura latinoamericana, fiorente negli anni '60 e parte degli anni settanta, provocando quello che fu chiamato il "boom" del romanzo latinoamericano. Convive con una tappa storica in cui dominano le dittature e la cultura cerca di allontanarsi dall'autoritarismo. Durante quegli anni, Carlos Fuentes, Mario Vargas Llosa, García Márquez e altri ottennero il riconoscimento della critica e del pubblico coltivando un genere che descrive la vita e la storia di un intero popolo.
Il realismo magico prevede la descrizione di un mondo che si presenta a primo impatto come realistico, un mondo plausibile, ma nel quale sono inseriti alcuni elementi soprannaturali, non spiegabili attraverso la ragione e riconducibili alla sfera del fantastico. È come una realtà parallela, perfettamente uguale al nostro mondo reale, fatta eccezione di alcuni elementi che nel mondo reale non sono possibili. Gli eventi soprannaturali non destano alcuna sorpresa nei personaggi, ossia sono eventi che in quel mondo sono normali. Questo crea nel lettore un effetto straniante, come se all’interno della realtà ci fosse un elemento disturbante, una nota stonata.
Origini del termine "realismo magico"
Il termine “realismo magico” fu utilizzato per la prima volta nel 1925 dal critico tedesco Franz Roh per descrivere “l’insolito realismo” e per designare la produzione pittorica del post-espressionismo. Secondo tale accezione, dunque, “magico” si riferisce all’atto di percezione della realtà. E se nella pittura tale concetto è andato via via identificandosi con una visione “lucidamente attonita del reale”, nella letteratura latinoamericana ha finito per contraddistinguere un filone letterario in cui gli elementi magici appaiono sempre più fusi in un contesto realistico.
Per meglio comprendere tale movimento però è necessario fare un passo indietro e partire da Alejo Carpentier, l’intellettuale cubano, che può essere considerato l’iniziatore del realismo magico, o come lui stesso affermava, del real maravilloso. Le contaminazioni francesi nella crescita culturale di Carpentier sono fondamentali. Durante il suo lungo soggiorno a Parigi alla fine degli venti lo scrittore cubano frequenta il circolo dei poeti e pittori surrealisti. Il surrealismo significò molto per Carpentier perché, come lui stesso affermò “furono i surrealisti che mi aiutarono a incontrare quello che oggi chiamo il real meraviglioso e a mostrarmi cosa poteva esserci di meraviglioso in una strada di Parigi”.
Carpentier torna a Cuba con una nuova prospettiva che gli consente di esprimere il mondo americano superando il concetto che il surrealismo aveva del meraviglioso: se a Parigi il “maravilloso” andava cercato, creato, a Cuba esso era ovunque, esisteva a portata di mano. In America latina, quindi, secondo Carpentier, il maravilloso si poteva incontrare allo “stato puro” all’angolo di ogni strada. Ma quali sono gli elementi che caratterizzano il maravilloso per Carpentier? La profonda differenza tra come lo intendeva lui e i surrealisti consiste nel fatto che nel primo caso è “reale” e “spontaneo”, mentre nel secondo si caratterizza per essere “artificiale”.
Il poeta francese André Breton, altro importante teorico del surrealismo, sosteneva che “bisogna spogliare gli oggetti che ci circondano dal loro aspetto abituale ed osservarli come se fossero insoliti”. Gli scrittori latinoamericani hanno messo in discussione nel tempo alcuni schemi del realismo magico ed hanno rivendicato il diritto dell’immaginazione avvalendosene come fattore di trasformazione rivoluzionario della struttura narrativa e come metodo di penetrazione nell’essenza stessa della realtà.
Il fantastico diventa così l’esitazione tra lo strano e il meraviglioso ed occupa un lasso di tempo “presente” fra “passato” e “futuro”. L’esitazione è causata dall’intrusione brutale del mistero nella vita reale, cioè da un avvenimento inspiegabile secondo le nostre leggi.
Caratteristiche del realismo magico
- Contiene un elemento magico e sovrannaturale
- L'elemento magico può essere intuito ma non è mai spiegato
- Ricchezza di dettagli sensoriali
- Distorsioni temporali, inversioni, ciclicità o assenza di temporalità
- Incorporare leggenda e folklore
- Può essere ambientato in o provenire da un'area di mescolanza culturale
- Presenta eventi da prospettive multiple, (es: credere ed il non-credere, il colonizzatore e il colonizzato)
Il Real Maravilloso di Alejo Carpentier
Il Real Maravilloso è un concetto introdotto da Alejo Carpentier nel prologo del romanzo “El reino de este mundo” (1949). Qui afferma che nel 1943 ebbe la fortuna di trovarsi nella patria di Henri Christophe (schiavo in seguito divenuto re nel 1811), ovvero ad Haiti, e che si trovò per la prima volta in contatto con il “real meravillososo”. Ben presto si rende conto che questa presenza non era un privilegio unico di Haiti, bensì patrimonio dell’intera America che si incontra ad ogni passo della vita del Continente.
Quindi il real maravilloso indica la realtà peculiare dell’America dove l’insolito, lo straordinario è qualcosa di ordinario e quotidiano. Ciò presuppone un’attitudine verso la realtà basata sulla fede. Questa fede comprende due aspetti: una qualità estetica straordinaria che è tipica della realtà latino-americana, e la capacità degli scrittori di percepire questa qualità e di trasformarla in letteratura.
Il real maravilloso diventa poi una tendenza letteraria, che non deve considerarsi uguale al realismo magico. Infatti, mentre il realismo magico consiste in una corrente internazionale basata sull’alterazione della realtà, il secondo è una tendenza letteraria che deriva dalle radici culturali di alcune aree dell'America, come le radici indigene e africane. La prosa del Real Maravilloso è caratterizzata da uno stile barocco, con ornamenti. I personaggi, per lo più indigeni, credono negli aspetti mitologici o spirituali della loro cultura.
Storia di Cuba
Cuba fino al 1898 fu una colonia spagnola, dopo quello che viene definito El disastre del 98, la Spagna perde gli ultimi territori in Asia ed America, così Cuba passa sotto il dominio degli Americani. Cuba quindi diventa indipendente più formalmente che praticamente; ricordiamo infatti l’Emendamento Plat, in cui si stabiliva che Cuba doveva intrattenere rapporti di privilegio con gli USA, i quali si arrogavano il diritto di intervenire ogni qual volta volessero. Nei primi 25 anni della Repubblica si succedettero presidenti fantoccio, guidati dagli Stati Uniti, che portarono ben pochi benefici all'isola. Si formarono così le prime organizzazioni operaie e studentesche e nel 1925 fu fondato il Partito Comunista Cubano.
Figura importante di questo periodo è Batista, l’ultimo dei governatori che hanno fatto gli interessi degli Americani. Il 10 marzo del 1952 Batista realizza un colpo di stato. Ottenuto l'appoggio degli Stati Uniti, il governo di Batista si trasformò in una vera e propria dittatura, spregiudicata e violenta. Mentre una stretta cerchia di privilegiati si arricchiva, la maggior parte della popolazione era sempre più povera. Batista svende agli Americani tutte le attività nazionali e commerciali e Cuba divenne “L'isola del Piacere”, dimora del gioco d’azzardo e della prostituzione, meta ambita da mafiosi e stelle del cinema, impero della malavita statunitense, che gestiva casinò ed alberghi di lusso, riciclando denaro sporco.
La rivoluzione cubana
La situazione cambia con Fidel Castro, un giovane avvocato, che all’inizio tenta di delegittimare il golpe attraverso vie legali, infatti lo denuncia per assalto alla costituzione. Questo atto si rivela infruttuoso, così Fidel tenta altre vie.
Il 26 luglio 1953 nasce il movimento 26 luglio, un movimento di ribellione con il quale tenta di assaltare la Caserma Moncada, simbolo del potere situata a Santiago de Cuba, dove vorrebbe procurarsi le armi per iniziare la lotta. Anche questo tentativo fallisce e quasi tutti i ribelli vengono uccisi (cosa di cui Batista se ne farà vanto, mostrando immagini di cadaveri ai media). Castro viene arrestato e due anni dopo viene liberato e va in esilio in Messico, dove riorganizza la ribellione con l’aiuto di Che Guevara. Con soli 81 uomini con un’imbarcazione chiamata Granma, nel ’56, riprende il tentativo di rivolta. Questi uomini vengono sconfitti da Batista, e alcuni sopravvissuti si rifugiano sui monti della Sierra Maestra, dalla quale parte una guerriglia, che si caratterizza per un progressivo accrescimento del consenso della popolazione. Batista quindi non solo perde l’appoggio della popolazione ma perde anche l’appoggio degli USA.
Così nella battaglia di Santa Clara i rivoltosi vincono. Il 1 Gennaio 1959, Batista lascia l’Avana e i rivoltosi sanciscono il trionfo della rivoluzione. Si tratta di un momento cardine nella storia dell’America-latina in generale.
Gli anni '60 sono gli anni Boom dello sviluppo della letteratura, si tratta di una letteratura quasi mitologica: la piccola isoletta che sfida una grandissima potenza mondiale, l’America. Il pubblico si accorge quindi prima dell’esistenza di questi paesi e poi della letteratura, la quale si distacca piano piano dal modello spagnolo iniziale.
Da subito, nel ’59, Castro prende in mano il potere e attua delle riforme importanti:
- Alfabetizzazione per l’intera popolazione, e istruzione gratuita per tutti, anche l’università
- Sistema sanitario gratuito
- Lavori per portare energia elettrica e fognature nelle zone rurali
- Nazionalizza tutte le attività che Batista aveva affidato agli Americani, e così le tensioni si acuiscono
- Espropria molti beni alla borghesia cubana, la quale nasconde quello che non può portare con se e fugge all’estero nella speranza di ritornare e prendere possesso dei beni
Embargo e Baia dei Porci
Nel 1961 alcuni degli appartenenti alla borghesia finanziati e appoggiati da F.J.K., rientrano a Cuba tentando di sovvertire la rivoluzione, sbarcano nella cosiddetta Baia dei Porci, ma vengono bloccati grazie all’appoggio della popolazione. Le aspettative degli USA sono crollate, quindi i rapporti si inaspriscono sempre di più e F.J.K. decretò il blocco economico (embargo) contro Cuba.
La svolta comunista
Castro si avvicina così ai paesi dell’Est Europeo e all’Unione Sovietica. La politica e l’economia si appoggiano quindi a quelle dell’Unione Sovietica e Castro proclama Cuba una repubblica socialista, comunista. Il desiderio principale era la definitiva abolizione delle classi sociali, una ridistribuzione degli alloggi e delle ricchezze. Questa abolizione però non avverrà mai così come raccontano degli scrittori tra cui Gutierrez. Gli alloggi e le ricchezze infatti erano gestite dagli uomini di fiducia di Castro che cominciarono a tenere per se ciò che dovevano gestire.
Storia del Cile
Dopo la lunga colonizzazione spagnola, iniziata nella prima metà del 16° secolo, il Cile ha proclamato la sua indipendenza nel 1818, instaurando una Repubblica Presidenziale che diede avvio a un lungo periodo di stabilità politica e sicurezza economica. Anche la guerra del Pacifico (1879-83), vinta a spese del Perù e della Bolivia, permise al Cile di ingrandirsi territorialmente conquistando regioni minerarie, ricche di giacimenti di salnitro (nitrato di potassio), e importanti province costiere.
Nel 1891, però il paese precipita in una sanguinosa guerra civile, si instaura una repubblica parlamentare che lasciava irrisolte le forti tensioni sociali. Si ritorna nuovamente alla repubblica presidenziale nel 1927, ma nella prima metà del Novecento il paese fu più volte sull'orlo della bancarotta e della guerra civile e la vita parlamentare conobbe ripetuti interventi dei militari, tentativi di colpi di Stato, scioperi.
Presidenza di Salvador Allende
Alle elezioni presidenziali del 1970 vince il socialista Salvador Allende, instaurando il comunismo. Si sarebbe dovuto presentare anche Neruda, ma lascia il posto a Salvador Allende. Partito dell’Unità popolare. Furono nazionalizzate importanti industrie e sul piano internazionale fu avviata una politica di apertura verso Cuba e i paesi socialisti. Il Chile viveva una fortissima oligarchia, nessuna sanità per i cittadini, e nessun diritto. Allende cercò di attuare delle riforme a favore dei meno abbienti.
Le élites economiche, e le potenze straniere (in particolare gli USA) erano contrari alle scelte politiche di Allende. Le crescenti difficoltà economiche del paese alimentarono la tensione a Santiago, dove, nel settembre 1973, con un sanguinoso colpo di Stato, il generale Augusto Pinochet s'impadroniva del potere bombardando il palazzo presidenziale (La Moneda). Allende si trovava dentro e disse alla popolazione che sarebbe morto piuttosto che sottomettersi ai golpisti. Secondo la versione ufficiale si suicidò, ma alcuni sospettano che sia stato ucciso.
Così fu avviata l’operazione Condor: i membri dello stato precedente (oppositori di sinistra) sarebbero stati ammazzati, torturati e perseguitati.
Conseguenze della dittatura di Pinochet
La dittatura fu durissima, considerata la più feroce dopo il Nazismo. Il Regime inaugurato nel 1973 terminò nel 1990, dopo un plebiscito contro Pinochet nel 1988 e le libere elezioni del 1989, sollecitate dalla comunità internazionale. Pinochet si dimise da Presidente e si ritornò alla democrazia con l’elezione del presidente Patricio Aylwin.
Pinochet iniziò immediatamente dei radicali cambiamenti sociali ed economici, sciogliendo i partiti politici e adottando una politica liberista e anticomunista. Il nuovo regime si avviò a schiacciare le istituzioni rappresentative che avevano permesso al Cile di diventare la prima nazione al mondo con un capo di Stato marxista. Il Rapporto Rettig e altre documenti, redatti dopo la dittatura, si occuparono del conteggio delle vittime dei militari e contarono ufficialmente oltre 3500 morti, 30.000 vittime di tortura, di persecuzione, esilio forzato o prigionieri politici e 600.000 sequestri.
Ai carcerati veniva dato il Siero della verità, il Pentathlon, una droga usata per ottenere informazioni da soggetti che non possono o non vogliono fornirle. Essi venivano successivamente buttati in mare. Quando le onde portavano i cadaveri verso la terra, decisero di cambiare oceano, il Pacifico. Le torture feroci erano all’ordine del giorno: le donne venivano violentate, e gli uomini venivano collegati alla corrente elettrica dai genitali. Furono anche assoldati dei medici per bloccare la tortura quando poteva essere mortale, aspettavano che si riprendessero e continuavano le torture.
Storia del Venezuela
1) Nel 1908 Juan Vicente Gómez impone una rigidissima dittatura che durerà fino alla sua morte, avvenuta nel 1935. Da una parte fu un periodo di relativa stabilità politica, dall'altra, a causa del comando centralizzato il paese non conobbe progresso sotto il profilo sociale e civile. I proventi ottenuti dallo sfruttamento del petrolio (che iniziò ad essere estratto fin dagli anni venti del Novecento), invece di contribuire ad elevare il basso tenore di vita della popolo venezuelano, finirono in tal modo per arricchire le grandi compagnie petrolifere statunitensi e un ristretto numero di latifondisti, uomini d'affari e burocrati locali.
2) Dopo un breve periodo di governo democratico, dove venne promulgata una Costituzione che però limitava i partiti di sinistra, il gen. Isaías Medina Angarita assume la guida del Paese, ripristinando un regime dittatoriale. Intraprese un'intensa lotta all'analfabetismo e pose le basi per una prima, timida normativa concernente la previdenza sociale. Nonostante ciò non trovò il favore delle masse.
3) Il popolo infatti appoggia l’ascesa di Rómulo Betancourt che, alla guida di un governo composto da civili e militari, avvia un programma di riforme liberali.
4) Nel 1947 viene promulgata una nuova Costituzione e, in seguito ad elezioni democratiche, lo scrittore Rómulo Gallegos Freire, candidato del partito di Betancourt, diviene il primo presidente democraticamente eletto del Venezuela (9 mesi).
5) Ma nel novembre del 1948 un nuovo colpo di stato dei conservatori rovescia Gallegos e ha avvio una nuova dittatura. Il dittatore Perez Jimenez fece immigrare nel Venezuela -tra il 1952 ed il 1958- oltre un milione di europei (tra i quali 330.000 italiani), che svilupparono enormemente l'economia specialmente della capitale Caracas e cambiarono la struttura sociale della nazione, che aveva appena sette milioni di abitanti nel 1953. Durante il suo governo, il paese venne trasformato nella più moderna nazione dell'America Latina.
Rivoluzione messicana
La rivoluzione messicana fu una delle maggiori rivoluzioni del Novecento. Ebbe inizio nel 1910 per porre fine alla...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
15 autori letteratura spagnola + analisi brani
-
Introduzione a Foscolo - appunti su contesto storico '700 - '800 + biografie e opere degli autori più importanti pe…
-
15. Metodologia della ricerca archeologica
-
Riassunto 44 canti (15 Inferno, 14 Purgatorio,15 Paradiso) Divina Commedia Dante Alighieri