Lo stato
Il diritto costituzionale studia lo stato in quanto ordinamento giuridico; esso, a partire dal 16o secolo, ha affermato la propria autonomia nei confronti del Papato e dell'Impero e la propria supremazia verso gli ordinamenti locali e particolari (es. feudali, municipali, ecc).
Per ordinamento giuridico si intende un gruppo sociale che ruota attorno a un principio ordinatore e che rispetta organizzazione e condotta. Quindi lo stato è un insieme di regole prodotte da un gruppo di persone che si associano e si organizzano in un territorio e si sottomettono al potere politico del governo sovrano.
Inizialmente, essendoci poche persone, la forma di stato era la democrazia diretta, ovvero partecipazione diretta del popolo (come ora in Svizzera).
Ubi homo, hic societas
Ubi societas, hic ius
Ubi homo, hic ius.
I filosofi giusnaturalisti e contrattualisti (Hobbes, Locke, Spinoza, Rousseau) hanno dato origine al contratto sociale, ovvero un patto stretto tra cittadino e stato grazie alla presenza di regole dove il cittadino rinuncia a parte della sua sovranità (o prerogativa) in cambio della protezione dello stato, restando comunque cittadino libero. Rousseau afferma appunto che tale contratto offre la soluzione per un quieto vivere.
Inoltre, tale contratto sociale serviva per giustificare la monarchia; essa infatti era legittimata dalla Chiesa, ma il protestantesimo mette in discussione tale legittimità per appoggiarne una politica.
Lo stato è regolato da una Costituzione, ovvero quest'ultima legittima la sovranità; è un documento giuridico nel quale sono riportati i poteri degli enti come il Presidente della Repubblica che approva le leggi o il Governo che sceglie i contenuti delle leggi. (In Gran Bretagna si fa riferimento solo a libri importanti)
Lo stato moderno
Nasce nel 1648 con la pace di Westfalia che chiude la guerra dei Trent'anni (guerra di distruzione) e che porta alla parità e all'indipendenza degli stati. Lo stato moderno ha 5 principali caratteristiche:
- Originarietà: si origina da solo, non esiste a partire da ordinamenti superiori.
- Struttura autoritaria e stabile: in quanto dispone dell'uso della forza al fine di far rispettare le leggi.
- Generalità dei fini: gli obiettivi possono modificarsi in quanto sei appunto sovrano e puoi prendere decisioni.(Art.7 = Stato e Chiesa indipendenti e sovrani).
- Potere di imperio o sovrano: comando sui soggetti ad esso sottostanti.
Lo stato può essere definito sovrano; per sovranità si intende il potere assoluto che permette di emanare leggi o ordinanze e imporre tributi (monopolio diretto), rendere giustizia delegando altri enti e dichiarare guerra o pace (monopolio indiretto). Quindi uno stato è definito sovrano se riesce a ottenere il monopolio della forza senza interferenze esterne.
La sovranità può essere:
- Esterna: indipendente verso altri stati o enti giuridici.
- Interna: ha la supremazia sugli enti che fanno parte dello stesso stato. (In Palestina non c'è una vera sovranità ma c'è l'ambasciatore).
Lo stato ha dei limiti in quanto:
- Appartenente a un ordinamento internazionale che ha regole precise. (limite giuridico)
- Appartenente a organizzazioni internazionali come Nato, UE, che portano ad obblighi e conseguenze.
- Appartenente a una comunità internazionale ovvero rientrante nella globalizzazione in cui circolano grandi quantità di merci, servizi e persone a livello mondiale. (limite di fatto)
Sovranità popolare
Il termine sovranità ha origine storica e deriva dal costituzionalismo francese; dopo la Rivoluzione Francese il re viene ucciso e i cittadini sono costretti a riformare lo stato basandosi sulla nozione di “Popolo sovrano”.
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Appunti Diritto costituzionale - parte 1
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Riassunto sociologia 1
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