Estratto del documento

Capitolo I.

Danno, morte e adattamento cellulare.

Patologia = studio delle malattie. Si occupa dello studio delle cause delle malattie e delle

alterazioni che ne derivano, a livello cellulare, tessutale e sistemico, le quali sono a loro

volta responsabili dei segni e dei sintomi nel paziente.

Patologia generale = cause della malattia (reazioni cellulari o difetti ereditari).

Patologia sistemica = disturbi a carico di tessuti o organi.

L’eziologia è l’origine della malattia, rappresenta cioè le cause ed i fattori scatenanti le

alterazioni che si manifestano nell’organismo.

La patogenesi indica le fasi evolutive della malattia, cioè il processo attraverso il quale i

fattori eziologici scatenano cambiamenti cellulari e molecolari che scatenano le alterazioni

che caratterizzano la malattia.

L’eziologia spiega perché la malattia insorge, la patologia indica come si evolve.

ADATTAMENTO

Le cellule interagiscono attivamente con l’ambiente extra-cellulare, adattando

continuamente la loro struttura e funzione alle richieste dell’organismo ed agli stress extra-

cellulari. Le cellule sane si mantengono (o meglio mantengono la composizione del loro

mezzo interno) in una sorta di equilibrio dinamico detto omeostasi.

Le cellule esposte a stress fisiologici o stimoli patologici possono andare incontro ad

adattamenti per mantenere le proprie funzionalità vitali. L’adattamento è una variazione

cellulare reversibile di natura numerica, dimensionale, fenotipica, metabolica che permette

di trovare un nuovo equilibrio necessario per affrontare il cambiamento.

Gli adattamenti fisiologici sono risposte cellulari a stimoli fisiologici; esempio: aumento

delle dimensioni della ghiandola mammaria in risposta ad uno stimolo ormonale in

gravidanza.

Gli adattamenti patologici sono risposte cellulari allo stress per evitare di subire danni.

Le principali risposte adattive sono: ipertrofia, iperplasia, atrofia e metaplasia.

Ipertrofia: condizione in cui si ha un aumento del volume cellulare con conseguente

• aumento di volume dell’organo. E’ una risposta adattativa delle cellule che hanno perso

la capacità di dividersi. L’ipertrofia può essere fisiologica o patologica ed è causata da

aumentate richieste funzionali, da stimolazione ormonale o da fattori di crescita.

Esempio di ipertrofia patologica: aumento del volume del cuore causato da ipertensione.

Esempio di ipertrofia fisiologica: aumento del volume dell’utero in gravidanza dovuto a

iperplasia+ipertrofia del muscolo liscio, indotte da estrogeni.

Iperplasia: aumentato numero di cellule causato dalla proliferazione di cellule

• differenziate. E’ una risposta dei tessuti contenenti cellule in grado di replicarsi. Può

coesistere con l’ipertrofia ed è spesso causata dagli stessi stimoli. Può essere fisiologica

o patologica ed in entrambi i casi la proliferazione è stimolata da fattori di crescita.

L’iperplasia fisiologica è di due tipi: (1) iperplasia ormonale, proliferazione epitelio

ghiandola mammaria femminile in pubertà o gravidanza; (2) iperplasia

compensatoria, si sviluppa nel tessuto residuo di un organo che ha subito una

perdita parziale, fino a che l’organo non recupera la normale dimensione, esempio

epatectomia parziale (resezione parziale del fegato).

L’iperplasia patologica è causata da iperstimolazione ormonale o fattori di crescita.

L’ipertrofia è un processo proliferativo che resta sempre controllato ed al cessare dello

stimolo anche l’iperplasia viene meno. 1

La risposta ai normali meccanismi di controllo distingue l’iperplasia patologica dal cancro,

caratterizzato dalla perdita o alterazione dei meccanismi di controllo della crescita

cellulare. Spesso l’iperplasia patologica è un terreno fertile per lo sviluppo del cancro.

Atrofia: riduzione del volume cellulare. Se è interessato un discreto numero di cellule,

• l’intero tessuto o organo si riduce di dimensioni diventando atrofico. Può essere dovuta

ad uno stimolo ambientale che influisce su un'attività biologica come ad esempio la

sintesi proteica, all’invecchiamento (atrofia senile), ad un ridotto carico di lavoro

(esempio immobilizzazione di un arto post-frattura), ad un ridotto apporto ematico, a

denutrizione, alla perdita di stimolazione endocrina. Alcuni di questi stimoli sono

fisiologici, esempio perdita di stimolazione endocrina durante la menopausa; altri sono

patologici.

Anche la compressione può creare atrofia: una massa cellulare può creare atrofia in un

tessuto vicino (caso dei tumori). Uno dei danni più gravi dei tumori benigni è infatti

determinato dalla loro massa perché possono atrofizzare le zone vicine rendendo quindi

inattiva la funzione di quel tessuto.

L’atrofia deriva dalla coesistenza di ridotta sintesi ed aumentata degradazione delle

proteine cellulari. Spesso l’atrofia si accompagna ad un’aumentata autofagia.

Esempio di atrofia senile: cervello normale di giovane adulto vs atrofia cerebrale in uomo

anziano con aterosclerosi. L’aterosclerosi è una condizione in cui il danno vascolare porta

alla carenza di flusso ematico e quindi di sostanze nutritive che servono per il

metabolismo cellulare, la cellule non riescono (prendiamo ad esempio il metabolismo

proteico) ad avere gli aminoacidi essenziali per cui perdono l’attività biologica.

Differenza tra due cervelli: solchi più marcati e di volume maggiore evidenziano una

minor quantità di tessuto dovuta ad atrofia del tessuto celebrale. Questa marcata

differenza può essere conseguenza di un’aterosclerosi che ostruisce i vasi del cervello.

Metaplasia: alterazione reversibile che comporta la sostituzione di un tipo di cellula

• adulta (epiteliale o mesenchimali) con un altro tipo. In seguito a questo adattamento, un

tipo cellulare sensibile ad un particolare stress viene sostituito con un altro più resistente.

La metaplasia con coinvolge cellule già differenziate ma consiste nella

“riprogrammazione” delle staminali che vengono stimolate a produrre cellule figlie con

una diversa differenziazione. In sostanza un tipo cellulare differenziato viene sostituito

con un altro tipo cellulare con una differenziazione diversa.

Esempio di metaplasia come adattamento allo stimolo del fumo: modificazione

dell’epitelio cilindrico respiratorio. L’epitelio cilindrico presente a livello dei bronchi (in

condizioni normali) è sensibile a stimoli che ne permettono la sostituzione in epitelio

squamoso stratificato con capacità maggiore di sopportare lo stimolo; non cambia la

cellula ma il differenziamento durante la replicazione cellulare. Tuttavia, sebbene l’epitelio

2

squamoso metaplastico presenti dei vantaggi

in termini di resistenza, si perdono importanti

meccanismi protettivi, quali la secrezione di

muco ed il movimento ciliare che rimuovono il

materiale particolato presente nell’aria

inspirata. In conseguenza di ciò, la presenza

di questo tipo di cellule può essere una

predisposizione allo sviluppo di tumore. Non è

un bene sostituire cellule che normalmente

sono presenti nel nostro organismo! Nel caso

in cui un fumatore smetta di fumare le cellule

continueranno comunque a differenziarsi nel

nuovo tipo cellulare. Altri esempi: problemi di

intossicazione cronica da sostanze chimiche;

reflusso esofageo cronico porta alla sostituzione dell’epitelio squamo stratificato del tratto

finale dell’esofago con un epitelio cilindrico di tipo gastrico.

Lo stimolo differenziato che porta ad una cellula metaplastica può dipendere da diversi

fattori ed è rappresentato da: citochine, fattori di crescita e componenti della matrice

extracellulare. Tutti questi termini si riferiscono a molecole in grado di essere espresse

quando c’è uno stimolo nocivo. Le citochine sono importanti nel sistema immunitario e nel

processo infiammatorio, i fattori di crescita stimolano la crescita cellulare mentre la

componente della matrice extracellulare è importante per la segnalazione all’interno di un

tessuto, è come una spugna che permette scambi di informazioni da una cellula all’altra.

Se c’è uno stimolo irritante le funzioni cellulari possono essere perse, si possono attivare

processi infiammatori e le citochine possono guidare verso una differente via

differenziativa. Comprendere quali sono gli stimoli in grado di differenziare un tipo cellulare

rispetto ad un’altro è importante nello studio delle cellule staminali anche a livello

terapeutico.

DANNO CELLULARE

Quando lo stress supera le capacità di adattamento, si sviluppano delle alterazioni cellulari

che entro certi limiti sono reversibili e permettono alla cellula di tornare alla sua condizione

fisiologica se lo stimolo nocivo viene rimosso; in caso di stress gravi e persistenti, si

supera un valore soglia per cui le alterazioni sono irreversibili e la cellula va incontro ad un

processo di morte cellulare per apoptosi o necrosi.

Prendiamo ad esempio il cuore: il miocardio soggetto a sovraccarico persistente

(ipertensione), si adatta sviluppando ipertrofia per generare un aumento della forza

contrattile; se il sovraccarico persiste o il flusso ematico si riduce (ischemia) il muscolo

subisce un’alterazione che sarà reversibile in caso di occlusione parziale o transitoria,

irreversibile se l’istruzione è completa e prolungata e porta a morte cellulare (infarto).

Cause di danno cellulare:

Ipossia: carenza di ossigeno, interferisce con la respirazione ossidata aerobica ed è

• causa comune di danno e morte cellulare. E’ una condizione che può essere dovuta sia

al flusso di sangue che non arriva correttamente in un tessuto, che ad alterazioni del

trasporto dell’ossigeno, oppure anche alla scarsa disponibilità di ossigeno ambientale.

L’ischemia, condizione patologica in cui si ha perdita di apporto ematico a causa di

un’occlusione del flusso arterioso, è la causa più comune di ipossia. Il tessuto non

perfuso oltre a non ricevere nutrienti, non può rimuovere le scorie metaboliche ed è

tessuto ischemico.

definito La carenza di ossigeno può essere dovuta anche ad una

alterata capacità di trasporto dell’ossigeno, come nell’anemia emorragica o

nell’avvelenamento da monossido di carbonio. 3

Reazioni immunologiche: sebbene il sistema immunitario ci difenda dai patogeni ed in

• generale dal NON-SELF, le reazioni immunologhe, come ad esempio l’infiammazione,

possono essere causa di danno cellulare. Ne sono un esempio le reazioni autoimmuni

contro tessuti autologhi e le reazioni allergiche.

Squilibri nutrizionali: incidono molto sul danno cellulare, pensiamo che i nutrienti

• essenziali servono al metabolismo cellulare e quindi per costruire proteine coinvolte in

diversi processi come la difesa rispetto all’ambiente esterno. La nutrizione è essenziale

per una corretta produzione di tutte le molecole coinvolte in questi processi (esempio

produzione di Ig) altrimenti saremo carenti di una risposta immunitaria. Altri disturbi

della nutrizione come ad esempio l’obesità, aumentano notevolmente la

predisposizione all’insorgenza del diabete mellito di tipo II.

Alterazioni genetiche possono essere rilevanti nell’insorgere di una patologia.

• Agenti chimici e fisici come inquinanti ambientali, insetticidi, CO, sostanze ad uso

• ricreativo come l’etanolo, farmaci assunti in modo improprio, l’ossigeno a pressioni

parziali troppo elevate, temperature estreme, radiazioni, variazioni di pressione ecc..

Agenti infettivi

• Invecchiamento, compromette la capacità replicativa e ripartiva di cellule e tessuti.

ALTERAZIONI MORFOLOGICHE NEL DANNO CELLULARE

Nei processi di morte cellulare, le cellule modificano drasticamente la loro morfologia. La

struttura della cellula rispetta la sua funzione, alterazioni morfologiche alterano quindi la

funzione della cellula stessa.

In presenza di un dannosi possono riscontrare alterazioni della morfologia cellulare e

delle condizioni biochimiche che mano a mano che il danno si intensifica o si protrae nel

tempo, portano ad una condizione irreversibile di morte cellulare. Un danno può essere

tenuto a bada fino ad un certo punto con una risposta adattativa che permettere alla

cellula di tornare alle condizioni fisiologiche (condizione di reversibilità), quando il danno

perdura per molto tempo si arriva a modificazioni macroscopiche della struttura cellulare

tipiche del danno avvenuto. L’analisi istologica del tessuto ci può dare importanti

informazioni riguardo al tipo di danno ed alla causa del danno in modo da poter intervenire

terapeuticamente per allontanare l’agente lesivo e curare il danno avvenuto.

Confronto tra la morfologia cellula apoptotica vs necrotica.

La struttura cellulare, nei due casi, è completamente diversa.

corpi apoptotici

Nell’apoptosi si ha la formazione di per cui la cellula rimane attiva e si ha

tagli al DNA

un processo di modificazioni dentro la cellula tra cui anche e formazione di

microvescicole che servono ai macrofagi per la digestione. Nell’apoptosi abbiamo un

processo di morte cellulare pulito (lo chiede all’esame) perché non viene liberato nessun

materiale cellulare poiché i corpi apoptotici sono estroflessioni della cellula stessa, sono

quindi rivestiti da membrana cellulare e non liberano nulla di quello che c’era dentro la

cellula. rigonfiamento cellulare

Nella necrosi si ha un ed un’alterazione delle membrane tale da

liberare nel citoplasma gli enzimi lisosomiali; questi digeriscono la cellula causandone la

lisi, quindi la liberazione del materiale, che normalmente è all’interno della cellula, nello

processo infiammatorio.

spazio extra cellulare. Ciò attiva un

La risposta immunitaria si attiva quando nell’organismo ci sono delle molecole che

normalmente il nostro sistema immunitario non vede, quindi tutto ciò che è all’esterno del

nostro organismo come i microorganismi, o materiale intracellulare che normalmente il

sistema immunitario non vede proprio perché rivestito da membrana cellulare e quando 4

liberato si comporta da antigene esterno. Nell’apoptosi questo non avviene perché i

macrofagi fagocitano i corpi apoptotici e non vi è infiammazione; la necrosi causa invece

un processo infiammatorio. La distinzione tra apoptosi e necrosi può fornire informazioni

importanti in merito alla natura dell’agente dannoso.

Caratteristiche principali che distinguono necrosi da apoptosi:

1. Volume cellulare -> aumenta nella necros

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 21
1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 1 1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
1. Danno, morte e adattamento cellulare Pag. 21
1 su 21
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher evelinxd di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e terminologia medica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Albertini Maria Cristina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community