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Appunti di Preistoria e protostoria sulla prima lezione basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. La Rosa dell’università degli Studi di Catania - Unict, Facoltà di Lettere e filosofia, Corso di laurea magistrale in valorizzazione dei beni archeologici . Scarica il file in formato PDF!

Esame di Preistoria e protostoria dal corso del docente Prof. V. La rosa

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del soggetto; cioè da la possibilità a tutti di riconoscere lo stesso messaggio, di capire la sua posizione,

la sua posizione sociale; inoltre tali attributi vengono usati nei cosiddetti riti di passaggio…anche in età

preistorica il passaggio tra le varie fasi della pubertà alla maturità vera e propria venivano scanditi da

veri e propri riti con i quali in pratica la comunità non solo metteva alla prova il giovinetto, la

giovinetta, l’aspirante, per vedere se era veramente in grado di essere accolto nel mondo degli adulti, li

sottoponeva a delle prove che avevano dei segni tangibili nel tempo: la rasatura di una ciocca di capelli,

la capacità di afferrare i pesci con le mani per portarli al gruppo e sfamarlo; un rito di passaggio

particolarissimo è quello della circoncisione in ambito ebraico per scandire l’ingresso nella comunità

israelitica dei bambini; o per esempio in età medievale il sovrano veniva unto con l’olio santo e tale

unzione sancisce in modo definitivo la sua funzione di sovrano. Il Simbolo o Segno quindi decreta e

mantiene uno status, quindi non solo lo decreta, da questo momento in poi tu sei questo, ma anche tu da

quando hai questo simbolo continui ad essere questo, perché insistere sull’idea della continuità? Perché

questo è l’unico modo in certi contesti preistorici di mantenere la posizione sociale, la pax sociale, cioè

riconoscere una volta per tutte ad una certa funzione ad una certa persona e non discuterla

continuamente significava indirettamente assicurare una coesione sociale a gruppi appartenenti, quindi

appunto decreto e mantenimento di questo status. Quando e come si sviluppa lo statuto di Insignia

dignitatis o insegne del potere? Un’occasione propizia può essere quella dei contributi, nel momento in

cui due gruppi discutono tendendo a prevalere l’uno sull’altro c’è da aspettarsi che alla fine di

quell’operazione qualcuno ne uscirà vincitore e quindi assumerà all’interno della comunità sua stessa

particolari privilegi, particolari funzioni; quindi sarà un simbolo o segno di un nuovo status sociale; un

altro momento in cui si sviluppano queste insegne del potere è nelle trasformazioni sociali, quando

avvengono grandi trasformazioni sociali: quando si scopre che ad esempio il bronzo viene fatto meglio

col rame e lo stagno piuttosto che con il rame e l’arsenico per cui quelli che prima lo facevano con

l’arsenico diventano meno potenti e invece acquistano vivacità economica e sociale altri gruppi…ed è

molto probabile che questi gruppi vengano ad esprimere nelle strutture che vanno verso nuove figure di

potere. Le insegne del potere si sviluppano pure particolarmente all’interno di una società gerarchizzata;

in un contesto di natura militare si comincia ad essere più esigenti di fronti alle mostrine e ai gradi…

colonnello, capitano etc.. è necessario mostrare costantemente le insegne perché in un momento simile

la società è basata unicamente sulle gerarchie. Per gli archeologi la sfera privilegiata per cogliere gli

insignia è ancora una volta la sfera dei morti. I contesti funerari ci danno un’idea dei rapporti intercorsi

tra i vivi e del relativo sistema sociale, bisogna stare attenti però a fare delle distinzioni e non cadere

nella trappola di considerare la ostentazione di ricchezza senz’altro come insegna del potere: davanti ad

una tomba ricchissima con vasi d’oro e d’argento non dobbiamo sostenere per forza che si tratti di una

tomba reale, potrebbe essere una volontà del defunto di apparire per ciò che non è; quindi un generico

uomo benestante (se ha vasi d’oro e argento sicuramente non è un poveraccio!) non è indicazione di un

segno di dignità, non è detto che avesse anche un ruolo politico all’interno del gruppo. Altro è la

ricchezza che definiamo generica, altro è un attributo specifico di regalità o di commando che

potremmo riuscire ad identificare; un altro elemento da tenere presente è che anche nel caso di grossi

vasi d’oro, d’argento etc è possibile trovarsi in un contesto ingannevole: poniamo il caso di un figlio

illegittimo di una schiava che il re ha tenuto nascosto per tutta la vita e dopo la sua morte per crisi di

coscienza fa sapere a tutti che era suo figlio e gli mette nella tomba dieci vasi d’oro; se dovessimo

dedurre da questo che quel poveretto durante la vita esercitava una certa funzione e aveva un certo

potere sbaglieremmo di grosso e clamorosamente! Dobbiamo sempre calcolare quanto i familiari

tenessero a questa ostentazione della ricchezza, quanto volessero indirettamente fare valere la propria

condizione o esaltare il defunto che magari sarà invece stato lo scemo della famiglia! In ogni caso vi è

quell’ insignia dignitatis riferita ai morti può fornirci qualche cosa, perché se è pur vero che mai

potremo farci un’idea precisa del contesto è ancor vero che la ricchezza familiare di per sé indicatore di

una qualche forma di potere. (economico?). Come ci dovremmo comportare nel caso in cui in una

tomba trovassimo vasi più o meno preziosi e uno scettro di legno? Che potrebbe rappresentare uno

specifico attributo del potere…gli attributi hanno valenza specifica in mano delle persone designate…

Lo scettro può essere portatore di una nozione di valore basata sulla forma ( caso in cui la forma prevale

sulla materia), in questo caso uno scettro di pietra potrebbe avere più valore di un vaso d’oro; la materia

potrebbe anche avere avuto un valore primario cioè potrebbe essere apprezzabile sia da un punto di

vista economico sia commerciale, lo scettro d’oro e diverso da quello di legno, ma anche un valore

sacrale: uno scettro di legno che fosse stato ricavato dall’albero sacro che si credeva piantato dalla

divinità x, questo potrebbe essere ritenuto più prezioso dello scettro d’oro; quindi il discorso delle

materia dell’oggetto come vedete appare quanto mai variabile. Il valore dell’oggetto può dipendere

anche dal contesto: una medaglia d’oro delle olimpiadi è assai diversa dalla medaglia, sempre d’oro e

magari di qualche carato in più che compro al negozio di articoli sportivi… quindi in quel caso è

l’evento che da valore all’oggetto. Questi insignia dignitatis possono acquistare nel tempo più valore,

cioè uno scettro usato da più generazioni e tramandato da padre in figlio sarà certamente più importante

rispetto ad uno scettro nuovo, per esempio nell’Iliade 2:100-108 si fa riferimento allo scettro di

Agamennone che viene impreziosito dai vari passaggi: Zeus, Hermes, Atreo, Tieste e finalmente

Agamennone che non per niente è il capo di tutti i greci. Come si può attribuire un valore all’oggetto,

sulla base di che cosa? Un elemento potrebbe essere il luogo di produzione, cioè un oggetto importato

potrebbe essere più valido di un oggetto locale; un altro dato potrebbe essere fornito dalla tecnica di

fabbricazione, un scettro filigranato potrebbe essere più prezioso di uno scettro d’oro ma per il qual non

ci fosse voluta che una lavorazione semplice; un altro criterio da tenere a mente, ma non troppo,

potrebbe essere quello inerente al tempo di fabbricazione, cioè uno scettro che richiedesse 16 giorni di

lavorazione potrebbe essere più prezioso di uno che ne richiedesse solo tre, ma loro il tempo lo avevano

per cui si tratta di una sovrastruttura culturale! (è un criterio di tempi moderni!); un altro elemento

potrebbe essere quello della circolazione delle pratiche sociali, pensate ad esempio alle conchiglie della

Polinesia, alla rarità, alla qualità di questo tipo di conchiglie…e pensate poi alle situazioni nelle quali

avvengono certi scambi, quelle che si chiama geografia culturale di un oggetto, la storia di un oggetto…

le linee che segue quest’oggetto per arrivare a destinazione, pensate ad un vaso della dinastia Ming a

casa vostra… un altro valore può essere dato da quello che si chiama restrizione delle parti/fasi dello

scambio, se in un contesto di monopolio gli scettri vengono creati solo per i principi chiaramente non

esiste un mercato degli scettri e di conseguenza il valore degli scettri aumenta, considerate anche

eventuali fatti ideologici: il segno della cornacchia è un segno che porta Jella, allora il simbolo della

cornacchia avrà un tipo di circolazione particolare e limitata e coloro che la posseggono saranno

Iettatori così possenti che avranno ipso fatto una funzione, sacerdotale e via dicendo…Che cosa rende

in definitiva prestigioso un oggetto? Un primo elemento può essere la forma, un secondo la materia, un

terzo la provenienza.. La forma perché l’oggetto attraverso di essa trasmetterà qualche cosa: Corone,

Diademi, Scettri, le Asce, le Armi, le Spade, Le Mazzeferraie, le sepolture di cavalli accanto ai

proprietari e così via etc… Le maschere che sono uno status simbol per il defunto; i diademi e le corone

che stanno sulla testa indicano e sottolineano la facoltà del capo di essere congiunzione fra cielo e terra!

E ciò indirettamente legittima la presa del potere da parte di identità superiori. Lo scettro inteso come il

braccio che impartisce gli ordini (vindictam, verga con la quale si affrancavano gli schiavi romani.); in

sostanza lo scettro può dare l’idea della fase esecutiva d’un braccio che da gli ordini; la spada è attributo

del potere perché serve da un lato ad abbattere il nemico e da l’altro a difendere un amico cioè la

propria dignità: è uno strumento contemporaneamente di oppressione e di giustizia. L’Ascia o la Scure

rappresentano la forza distruttrice del Sovrano, la collera, la guerra, ma è anche un mezzo

santificale/sacrificale per eccellenza, con l’ascia si abbatte il toro che verrà poi offerto alla divinità,

quindi vedete come la forma possa avere un ruolo per attribuire un certo valore a questi Insignia

dignitatis. L’oro e i metalli preziosi che possono dare? Intanto sono splendenti, sono incorruttibili, sono

facili da lavorare, a proposito delle proprietà fisiche vere o presunte vi è da considerare pietre come

l’ametista, la quale pare avesse la facoltà di curare i sintomi dell’ubriachezza (a-metistos=non si

ubriaca), l’oro in qualche modo poteva ricordare lo splendore del sole, l’eternità del sole, quindi vedete

come la materia potesse contribuire a dare un valore, stesso caso per l’ambra e l’avorio di cui le Grecia

era sprovvista e ai quali poteva attribuire un valore aggiunto, la provenienza: oggetti o materie che sono

frutto di scambi di lunga distanza di per sé acquistano maggior valore, o anche il dono di un altro

Sovrano può rientrare nella categoria dei valori aggiunti: l’orologio che regala il fidanzato è diverso da

quello che si compra in bancarella; negli scambi bisogna sempre tenere presente la nozione del possesso

inalienabile; il principio per il quale cedere certi oggetti equivarrebbe a perdere la propria dignità

sociale, se io sono il chirurgo della comunità ed ho un paio di aghi, un paio di coltelli nel momento in

cui io cedessi gli aghi e i coltelli perderei la mia funzione di medico, non sarei più in grado di esercitare

la mia funzione di medico: è per questo che non si può alienare uno scettro. Cosa può essere lasciato in

eredità o finire in contesti funerari? Alcune situazioni vanno stabilite di volta in volta. Nella cultura

micenea gli scettri sono rari perché passano (Omero ne cita molti) di mano in mano o probabilmente

non si deponevano nei contesti funerari(prima o poi andavano distrutti o depredati o rifusi se d’oro). Gli

insignia dignitatis ci danno indicazioni sulle strutture sociali, delle indicazioni sui legami fra potere

politico e potere religioso, potremmo tentare di capire se alcuni simboli, alcuni attributi possano fare

pensare contemporaneamente e indipendentemente al potere politico o al potere religioso, ma anche

indicazioni sulle strutture economiche, sulla natura e sul controllo dei commerci centralizzati o non

centralizzati, se più o meno statali; fermo restando che non è sempre possibile distinguere fra un elite

generica che è rappresentata dai beni di lusso e uno status politico; in altri termini il potere è sempre

associato alla ricchezza, ma non sappiamo se la ricchezza implicasse sempre il potere. Solo questo

dobbiamo aspettarci dall’Archeologia per distinguere le strutture di potere? Un parametro non

trascurabile è quello delle architetture! Un palazzo con dei magazzini è già un indicatore di potere, un

palazzo che palesemente non è una casa privata è un indicatore di potere, quindi anche le architetture

come vedete sono dei veri e propri indicatori, per la produzione, per le specifiche applicazioni o

funzioni: un archivio ad esempio è un segno di potere, così gli strumenti burocratici. Le cinta murarie

possono essere usate indipendentemente sia come indicatori di spazio sia come indicatori di potere

perché da un lato indica l’esistenza di strutture in grado di ordinare e coordinare simili opere (esiste un

controllo!), dall’altro per un fitto fisico spaziale indicano uno spazio che appare vitale per il gruppo;

esistono casi in cui, voi sapete, vi sono cinte superiori piuttosto strette e cinte inferiori più o meno

difendibili, in questo senso Troia esprime bene il concetto con la sua famosa cittadella fortificata, la

città che attorno alla pianura aveva questa specie di steccato che faceva da baluardo. Le cinte murarie

sono indicatori sia del potere sia dello spazio. Per quel che riguarda invece nello specifico gli indicatori

dello spazio oltre a queste cinte, bisogna chiedersi se un certo tipo di strutture tutte caratterizzate dallo

stesso tipo di cultura non possano indicare l’esistenza di una rete…(I santuari delle vette con le stesse

iscrizioni e forme di culto). Altro indicatore di spazio è la distribuzione dei manufatti. Se trovo a

Festose le ceramiche di Cnosso ho annullato lo spazio attraverso la distribuzione; inoltre la

distribuzione di manufatti può indicare l’estensione del potere e dello spazio religioso…Se siamo

d’accordo su questi pochi concetti generali possiamo cominciare a fare qualche esempio….

A Sesklo e Dimini le strutture di fortificazione sono tali da far pensare non a centri di potere ma a

strutture economicamente più progredite delle altre, tra l’altro attraverso gli esami di superficie che

sono stati fatti in Tessaglia, i cosiddetti surveys, sono state identificate decine di insediamenti neolitici

su queste collinette basse che sono quelle che in ambiente anatomico si chiamo i Tell(?) cioè colline

fatte dai resti di distruzione di altri luoghi per accumulo, nel caso della Tessaglia si chiamano Magoule,

Magoula sarebbe la guancia perché hanno forma di molare gonfio ( tipo ascesso), e sono decine, tra

queste Magoule Sesklo e Dimini occupano certamente un posto diverso, questo per dirvi che può essere

cominciata una qualche gerarchizzazione degli insediamenti, cioè può essere cominciato il fenomeno

per il quale, per fatti grossi, si cominciava a guardare ad un insediamento piuttosto che ad un altro,

dicendo una banalità si poteva pensare che per la fiera degli animali portare un animale a Sesklo o a

Dimini forse dava più possibilità di attrarre commercialmente che non tenerlo al proprio paese; questi

centri in altri termini potevano esercitare una forza di attrazione che non è un potere attenzione, ma è

così che comincia a nascere; cominciano cioè a delinearsi le cosiddette elite agricole, gruppi di persone

che riuscendo a controllare una produzione di cereali maggiore rispetto ad altri cominciano ad

accumulare questi cereali per cui diventano indispensabili per la sopravvivenza del gruppo stesso nei

contesti di siccità, di raccolto andato a male, si attinge alle risorsi di questi gruppi che avevano avuto la

fortuna di capitalizzare tali risorsi per motivi a noi ancora sconosciuti; si creano dunque delle oligarchie

agricole le quali poi invece quando cominciano ad arrivare i metalli dovranno confrontarsi in uno

scontro mortale con le neo oligarchie che nascono dal commercio e dalla lavorazione dei metalli.

GRANAIO DI TIRINTO

Per questo cosiddetto granaio sappiamo trattarsi in larghissima parte di una ricostruzione, perché c'e una

planimetria restaurata, ricostruita... in tratto più spesso le poche strutture sopravvissute, si tratta di

piccoli ambienti a forma di ferro di cavallo allungata, diciamo con un lato, sul lato di nord-est ce ne

sono almeno cinque di questi elementi conservati, mentre vedete qua e là si vedono gli absidi, quando è

bastato al buon Klaus Kylian perché potesse proporre una ricostruzione ipotetica ; ah guardate pure

sempre in quelle zone scavate un in dettaglio che sono un po' indicate dal tratteggio, dalle linee

tratteggiate, sono state trovate altre tipologie di cassoni, questa volta rettangolari, addirittura due file di

cassoni, c'è un caso, quello di nord-est, in cui cassoni sono conservati quasi completamente, quindi

siamo sicuri e della loro dimensione e della loro curva, del profilo che distinguono, e tutto questo ha

consentito di ricostruire una struttura del diametro complessivo di oltre 27 metri con tre ordini di

depositi, di ambienti a forma di ferro di cavallo e di ambienti rettangolari in doppia fila concentrica, poi

c'è un'ipotizzata serbatoio centrale cumulativo per cui questi cassoni potrebbero far pensare o a

specializzazioni, appunto di prodotti particolari, o il grande serbatoio centrale inteso come quello di

riserva al quale quindi non si attingeva, mentre invece gli altri usati ogni giorno, è stata calcolata

naturalmente la capienza delle granaglie che ci potevano andare: è stato fatto un conto di 130 tonnellate

e ciò ha portato, sempre con il solito calcolo di 150 chilogrammi per ettaro, ad un'altra cifra spaventosa

che e 87 kmq2, quindi quanto da qui ad Acireale come lato di questo quadrato, il che vuol dire che una

bella fetta di Argolide deve essere compresa in questo... e allora cominciano a nascere come al solito le

perplessità, in un contesto come quello della Argolide che poi vedrete è invece caratterizzato da

un'estrema polverizzazione di siti tutti importanti da Tirinto, Micene, Argo, Midea, come si fa

spiegare... cioè dobbiamo ammettere che questa polverizzazione, differenziazione di insediamenti sia

una cosa soltanto del bronzo medio-tardo e che nel brand antico tutta la Argolide facesse riferimento ad

un solo centro? Tra l'altro tenere presente che la posizione di Tirinto nel contesto dell' Argolide non è

che sia particolarmente felice perché l'aria più appetibile della Argolide in un momento in cui le attività

primarie devono essere le più importanti, cioè l'agricoltura e all'allevamento del bestiame, qual è? È

l'aria che poi sarà occupata da quale città? Da Argo, è la grande pianura di Argo dove nell'Iliade si

ricordano appunto questi grandi allevamenti di cavalli nella pianura argiva, che questo frumento si

producesse ad Argo... e si andasse a depositare a Tirinto francamente mi riesce difficile; con tutta la

stima e l'affetto per lo scomparso collega Kylian questo cosiddetto granaio di Tirinto bene non lo so

inquadrare, mi rendo anche conto che una tipologia così strana, così articolata, vedere quanta differenza

rispetto a Poliochni a quelle presunte divisioni per giunta livelli diversi, qui abbiamo veramente dei

contenitori e diversificati, quindi posso pure pensare che si trattasse di un edificio particolare per

conservarci qualcosa, ma non so se effettivamente si possa pensare a delle granaglie, d'altra parte non si

può dubitare di queste dimensioni ricostruite perché se viene presentata questa pianta indubbiamente

sono stati fatti dei conti a tavolino... le spiegazioni alternative sarebbero ancora più fantascientifiche,

voi state pensando per esempio alla Tholos di Epidauro di quarto secolo o non ci state pensando?

Quindi una proposta alternativa religiosa... ma vi rendete conto che non funziona... labirinto come

edificio di destinazione rituale, anche qua c'è da mettere un grosso interrogativo... d'altra parte lo spazio

per un percorso io non lo vedo perché a giudicare da quel poco che è rimasto vedete che i muri continui

all'altezza del giro dei secondi cassoni impediscono di passare e di andare verso il centro, quindi siamo

questo famoso labirinto è completamente da escludere, d'altra parte vedete che le tracce di questi ferri di

cavallo sono stati riconosciuti anche a sud, all'estremo, per cui avremmo potuto dire caro Kylian c'era

un gruppo di questi cassoni con questi ferri di cavallo che facevo un piccolo trapezio nel settore nord-

est ed arbitrario che tu ricostruisca invece un edificio di 27 metri di diametro, vedete che ci sono quasi

all'opposto, c'è mezzo ferro di cavallo quindi ancora una volta dobbiamo confessare che non abbiamo

capito niente e però dobbiamo confessare che non si tratta di una casa, non è un edificio pubblico,

questo sta praticamente quasi sotto il palazzo cioè in un'area che poi diventerà strategica per il potere

miceneo di Tirinto, quindi ancora una volta un sistema di ammasso, o di stoccaggio di derrate che

trascende l'interesse della singola famiglia, che denota in qualche modo un'organizzazione e quindi

gruppi di persone che controllano questo stoccaggio ed eventualmente questa redistribuzione, non

saprei dirvi altro, non sono in grado; d'altra parte questo è unico e solo non ci sono altre tipologie, se

dobbiamo cercare altre costruzioni circolari che possono servire da magazzini dobbiamo tornarcene fra

il Tigri e l' Eufrate un momento molto più antico, già là nel quarto millennio ci sono dei veri e propri

granai, ma sono semplici edifici circolari senza alcun divisorio in mezzo con la loro porticina e sono

stati correttamente interpretate come granai, ma non con tutti questi cassoni, con le doppie file, con le

diverse tipologie di contenitori come questa di Tirinto, se questo è veramente un granaio abbiamo a che

fare con una specie di consorzio agrario... ma in ogni caso non possiamo dire niente perché le uniche

testimonianze che abbiamo sono nei documenti scritti egiziani che si riferiscono ad un periodo molto

più recente in cui ci vengono descritte squadre di muratori, ci viene detto che per costruire edifici

importanti, le tombe dei re, le piramidi ecc., i muratori semplici hanno un capomastro, lavorano tot ore

al giorno, quelli si ce lo dicono ma sono cose molto più tarde, e sono edifici monumentali con

maestranze specializzate via Tirinto nel brand antico come vuole che le risponda, cioè non ne ho idea...

in ogni caso una struttura del genere presupporrebbe un'organizzazione democratica paritaria troppo

avanzata per i tempi. È una struttura di potere nell'età del bronzo antico in Egeo, oserei dire quasi con

progetto architettonico, ma non so dirvi che si tratta, se è economica, politica, democratica, monarchica

e non so neanche se è veramente un granaio, però è un esempio concreto che vi posso fare per

sospettare cosa doveva essere il potere in Egeo nell'età del bronzo antico. Chi successivamente costruì il

palazzo in quest'area probabilmente non sapeva manco cos'era questo ora era stato tramandato fra il

figlio, il padre, il nonno che li era il luogo in cui si depositava il grano o oppure addirittura

materialmente i muratori che hanno spalato la fondazione del palazzo spianando il terreno hanno detto:

" hi e che è questo? bah copriamolo e facciamoci il palazzo..." c'è un buco cronologico.

CAPANNA CIRCOLARE FESTOS

Volevo proporvi alcune constatazioni che siamo riusciti a fare proprio negli ultimi anni di scavo a

Festosse e cioè fra il 2001 e il 2002 nei livelli neolitici di Festosse, no e parleremo di questa struttura

circolare qui e di questa struttura rettangolare con accenni di divisori, siamo in periodo neolitico una è

circolare e l'altra è rettangolare... questo di Festosse è soltanto il neolitico finale diciamo che siamo tra

la fine del quinto e la prima metà del quarto millennio avanti Cristo grosso modo l'insediamento di

Festosse di età neolitica era già conosciuto agli scavi Levi, naturalmente si trattava ogni volta i frustoli

di muri o di fasi distruzione che giacevano in basso sopra la roccia ovviamente, quindi grosse murature

al di là di qualche ambiente non si andava, il 99,9% di questi resti di muri erano tutti rettangolare,

soltanto in questo posto qui che poi viene corrispondere ai margini di quello che successivamente

diventerà il cortile centrale del palazzo era stata individuata una capanna circolare, che è unica in tutta

Creta, cioè in nessun altro posto di Creta si conoscono in età neolitica delle capanna circolari,

continuava rimanere isolata, tra l'altro in questa capanna circolare adesso siamo in grado di apprezzare

meglio alcuni dettagli, c'era un livello base quello proprio ricavato nella roccia con i vasi rimasti ancora

in situ che era appunto di età neolitico finale, poi si vedeva che c'era proprio uno strato di distruzione,

una colmata su queste macerie, e a livello più alto, mantenendo sempre il perimetro circolare del

monumento, è stato fatto un pavimento del periodo successivo, del periodo antico minoico...la divisione

che vi propongo è la seguente: pre-palaziale 3400- 2000

proto-palaziale 2000-1700

neo-palaziale 1700-1450/1420

post-palaziale 1420- 1200

Torniamo a questa nostra capanna, quindi noi avremmo in sostanza un livello subito sopra la roccia che

è neolitico finale, un abbandono, un rialzamento puro e semplice del pavimento quindi con i contorni

l'edificio rimasti in uso e un nuovo pavimento con materiale pre-palaziale, quindi questa stranissima,

particolarissima, unica costruzione con una pianta circolare sopravvive alla sua stessa distruzione del

periodo neolitico, questa è quello che ci interessa da un punto di vista simbolico, dunque questa capanna

è fatta così: metà del circolo è scavato nella roccia, quindi noi abbiamo solo la roccia tagliata, lì dove la

roccia era abbastanza alta, lì dove invece la roccia era bassa l'altra metà è costruita in pietra, però minori

abbiamo uno zoccolo non più alto di 35 40cm perché chiaramente quando hanno costruito il palazzo

non lasciavano la capanna circolare, probabilmente questa avevano zoccolo il murature poi sopra era

fatta in costruzione deperibile con argilla, frasche, legno queste cose qui, quindi è strano che per un arco

di tempo molto lungo continuino ad usare questa struttura, tenete presente fra l'altro che questa capanna

si trova in una posizione strategica della collina, perché proprio sulla sommità di questa collina ed è a

ridosso del cortile centrale, cioè del cuore del palazzo, da questa parte qui invece che cosa abbiamo

trovato nel 2001? Una costruzione stranissima! Anche qui ci siamo dobbiamo arrabattare, guardate qui

che miscuglio di muri ci sono, uno sull'altro per cui a volte in cui erano così stretti che era difficile

scendervi, abbiamo trovato un lungo muro, diciamo che l'abbiamo seguito per almeno sette metri e

mezzo è però non conosciamo né il limite est né il limite ovest, quindi questo poteva continuare non

sappiamo quanto, questo lungo muro della uno spessore di 75 centimetri, aveva due facce regolari, con

un riempimento più irregolare al centro, a leva una altezza conservata di quasi un metro e settanta e alla

parete aveva ancora attaccato uno strato di argilla spesso circa 2cm che faceva in pratica da intonaco

questo muro, per dei motivi che vi risparmio vi dico che sicuramente questo edificio è del periodo

neolitico finale, cioè nello stesso momento della capanna circolare, non c'è dubbio che da un punto di

vista della monumentalità per quel pochissimo che vediamo questo edificio rettangolare doveva essere

molto più monumentale e accurato, dicevo questo edificio rettangolare che tra l'altro da quel pochissimo

che abbiamo visto doveva avere almeno tre stanze sul lato sud e tre stanze sul lato nord di questo

enorme spina spesso 75 centimetri, quindi era per il neolitico una costruzione molto curata, capite fine

fa? Fa una brutta fine, nel senso che abbiamo visto che ad un certo punto L'edificio viene rasato

intenzionalmente tanto che la struttura che noi abbiamo trovato è conservata tutta alla stessa altezza il

che è impossibile se fosse avvenuto per un crollo naturale, mai un muro crolla dritto! Non solo, ma

sapete cosa c'abbiamo trovato dentro? Una specie di colata di calcestruzzo, che cos'è la colata di

calcestruzzo nel 3000 avanti Cristo? Questa colata di calcestruzzo che i contadini locali o gli operai

locali chiamano astracki è un conglomerato fatto di argilla, pietre, calce, pezzi di frammenti, paglia, il

tutto impastato in maniera da creare una malta durissima, quando Levi che lo trovò in altri settori di

periodi diversi si provò a scavare queste masse di calcestruzzo dovette constatare che le punte dei

picconi degli operai, picconi di acciaio, praticamente dopo quindici giorni erano inservibili, sono andati

a ribatterli, tanto era duro questo muro, che motivo avevano di fare una malta di questo genere, tra l'altro

vi devo dire che stiamo facendo un po' di archeologia sperimentale, cioè abbiamo pregato i colleghi

chimici di riprodurre attraverso dei campioni che abbiamo dato, intanto di analizzare esattamente le

componenti, e poi di cercare di riprodurre soprattutto per capire se era una malta che loro dicono

accanto al freddo, cioè se a presa immediata bisogna buttare subito oppure diversamente, ma al di là di

questi dettagli, dicevo che almeno nell'area del palazzo dove lo trovò Levi, questo calcestruzzo aveva

dato giustamente l'impressione di costituire un modo sicuro ed elegante per riempire e colmare le rovine

del periodo precedente, cioè quando c'era stato un terremoto e a Creta grazie Dio ce n'erano tanti che

cosa si faceva ogni volta? Si procedeva a rasare ad una altezza voluta le rovine precedenti, prima dentro

questi ambienti, ex ambienti, ci si buttava naturalmente le rovine dei muri stessi, la spazzatura, i vasi

che non servivano più, ecc. dopo di che per colmare e arrivare all'altezza desiderata si procedeva con

questo calcestruzzo, quindi si creavano delle enormi piattaforme di fondazioni sopra le quali poi si

continuava a costruire; nel nostro caso noi avremmo trovato la prova che questa tecnica del calcestruzzo

che noi pensavamo fosse stata usata solo a partire dal 2000 avanti Cristo viene a retrodatarsi di quasi un

millennio, il problema per noi è sapere se avesse avuto già alla fine dell'età neolitica la stessa funzione

di riempimento per piattaforma di costruzione o dopo o se, e questa è la seconda ipotesi, non servisse

semplicemente per sotterrare in maniera ermetica e cancellare dalla faccia della terra qualche edificio

che non si voleva più che si dovesse vedere, capite l'enorme differenza tra una situazione all'altra? Nel

caso di questo edificio rettangolare noi abbiamo trovato in mezzo alla colata di calcestruzzo alcuni

frammenti che sono dei gli inizi del periodo pre- palaziale per fortuna per noi, quindi ci danno quello

che chiamiamo il terminus ad quem, cioè il momento esatto dell'impasto di questo calcestruzzo, quindi

sappiamo che l'obliterazione di questo grande edificio avviene agli inizi del pre- palaziale altrimenti

detto antico minoico primo, quello che non possiamo dire invece è che su questo edificio si costruì

qualcos'altro, su questo edificio minori non abbiamo trovato l'immediato niente, perché i muri che

abbiamo trovato su questo edificio sono abbastanza più tardi, sono di una fase molto evoluta del periodo

pre- palaziale, quindi la colmata e che gli inizi del pre- palaziale, una ripresa edilizia vera e propria e in

questo posto qui invece è molto più tarda, allora o per nostra disgrazia chi finalmente ha costruito le

cose che abbiamo trovato noi aveva deciso di cancellare tutto quello che ci stava prima e quindi s'è

portato anche gli edifici che potevano essere fatti subito sopra la colmata oppure più probabilmente

dobbiamo dedurre che una nuova costruzione su quell'edificio non ci fu... allora fra le due ipotesi che vi

proponevo ci conviene forse scegliere la seconda cioè che il calcestruzzo in questo caso servisse per

obliterare, per fare scomparire una struttura, questo diviene quello che potremmo chiamare con termine

latino una dannatio, una condanna, cioè un edificio viene condannato a non esistere più. Una dannatio

memorie. Allora, se fosse vera questa ipotesi, guardate che io sottolineo sempre se, se l'ipotesi è questa

vogliamo provare a vedere insieme alla capanna circolare e questo edificio qui, considerando anche che

questa capanna sta sulla sommità della zona del cortile centrale del palazzo e questo muro sta invece al

di fuori, semmai a ridosso di un altro piazzale ma esterno al palazzo... vi ricordo che nella capanna c'è

solo un riempimento semplice... intanto come primo dato hanno una pianta differente... (l'unica capanna

circolare di tutta Creta, vi pare niente? )... e forme diverse di edifici ovviamente designano funzioni

diverse .... E se si trattasse di una faccenda del tipo guelfi e ghibellini? E che proprio da questa

differenziazione traessero un motivo della loro identità? Noi siamo i tondi e noi siamo rettangolari...

nella capanna è stato trovato anche il pre- palaziale nell'edificio rettangolare no... queste stata ricostruita

e con è rifatta mantenendo la sua pianta, questo è stato sepolto, finisce e basta ... potrebbe essere un

punto di riferimento simbolico di un gruppo che continua a rifare lo stesso tipo di modello e lo stesso

tipo di pianta... vi devo dire, anticipandolo, che una tendenza di studi oggi per spiegare anche i palazzi

come vedremo parla molto spesso di Factiones ossia fazioni e di Competissions, competizioni, ovvero

di competizione fra queste fazioni... e forse per dimostrare che chi era più potente comunque ha perso e

chi era più povero comunque ha avuto la forza di obliterare, di cancellare chi prima era più potente ...

sotto il pavimento e neolitico, sopra c'era un rifacimento in terra battuta e si trova materiale pre-

palaziale, nella capanna circolare c'è un riutilizzo classico per cui prima si livella lo strato di distruzione

è sopra si fa un nuovo pavimento sempre con lo stesso tracciato... in ogni caso non vi è dubbio che vi

fosse una forte volontà di cancellarlo ma bisogna vedere se questa volontà l'avevano i padroni stessi

nell'edificio rettangolare che avevano detto non ci piace più ne vogliamo fare uno più grande dopo di

che non riesco ad attuare questo loro programma e... lì non c'è niente! I vasi che si trovano all'interno

alla capanna e i cocci che si trovano all'interno dell'edificio rettangolare sono gli stessi, quindi è un tipo

di cultura uguale, non è che diciamo loro facevano la ceramica rossa loro facevano la ceramica nera no,

la cultura materiale è identica, quindi questa competisions, questa emulazione è all'interno di un unico

gruppo sociale, gruppi di famiglie, non lo so con uno stregone, uno sciamano A e uno sciamano B,

comunque io non ho altro modo per interpretarlo... poter persuadere un poco gli scettici vi faccio una

seconda puntata... che secondo me è completamente legata a questo, a questo fatto, ma che riguarda il

centro di Haghia Triada, io li considero in maniera unitaria, non solo perché questi centri sono scavati

costantemente dagli italiani e in estate ci andiamo noi, ma perché distano meno di due chilometri in

linea d'aria, quindi è una stessa realtà geografica e sono assolutamente complementari, infatti la formula

che abbiamo trovato, escogitato per capire la storia di questi due centri è "complementarietà dei luoghi",

perché questi luoghi di Festosse e Haghia Triada sono complementari nel senso che in un periodo in cui

è forte un centro in genere è subalterno e debole l'altro e viceversa, cioè il controllo territoriale si

esercita in periodi alterni, ma di questo parleremo in dettaglio poi quando faremo le strutture palaziali.

Questa è Haghia Triada e vi faccio vedere adesso quest'area qui con questo muretto circolare in color

prugne, questo è un pianoro sul quale poi è stato costruito l'edificio più importante di età minoica che

sarebbe la cosiddetta villa, quindi ancora volta siamo in una zona diciamo strategica dell'insediamento,

mentre a Festosse abbiamo un grande insediamento di carattere neolitico seppure fatto di mozziconi di

muri qua e la con anche diverse fasi... finora ad Haghia Triada non è stato trovato un solo coccio

neolitico nonostante disti due chilometri da Festosse, e questo è un primo motivo di perplessità, in

quest'area qui che vi ho mostrato in tratteggio, di recente,... avevo scavato negli anni 70 un grande

scarico, anzi così l'avevo interpretato perché mi pareva un immondezzaio, con tantissimo materiale

dell'AMI, rivedendo poi in dettaglio questi materiali la Simona Todaro per pubblicare l'esposizione

dello scavo s'è accorta che tra questa cosiddetta spazzatura c'erano per esempio dei resti di modellini di

case, c'erano per esempio larghissimi strati in genere, c'erano i resti di tante pentole tripodate, c'era il

resto alla base di alcuni vasi certamente di vino, delle macchie rossastra che sono poi stati identificati

con vino, in poche parole ha, credo giustamente, identificato in quello scarico non un semplice

immondezzaio ma il resto di un banchetto, di un grande banchetto comunitario con consumo di carni,

con mescite di vino, banchetto che deve essere stato così importante che ha determinato l'accumulo di

tutto quello che era servito per il banchetto, dai vasi che sono stati rotti apposta e che non abbiamo

ricostruito quasi per intero, ai pezzi delle ossa, alle ceneri del fuoco ecc. in maniera da creare una specie

di montagnola molto bassa che poi è stata circondata da un muro di due filari molto basso curvilineo che

serviva proprio per bloccare la terra ed evitare che questi resti del banchetto si disperdessero, in

quest'area qui vedete che poi nei periodi successivi non è più stato costruito niente, questa esistenza,

soprattutto dei modellini, ha orientato per capire di che genere di banchetto si trattasse, perché i

modellini a che cosa vi fanno pensare? È un rito di fondazione del sito, un gruppo di persone all'inizio

dell'antico minoico primo decine di occupare la collinetta di Haghia Triada, fa questo grande rito

cumulativo e come da canoni religiosi rituali evidentemente seppellisce e ricopre tutto quello che era

servito per la consumazione del banchetto, adesso spiegatemi questa strana coincidenza cronologica,

all'inizio dell'antico minoico primo viene impastato il calcestruzzo che obliterare il grande edificio

rettangolare, agli inizi dell'antico minoico primo si attua, si crea, questo rito di fondazione nella vicina

Haghia Triada, probabilmente i vincitori... secondo voi i vincitori di Festosse avrebbero permesso

impunemente ai perdenti di andare a due chilometri a costruire un edificio, un insediamento che magari

sarebbe potuto divenire così forte e potente da dargli poi fastidio? Mi pare una cosa un po' insensata.

Quindi io sarei piuttosto pensare che sono i vincitori, cioè diciamo la fazione della capanna circolare

visto che ci siamo esprimendo in questo modo, che ad un certo punto proprio per codificare la sua

vincita umilia la fazione nemica obliterando l'edificio e dall'altro addirittura siccome è in un o o

momento di forte espansione va a fondare un nuovo insediamento. In ogni caso l'insediamento coevo a

questa mangiata noi non lo abbiamo ancora trovato, però sono stati trovati dei vasi dello stesso periodo

interi nella zona delle tombe, quindi vuol dire che qualcuno ci stava.

Andiamo adesso in generale il periodo pre-palaziale, che cosa sappiamo noi delle strutture di potere di

questo periodo? Di questo periodo noi conosciamo soprattutto e meglio le tombe... e le conosciamo

nella zona di questa pianura, nella parte meridionale di Creta che è chiamatala Messarà, cioè la terra di

mezzo, e nella quale stanno appunto Festosse e Haghia-Triada, tra la pianura propriamente detta e le

pendici di monti che stanno a sud cioè i monti Arterusia, sono state trovate una sessantina di tombe tutte

circolari, queste sì, capanne niente ma tombe tutte circolari che vengono impropriamente chiamate

tombe a Tholos, più giusto sarebbe dire tombe circolari del tipo Messarà, perché voi dovete sapere che

la tomba a Tholos costruita è propria invece della civiltà micenea del continente diciamo dal, prima si

pensava dal tardo Elladico terzo adesso se visto che ci sono delle tombe anche del tardo Elladico I...

perché le tombe della Messarà vengono considerate a Tholos? Intanto vi devo dire che nessuna delle

tombe della Messarà è stata trovata completa fino al testo, quindi la copertura vera di queste tombe noi

nemmeno la conosciamo, nei filari conservati che nella migliore delle ipotesi si aggirano fra i 70 e il

metro e 20, metro e 30... noi abbiamo già visto una parvenza di curva, cioè si vede un attimo che questo

muro tende a incurvasi verso l'interno, i blocchi sono molto meno regolari, anzi qualche volta si tratta

proprio di pietre appena abbozzate con delle zeppe più piccole, allora i sostenitori dell'esistenza della

volta di pietra pure nelle antichissime tombe pre-palaziali, dicono "vedete siccome curva già in basso

questo muro, dobbiamo pensare che curvasse pure in alto, e poi è caduto e non l'avete potuto trovare..."

qualche altro ha detto "questa storia non è possibile perché soltanto una tecnica con blocchi regolari

assicurava la perfetta corrispondenza dei blocchi, non li faceva muovere ecc. può permettere di salire

regolarmente fino alla chiave di volta, una muratura con zeppe, pietre abbozzate ecc. non avrebbe mai

permesso di salire completamente, quindi una curva piuttosto dolce in basso si può fare, ma curva alta

non si può fare per chiudere la cupola; quindi la parte alta deve essere stata invece in materiale

deperibile, per esempio anche intelaiature di canne con argilla ecc. e addirittura doveva essere sollevata

e ogni volta che si mettevano dentro dei nuovi morti" perché dico questo? Perché le porte di queste

tombe che sono sempre orientate ad est, quindi c'è chiaramente una prescrizione ora a rituale, è che si

conservano proprio con le due ante laterali e diciamo con l'architrave non superano mai il metro di

altezza cioè non solo tali da consentire ad una persona normale a che meno che non sia un nano da circo

equestre di entrare attraverso queste porte. Allora, dicono quelli che non credono l'esistenza della

Tholos costruita "quelle porte sono solo simboliche, non per niente sono sempre messa ad oriente, la

deposizione morti vera e propria avviene sollevando il coperchio e buttandoceli dentro", non sarà stata

una cosa molto igienica ma avveniva così... buttare magari no, forse ci scendevano con delle scalette di

legno... devo dirvi che in un caso, per esempio nella tomba di Kamilari, lo strato superiore è stato

trovato interamente formato da pietre di crollo, proprio coprivano tutto il giro della tomba, questa

situazione aveva portato acqua al mulino della volta costruita, perché si diceva "vedete, perché non

dev'essere costruito se le pietre sono tutte qua.. Sono crollate e quindi a volta costruita..." ma anche lì

qualcuno si opposto dicendo delle che le pietre non stavano in piedi ecc. una soluzione diciamo di

ripiego che probabilmente è anche la più veritiera è quella che queste tombe fossero con una volta

costruita e che però all'interno avessero una intelaiatura di legno che aiutasse a sostenere la volta, quindi

con queste travi curve che creavano l'ogiva, con questi legni, si poteva arrivare a coprire... finito questo

dettaglio e aggiunto che queste tombe hanno un del diametro che varia tra i 4,5, qualche volta anche

dodici metri, dobbiamo anche dire che in diversi casi le tombe si trovano accostate l'una all'altra, nel

caso di Haghia Triada purtroppo ne abbiamo una sola... può darsi all'altra fosse vicino al fiume ma non

l'abbiamo beccata... allora, tombe vicine usate esattamente nello stesso periodo e questo deve farci

riflettere, ora dobbiamo chiederci perché , poi tombe usate per molti secoli, perché all'interno di queste

tombe noi riusciamo a seguire sulla base dei materiali intanto che i morti più antichi vengono

progressivamente spinti verso il perimetro estremo della tomba, può vediamo che ad un certo punto

proprio quando questa tomba si riempie, si procedeva a creare uno strato di sabbia, sabbie di fiume o di

mare, che in pratica aveva il potere di azzerare la situazione dei morti e su questo strato sterile di sabbia

si cominciavano a deporre nuovi morti con dei corredi che nel frattempo per nostra fortuna erano

cambiati perché di un periodo diverso; un'altra uno caratteristica di queste tombe sono i cosiddetti


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joeshiro

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in valorizzazione dei beni archeologici (CATANIA - SIRACUSA)
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher joeshiro di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Preistoria e protostoria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof La rosa Vincenzo.

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