ZOOLOGIA
Scienze biologiche, I anno 1
ORIGINE DELLA VITA SULLA TERRA
Principali problematiche che hanno caratterizzato lo studio degli esseri viventi nel corso della storia:
1. Origine della vita
2. Riproduzione dei viventi
3. Classificazione degli esseri viventi
4. Evoluzione organismi viventi
ORIGINE
Alexander Oparin (1894-1980): prima teoria sull’evoluzione chimica e quindi dell’origine della vita
Considerando l’ambiente primitivo costituito da:
Ossigeno molecolare non presente nell’atmosfera
Idrogeno, ossigeno, carbonio e azoto presenti nell’atmosfera (costituiscono il 95% dei tessuti
degli organismi viventi)
Composti organici instabili in un’atmosfera ossidante
Atmosfera prebiotica riducente (ricca di idrogeno che reagendo con l’O ha formato l’acqua)
2
Composti semplici in ambiente stabile che non possono reagire chimicamente poiché vi è
mancanza di energia libera
Prova dell’ipotesi: “Esperimento Urey-Miller” (prima dimostrazione che nelle giuste condizioni
ambientali le molecole organiche si possono formare spontaneamente a partire da sostanze
inorganiche più semplici)
1. Sistema sterile formato da due sfere: una contenente acqua allo stato liquido collegata
all’altra sfera contenente degli elettrodi; esse erano unite da un tubo sterile e vi ci circolavano
allo stato gassoso idrogeno, metano e ammoniaca.
2. L’acqua viene riscaldata e produce vapore acqueo; gli elettrodi a contatto con quest’ultimo
fornivano scariche elettriche comparabili a fulmini.
3. Il vapore, raffreddandosi, condensava e ricadeva nella prima sfera: il ciclo poteva ripetersi.
4. A distanza di una settimana si notò che il 15% del carbonio aveva formato dei composti
organici: gli elementi fondamentali per la vita, gli amminoacidi.
Prodotti: acido formico, glicina, acido glicolico, alanina, acido lattico, acido acetico, acido propionico,
acido succinico, urea, acido glutammico, acido aspartico e altro.
Considerazioni: in presenza di metano, acqua e ammoniaca, in una determinata misura, si ha la
formazione di diverse molecole organiche. Considerando che tali reazioni si sono succedute nell’arco
di milioni di anni, si ritiene che tali sostanze si siano sviluppate in modo sempre crescente.
Macromolecole organiche
Stadio successivo dell’evoluzione chimica: condensazione (deidratazione) di amminoacidi, purine,
pirimidine e zuccheri così da poter ottenere molecole sempre più grandi e complesse quali polimeri
(acidi nucleici e proteine) che stanno alla base della biologia degli esseri viventi. 2
Questa reazione, in acqua si chiama idrolisi (o decoposizione) tramite energia fornita dall’ATP. Da
questo si ipotizza che la polimerizzazione prebiotica sia avvenuta all’interno di vescicole lipidiche
originate dall’autoassemblaggio di molecole lipidiche anfipatiche (teoria confermata
dall’Esperimento di D. Deamer)
Origine del metabolismo (RNA)
L’RNA è la prima molecola in grado di autocatalizzare la propria replicazione
1. L’RNA si forma da acidi inorganici
2. Tale RNA si auto replica tramite l’azione dei ribozimi
3. L’RNA adesso formato e funzionante può catalizzare la sintesi proteica
ORGANIZZAZIONE CELLULE VIVENTI
Sistemi molto complessi divisibili in due grandi gruppi basati sul loro metabolismo:
1. Organismi autotrofi: sintesi cibo da sorgenti inorganiche
2. Organismi eterotrofi: sintesi cibo da sorgenti organiche
Primi microrganismi: autotrofi anaerobi usano la fotosintesi come fonte energetica
Evoluzione autotrofi anaerobi: organismi eterotrofi usano il metabolismo ossidativo (aerobico)
come fonte energetica 3
Vita Pre-Cambriana
Periodo precambiano: 600 milioni di anni fa, prima dell’era geologica del Cambriano durante il quale
ci fu l’esplosione Cambriana (comparsa della maggior parte dei phyla di animali)
Eubatteri: 3,5 miliardi di anni fa
Cianobatteri: 2,5 miliardi di anni fa
Primi eucarioti: 1,4 miliardi di anni fa
Pangea
Supercontinente che includeva tutte le terre emerse durante il periodo Paleozoico (600 milioni di
anni fa) e il periodo del primo Mesozoico (250 milioni di anni fa).
Procarioti e cianobatteri
Cianobatteri: sono le alghe verdi, tra gli organismi più antichi e primitivi, più simili ai batteri
Procarioti: formati da un singolo cromosoma privo di istoni situato nel nucleotide; non possiede
nucleo né organelli quali mitocondri, plastidi, apparato di Golgi e RE.
Cellula Eucariota
Nucleo: forma tondeggiante, immerso nel citoplasma, contiene il nucleolo nel quale vi è
addensato il DNA, avvolto da membrana nucleare costellata di pori nucleari
Centrioli: servono per la divisione cellulare
Mitocondri: producono energia alla cellula attraverso il processo di respirazione cellulare
Apparato di Golgi: immagazzina e distribuisce tutte le sostanze di cui ha bisogno la cellula
Ribosomi: servono per la sintesi (formazione) delle proteine
Citoplasma: sostanza gelatinosa, produce i nutrienti per la cellula e la sua sopravvivenza
Lisosomi: distruggono le strutture cellulari ormai obsolete e digeriscono i vari materiali che
ne ricavano trasformandoli in nutrienti per la cellula
Reticolo endoplasmatico (RER se ruvido cioè con ribosomi sulla superficie, REL se liscio
cioè senza ribosomi sulla superficie): distribuisce le sostanze a tutta la cellula portandole fino
alla periferia
Membrana cellulare: protegge la cellula ed espelle le sostanze di rifiuto e sostanze di scambio
con l’ambiente cellulare
Teoria della simbiogenesi
Lynn Margulis (1938-2011): la sua teoria scaturisce dall’osservazione di plastidi e mitondri 4
“plastidi (affini ai cianobatteri) e mitocondri hanno un DNA molto più affine ai procarioti che agli
eucarioti e si sarebbero originati tramite fusione simbiotica con una cellula anaerobica; si pensa che
anche flagelli, ciglia e fuso mitotico si siano originati per simbiogenesi dal batterio spirocheta.”
Un esempio è “Mixotricha paradoxa”: specie di protozoo flagellato che vive all’interno della termite
australiana della specie Mastotermes darwiniensis caratterizzata da quattro rapporti simbionti:
1. Ospite principale munito di 4 flagelli
2. Spirochete
3. Ogni spirocheta è associata ad un batterio
4. Mitocondri assenti: la loro funzione è espletata da un batterio endosimbiontico
RIPRODUZIONE E SESSUALITÀ
Francesco Redi (1626-1694) medico naturalista aretino al servizio dei Medici: confutazione della
generazione spontanea negli insetti
1668: primo esperimento con metodo scientifico sperimentale: pose della carne avariata in una serie
di recipienti, alcuni chiusi, altri aperti, e dimostrò che le larve nascevano solo dove le mosche avevano
potuto depositare le uova.
Antony Leeuwenhoek (1632-1723) ottico e naturalista olandese: scoperta dei batteri, inventore del
microscopio.
Abate Lazzaro Spallanzani (1729-1797): confutazione della generazione spontanea negli infusori
Si tratta del primo esperimento di sterilizzazione e la prima rudimentale determinazione della
resistenza dei microrganismi al calore.
Considerazioni: bollitura uccide tutti i microrganismi presenti nel brodo; la chiusura delle beute
impedisce l’ingresso ai microrganismi dell’aria conservando allora sterile il brodo.
Luis Pesteur (1822-1895): confutazione della generazione spontanea dei batteri
1. Matracci a collo d'oca permettevano l'entrata dell'ossigeno, elemento indispensabile allo
sviluppo della vita, ma impedivano che il liquido all'interno venisse a contatto con agenti
contaminanti come spore e batteri.
2. Bollitura del contenuto dei matracci, uccidendo così ogni forma di vita all'interno.
3. Microrganismi non riapparivano se il matraccio rimaneva intatto.
Considerazioni: dimostrazione che i microrganismi appaiono solo se il collo dei matracci viene rotto
e quindi se vengono a contatto con l’ossigeno e l’ambiente esterno. 5
RIPRODUZIONE: caratteristica essenziale, unica e universale della vita
si può dividere in:
1. Riproduzione asessuale: si tratta della MITOSI (da un organismo diploide (2n) se ne ricavano
due diplonti (2n)): origina due organismi
Propria di batteri, protisti, invertebrati di molta phyla.
2. Riproduzione sessuale: si tratta della MEIOSI (da un organismo diploide (2n) se ne ricavano
quattro aplonti (n)): origina quattro gameti
Propria degli eucarioti.
RIPRODUZIONE NEI PROTISTI
RIPRODUZIONE ASESSUALE
Processo: mitosi.
Un solo organismo genitore (privo di organi o cellule sessuali) genera individui geneticamente
identici (cloni). 6
Questo tipo di riproduzione può avvenire con tre diversi processi:
1. Divisione binaria (scissione o gemmazione)
2. Divisione multipla (scissione o gemmazione)
3. Amitosi
Scissione binaria (batteri e protozoi)
Consiste in una divisione mitotica che porta alla generazione di due soggetti speculari identici.
1. Cromosoma circolare batterico si decircolarizza e si duplica; il plasmide si replica.
2. Ognuno dei due elementi si pone ai poli apposti della cellula.
3. Nella porzione mediana della cellula inizia a formarsi un’invaginazione, dirigendo circa la
stessa quantità di ribosomi ad ogni polo.
4. L’invaginazione si completa per tutta la sua lunghezza e la cellula si divide in due.
Amitosi (ciliati)
Organismi possiedono un micronucleo nel quale è contenuta l’informazione genetica e un
macronucleo nel quale avviene il metabolismo e la sintesi proteica.
La scissione avviene trasversalmente e i due nuclei si dividono allo stesso modo: il macronucleo
mantiene il suo aspetto interfasico, non compaiono centrioli e fuso, si divide senza la distribuzione
di cromosomi come avviene nella mitosi. 7
Scissione multipla o schizogonia (protozoi parassiti)
Consiste in una serie di divisioni mitotiche del nucleo seguite da divisioni del citoplasma: origina
molte cellule figlie.
Esempio di organismo che attua solo la riproduzione asessuata: “Trypanosoma brucei” (malattia del
sonno
RIPRODUZIONE SESSUALE
Due genitori di sessi opposti producono gameti (cellule sessuali specializzate) processo di
fecondazione (fusione gameti) zigote (ricombinazione genetica).
Processo riproduttivo: Meiosi (doppia divisione: corredo diploide della cellula germinale a quello
aploide dei gameti, garantito dalla fecondazione).
Dimensione e mobilità del gamete
1. Isogamia: due gameti circa della stessa dimensione, entrambi mobili
2. Eterogamia/anisogamia: esistenza di un macrogamete non mobile e per convenzione
femminile, e di un microgamete mobile maschile 8
3. Oogamia: presenza di un gamete molto grande non mobile per convenzione femminile e di
molteplici gameti mobili e piccoli maschili.
CICLI ONTOGENICI (Eucarya)
Dipendono dall’alternanza del corredo aploide e diploide all’interno del ciclo, quindi della posizione
che occupa la meiosi.
1. Ciclo diplonte: la meiosi è gametica e avviene subito prima della formazione dei gameti (tutto
il ciclo avviene in fare diplonte eccetto i gameti che sono aplonti).
Un esempio è il ciclo aplonte di “Chlamidomonas eugametos”:
Individui parentali n
Gameti formati per mitosi si fondono in uno zigote 2n
Lo zigote 2n va in meiosi e forma zoospore n per mitosi: formazione nuovi individui
Qui la variabilità genetica è assicurata.
2. Ciclo aplonte: la meiosi è zigotica, la prima divisione a cui va incontro lo zigote è la meiosi
(tutto il ciclo avviene in fase aploide con l’unica eccezione dello zigote). 9
Un esempio del ciclo diplonte è quello dei ciliati: la fase asessuale consiste in una scissione binaria
mentre quella sessuale in una coniugazione.
3. Ciclo aplodiplonte: la meiosi non è né gametica né zigotica, infatti esistono varie generazioni
di cellule in fase aploide dopo lo zigote, una di queste ad un certo punto subisce la meiosi alla
quale succedono altre divisioni mitotiche prima della formazione dei gameti. 10
Un esempio del ciclo aplodiplonte è quello dei foraminiferi: la fase asessuale consiste nella
schizogonia e quella sessuale in gameti ameboidi o flagellati.
Ciclo aplodiplonte “Rotaliella roscoffensis”
Riproduzione asessuale: il gamonte (forma microsferica del gamete) produce per schizogonia
numerosi individui ameboidi uninucleati che verranno poi espulsi dal guscio microsferico.
Ogni individuo formerà il proprio guscio, arrivando alla forma di macrosferico che conterrà
un citoplasma uninucleato.
Riproduzione sessuale: macrosfera si riproduce per sporogonia generando microgameti
(isogameti) flagellati; essi si fondono in uno zigote che si sviluppa nella forma microsferica
iniziale così da poter riprendere il ciclo.
RIPRODUZIONE NEI EUCARYA (multicellulari, metazoa)
RIPRODUZIONE ASESSUALE
Un solo organismo genitore senza organi o cellule sessiali, è rapida e genera cloni.
Processo riproduttivo: Mitosi.
Si compone di:
1. Rigenerazione: capacità di sostituire grazie a crescita e differenziazione delle parti del corpo
che sono andate perse accidentalmente o per autonomia;
questo è garantito grazie:
alla riserva di cellule totipotenti (generano cellule somatiche per gemmazione e
germinali per riproduzione sessuata in cnidari e platelminti); tali cellule staminali si
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trovano in quasi tutto il corpo del verme e sono in grado di generare altre cellule,
l’endoderma, il mesoderma e l’ectoderma
alla più o meno estesa reversibilità somatico germinale sottoforma di cellule
interstiziali totipotenti subtentacolari potenzialmente perenni (gli anellidi riformano
due individui completi di gonadi da due monconi dalle cellule somatiche mentre i
molluschi rigenerano le gonadi da parte di cellule somatiche della parete del canale
ermafrodito)
2. riproduzione somatogonica tramite:
Gemmazione o gemmiparità: formazione di un nuovo individuo a partire da gemme
che si formano sul corpo del generante: in alcune forme l’individuo si stacca per
condurre vita libera mentre in altri rimane attaccato e si formano colonie; propria di
cnidari, poriferi, briozoi e tunicati.
Endogenesi o gemmulazione: formazione di corpi durevoli in condizione ambientali
critiche quando le colonie vanno un disfacimento: aggregazioni di cellule totipotenti
rivestite da strutture protettive; le gemmule si trovano nei poriferi e la statoblasti nei
briozoi (due valve che racchiudono cellule epidermali e peritoneali ricche di materiali
nutritivi).
Scissiparità: un individuo si scinde in più parti da cui prendono origine nuovi
individui: si può avere la frammentazione (rigenerazione di nuovi individui successiva
alla scissione del generante) in platelminti e echinodermi, e la strobilazione
(rigenerazione precedente alla scissione ripetuta sullo stesso individuo) in anellidi e
policheti.
La strobilazione negli cnidari passa per vari stadi: zigote, planula cigliata, planula
fissata, scifistoma, giovane strobila, strobilo, efira, organismo adulto che produce
spermatozoi (può iniziare nuovamente il ciclo).
La riproduzione somatogonica quando parte da un individuo generante non adulto verrà chiamata:
Progenesi larvale: propria di platelminti, trematodi, cestodi; comprende vari stadi: miracidio,
sporocisti, redia, cercarie e metacercaria.
Poliembrionia: un singolo individuo generante dà origine a più individui, propria di
imenotteri parassiti e mammiferi. 12
RIPRODUZIONE SESSUALE
Due genitori di sessi opposti producono gameti (cellule sessuali specializzate) processo di
fecondazione (fusione gameti) zigote (ricombinazione genetica).
Processo riproduttivo: Meiosi (doppia divisione: corredo diploide della cellula germinale a quello
aploide dei gameti, garantito dalla fecondazione).
Modalità che consentono l’avvicinamento dei gameti:
• Fecondazione esterna
Vicinanza dei riproduttori
Coordinazione nell'emissione dei gameti
Interazione chimica tra i gameti
Ipergamesi (produzione in eccesso di gameti)
• Fecondazione interna
Fattori anatomo-fisiologici: organi copulatori, spermatofore
Corteggiamento
Interazione chimica tra i gameti
Tipicamente: maschio produce spermi e femmina produce uova, così si parla di organismi dioici.
Nei metazoi si riscontrano organi sessuali primari, quali le gonadi, deputati alla produzione dei
gameti maschili ossia il testicolo, e femminili ossia l’ovario; e organi sessuali accessori che servono
per la copula, quali peni, vagine, ovidutto e utero. 13
ERMAFRODITISMO (monoicismo)
– Caratteristica morfo-funzionale di organismi che possiedono entrambi gli organi riproduttivi
maschili e femminili.
– È un adattamento alla vita solitaria come quella degli organismi che conducono una vita
sessile o che sono scavatori o endoparassiti.
– Generalmente riscontrabile nei molluschi, negli anellidi terrestri e di acqua dolci e nei
crostacei di acque marine profonde.
– Può essere obbligato o facoltativo, indotto da fattori esogeni (temperatura, risorse trofiche,
sex ratio) o endogeni (età, ormoni, genetica): la temperatura superiore ad una certa soglia
(circa 20°C), in alcuni anellidi inducono la mascolinizzazione.
Ermafroditismo simultaneo: stesso individuo genera gameti maschili e femminili
1. Ermafroditismo sufficiente (autofecondazione): rara, in cnenofori, trematodi, cestodi,
crostacei, cirripedi.
2. Ermafroditismo insufficiente (scambio reciproco di gameti): molto comune, in protozoi,
poriferi, ctenofori, molluschi, artropodi, echinodermi, emicordati, vertebrati.
Ermafroditismo sequenziale: il sesso cambia nel corso della vita ed entrambi i gameti sono presenti
allo stesso tempo ma maturano in tempi diversi
1. Proterandrico: da maschio a femmina
2. Alternante: cambiamenti multiplo
3. Proteroginico: da femmina a maschio 14
Esempi di condizione proterogonica: labridi delle barriere coralline: un solo maschio può vivere con
tante femmine; alla sua morte l
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