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CLONE MIGLIONE

BISOGNA CENTIFICANE

ABBIA

CHE NON

Virus/Malte

poi si

e può

PROCEDERE AUT

PROPAGAZIONE

CONSERVAZIONE DELLE PIANTI MADRI IN SCREEN HOUSE ù

tutti i cloni omologati devono essere moltiplicati e opportunamente conservati sotto la

diretta responsabilità del Costitutore.

NUCLEI DI PREMOLTIPLICAZIONE

Strutture apposite che provvedono alla conservazione in purezza dei cloni e alla loro

● produzione in condizioni genetico-sanitarie controllate.

Il materiale (gemme) che viene rilasciato dai nuclei è materiale di base e serve ai

● vivaisti per realizzare vigneti di piante madri dai cui otterranno gemme per le

barbatelle

Il materiale di base non è commercializzabile.

● È contrassegnato da una etichetta bianca e deriva direttamente dal processo di

● selezione clonale.

La responsabilità del suo mantenimento in purezza è del COSTITUTORE

● 101

Attualmente sono presenti 9 nuclei di premoltiplicazione viticola riconosciuti dal Mipaf che

hanno firmato nel 1998 una convenzione con le associazioni dei vivaisti (MIVA =

Moltiplicatori Italiani Viticoli Associati) e ai quali aderiscono tutti i Costitutori.

Nucleo delle Venezie, nel quale sono conservati circa 230 cloni omologati di uva da

● vino e 40 di portinnesto.

Nucleo dell’Emilia Romagna - 72 cloni omologati di uva da vino e 5 di portinnesto

● Nucleo del Piemonte - 51 cloni omologati di uva da vino

● Nucleo della Lombardia - 21 cloni omologati di uva da vino e 6 di portinnesto

● Nucleo delle Marche - 15 cloni omologati di uva da vino e 8 di portinnesto

● Nucleo delle Puglie - 3 cloni omologati di uva da vino e 10 di portinnesto

● Nucleo della Toscana

● Nucleo della Sicilia

RISULTATI DELLA SELEZIONE CLONALE

Cloni omologati

• disponibili in numero molto elevato per pochi vitigni

• disponibili in numero limitato per numerosi vitigni

• assenti per molti vitigni coltivati su piccole superfici 102

PROPAGAZIONE VEGETATIVA

Riproduzione o propagazione per seme

● Si verifica quando due cellule riproduttive aploidi (derivate da un processo di meiosi)

si uniscono per dare origine ad uno zigote (diploide) che contiene in sé l'informazione

genetica per lo sviluppo di un nuovo individuo.

Moltiplicazione o propagazione agamica

● Si basa sulla possibilità di ottenere, a partire da porzioni di organi (aventi 1 o più

gemme) di una pianta, altre piante identiche alla prima (pianta madre).

Lo scopo della moltiplicazione è produrre viti identiche alla pianta madre per mantenere

tutte le caratteristiche varietali e/o clonali che questa possiede, a meno che non

intervengano mutazioni che ne modificano il genotipo e infezioni virali che possono

modificarne il fenotipo.

LA MOLTIPLICAZIONE O PROPAGAZIONE AGAMICA

➔ Si parla di autoradicazione quando si ha l’emissione delle radici da parte di alcuni

organi vegetativi di V. Vinifera.

La FILLOSSERA è l’insetto che colpisce fortemente la Vitis Vinifera e che è praticamente

innocuo verso la maggior parte delle viti americane.

Nel terreno le infestazioni hanno luogo sulle radichette assorbenti, provocando deformazioni

sotto forma di ingrossamenti. 103

Le galle si formano sulla pagina inferiore e si aprono sulla pagina superiore di vitis Vinifera.

IN ASSENZA DI FILLOSSERA

Solo in alcune aree viticole in Argentina, Messico, Cipro e Cile.

Nella viticoltura del passato, era diffuso l'autoapprovvigionamento del materiale di

propagazione e, oltre alla talea autoradicata, i metodi più comuni erano:

L'innesto era già noto al tempo dei romani, ma era applicato con lo scopo di cambiare

varietà. 104

IN PRESENZA DI FILLOSSERA

DEFINIZIONE DI TALEA : la talea rappresenta qualunque parte della pianta che, posta

in condizioni opportune di crescita, sia capace di dare origine ad una nuova vite (identica alla

pianta madre).

Le parti della pianta utilizzate possono essere gemme singole, germogli erbacei, tessuti

meristematici, ma in viticoltura le più usate sono le talee legnose, costituite da porzioni di

tralcio di 1 anno con almeno due gemme e relativi internodi. 105

SELEZIONE DELLE TALEE:

caratteristiche dei tralci scelti :

di media vigoria e medie dimensioni (7-10 mm)

● ben lignificati con midollo abbastanza ristretto rispetto al legno

● con internodi di media lunghezza : internodi molto corti indicano in genere condizioni

● di crescita sfavorevoli o malattie, mentre internodi molto lunghi indicano una crescita

molto veloce e sono perciò scardi in sostanze nutritive.

Vigneti di piante madri ei portinnesti

piante madri dei portinnesti vanno coltivati in ambienti sani e non troppo fertili e i lunghi

tralci che si sviluppano nell’annata (fino ad oltre 10m) possono essere allevati :

- senza sostegni ‘striscianti’ a terra (in ambienti caldi e asciutti)

- su pergole o sistemi bassi a T (in condizioni di elevata umidità)

Vigneti di piante madri di Vitis Vinifera

Vigneto condotto normalmente per la produzione di uva ma in ambienti con bassa pressione

di virus e fitoplasmi e distanti da altri vigneti o isolati con teli anti - insetto.

La gestione della chioma deve essere condotta adeguatamente. 106

Tue le

Significa Togliere

ACCECAre : Merisize A Petie

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Geme Il

PREPARAZIONE DEL PORTINNESTO

1. I tralci dei portinnesti vengono raccolti nel periodo invernale e subito lavorati per

togliere i viticci e accecare le gemme.

2. si procede con la <spezzonatura> in lunghezze variabili in funzione delle esigenze

3. gli spezzoni vanno commercializzati in mazzi da 100 pezzi

4. la conservazione del legno avviene all’aperto ammassate in cataste, ricoperte di

sabbia o segatura, trattate con fungicidi; oppure in frigo conservate a 2 - 3° C ad alta

umidità in sacchi di plastica e trattate con fungicidi.

FASI DELLA RIZOGENESI DEL PORTINNESTO:

- suberificazione delle cellule in corrispondenza del taglio

- proliferazione delle cellule sottostanti la gemma asportata e formazione del callo

- differenziazione di cellule meristematiche, in coincidenza con i raggi midollari per

segmentazione delle cellule che stanno intorno alla zona cambiale.

- formazione di primordi radicali che si connettono ai vasi conduttori e si dirigono

verso l’esterno come radici prima biancastre poi di consistenza sempre più legnosa.

107

FATTORI CHE INFLUENZANO LA RIZOGENESI

fondamentale è la presenza nei tralci di sostanze di riserva (in particolare amido e N,

● maggiormente presente nei tralci ben lignificati)

meccanismo ormonale stimolato dalla gemma presente nel nodo basale delle talee

● che produce un precursore di natura fenolica+glucosio (rizocalina) che reagisce con

auxine (acido indolacetico) e da queste reazioni prende avvio la rizogenesi

trattamenti con regolatori di crescita come auxine sintetiche IBA (acido Β-

● indolbutirrico); NAA (acido ά-naftalenacetico)

condizioni ambientali di elevata umidità

● la raccolta del legno eseguita dopo il freddo invernale favorisce la rizogenesi a causa

● della riduzione delle sostanze inibitrici (es. ABA) con le basse temperature

MEZZI PER FAVORIRE LA RIZOGENESI

stratificazione in sabbia umida

● immersione preventiva in

● acqua delle talee

trattamento delle talee con regolatori di crescita IBA (auxine) o acido indolbutirrico

● (risultati discordanti)

Riscaldamento basale stimola produzione di radici in 20-30 gg:

● • temperatura del suolo 18-22°C

• parte aerea 4-10°C INNESTO 108

PASSAGGI NELLA REALIZZAZIONE DI UN INNESTO

1. le superfici di sezione dei due membri dell’innesto devono essere poste in contatto in

modo che le regioni cambiali siano molto vicine.

2. produzione del callo : i verifica in condizioni di umidità (elevata per evitare il

disseccamento dei due bionti) e temperatura tali da promuovere la attività di crescita

delle cellule (favorita anche dalle auxine prodotte dalla gemma) a carico delle cellule

della regione cambiale dei due individui che hanno lo scopo di sostegno meccanico e

garantire gli scambi idrici e nutrizionali.

3. Instaurazione della connessione vascolare nesto- portinnesto: alcune cellule del

callo – sotto l’azione delle citochinine (sintetizzate dalle radici o dagli abbozzi

radicali) – producono nuovo tessuto cambiale (cambiforme, allineato con quello

presente nei due individui) che produce nuovo tessuto vascolare xilematico e

floematico, che rappresenta uno dei requisiti fondamentali per la riuscita dell’innesto.

FATTORI CHE CONDIZIONANO IL SUCCESSO DI UN INNESTO

nesto e portinnesto devono essere compatibili tra loro

● la compatibilità si riferisce all’abilità di formare delle unioni stabili

● piante della stessa specie possono essere innestate tra loro senza problemi, infatti

● varietà di V. vinifera sono tra loro compatibili

nell’ambito del genere Vitis e quindi nel caso più frequente di innesti di Vitis vinifera

● su varietà americane, esistono diversi gradi di compatibilità (es. V. rotundifolia non è

compatibile con V. vinifera)

talvolta si verificano casi di incompatibilità tra varietà e portinnesti (es. Sauvignon /

● K5BB, Cannonau / SO4, Cabernet Sauvignon / 3309C)

CAUSE DI INCOMPATIBILITA’

Fattori genetici

L’incompatibilità è probabilmente legata al sistema proteico-enzimatico dei due individui che

viene coinvolto nei meccanismi cellulari di difesa dagli stress ossidativi (perossidasi). Si è

verificato che le specie affini presentano una composizione proteica ed enzimatica molto

simile.

Altre cause

• la presenza di malattie virali, o fungine (es. Phaeomoniella)

• stress ambientali (disidratazione)

• il tipo di innesto

• l’erroneo dosaggio di fitoregolatori nelle paraffine 109

110

INNESTI E BARBATELLE

TIPOLOGIE DI INNESTO

1° LIVELLO DI CLASSIFICAZIONE

a) innesti in campo tra barbatelle e marza o tra pianta adulta e marza

b) innesti a tavolino tra talea e marza

2° LIVELLO DI CLASSIFICAZIONE - in base alla consistenza della marza :

a) erbacea

b) legnosa

In generale gli innesti tra organi allo stato erbaceo sono favoriti in termini di saldatura e di

attecchimento. Per contro sono molto più esigenti per quanto concerne il momento

dell'esecuzione (maggio - giungo).

INNESTI IN CAMPO

a) innesto a marza (la marza è una talea che viene utilizzata per l’innesto - porzione di

tralcio con almeno una gemma)

b) innesto a gemma 111

a) innesto a marza (legnosa, semi - legnosa, erbacea)

• per approssimazione (marza legnosa, in campo in inverno)

- asportazione della corteccia fino al cambio

- si intacca la cort

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/02 Agronomia e coltivazioni erbacee

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cri_leo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Agronomia e coltivazioni erbacee e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Andreani Carlo.
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