DIAGNOSI ECG:
-onda P mitralica o bidifa in D2 con durata > 0.12 sec
indica ingrandimento atrio sx
- con ipertrofia ventr.dx si ha deviazione asse ECG :
-stessi quadri della stenosi
RX: se l’insufficienza è significativa,
morfologia e volume del cuore sono
alterate per dilatazione atriale e
ventricolare sxprominenza arco
medio e inferiore.
In proiezione laterale invece, lo
spazio retro-cardiaco è ridotto per
QRS(rapporto dilatazione dell’atrio.
R/S>1) in V1 Ecocolor per via transesofagea:
La valutazione qualitativa
dell’insufficienza valvolare si basa
RX TORACE: sull’entità del jet di rigurgito in atrio
-atrio sx sx. Il parametro semi-quantitativo
ingrandito vena contracta
più affidabile è la
-doppio contorno ossia la larghezza minima del jet di
arco inf.dx (da rigurgito attraverso la valvola al
rettilineizzazione color doppler:
arco medio sx) -una vena contracta ≥ 7 mm indica
-nella fase iniziale un’insufficienza grave
della malattia -< 3 mm invece, un’insufficienza
ridistribuzione del lieve.
flusso verso le Il metodo quantitativo più affidabile
zone superiori con è il PISA (proximal isovelocity
vene dilatate ed in surface area) con cui si misura l’area
caso di
ipertensione venosa cronica si rilevano le strie di Kerley effettiva di rigurgito valvolare (EROA
tipo B sottili e orizzontali nei campi polmonari inferiori, – effective regurgitant orifice area)
dovute a setti intralobulari ispessiti per edema e fibrosi; se sulla base della variazione di colore
2
la stenosi si aggrava maggiormente, si rilevano anche strie del jet, dove un EROA > 0,4 cm
di Kerley tipo A, più spesse e in sede parailare. indica un’insufficienza grave.
-con ipert.polmonarearco medio sx ingrandito per La classificazione di Carpentier si
dilatazione arteria polmonare basa sul movimento dei lembi e
consiste in:
ECO COLORDOPPLER: valvola inspessita e calcifica con - Tipo I: movimento di lembi
spostamento lembo anteriore in protodiastole. Si prendono normale.
le misure della stenosi e il gradiente transmitralico: - Tipo II: eccessiva motilità
-LIEVE: >1.5 cm2 e gradiente >10 mmhg dei lembi. È tipica del
-MODERATO: >1 cm2 e gradiente 5-10 mmhg prolasso mitralico.
-SEVERO: <1 cm2 e gradiente<5 mmhg - Tipo IIIa: movimento dei
lembi limitato in sistole
- Tipo IIIb: movimento dei
lembi limitato in diastole
TERAPIA - β-bloccanti per ridurre frequenza cardiaca in caso di Nei pz con insufficienza grave
sforzo fisico o fibrillazione atriale, così come la digitale. sintomatici e FE>30%: intervento
- diuretico e restrizione di sodio nei pazienti con chirurgico con sostituzione con
dispnea protesi meccanica o biologica
-terapia anticoagulante con antagonisti della oppure con riparazione che è
vitamina K se il paziente ha avuto episodi di preferita quando possibile perché
tromboembolismo e fibrillazione atriale, così come in associata a minore mortalità
pazienti con atrio sx dilatato. operatoria e migliore prognosi a
Riparazione/sostituzione valvolare è indicato anche in caso distanza poiché è anche possibile
di terapia medica ottimale qualora l’area valvolare sia < 1,5 evitare la terapia anticoagulante.
cm e va valutata in caso di pazienti asintomatici ma con
2 Se invece la disfunzione ventricolare
area valvolare < 1,0 cm in caso di alto rischio embolico,
2 è tale da avere una frazione di
fibrillazione atriale e sintomi durante test da sforzo. eiezione < 30% l’intervento è
-valvuloplastica mitralica percutanea in cui si dilata sconsigliato.
l’ostio stenotico con catetere a palloncino. È però -Nei pazienti con insufficienza
controindicata in caso di calcificazioni della valvola o mitralica grave ma asintomatica
insufficienza mitralica medio-grave per cui si preferisce invece, l’intervento è raccomandato
l’intervento chirurgico di sostituzione con protesi in caso di frazione di eiezione < 60%
meccanica o biologica. e/o diametro telesistolico
ventricolare sx > 40-45 mm e nei
casi con funzione ventricolare
normale ma che hanno sviluppato
ipertensione polmonare o
fibrillazione atriale.
- Nei pazienti con insufficienza
mitralica secondaria ad ischemia
e frazione di eiezione ancora > 30
l’intervento + contemporaneo by-
pass coronarico
Se invece è ridotta < 30% si
consiglia solo in pazienti sintomatici
con evidenza di estese aree di
vitalità miocardica che possono
essere recuperate con la
rivascolarizzazione.
- Infine, in caso di insufficienza acuta
è sempre necessario un intervento.
PROLASSO DELLA VALVOLA MITRALE
È l’anomalia valvolare più comune ed è un esempio di insufficienza
mitralica, evidenziata nel 5-10% della popolazione e più frequente nelle
donne giovani.
Chiusura anomala con protrusione di un lembo (di solito il posteriore) o di entrambi
nell’atrio sx causando insufficienza valvolare di vario grado.
-- associato a malattie del connettivo come la S. di Marfan o la S. di Ehler-Danlos
causano degenerazione mixedematosa delle componenti fibrose dell’apparato
valvolare. Nelle forme avanzate, i lembi e le corde tendinee allungati ed
assottigliati, danno all’ecocardiogramma un’immagine “a paracadute” (floppy
valve).
-- forma congenita associata al difetto interatriale dell’ostium secundum.
Le conseguenze comprendono tutto quello che riguarda l’insufficienza mitralica ma
indipendentemente da questa, il prolasso può dare aumentata tensione sui muscoli papillari durante la sistole e
questo può causare ischemia e disfunzione dei muscoli papillari.
Le manifestazioni cliniche : palpitazioni e dolore toracico, atipico e facilmente distinguibile da quello anginoso per
sede e mancanza di correlazione con lo sforzo fisico. Per l’eccessiva tensione sui muscoli papillari si possono
sviluppare anche aritmie come tachicardia sinusale o extrasistoli sopraventricolari e ventricolari. Altri sintomi tipici
sono astenia e dispnea che possono indicare un’insufficienza mitralica medio-grave; meno frequentemente si
possono verificare sincopi o lipotimie date da aritmie o da ipotensione.
All’EO i pazienti hanno un habitus longilineo con spesso anomalie scheletriche come scoliosi o pectus excavatum.
All’auscultazione il segno distintivo è un click meso-telesistolico a volte seguito da un soffio ad alta frequenza la cui
durata correla con l’entità del rigurgito. È importante valutare la cronologia del click e la durata in rapporto a
manovre che possono modificare il precarico ventricolare sx: una riduzione del volume ventricolare e un aumento
della contrattilità rendono il click più precoce e il soffio più lungo come in caso di
manovra di Valsalva; invece, con lo squatting si ha un aumento del volume ventricolare e diminuzione della
contrattilità che rendono tardivo il click e il soffio più corto.
All’ECG si nota un’alterazione della ripolarizzazione in sede inferiore (D2, D3 e aVF), inversione o difasicità dell’onda
T
Alla radiografia del torace si evidenziano alterazioni scheletriche con morfologia e volume cardiaco nella norma a
meno che non ci sia un quadro di insufficienza mitralica grave.
All’ecocardiogramma color doppler si nota un caratteristico brusco movimento dei lembi mitralici verso l’atrio sx in
sistole e che dà il tipico aspetto dei lembi “a paracadute”. L’approccio transesofageo consente di identificare le parti
dei lembi più compromesse dando indicazioni per la riparazione ed il color doppler, informazioni sull’entità
dell’insufficienza.
È un difetto generalmente benigno ma la sua progressione può portare ad insufficienza cronica grave e prolasso
acuto da rottura delle corde tendinee. L’aspetto mixedematoso dei lembi costituisce un fattore predittivo di
complicanze come l’endocardite invettiva per cui sono maggiormente esposti rispetto alla popolazione generale.
In presenza di aritmie sintomatiche è indicato l’uso di β-bloccanti e la profilassi antibiotica per endocardite infettiva
+ intervento
TIPOLOGIA STENOSI AORTICA INSUFFICIENZA AORTICA:
È il restringimento dell’orifizio valvolare che reflusso di sangue dall’aorta verso il ventricolo sx in
causa un ostacolo all’eiezione di sangue dal diastole a causa di alterata chiusura ostio valvolare
ventricolo sx in aorta durante la sistole.
Meno frequentemente l’ostacolo può essere
situato a livello sottovalvolare nel tratto di
efflusso o sopravalvolare nella prima parte
dell’aorta.
CAUSE -invecchiamento: fenomeni infiammatori e -malattia reumatica : comporta soprattutto steno-
degenerativa cuspidi (aterosclerosi) insufficienza della valvola per meccanismi
-malformazioni congenite : bicuspidia infiammatori che danno fibrosi e retrazione delle
aortica cuspidi;
-forme derivate da infezioni o fenomeni -Malformazioni congenite(le stesse della
infiammatori sistemici (malattia reumatica) stenosi )
-stadio avanzato della sifilide nella quale si ha
necrosi della tonaca media dell’aorta (rara)
-Sindromi autoimmuni come spondilite
anchilosante, S. di Reiter, artrite psoriasica e
Malattia di Behcet;
-Grave ipertensione che può provocare
dilatazione della radice aortica e insufficienza
aortica secondaria;
-Endocardite infettiva, dissecazione aortica o
traumi toracici sono invece causa di insufficienza
acuta della valvola
FISIOPATOGE A partire da 3-4 cm2 la stenosi si definisce: -parte del sangue espulso in aorta ritorna nel
2
NESI lieve se l’area è > 1,5 cm , media se di 1,0- ventricolo durante la sistole
2 2
1,5 cm e grave se < 1,0 cm -Nella sistole successiva la camera deve espellere
una quota aumentata di sangue e riesce a
1-per garantire un flusso ematico e compensare la situazione dilatandosi e
pressione arteriosa normale, il ventricolo aumentando il volume diastolico (precarico).
sviluppa una pressione superiore in sistole e -La dilatazione però comporta un aumento dello
in caso di stenosi lieve il gradiente pressorio sforzo di parete (postcarico)
medio è < 20 mmHg, se è media di 20-40 - il ventricolo reagisce dando ipertrofia per non
mmHg e se è grave > 40 mmHg e questo far aumentare eccessivamente il postcarico. Questa
sovraccarico pressorio stimola un situazione può portare ad aumentare notevolmente
rimodellamento ventricolare con le dimensioni del cuore (cor bovinum) con anche
ipertrofia una pressione diastolica in ventricolo sx molto
2-Questo meccanismo di compenso aumentata ridotta apertura della valvola mitrale
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