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Letteratura Italiana

UMANESIMO E RINASCIMENTO > L'Umanesimo coincide con tutto il 400 e il Rinascimento con il 500: il primo è

caratterizzato dalla scoperta dei classici, degli studia humanitatis, la seconda consolida una nuova civiltà; in Italia si

delinea una nuova forma di governo, la Signoria, poichè i conflitti tra le varie fazioni erano divenuti talmente aspri che

le istituzioni comunali ne risultavano indebolite, e ciò aveva dato la possibilità a singoli individui o a famiglie di

imporre il proprio dominio; nel corso del 300 e del 400 il potere si consolidava e veniva trasmesso tramite eredità, ed il

potere dei signori veniva poi legittimato dall'imperatore o dal papa e la signoria si trasformava in Principato; Firenze

conserva ancora le sue istituzioni comunali nel primo Quattrocento, dove sopravvive la florentina libertas, e solo nel

1435 diventa una signoria, sotto Cosimo de Medici, e poi di Lorenzo de' Medici, Il Magnifico. Il centro più importante

era la cancelleria della Repubblica, dove si scrivono le lettere ufficiali e si tengono rapporti diplomatici, la cui direzione

viene affidata prima a Coluccio Salutati, poi a Leonardo Bruni e infine, a Poggio Bracciolini;

IL SIGNORE > Il signore inizia a circondarsi di consiglieri, artisti ed intellettuali, e attorno a lui si crea cosi una corte.

Il signore era anche amante e protettore delle ani, per questo si afferma il fenomeno del mecenatismo. Grazie ad esso le

signorie diventano splendidi centri di cultura, in cui si coltivano la letteratura, la filosofia, la scienza e le arti. Inoltre i

palazzi venivano decorati da. affreschi e statue. Di fronte a questo splendore, si assiste anche allo spegnimento della vita

civile. Infatti il singolo cittadino si trasforma in suddite, che vive sotto la volontà di uno.

GLI STATI REGIONALI > L'espansione delle Signorie, ha portato la nascita di Stati regionali: Milano, Venezia,

Firenze e lo Stato pontificio. Accanto agli Stati maggiori, anche altri minori si espandono come Ferrara e Urbino, e con

la pace di Lodi (1454-1494) ha inizio un lungo periodo di tranquillità tra tutti questi Stati, stabilendosi cosi un delicato

equilibrio, grazie all'abilità politica di Lorenzo de Medici. Questo equilibrio consente uno sviluppo economico notevole

ed una grande fioritura artistica, ma impediscono anche il formarsi di un'unità statale in Italia, e ciò costituisce un

nei confronti degli altri paesi europei; c’è una ripresa economica, la borghesia si assimila

fattore di debolezza

all’aristocrazia e molte famiglie tornano ad investire nell'agricoltura, in quanto presenta meno rischi rispetto al

commercio.

L'EDONISMO > Con la ricchezza dell'élite cittadina, insieme al mecenatismo (sostegno ad attività artistiche e culturali

e nei confronti degli artisti), porta alla nascita di uno stile di vita edonistico, basato sulla ricerca del piacere, del

godimento, della gioia di vivere e del lusso esteriore. Tocca così il culmine quell'ideale del "saper vivere" (Decameron),

che propone un'esaltazione laica dei valori della vita terrena.

LA CORTE > In tutta Italia, il centro per eccellenza di elaborazione della cultura è la corte. fondata sulla raffinatezza,

delle maniere eleganti, dell'armonia e del decoro esteriore, della misura, che trae ispirazione anche dalla contemporanea

scoperta del mondo antico e del suo classicismo. Gli intellettuali, con le loro opere, hanno il compito di esprimere gli

ideali dell'élite che si raccoglie nella corte. Talora è il principe a richiedere la composizione di opere letterarie che

esaltino la magnificenza del suo casato o le sue imprese diplomatiche e militari. La corte è un luogo chiuso, che tende

ad isolarsi dalla realtà circostante e a disprezzare il mondo esterno. Oltre a celebrare la magnificenza del signore, lo

scrittore ha anche il compito di intrattenere Infatti le opere vengono lette pubblicamente per allietare gli ori della corte;

gli artisti decorano saloni e cappelle con affreschi, tavole, statue, progettano palazzi, ville, giardini. Un elemento

essenziale è lo spettacolo teatrale. cui allestimento è carato dai letterati della corte, che elaborano testi e la messa in

scena, e degli artisti, che si occupano delle scenografie. Lo scrittore gode di una stabilità economica e ha più tempo per

dedicarsi allo studio e alla scrittura senza essere distratto da altre incombenze, gode di un prestigio sociale e l'ambiente

raffinato gli offre la possibilità di continui scambi culturali e fornisce stimoli, ma il distacco dell'intellettuale dalla

realtà/il legame di dipendenza che lo unisce al principe/ sterilità creativa, ripetizione stanca di formule e schemi, puro

formalismo decorativo.

L'ACCADEMIA > Nasce nel '400, sono cenacoli dove dotti tra loro amici si incontrano per conversare, discutere,

scambiarsi conoscenze, facendo vita comune. I nuovi intellettuali umanisti elaborano una concezione dialogica della

cultura, ritengono cioè che essa sia essenzialmente scambio di idee, confronto, discussione. È una concezione che nasce

dall'ammirazione per scuole filosofiche antiche, specie per l'Accademia di Platone, dove il dialogo era il metodo di

ricerca fondamentale. (Accademia Platonica di Firenze / Accademia Pontaniana di Napoli, Accademia Aldina di

Venezia).

LE UNIVERSITÀ > Conservano un indirizzo aristotelico. È tuttavia un aristotelismo che non ha più rapporti con la

Scolastica medievale ed è indirizzato in senso naturalistico e razionalistico, a studiare cioè con metodi razionali i

fenomeni della natura, ma nascono scuole ispirate ai nuovi principi pedagogici, in cui si guarda al discente non come

"contenitore" di nozioni da apprendere a memoria, ma come soggetto attivo di un processo di formazione che deve

sviluppare armonicamente tutte le facoltà della persona. (Vittorino da Feltre / Guarino Varese).

LE BOTTEGHE > Centri di cultura tipici di questa età sono anche de botteghe artistiche, dei pittori e degli scultori.

Gli artisti non sono più, come in precedenza, semplici rappresentanti di "arti meccaniche", cioè lavoratori manuali

considerati alla stregua degli artigiani, ma godono di grande prestigio e considerazione e sono talora ammessi a corte.

Con la diffusione della stampa, nata in Germania da Gutenberg, nasce la bottega dello stampatore, dove si ritrovano

letterati e filosofi e che diviene luogo di incontro, discussione, scambio culturale. (Aldo Manuzio; Venezia).

LE BIBLIOTECHE > Nel medioevo erano delle istituzioni chiuse. Invece, nel corso del '400, diventano pubbliche,

che non si limitavano a conservare il libro, ma lo mettevano a disposizione dei lettori. (Biblioteca Laurenziana; Firenze

/ Biblioteca Vaticana; Roma / Marciana; Venezia).

INTELLETTUALE-CITTADINO > non trae il suo sostentamento dalla professione intellettuale, ma da altre attività o

professioni, e che partecipa alla vita politica, ricopre cariche pubbliche ed esprime in ciò che scrive le sue idealità civili.

(Umanesimo Civile)

INTELLETTUALE-CORTIGIANO > Si colloca nell'ambiente della corte. Vive sotto le scelte di un signore e ne

riceve protezione e mantenimento in cambio dei suoi servizi; si differenzia dall’intellettuale cittadino perchè la

subordinazione al potere e la perdita della propria autonomia, la professionalità della sua attività: l'uomo di cultura è

uno specialista, che si dedica all'attività intellettuale e trae sostentamento proprio da questa sua professione.

L'unica alternativa è la carriera ecclesiastica, che offre notevoli vantaggi materiali. Essa può consistere nel semplice

godimento di rendite derivanti da un determinato titolo. (Umanesimo Cortigiano)

IL MITO DELLA RINASCITA > Si forma l'idea di media aetas, età di mezzo. Si avverte cosi il bisogno di far

rivivere il mondo classico nella sua fisionomia autentica, liberandolo di tutte le deformazioni medievali. Il mito della

rinascita ha poi influenzato tutta la storiografia successiva. Questo processo è iniziato durante il Medioevo, che

conservò il patrimonio letterario classico, assimilandolo nella sua visione del mondo, e questo ha portato l'elaborazione

di una nuova visione della realtà. Il concetto di "rinascita" conteneva in sé un'autentica verità: esprimeva proprio la

presa di coscienza di una diversità ormai irriducibile del presente rispetto alla civiltà del Medioevo, la consapevolezza

che quel graduale processo di trasformazione che aveva attraversato l'età medievale era giunto a compimento, che una

civiltà nuova era nata.

LA VISIONE ANTROPOCENTRICA > Nella concezione del mondo medievale Dio era posto al centro dell'universo

come motore di tutta la realtà e autore della storia. Ora invece, pur senza negare la trascendenza, si afferma una visione

antropocentrica, in cui l'uomo pone se stesso al centro della realtà, come protagonista e autore della propria storia. Nel

Medioevo l'uomo era visto come una creatura fragile ed effimera, contaminata dal peccato originale, continuamente

tormentata dal demonio; ora invece si afferma una visione ottimistica dell'uomo (Decameron): egli appare sicuro e ricco

di forze, capace di contrastare il gioco capriccioso della fortuna con la propria energia e la propria intelligenza, di

costruirsi il proprio destino con una libera scelta tra un vasto campo di possibilità. Per questo uno dei temi prediletti

dalla cultura quattrocentesca è l'esaltazione della dignità dell'uomo.

IL PRINCIPIO DI IMITAZIONE > Gli antichi hanno raggiunto un culmine di perfezione, per ottenere risultati

risultati validi è necessario imitarli in ogni campo. Per tutto il Quattrocento e il Cinquecento, le manifestazioni della vita

intellettuale e sociale recano i segni inconfondibili di questa imitazione: si riporta in vita la filosofia platonica, si scrive

in latino come Cicerone, si riproducono le forme della repubblica romana o del principato augusteo, si costruiscono

edifici che riprendono gli stili antichi, si scolpiscono statue che sembrano uscite dallo scalpello di artisti greci. Tuttavia

l'imitazione non può mirare ad una passiva riproduzione dei modelli: deve anzi essere attiva e creativa. Il principio di

imitazione però esige che si conoscano nel modo più completo gli autori classici. Nel Medioevo si era continuato a

leggere i classici e ad ammirarli, ma non si sentiva il bisogno di spingere lo sguardo al di là di quel canone. Molti autori,

anche fondamentali, non venivano più letti, e i loro testi restavano dimenticati nelle biblioteche delle abbazie o dei

vescovadi. Mancanza della conoscenza della cultura greca, che costituiva una parte assolutamente imprescindibile della

cultura classica: infatti erano stati i Greci a porre le sue basi, creando i principali generi letterari (il poema epico, la

lirica, la tragedia, la commedia, la storiografia), elaborando il pensiero filosofico e fornendo sistematicamente i modelli

a cui la letteratura latina si era ispirata. Il patrimonio greco era conservato nell'impero bizantino, mentre in occidente la

lingua greca non faceva parte del bagaglio consueto di conoscenze dell'intellettuale.

LA FILOLOGIA > scienza che studia i testi antichi per interpretarne la veridicità e gli insegnamenti. Occorrono una

otale conoscenza del latino, uno spirito critico nel momento di analisi e confronto con altri testi ed una conoscenza degli

usi e costumi, fatti storici, istituzioni per interpretare al meglio ciò che era stato reinterpretato nel Medioevo e/o

sbagliato dai copisti.

LORENZO VALLA > principale esponente della filologia; nasce a Roma nel 1405 e proseguirà la sua educazione a

scrive il ‘De Voluptate’ in

Firenze sotto Giovanni Aurispa, ma il suo soggiorno più importante sarà Pavia (1431-1433);

collaborazione ad Antonio Beccadelli (diventerà il ‘de in cui esalterà l’idea della voluptas,

vero falsoque buono’)

l’impulso dell’uomo verso il bene, e nell’opera rivaluta quasi l’epicureismo, ma grazie al trasferimento a Napoli nel

1435 come segretario per la corte aragonese sviluppa la sua propensione alla filologia con la dimostrazione della falsità

della donazione di Costantino da parte della Chiesa, e ritornato a Roma pubblicherà i sei libri delle ‘Elegantiarum

(1447); inoltre conduce una critica testuale ai libri del Nuovo Testamento, sottolineando l’antica

linguae latinae’

purezza delle Sacre Scritture;

STUDIA HUMANITATIS > Il rapporto con i classici è infatti il fondamento della concezione nuova che l' Umanesimo

ha della cultura e della sua funzione. Per il Medioevo la conoscenza era finalizzata essenzialmente alla salvezza: si

riteneva che conoscere le verità avviasse alla suprema verità di Dio. Nel '400 la concezione della cultura e delle sue

funzioni si laicizza: scopo della cultura diviene la formazione dell'uomo. Perciò gli studi delle lettere classiche vengono

esaltati come Studia humanitatis (studi di umanità), quelli che formano l'uomo nella sua completezza, nell'armonia

perfetta di tutte le sue facoltà, che fanno di lui una creatura privilegiata tra le altre e lo distinguono dagli animali.

KALOKAGATIA > sistema delle virtù di derivazione classica; rivalutazione del corpo, la bellezza esteriore era lo

concetti attinti dall’ideale di

specchio dell'anima, kalos kai agathos, humanitas di Cicerone (dignità ed integrità

dell'uomo);

LA FAMIGLIA > virtù realizzate nella vita comune; gli umanisti ritengono che l'uomo si realizzi solo con il

matrimonio e la famiglia. i realizza solo quando l'uomo adopera nella vita civile.

UMANESIMO CIVILE > Coluccio Salutati, Poggio Bracciolini, Giannozzo Menetti, Leonardo Bruni; Si sviluppa a

Firenze nella prima metà del 400. Firenze era il centro di questo umanesimo, grazie al suo sviluppo mercantile e

bancario.

UMANESIMO CORTIGIANO > Pico della Mirandola, Marsilio Ficino, Leon Battista Alberti, Leonardo Da Vinci; si

sviluppa nella seconda metà del '400, dopo la caduta della florentina libertas. L'ambiente principale diventa la corte.

Trova posto a Venezia; bottega dello stampatore Aldo Manuzio / Milano; casa dell'umanesimo cortigiano, sotto le casate

degli Sforza e dei Visconti, università di Pavia (Bramante e da Vinci)/ Mantova, sede della scuola di Vittorino da Feltre /

Ferrara, grazie a Boiardo torna il poema cavalleresco / Roma, Accademia Pontaniana e celebrano riti romani antichi

accusati di eresia/Napoli, Lorenzo Valla e lacopo Sannazaro; spese la giovinezza fra l’Accademia Pontaniana e la

IACOPO SANNAZARO > Napoli del Quattrocento (1456-1530);

corte aragonese, emerge dalle sue opere e caratterizza la sua esistenza; formato sulla lettura dei classici prevalentemente

latini (Catullo, Lucrezio, Virgilio, Orazio ecc.); iniziò dalla composizione di egloghe pastorali (componimento poetico

ispirato alla visione idealizzata e idillica, della vita operosa in mezzo ai campi e ai boschi o in riva al mare) che

opera più grande, l’Arcadia, ma scrisse anche le poco numerose

influirono nella sua Rime, che precorrono le teorie di

Bembo ed alcune opere latine, come i libri di Elegiae ed il De Partu Virginis, la sua opera latina più matura, tentativo di

cantare la cristianità nello stile Virgiliano;

L'ARCADIA > 1480-1485, prosimetro composto da dodici prose e egloghe in - versi, di argomento pastorale. La

vicenda narrata è ambientata nell'Arcadia, regione della Grecia, dove i pastori conducono una vita felice. Nelle prime

prose prevale un andamento lirico- descrittivo; in seguito si delinea un romanzo autobiografico. In questo mondo

pastorale, che risale ai modelli dell'antichità e che avrà anche ma poi li termine in seguito grande fortuna, si proietta

evidentemente il desiderio di una vita naturale e spontanea, come liberazione e di fuga dalla vita delle corti. Anche

stilisticamente l'opera si ispira alla raffinatezza formale dei modelli antichi, ponendosi come esempio squisito del nuovo

gusto classicheggiante; diventerà uno dei libri più letti in Italia e in Europa e un genere letterario;

LUIGI PULCI > Nacque a Firenze nel 1432 Ebbe un'educazione letteraria che comprendeva la conoscenza del latino,

Sebbene la sua famiglia fosse nobile, durante la gioventù visse dei periodi difficili. Intorno al 1461 cominciò a

frequentare il palazzo dei Mediche li strinse un'amicizia con Lorenzo de' Medici. Amato per il suo umore bizzarro e

giocoso, per il suo gusto della deformazione burlesca, influenzo per un certo periodo il clima della "brigata medicea",

con la Nencia da Barberino di Lorenzo il Magnifico, a cui Pulci replicò con un'

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher 26vlntn di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Cimini Mario.
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