TOSSICOLOGIA una scienza
La tossicologia è una scienza multidisciplinare. Viene definita come
multidisciplinare che studia gli effetti avversi che gli agenti chimici possono produrre
negli organismi viventi.
Caso talidomide
La talidomide era stata proposta come farmaco ipnotico-sedativo per conciliare il
sonno. Inoltre, sembrava che la Talidomide avesse un effetto positivo sulla nausea
gravidica. La molecola, però, attraversa la placenta e altera i processi di crescita del
feto nel primo trimestre di gravidanza con conseguente nascita di bambini focomelici,
cioè con gli arti (soprattutto superiori) non completamente formati. Gli scienziati non si
erano accorti che la talidomide era teratogena perché era stata sperimentata solo sui
roditori che non sono sensibili agli effetti teratogeni della talidomide. Pertanto, dopo il
disastro della talidomide, è stato imposto di valutare la teratogenicità delle sostanze in
almeno due specie, di cui una diversa dal roditore. La talidomide oggi è ancora
presente in commercio per il trattamento di alcune forme di tumore con l’indicazione
di non essere utilizzata nelle donne in gravidanza (è possibile somministrare la
talidomide a donne potenzialmente non fertili).
Caso della ranitidina
Nel 2019, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha disposto il ritiro di medicinali
contenenti il principio attivo ranitidina prodotti presso un’officina indiana. Il motivo è la
presenza, in alcuni lotti, di tracce di un’impurezza denominata N-nitrosodimetilammina
(NDMA) appartenente alla classe delle nitrosammine. Questa classe di molecole è
potenzialmente cancerogena. Pertanto, le autorità sanitarie hanno operato secondo il
principio di precauzione che prevede di ridurre al minimo i rischi per il paziente
limitando l’esposizione alla sostanza potenzialmente dannosa in attesa di informazioni
più esaustive.
Branche della tossicologia
La tossicologia presenta diverse branche:
Tossicologia descrittiva: si occupa della caratterizzazione degli effetti tossici
degli agenti chimici su animali da esperimento e in modelli sperimentali. Gli studi
di tossicologia descrittiva vengono svolti soprattutto su animali e valutano
cardiotossicità, neurotossicità,
potenziali effetti tossici delle sostanze (es.
teratogenicità ecc.). La tossicologia descrittiva comprende anche la tossicologia
comportamentale che studia gli effetti delle sostanze sul comportamento (effetti
cognitivi, alterazioni del temperamento, umorali). Ad esempio, gli interferoni
hanno anche importanti effetti sul comportamento come alterazioni dell’umore,
depressione, mania, delirio e induzione al suicidio. I contaminanti ambientali,
invece, sono associati ad alterazioni nel neuro-sviluppo in patologie come
autismo, ritardo mentale ecc.
Tossicologia molecolare: studia i meccanismi responsabili dell’azione dei
tossici. Per la maggior parte delle sostanze, tuttavia, non conosciamo i
meccanismi responsabili degli effetti tossici. La tossicologia molecolare permette
di identificare l’antidoto ad una molecola.
Tossicologia normativa: si occupa di adottare misure di prevenzione per
limitare l’esposizione a sostanze tossiche e garantire la salute della popolazione.
Aree di specializzazione
1. Tossicologia clinica: si occupa degli interventi terapeutici nei casi di
intossicazione e delle malattie causate o associate con l’esposizione alle
sostanze tossiche.
1 2. Tossicologia alimentare: si occupa dello studio degli effetti tossici di xenobiotici
presenti negli alimenti destinati al consumo umano ed animale.
3. Tossicologia industriale o occupazionale: valuta i rischi chimici e biologici negli
ambienti di lavoro con l’obiettivo di prevenire gli effetti negativi sulla salute
degli operatori.
4. Tossicologia ambientale: studia i livelli di agenti tossici nell’ambiente e i loro
effetti su tutti gli organismi viventi.
5. Tossico genomica: si occupa della comprensione delle basi genetiche delle
risposte all’esposizione ad agenti chimici o fisici.
6. Tossicologia dello sviluppo: è lo studio degli effetti indesiderati sugli organismi in
sviluppo che possono essere conseguenti all’esposizione ad egenti chimici o
fisici prima del concepimento (per entrambi i genitori), durante lo sviluppo
prenatale o nel periodo postnatale fino alla pubertà.
7. Teratologia: è lo studio dei difetti indotti durante lo sviluppo, tra il concepimento
e la nascita.
8. Tossicologia della riproduzione: è lo studio degli effetti indesiderati sul sistema
riproduttivo maschile e femminile che possono verificarsi in seguito
all’esposizione ad agenti chimici o fisici.
TERMINI E DEFINIZIONI
Si può definire “veleno” ogni agente capace di produrre un danno in un sistema
biologico. Virtualmente, ogni sostanza chimica conosciuta ha la potenzialità di
produrre un danno o la morte, se presente in una concentrazione sufficientemente
elevata. Alcune definizioni:
xenobiotico
1. Il termine indica qualsiasi sostanza di origine naturale o sintetica
estranea ad un organismo.
agente tossico
2. L’espressione indica qualsiasi agente, prodotto o sottoprodotto
delle attività umane, che può produrre un effetto indesiderabile o negativo su
un sistema biologico.
sostanza tossica
3. L’espressione indica una sostanza o miscela di sostanze che
hanno proprietà tossiche.
tossina
4. Il termine è una sostanza chimica o proteina prodotta da organismi
viventi quali piante, funghi, animali o batteri (sistemiche, d’organo).
Le sostanze tossiche possono essere classificate in esogene ed endogene. Le
intossicazioni possono essere endogene (provocate da alterazioni del metabolismo,
malattie renali, assorbimento di sostanze tossiche prodotte dalla flora intestinale,
formazione di sostanze in seguito a traumi, alterazioni di organi deputati alla
neutralizzazione, fissazione ed eliminazione di sostanze tossiche) o esogene (causate
da agenti chimici, fisici o di derivazione biologica).
Le tossine possono essere classificate in base a:
Provenienza: vegetale, animale e minerale.
Stato fisico: gas, liquidi volatili estraibili in corrente di vapore, solidi.
Natura Chimica: inorganici, organici.
Tossicità
Con il termine tossicità s’intende la capacità di una sostanza di produrre un danno a
carico di un organismo vivente. Si distinguono diversi tipi di tossicità:
- Tossicità intrinseca. Tossicità caratteristica e specifica della sostanza che dipende
dalle due proprietà chimiche e fisiche (es. radioattività).
- Tossicità acuta. È una tossicità legata all’esposizione ad una elevata dose di
tossico in singola dose o dosi ripetute.
2 - Tossicità cronica. È una tossicità legata ad un effetto negativo permanente o
duraturo che si manifesta in seguito all’esposizione prolungata a una sostanza
tossica. Può manifestarsi a basse dosi, ma con esposizione ripetuta.
L’effetto tossico può essere: locale, sistemico, reversibile, irreversibile e ritardato.
Effetti dei tossici
Gli effetti dei tossici possono essere diversi:
a. Effetti irritanti e caustici. Questi effetti vescicanti e corrosivi si manifestano su
escare, ulcere e perforazioni della
superfici di contatto con produzione di
mucosa gastrica caustica), lesioni delle vie respiratorie, dei polmoni
(acidi, soda e della cute.
(cloro, fosgene, arsine, ecc.)
b. Effetti ematotossici. Questi effetti ematotossici sono dovuti a: sostanze che si
combinano con emoblobina formando carbossiemoglobina o metaemoglobina,
sostanze che ledono i globuli rossi, sostanze che alterano il sistema di
coagulazione con azione anticoagulante o procoagulante, sostanze emotossiche
che lisano i globuli rossi.
c. Effetti neurotossici. Le neurotossine agiscono sulle cellule del sistema nervoso
solitamente attraverso un'interazione con le proteine di membrana dei neuroni,
quali i canali ionici, creando delle anomalie nella funzionalità dei diversi tipi di
canali ionici, impedendo la propagazione dell'impulso neuronale; questo può
condurre a paralisi motoria e morte dell'organismo. chimico, o
d. Azione citotossica. L'effetto di un agente di tipo fisico in grado di
indurre danno ad una cellula. L'agente che induce tale danno viene spesso
definito citotossina.
e. Azione cardiotossica. Agiscono sulla cellula cardiaca o sulle vie di conduzione.
f. Effetti parenchimotossici. Provocano effetti tossici nel fegato e nel rene,
determinando gravi eventi degenerativi e necrotici (tipico per alcuni metalli
pesanti).
g. Effetti tossici sistemici. Spiccata azione tossica citotossica diffusa (ac. cianidrico,
cianuri, tetraetile di piombo).
h. Altri effetti. Altri effetti sono teratogeni, carcinogenetici, allergotossici,
criminogeni e tossicomanigeni.
Fattori che determinano la capacità di uno xenobiotico di produrre un danno
all’organismo
Non tutti gli stimoli potenzialmente dannosi portano necessariamente allo sviluppo di
un danno; entriamo a contatto con un elevato numero di tossici giornalmente ma
questi non provocano danni. L’organismo, quando a contatto con una sostanza tossica,
la detossifica o innesca dei sistemi di compensazione volti ad arginare il danno. Se i
meccanismi compensatori sono efficaci, il danno non si verifica. Altrimenti, il danno
potrebbe manifestarsi. La tossicità di una sostanza può essere calcolata ed è uguale
alla concentrazione interna dei metaboliti (C) x il suo bersaglio (R) in funzione
dell’affinità tra recettore e composto tossico (A ).
RC
La C non indica la dose di tossico con cui veniamo a contatto, ma la concentrazione
interna di tossico che si accumula a livello del bersaglio. In seguito, accadono una
serie di eventi biochimici secondari che portano a disfunzioni o lesioni ai vari livelli di
organizzazione biologica. I bersagli predominanti e tossicologicamente rivelanti sono
gli acidi nucleici, le proteine e le membrane. Talvolta, uno xenobiotico non reagisce
con una molecola bersaglio specifica, bensì influenza negativamente l’ambiente
biologico, causando disfunzione molecolare, degli organelli, cellulare o dell’organo,
producendo effetti deleteri (es. acidosi sistemica). Pertanto, rispetto alla tossicologia, il
bersaglio è qualcosa di più ampio e meno definito.
3
Fasi nella genesi del danno all’organismo
Teoricamente, l’intensità di un effetto tossico dipende dalla concentrazione e dalla
persistenza della sostanza tossica finale presso la sua sede di azione. Il tossico finale è
la specie chimica che reagisce con la molecola bersaglio endogena o altera
criticamente l’ambiente biologico, avviando alterazioni strutturali e/o funzionali che
comportano la tossicità. La genesi del danno richiede diverse fasi:
a. Fase 0. Esposizione.
b. Fase 1. Tossico-cinetica (ADME).
c. Fase 2. È la tossico-dinamica. Il tossico reagisce con il bersaglio che può essere
di diversa natura. L’organismo, contemporaneamente, sviluppa una risposta per
arginare il danno.
d. Fase 3. È la fase di disfunzione cellulare e tossicità risultante. Quando la sostanza
tossica arriva ad una determinata concentrazione all’organo bersaglio tale per cui
la risposta dell’organismo non è più sufficiente, si manifesta il danno (può portare
ad un danno cellulare o morte cellulare).
N.B. La riparazione è un processo di difesa nei confronti di un danno. È presente in
tutti gli organismi studiati e può essere di due tipi: riparazione molecolare e
riparazione tissutale. I sistemi di riparazione molecolare più importanti sono i sistemi
di riparazione delle proteine (chaperoni) e degli acidi nucleici (DNA polimerasi ecc.), in
particolare del DNA. Difatti, errori nel folding delle proteine e mutazioni del DNA sono
alla base dell’eziopatogenesi di diverse malattie. I sistemi di riparazione tissutale
comprendono infiammazione, sanguinamento, citochine ecc.
Fattori che determinano tossicità
I fattori che determinano la capacità di uno xenobiotico di produrre un danno sono:
dose, tossicità intrinseca (es. reattività di n tossico), condizioni di assunzione (es.
stomaco pieno o stomaco vuoto), interazione con altri farmaci e caratteristiche di
esposizione (modalità, sito e frequenza dell’esposizione).
Esempio del paracetamolo
Il paracetamolo è metabolizzato dal fegato attraverso processi di glucurono-
coniugazione. Una piccola parte di paracetamolo subisce una N-idrossilazione tramite
la via del citocromo p450 con produzione di un metabolita tossico altamente reattivo,
l’N-acetil-para-benzochinonimina (NAPQI). Questo metabolita viene generalmente
inattivato dal glutatione ridotto ed infine eliminato con le urine. Tuttavia, nel caso in
cui venga assunta un’eccessiva dose di paracetamolo, il glutatione non è in grado di
detossificare il metabolita tossico e si manifestano effetti tossici legati a danno
epatico. In questo caso, si deve intervenire tempestivamente con l’antidoto, N-
acetilcisteina.
Dose
La dose è la quantità di sostanza tossica cui viene esposto un organismo (mg/kg o
2
mg/m ). Inoltre:
1. Dose interna/assorbita. È la quantità effettiva di sostanza tossica che viene
assorbita e distribuita nell’organismo.
2. Dose efficace. È la quantità di sostanza che raggiunge l’organo bersaglio e
determina un effetto biologico.
3. Dose tossica. È la dose che causa effetto negativo sull’organismo.
Curve dose-risposta
L’intensità dell’effetto tossico dipende dalla concentrazione (dose interna) e dalla
persistenza della sostanza tossica finale presso la sua sede di azione. La relazione tra
il grado di risposta del sistema biologico e la concentrazione di sostanza tossica è
4
mostrato nelle curve dose-risposta che possono essere: (a) relazione dose-risposta
individuale e (b) relazione dose-risposta quantale.
Curva dose-risposta individuale
Descrivono la risposta di un individuo a concentrazioni crescenti del tossico. Sono
dette graduali. Da queste curve si estrapolano informazioni molto utili in campo
farmacologico e tossicologico, come: (a) la dose soglia, (b) la dose letale 50 e (c)
velocità con cui l’effetto tossico aumenta in funzione alla dose. La velocità di
comparsa dell’effetto tossico è simile ai concetti di efficacia (effetto max) e potenza
(intervallo di dosi in cui la sostanza produce effetti sempre maggiori) dei farmaci.
Questi parametri possono cambiare da specie a specie e da individuo ad individuo. Le
relazioni dose-risposta individuali sono caratterizzate da un aumento dose-dipendente
dell’intensità della risposta.
Curva dose-risposta quantale
Descrivono la distribuzione della risposta ad una concentrazione del tossico in una
popolazione di individui. Sono dette quantali. Si ottiene valutando la % di individui che
risponde alla dose. Pochi individui mostrano risposta bassa (resistenti) e risposta
massimale (sensibili), la maggior parte di individui risponde in maniera intermedia. Le
curve di distribuzione delle frequenze sono costruite attraverso istogrammi (dati dalla
somma della frequenza di individui che mostra una determinata intensità di risposta
più quella precedente). Queste curve sono importanti perché permettono di valutare
differenze delle risposte individuali nella popolazione, le quali possono dipendere, ad
esempio, dai polimorfismi genetici di enzimi chiave del metabolismo delle sostanze.
Ormesi
Relazione dose-risposta caratterizzata da andamento bifasico o a U. Sostanze
caratterizzate da ormesi sono tossiche sia a basse dosi (carenza) che ad alte dosi (con
effetto tossico che aumenta all’aumentare della dose). L’intervallo di concentrazione
in cui non si hanno deficit o risposte tossiche è detto intervallo di omeostasi. Un
esempio è il potassio: l’iperkaliemia porta a irritabilità, depressione, stanchezza
mentre l’ipokaliemia porta a disfunzioni contrattili, crisi tetaniche e disturbi neurologici
importanti.
Concentrazioni
Dalle curve dose-risposta degli animali si possono ottenere:
1. NOAEL. Dose più alta di agente chimico che in un test di tossicità non causa
effetti tossici.
2. NOEL. Dose più alta ad un agente chimico che non causa effetti biologici.
3. LOAEL. Dose più bassa alla quale si osserva un effetto tossico.
4. LOEL. Dose più bassa alla quale si ha un effetto biologico.
Da queste concentrazioni calcolate sperimentalmente sugli animali si ottengono “dosi
sicure” o “dosi tollerate” per l’uomo, calcolate con fattori di sicurezza:
5. ADI (dose accettabile). Dose alla quale il soggetto può essere esposto
giornalmente per tutta la vita senza effetti avversi riconoscibili.
6. RfD. Dose di riferimento per l’esposizione umana.
ADI e RfD non possono essere calcolati per tutti i tossici poiché non per tutti i tossici è
definibile una dose soglia entro la quale l’esposizione non provoca danni.
DL
50
La DL è la dose di una sostanza (espressa in mg/kg) che, somministrata per una
50
determinata via, in una data specie animale e in una singola dose provoca il 50% degli
5
animali sottoposti all’esperimento. È un parametro usato per avere un’idea sulla
tossicità delle sostanze (es. usata da FDA per classificare i pesticidi). Dipende da:
sesso, specie e via di somministrazione. Quanto più la DL50 è piccola, tanto più la
sostanza è tossico. In funzione del valore della dose letale 50, le sostanze vengono
suddivise in supertossiche, altamente tossiche, molto tossiche, moderatamente
tossiche, leggermente tossiche e praticamente atossiche.
Limiti della DL50:
Dipende da specie, via di somministrazione e condizioni sperimentali
È
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.