La tossicologia d’organo studia gli effetti tossici degli xenobiotici a carico di organi bersaglio. Questi effetti
tossici si rilevano mediante ANALISI ed osservazioni dei segni clinici. Le analisi sono:
Riguardano l’ematologia: ematocrito, contra eritrocitaria, conta leucocitaria ed emoglobina. Queste
info sono di carattere generale
Analisi chimico-clinico:
Sul sangue (elettroliti, glucosio, azotemia, transaminasi, proteine, bilirubina, corpi chetonici), Gli
elettroliti che bisogna misurare nel sangue sono: Na, Cl, K.La presenza di corpi chetonici servono
per identificare alterazioni del metabolismo glucidico
Sulle urine (pH, proteine, sedimento, glucosio, corpi chetoni, etc.).
Esame anatomo-patologico di organi: studi post-mortem negli animali per identificare tropismi tissutali
di uno xenobiotico (si fanno in seconda fase).
NB: L’effetto tossico diventa rilevante quando il danno citologico è accompagnato da un danno clinico.
ESEMPIO PER CAPIRE L’IMPORTANZA DELLA TOSSICOLOGIA D’ORGANO: se un paziente assume FANS con
ulcera duodenale si ha che i FANS causano l’inibizione delle PG a livello renale. Le PG vasodilatano i vasi
renali e ciò migliora (aumenta) la filtrazione renale; perciò i FANS peggiorano la filtrazione renale. Un
paziente si può accorgere dell’ulcera peptica ma difficilmente ci si accorge della proteinuria, glicosuria,
variazione della creatinina. Il danno renale a base di FANS è pericoloso perché non ha una sintomatologia
evidente.
I fattori di uno xenobiotico che vanno a determinare tossicità d’organo:
Coefficiente di ripartizione e lipofilia : se è un farmaco lipofilo mi aspetto una tossicità > nel SNC.
Antipsicotici non danno tossicità sistemica ma tossicità al SNC in virtù della lipofilia
volume apparente di distribuzione : Il volume apparente di distribuzione (Vd) è il rapporto tra la
quantità della sostanza nell’organismo e la sua [ ] plasmatica. Una sostanza con un’alta affinità per i
tessuti avrà un elevato Vd; al contrario una sostanza che rimane nel plasma avrà un Vd basso. La
tossicità d’organo > ce l’avranno le sostanze con un Vd basso perché tenderanno ad accumularsi. Es:
tra i chinoloni (Vd ampio) e le tetracicline (Vd stretto) risultano più tossiche le tetracicline che
tenderanno ad accumularsi nel tessuto osseo
il legame con le proteine plasmatiche : < è il legame è < è l’emivita.
Metabolismo : un esempio è l’induzione metabolica degli antraceni che li attiva. Non è importante
l’induzione metabolica ma quello che comporta.
Segni clinici:
Sistema nervoso : tremore, eccitazione, sedazione, riflessi
Cardiovascolare : aritmie; vasodilatazione /costrizione; iperteremia/ipotermia
Respiratorio : apnea, dispnea (respirazione affaticata), cianosi, etc
Digestivo : vomito, costipazione diarrea
Urogenitale : diuresi, anuria, poliuria..
Cute e annessi : piloerezione, edema, eritema, alopecia, necrosi. Qui si usano farmaci per uso topico
Curiosità: Come antipiretico è meglio l’ibuprofene perché è molto più efficace sul controllo dell’asse
ipotalamico ed è meno tossico perché viene metabolizzato più efficacemente. È disponibile come Nurofen
in età pediatrica
Lo xenobiotico è potenzialmente tossico in quanto possiede dei meccanismi difensivi insiti nella sua
farmacocinetica, ovvero: ASSORBIMENTO
E’ il processo con cui le sostanze chimiche attraversano le barriere dell’organismo ed entrano nella
circolazione sistemica. L’assorbimento permette al farmaco di raggiungere una sufficiente [ ] plasmatica
I principali siti di assorbimento sono:
Tratto GI : l’assorbimento è proporzionale alla liposolubilità, al tempo di permanenza nei vari tratti del
canale alimentare e inversamente proporzionale alle dimensioni delle particelle. La tossicità orale di
alcune sostanze aumenta all’aumentare della diluizione della sostanza in quanto è > l’assorbimento
poiché è > la v di svuotamento dello stomaco nel duodeno. La quantità di sostanza che entra nella
circolazione sistemica dipende dall’eliminazione pre-sistemica
Polmoni : vengono assorbiti
Gas, vapori: questi vengono prima inalati. Le sostanze idrosolubili possono essere trattenute dalla
mucosa nasale senza quindi arrivare nei polmoni
Liquidi volatili ed aerosol.
Dopo aver raggiunto i polmoni la sostanza va nel sangue per poi essere distribuito nei tessuti.
Pelle : è una barriera in quanto non è molto permeabile. Il passaggio avviene per diffusione passiva.
Endovenosa : non si ha assorbimento (biodisponibilità 100%)
Intraperitoneale : assorbimento veloce e completo. Le sostanze vengono riversate, dopo essere state
assorbite, principalmente nel circolo portale e devono passare attraverso il fegato prima di essere
distribuiti agli altri organi.
Intramuscolare/sottocutanea : bassa velocità di assorbimento, ma le sostanze entrano direttamente
nella circolazione sistemica.
La via di somministrazione può influenzare la tossicità di una sostanza: è possibile che lo xenobiotico
venga assorbito con una via che non permetta il raggiungimento di [ ] plasmatiche tali da indurre
citotossicità. Per esempio molte sostanze sono degradate dal pH acido dello stomaco (caso
dell’assorbimento per os). Un altro esempio è se una sostanza viene somministrata per via intraperitoneale
può essere completamente eliminata dall’ azione di biotrasformazione da parte del fegato e dalla
successiva escrezione attraverso la bile, senza mai raggiungere la circolazione sistemica. Si può quindi
prevedere che, a causa dell’attività di eliminazione da parte del fegato, tutte le sostanze che possiedono
una tossicità selettiva verso un organo diverso dal fegato e dal sistema GI e che sono sottoposte a questo
tipo di eliminazione pre-sistemica siano molte tossiche se somministrate per via intraperitoneale rispetto a
un’iniezione intravenosa, intramuscolare o sottocutanea.
METABOLISMO EPATICO
Uno xenobiotico può essere attivato come sostanza tossica(es: antraceni, CCl ) ma può essere anche
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disattivato dal metabolismo epatico (di 1° passaggio) come nel caso della nicotina che viene
immediatamente metabolizzata e quindi resa meno reattiva.
DISTRIBUZIONE
Una volta raggiunta la circolazione sistemica una sostanza tossica può essere distribuita all’intero
organismo. La [ ] di una sostanza nel sangue dipende dal Vd.
Alcune sostanze tossiche vengono accumulate in specifiche regini dell’organismo (adiposo, epatico, osseo)
come risultato del legame alle proteine, del trasporto attivo o dell’alta liposolubilità.
I siti di depositi sono:
Plasmaproteine : le proteine plasmatiche maggiormente implicate sono albumina, transferrina,
globuline e lipoproteine. A causa dell’elevato PM il complesso proteina-ligando non attraversa la
barriera capillare e la frazione tossica legata non è disponibile per essere distribuita-escreta. Questo
legame è reversibile; infatti mano a mano che la quota di tossico libera diffonde all’esterno dei capillari,
molecole legate si dissociano dai complessi proteina in maniera tale da stabilire l’equilibrio tra spazio
vascolare ed extravascolare. L’entità degli effetti tossici dipende generalmente dalla quantità in cui la
sostanza è presente in forma libera. Quando un farmaco è iniettato c’è sempre il legame con le
sieroproteine e quindi non è tutto libero e questo è un sistema difensivo per esempio per
un’esposizione accidentale.
La distribuzione di una sostanza tossica potrebbe essere tale da concentrarsi in un organo diverso da
quello bersagli, diminuendo cosi gli effetti tossici.
Fegato e reni : legano gli xenobiotici per mezzo di alcune proteine come la ligandina, la mettallotioneina
Tessuto adiposo : molte sostanze altamente lipofile sono distribuite e poi concentrate nel tessuto
adiposo. Il “sequestro” di questi agenti tossici ne diminuisce la [ ] nell’organo bersaglio; perciò a parità
di dose di esposizione, la tossicità è meno severa negli obesi. Tuttavia una rapida mobilitazione dei
grassi potrebbe indurre un improvviso aumento della concentrazione dell’agente tossico nell’organo
bersaglio. Se una sostanza viene distribuita e accumulata nel tessuto adiposo la sua eliminazione sarà
verosimilmente più lenta a causa dei bassi livelli plasmatici che ne rallentano l’escrezione.
Tessuto osseo : accumulo dovuto ad una reazione di scambio tra la superficie dell’osso e il fluido
extracellulare che ne è in contatto. L’effetto dipende dal tipo di agente tossico
L’accumulo di una sostanza tossica in sedi diverse dal tessuto o organo bersaglio può essere considerato
come un processo protettivo che, mantenendo bassi i livelli plasmatici, determina una < [ ] a livello del sito
d’azione della sostanza. Tuttavia, poiché ogni sostanza nel sito di accumulo è in equilibrio con la frazione
libera del plasma, quando questa diminuisce per eliminazione dall’organismo nuove molecole vengono
rilasciate dal deposito (ciò aumenta il tempo di emivita)
I principali fattori che influenzano la distribuzione degli xenobiotici sono il flusso sanguigno nell’organo e la
sua affinità verso le diverse sostanze. Nella fase iniziale della distribuzione lo xenobiotico si distribuisce
negli organo maggiormente perfusi e vascolarizzati (es: fegato); però se la sostanza presenta una elevata
affinità verso uno specifico distretto (siti di legame, costituenti cellulari), nel tempo si osserva una
ridistribuzione verso questi specifici distretti corporei con elevata affinità.
ESCREZIONE
Le sostanze, affinché possano essere escrete devono essere idrosolubili. Tutte le secrezioni corporee
sembra abbiano la capacità di veicolare sostanze all’esterno dell’organismo; infatti sono state ritrovate
sostanze tossiche in sudore, salive, lacrime e latte.
ESCREZIONE URINARIA: avviene con lo stesso meccanismo con cui i reni eliminato prodotti finali e
intermedi del metabolismo (filtrazione glomerulare, escrezione tubulare, secrezione tubulare). Poiché
molte delle funzioni svolte dal rene non sono completamente sviluppate nel neonato, alcuni xenobiotici
possono essere eliminati più lentamente che nell’adulto e perciò risultano più tossici (es: penicillina) . I
tubuli renali prossimali riassorbono le proteine plasmatiche di piccole dimensioni precedentemente filtrate;
perciò sostanze tossiche in grado di legarsi a queste proteine possono così essere riassorbite all’interno
delle cellule dei tubuli prossimali dove manifestano la loro azione tossica.
ESCREZIONE BILIARE: gli agenti tossici, una volta assorbiti dal tratto G,I passano nel fegato attraverso il
flusso sanguigno portale prima di raggiungere la circolazione sistemica. Il fegato può così estrarre sostanze
dal circolo, prevenendo la distribuzione alle altre parti dell’organismo. Essendo il fegato la principale sede
di biotrasformazione degli xenobiotici si ha che i metaboliti prodotti in situ possono essere eliminati
direttamente nella bile, oppure possono essere portati nel sangue. Quindi negli epatociti lo xenobiotico può
essere trasferito nel sangue o nella bile come tale, oppure essere biotrasformato in prodotti più idrosolubili,
destinati a loro volta alla bile o nuovamente al sangue. Un aspetto peculiare dell’escrezione biliare è la
circolazione enteroepatica. Una volta che una sostanza è escreta nella bile e passa nell’intestino, può essere
riassorbita o eliminate con le feci.
ESCREZIONE INTESTINALE: molte sostanze sono direttamente escrete nelle feci dal sangue per diffusione
passiva.
ESPIRAZIONE: l’eliminazione di sostanze gassose e di liquidi volatili avviene soprattutto attraverso i polmoni
LIQUORA, LATTE, SUDORE, SALIVA
Se la velocità di assorbimento è > di quella di eliminazione le sostanze tossiche possono accumularsi e
raggiungere una [ ] critica nel tessuto o organo bersaglio.
BARRIERE
BARRIERA EMATOENCEFALICA: presenta 4 caratteristiche che ostacola il passaggio delle sostanza nel SNC:
1. L’endotelio capillare ha giunzione strette (scarsa permeabilità tra cellule adiacenti)
2. L’endotelio capillare presenta proteine MDR ATP-dipendente che estrudono alcune sostanze
rimettendole nel circolo sanguigno
3. I capillari sono circondati da astrociti (cellule gliali)
4. Ostacola il passaggio di molecole idrosolubili
Ci sono dei processi di trasporto attivo (P-gp, BCRP, mrp1 e mrp2) nelle cellule endotelialiche hanno la
finalità di ridurre la [ ] di xenobiotici nel cervello: espellono le sostanza dalle cellule endoteliali di nuovo
nella circolazione sistemica.
La BEE non è completamente sviluppata alla nascita; perciò alcune sostanze risultano più tossiche per i
neonati che per l’adulto PLACENTA:
Ci sono diversi sistemi di trasporto attivo ed enzimi di biotrasformazione che proteggono il feto
dall’esposizione ad alcuni xenobiotici. MEMBRANE CELLULARI
Le sostanze hanno la capacità di attraversare le membrana di diversi tipi di cellule, quali quelle che
costituiscono l’epitelio della pelle, dei polmoni, del tratto GI e l’endotelio dei capillari.
Una sostanza può attraversare la membrana mediante:
Trasporto passivo : diffusione semplice e filtrazione glomerulare.
Trasporto specializzato : Importanti trasportatori degli xenobiotici sono le MDR (es: glicoproteina P),
proteine che espellono le molecole all’esterno della cellula, le OAT (trasportatori di anioni organici:
importante per l’uptake renale degl anioni), le OCT (trasportatori di cationi organici: importante per
l’uptake di xenobiotici nei rene e nel fegato), etc
ALTERAZIONI FARMACOCINETICHE E FARMACODINAMICHE CHE AUMENTANO LA TOSSICITA’:
Le alterazioni sono in funzione del tipo di xenobiotico e della persona, es: in una persona epato-
compromessa l’alterazione epatica è una protezione xke se lo xenobiotico viene attivato dal metabolismo
non avverrebbe l’attivazione
Alterazioni a livello renale sono quelle in fase di filtrazione di riassorbimento.
Alterazioni epatiche: il fegato è la sede della produzione dell’albumina, un fegato compromesso potrebbe
non produrre più albumina (sieroproteina che lega il farmaco durante la distribuzione); perciò preservando
il farmaco dal legame con le sieroproteine si ha una maggior disponibilità del farmaco .
Co-somministrazione: Alcuni agenti chimici spiazzano uno xenobiotico dal legame con le plasmaproteine,
determinandone il rilascio nella forma libera; ciò determina un aumento della [ ] di equilibrio nell’organo
bersaglio, con conseguente aumento della tossicità. Inoltre alcuni agenti tossici possono competere con
sostanze endogene, alterando il loro legame con le plasmaproteine.
Es: la clozapina, un antipsicotico che altera la crasi ematica e quindi durante la sua assunzione è necessario
controllare periodicamente l’indice di protrombina; in questo caso bisogna fare attenzione alla co-
somministrazione con FANS, anticoagulanti xke si possono prolungare i tempi di sanguinamento.
MECCANISMI DI CITOTOSSICITA’:
Questi meccanismi non sono l’uno indipendente dall’altro ma sono sinergici
La tossicità non è sempre visibile e dipende dalla dose
L’insulto cellulare deve essere bilanciato da un sistema di difesa cellulare. Questi sistemi di difesa
minimizzano il potenziale tossico della sostanza
Una sostanza chimica può avere uno o più organi bersaglio
Il sito in cui si manifestano gli effetti tossici non sempre corrisponde all’organo o al tessuto con la [ ]
locale più alta. L’insorgenza degli effetti tossici è strettamente legata alla [ ] della sostanza tossica nel
sito bersaglio; l’agente tossico può essere la sostanza tal quale, oppure un metabolita. La risposta
tossica esercita da una sostanza, quindi, dipende in modo determinante dalla sua farmacocinetica
MECCANISMI DI CITOTOSSICTA’:
Fosforilazione ossidativa : è un danno indiretto dovuto al fatto che l’aumento di Ca determina
dissoluzione membrana che comporta produzione di radicali liberi che determina blocco della catena
di trasporto degli elettroni
Deplezione di ATP
Aumento del Ca intracellulare
Produzione di radicali liberi
Trasduzione del segnale (MAP chinasi , TNF-)
DISREGOLAZIONE METABOLICA :
La disregolazione metabolica è intesa come deplezione di energia. L’acido tri-nitro-propionico che è un
falso metabolita che arresta il ciclo di Crebs e determina deplezione energetica nei neuroni corticali e
questo è un modello di tossicità che viene riportato come meccanismo di Corea di Hunigton per
riprodurla nell’animale si inietta questo acido che quindi blocca il metabolismo cellulare nel neurone.
Tra i meccanismi di disregolazione metabolica si ha
L’INIBIZIONE DEL METABOLISMO ENERGETICO CELLULARE (deplezione di ATP): può avvenire per
blocco della glicolisi (es: iodoacetato) o della respirazione mitocondriale (es: cianuro, disaccoppianti. Il
cianuro è un disaccoppiante della fosforilazione ossidativa che da’ ipossia)
AUMENTO Ca INTRACELLULARE : il Ca è fondamentale per molte reazioni metaboliche e nella
regolazione dell’attività elettrica neuronale. La tossicità legata ad un aumento dl Ca intracellulare è una
tossicità che si ritrova molto spesso a livello cardiaco (è coinvolto nella regolazione della pompo Na-K
cardiaca), neuronale (Neuronale xke l’entrata del Ca dipende anche dai recettori metabotropici).
Il Ca come 2° messaggero (in recettori con attività
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