APERTE INTERVISTA E QUESTIONARIO
1. Dal punto di vista tecnico, quali trasformazioni subì il questionario?
Il questionario, nel corso della sua evoluzione, subì diverse trasformazioni significative, specialmente a partire dagli anni '30 e
'40. Inizialmente, le survey utilizzavano metodi misti, in cui venivano impiegati diversi tipi di domande, incluse quelle con
risposta libera e quelle con risposta predeterminata. Tuttavia, con l'evoluzione del metodo, il questionario divenne sempre più
sofisticato, passando da domande basate su scale assolute e conteggi a domande con scale metriche e a intervalli. Negli anni
'30 e '40, il passaggio fondamentale fu l'abbandono del metodo misto, il quale includeva tecniche qualitative come
l'osservazione e l'intervista discorsiva, a favore di un approccio che enfatizzava esclusivamente l'intervista con questionario.
L'introduzione della risposta predefinita come modalità standardizzata fu una delle modifiche principali, poiché l'intervistatore
non doveva più trascrivere o interpretare liberamente le risposte dell'intervistato, ma doveva selezionare una delle risposte
prestabilite. In questo contesto, le domande divennero sempre più rigide e le risposte vennero standardizzate, con l'intenzione
di ridurre al minimo l'influenza dell'intervistatore e di garantire una maggiore oggettività nelle risposte. Questo passaggio portò
al predominio del questionario strutturato, a discapito della pluralità di tecniche precedentemente utilizzate.
2. Cos'è l'eurobarometro?
L'Eurobarometro è uno strumento di indagine che ha come obiettivo la raccolta di dati su temi di interesse comune per i paesi
membri dell'Unione Europea. Esso raccoglie informazioni attraverso sondaggi e survey condotti regolarmente sui cittadini
europei su vari aspetti socio-politici, economici e culturali. Il termine “Eurobarometro” è spesso associato a ricerche che
permettono di monitorare l’opinione pubblica e raccogliere pareri su temi legati alla politica, all'educazione, all'ambiente, alla
sanità, tra altri. Queste indagini hanno lo scopo di fornire dati significativi che possano informare le politiche pubbliche a livello
europeo e nazionale, rendendo possibile una comprensione delle tendenze di pensiero e dei cambiamenti nell'opinione
pubblica europea.
3. Cosa distingueva le due divisioni: la Division of Polls diretta da Elmo C. Wilsone la Division of Program Surveys diretta
da Rensis Likert?
Le due divisioni, la Division of Polls diretta da Elmo C. Wilson e la Division of Program Surveys diretta da Rensis Likert, si
distingueva principalmente per il diverso approccio nella conduzione delle interviste. La Division of Polls, sotto la direzione di
Wilson, si concentrava su un approccio standardizzato in cui gli intervistati erano chiamati a scegliere direttamente tra le
modalità di risposta predefinite nel questionario, come avviene oggi nella maggior parte dei sondaggi. Questo metodo era
orientato verso la raccolta di dati in modo rapido e uniforme.
Al contrario, la Division of Program Surveys, guidata da Likert, adottava un approccio più flessibile e qualitativo. In questa
divisione, gli intervistatori erano istruiti a trascrivere fedelmente le reazioni degli intervistati, evitando di influenzare
direttamente le risposte. Successivamente, veniva scelta la modalità di risposta più vicina al commento dell'intervistato. Questo
approccio consentiva una maggiore fedeltà nelle risposte e permetteva di catturare sfumature nei commenti degli intervistati,
rendendo il processo di raccolta dei dati meno rigido e più aperto a interpretazioni contestuali. La distinzione tra le due divisioni
riguardava quindi il grado di standardizzazione nella raccolta delle risposte, con la Division of Polls più focalizzata su risposte
predeterminate e la Division of Program Surveys più orientata a un'elaborazione più complessa e interpretativa dei dati.
Che cosa si può studiare con l'inchiesta o il sondaggio? Cita almeno 3 oggetti di conoscenza tra i 12 descritti nella lezione 5,
apportando un esempio di domanda (item) per ciascuna categoria.
4. Cosa significa progettare una ricerca? Esponi brevemente le fasi identificate e descritte da Roccato.
Progettare una ricerca significa delineare in modo chiaro e preciso il percorso che guiderà l'indagine, stabilendo gli obiettivi e
le modalità operative. La progettazione consente di strutturare un processo decisionale continuo, in cui ogni scelta influenzerà
i risultati finali. Roccato descrive un processo circolare che include diverse fasi, interconnesse tra loro, in cui il ricercatore non
segue semplicemente una sequenza lineare, ma si muove avanti e indietro tra le tappe. Le fasi principali della progettazione
della ricerca sono:
1. Progettazione della ricerca: In questa fase si stabiliscono le domande di ricerca, si esplora la letteratura pertinente per
acquisire competenze sul tema, e si progettano gli strumenti che permetteranno di raccogliere i dati relativi ai concetti
astratti da investigare.
2. Costruzione della base empirica: Qui si raccolgono le informazioni empiriche che serviranno da base per le fasi successive
della ricerca.
3. Organizzazione della base empirica: Si procede con la codifica dei dati raccolti, ossia l'inserimento delle informazioni in
strutture specifiche, come le matrici dei dati, per poterle analizzare successivamente.
4. Analisi dei dati: In questa fase si analizzano i dati per rispondere alle domande formulate inizialmente, utilizzando le
informazioni raccolte e organizzate nelle fasi precedenti.
5. Presentazione della ricerca: La ricerca viene poi presentata, con la descrizione del punto di partenza, delle scelte teoriche
e metodologiche adottate, dei risultati ottenuti, e una discussione sugli sviluppi futuri del tema studiato.
5. Spiega qual è la differenza tra ricerca di trend e ricerca longitudinale (panel).
La ricerca di trend e la ricerca longitudinale (panel) si differenziano per la modalità con cui raccolgono e analizzano i dati nel
tempo.
Ricerca di trend: Si basa su una rilevazione periodica dei dati utilizzando lo stesso strumento di raccolta (ad esempio un
questionario) e le stesse condizioni, ma con campioni diversi. Questi campioni sono equivalenti, ma non perfettamente uguali,
il che introduce il rischio di distorsioni legate alla fluttuazione campionaria. In pratica, la ricerca di trend non consente di seguire
lo stesso gruppo di individui nel tempo, ma analizza il fenomeno attraverso campioni differenti per ciascuna rilevazione,
limitando quindi l'accuratezza nell'interpretazione dei cambiamenti nel tempo.
Ricerca longitudinale (panel): In questo caso, si intervistano le stesse persone in momenti diversi nel tempo. Il campione
utilizzato è definito panel e permette di azzerare la fluttuazione campionaria, accumulando un'enorme quantità di dati. La
ricerca longitudinale è più costosa e complessa rispetto alla ricerca di trend, ma ha il vantaggio di consentire un'analisi più
precisa dell'evoluzione dei fenomeni studiati nel tempo. Tuttavia, presenta anche degli svantaggi, come la difficoltà di
mantenere la partecipazione dei soggetti nel tempo e il rischio di creare un campione di "professionisti delle risposte".
6. Lo sviluppo della conoscenza sul tema della ricerca parte dall'analisi della letteratura. Cosa significa e attraverso quali
strumenti può essere realizzata?
Lo sviluppo della conoscenza su un tema di ricerca inizia con l'analisi della letteratura, che consiste nell'esaminare e studiare
le pubblicazioni scientifiche e i lavori precedenti per comprendere lo stato dell'arte sull'argomento. Questa fase è fondamentale
per evitare di ripetere errori già identificati, per identificare le domande ancora aperte e per capire i principali sviluppi teorici
e metodologici. L'analisi della letteratura aiuta il ricercatore a definire in modo preciso il proprio tema di studio e a situarlo nel
contesto delle conoscenze esistenti.
Per realizzare questa analisi, si possono utilizzare strumenti specifici, come le banche dati a cui le biblioteche universitarie sono
solitamente abbonate. Due tra le più importanti sono:
PsycInfo: Una banca dati che raccoglie articoli, libri e capitoli di libri pubblicati in tutti gli ambiti della psicologia. Permette di
effettuare ricerche per parole chiave e di accedere a una vasta gamma di risorse bibliografiche.
Social Science Citation Index: Questa banca dati è utile per identificare le citazioni di lavori scientifici precedenti. Permette di
tracciare gli sviluppi e le evoluzioni di un tema partendo da un'opera fondamentale, a differenza di PsycInfo, che si concentra
sui precursori della ricerca.
Questi strumenti permettono di avere una panoramica chiara e aggiornata della letteratura sull'argomento di ricerca, aiutando
il ricercatore a identificare lacune o a confermare la rilevanza delle proprie domande di ricerca. Una volta che si ha una solida
base teorica, è possibile procedere con una miniricerca esplorativa, come interviste qualitative, per raccogliere ulteriori spunti
prima di sviluppare il progetto di ricerca.
7. A proposito della definizione del tema di ricerca, da cosa può essere motivata una ricerca? Quali origini può avere una
ricerca?
Una ricerca può essere motivata da diverse esigenze, che riflettono il desiderio di rispondere a domande sulla realtà e di
acquisire nuove conoscenze. Le origini di una ricerca possono essere così distinte:
Attività sistematica di studio e ricerca: Quando un ricercatore è già esperto in un ambito, la conoscenza acquisita gli consente
di individuare domande di ricerca specifiche e di approfondire ulteriormente il proprio campo d'indagine. In questo caso, la
ricerca si sviluppa come un’estensione naturale della conoscenza già disponibile, con l’obiettivo di chiarire o approfondire
concetti esistenti.
Serendipità: Talvolta la motivazione della ricerca nasce da eventi casuali, sorprese inattese che spingono a indagare fenomeni
nuovi o sconosciuti. Un esempio di serendipità è la scoperta della deflazione da parte di Marradi, un fenomeno che si è rivelato
inaspettato e ha aperto nuovi spazi per la ricerca.
Curiosità stimolata da eventi del mondo sociale: Altre volte la ricerca è motivata da eventi rilevanti nel contesto sociale o
storico, come nel caso dell’esperimento di Milgram sull’obbedienza all’autorità, che nasce dall’interesse per i comportamenti
osservati durante il regime nazista.
Commissione da un committente: Una ricerca può essere avviata su richiesta di enti pubblici o privati, i quali desiderano che il
ricercatore esplori un problema che può avere ricadute pratiche o strategiche per la loro attività.
8. Il progetto di ricerca da quali parti si compone?
Il progetto di ricerca psicosociale si compone di diverse fasi che vanno dalla progettazione iniziale alla presentazione finale dei
risultati. Ogni fase ha un ruolo fondamentale nell’assicurare la validità e la chiarezza del percorso di indagine, e coinvolge sia
scelte epistemologiche che operative. Le fasi principali di un progetto di ricerca psicosociale sono le seguenti:
1. Progettazione della ricerca: La prima tappa consiste nella definizione delle domande di ricerca, che guideranno l’intero
processo. In questa fase il ricercatore deve costruire una solida conoscenza teorica sul tema da indagare, studiando la
letteratura esistente e confrontandosi con esperti del settore. Si definiscono anche gli obiettivi dell’indagine e si progettano
gli strumenti necessari per rendere empiricamente rilevabili i concetti astratti che si intende studiare. Questa fase è cruciale
per circoscrivere e rendere chiari gli obiettivi della ricerca, evitando un’eccessiva dispersione informativa.
2. Costruzione della base empirica: Una volta definite le domande di ricerca, la fase successiva consiste nella raccolta dei dati
empirici che costituiranno la base su cui si costruirà l'intera ricerca. Questa fase comporta la rilevazione delle informazioni
necessarie per rispondere agli interrogativi di partenza, tramite metodi adeguati di raccolta dati.
3. Organizzazione della base empirica: In questa fase i dati raccolti vengono trasformati in una forma strutturata, come ad
esempio l'inserimento dei dati in matrici specifiche per la codifica. La codifica permette di organizzare i dati in modo che
siano pronti per essere analizzati nelle fasi successive.
4. Analisi dei dati: I dati organizzati vengono poi analizzati per rispondere alle domande di ricerca. Questa fase implica l’utilizzo
di tecniche analitiche adeguate per interpretare i risultati e trarre conclusioni sulla base delle informazioni raccolte.
5. Presentazione della ricerca: La fase finale prevede la comunicazione dei risultati ottenuti. La presentazione deve perseguire
quattro obiettivi fondamentali: (1) presentare il punto di partenza della ricerca e le conoscenze iniziali, (2) comunicare le
scelte teoriche e metodologiche adottate per garantire trasparenza e ripetibilità, (3) presentare i risultati ottenuti, e (4)
discutere i risultati e suggerire possibili sviluppi futuri della ricerca.
Oltre a queste fasi pratiche, la progettazione di una ricerca psicosociale richiede anche competenze specifiche in tutte le fasi,
inclusa la consapevolezza delle scelte epistemologiche e metodologiche che devono essere fatte. Tali scelte influenzeranno
l’intero processo, dall'analisi dei dati alla validità dei risultati. Inoltre, è fondamentale un continuo bilanciamento tra la chiarezza
e la focalizzazione, per evitare che il progetto diventi troppo dispersivo o ambiguo nelle sue ipotesi e obiettivi.
9. Cosa sono e a cosa servono il pre test e la fase pilota?
Il pre-test e la fase pilota sono due fasi preliminari utili per testare l’efficacia e l’adeguatezza degli strumenti di ricerca prima di
procedere con la raccolta dei dati ufficiali.
Pre-test del questionario: Il pre-test consiste nel somministrare il questionario a un campione di persone simili a quelle che
costituiranno il campione effettivo della ricerca. Lo scopo principale è raccogliere feedback sull’adeguatezza e la comprensibilità
dello strumento, individuando eventuali difficoltà o ambiguità nelle domande, che potrebbero compromettere la qualità dei
dati raccolti. Questo processo consente di fare aggiustamenti prima della fase di raccolta dei dati vera e propria.
Studio pilota: Lo studio pilota è una ricerca su scala ridotta, condotta con gli stessi metodi e strumenti previsti per la ricerca
principale, ma con un campione molto più piccolo. Lo scopo è valutare la sensatezza complessiva del disegno della ricerca, dal
setting alla validità dello strumento. Questo tipo di ricerca consente di testare il processo nella sua interezza, permettendo di
individuare potenziali problematiche metodologiche o organizzative e ottimizzare la ricerca prima di investire risorse
significative.
10. Possiamo individuare quattro forme di indagine che consentono di classificare le ricerche condotte nell'ambito delle
scienze umane. Descrivile e, per ciascuna di esse, spiega la collocazione dell'inchiesta e del sondaggio.
Le ricerche nelle scienze umane possono essere classificate in quattro categorie principali, ciascuna delle quali presenta
modalità e finalità specifiche. Ogni forma di indagine ha implicazioni diverse per la collocazione dell'inchiesta e del sondaggio:
1. Ricerca quantitativa vs qualitativa: La ricerca quantitativa si concentra sull'analisi numerica e sull'organizzazione dei dati in
matrici, utilizzando tecniche statistiche. Il sondaggio e l'inchiesta sono strumenti tipici di questa forma di ricerca, poiché
permettono di raccogliere dati numerici e analizzarli statisticamente. Al contrario, la ricerca qualitativa si basa su un
approccio naturalistico e descrittivo, mirando a esplorare i significati che le persone attribuiscono ai fenomeni. Sebbene
l'inchiesta e il sondaggio siano principalmente quantitativi, spesso si integrano con metodi qualitativi per approfondire la
comprensione dei fenomeni studiati.
2. Ricerca "pura" vs "applicata": La ricerca pura è orientata a risolvere problemi teorici e a sviluppare conoscenza senza
un'applicazione immediata pratica, mentre la ricerca applicata mira a risolvere problemi concreti con un impatto sociale.
L'inchiesta e il sondaggio possono essere utilizzati in entrambe le tipologie, ma l'approccio cambia: nella ricerca pura
l'obiettivo è testare teorie e modelli, mentre nella ricerca applicata si cercano soluzioni pratiche a problemi reali.
3. Ricerca osservativa vs sperimentale: La ricerca osservativa cerca di comprendere i fenomeni nel loro contesto naturale,
senza manipolare le variabili. Sebbene l'inchiesta e il sondaggio possano essere utilizzati in ricerche osservative, la ricerca
sperimentale prevede il controllo rigoroso delle variabili, cosa che non è sempre possibile in un'inchiesta o sondaggio, dove
il controllo è limitato.
4. Ricerca esplorativa vs confermativa: La ricerca esplorativa è orientata alla scoperta di nuovi fenomeni e ipotesi, mentre la
ricerca confermativa cerca di testare ipotesi preesistenti. L'inchiesta e il sondaggio sono tipicamente usati nella ricerca
esplorativa per raccogliere dati preliminari e nella ricerca confermativa per testare ipotesi specifiche.
11. Cosa si intende con «metodi misti» o «mixed method»? Descrivi l'evoluzione storica dei metodi misti di ricerca.
I "metodi misti" o "mixed method" indicano un approccio che integra sia tecniche quantitative che qualitative all'interno di un
singolo studio o programma di ricerca. Questo approccio si propone di compensare le limitazioni di ciascun metodo,
combinando la robustezza dei dati numerici con la profondità e la ricchezza delle descrizioni qualitative. Storicamente,
l'evoluzione dei metodi misti può essere tracciata a partire dagli anni '70, con figure come Donald Campbell che, basandosi
sulla teoria dei paradigmi di Kuhn, sottolineano l'importanza di combinare conoscenza qualita
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