La microeconomia è lo studio delle modalità con cui singoli agenti
LA MICROECONOMIA:
economici, quali consumatori, lavoratori, imprese o manager, allocano risorse scarse tra usi
alternativi.
Ogni istituzione deve rispondere alle seguenti domande connesse alla microeconomia:
1. Quali beni e servizi produrre, e in quali quantità?
2. Chi produrrà i beni e servizi, e come?
3. Chi fruirà dei beni e servizi prodotti?
I modelli economici sono come mappe: semplificano l’elaborazione e la comprensione di concetti
complessi.
Un modello economico deve:
ü fornire una chiara rappresentazione della realtà
ü evidenziare le forze fondamentali alla base di un fenomeno
Le sono fisse, date, a livello matematico si mette stanghetta sopra alla
VARIABILI ESOGENE:
lettera, vuol dire che è esterna: Una variabile è esogena se il suo valore è dato in un certo modello,
ossia se il suo valore è determinato da processi esterni al modello.
Mentre, UNA è una variabile il cui valore è determinato internamente
VARIABILE ENDOGENA
al modello. Sono date e fisse
Nei nostri esercizi di fisso, quindi di avremo il e le variabili
ESOGENE REDDITO ENDOGENE
saranno PREZZO E QUANTITA’.
La funzione obiettivo è la funzione che il soggetto decisore deve
LA FUNZIONE OBIETTIVO:
ottimizzare, cioè massimizzare o minimizzare. Per esempio, un consumatore può voler acquistare
alcuni beni con l’obiettivo di massimizzare il proprio benessere. -> la funzione obiettivo del
consumatore è l’utilità. Mentre per il produttore la funzione obiettivo è massimizzare il profitto. ->
questo non vale per le imprese nonprofit: non guardano direttamente al profitto, perché non lo
distribuiscono. 1
I ricavi sono le vendite (PxQ)=fatturato
Costi ACxQ
Max PROFITTO= ricavi-costi
LA TEORIA DEL CONSUMATORE E LA TEORIA DEL PRODUTTORE:
Parliamo di soprattutto quando dobbiamo scegliere la
MINIMIZZAZIONE DEI COSTI
tecnologia-> vuol dire che noi dovremo scegliere quanto capitale-quanto lavoro?-> per scegliere
questo mix cerchiamo la scelta della tecnologia che minimizza i costi per unità di prodotto.
Per il consumatore dobbiamo fare la scelta del cioè quanto di un bene e
PANIERE OTTIMO:
!1!2->
quanti di un altro: la scelta dei due beni per scegliere tra i due massimizza utilità SOTTO
(tendenzialmente abbiamo risorse scarse, cioè budget prefissato).
IL VINCOLO DEL REDDITO
Invece, il produttore ha due scelte:
1. TECNOLOGIA: quanto K (capitale) e quanto L (lavoro)
2. La QUANTITA’ DI PRODOTTO OTTIMO: quanto produco? Qual è la mia Q (quantità)
$.
ottima? -> quella che mi massimizza il profitto (che indichiamo con
La massimizzazione dell’utilità e del profitto è la scuola neoclassica di cui abbiamo parlato che
viene anche chiamata MARGINALISTA: perché si guardano le variabili al margine (qui entrano in
gioco le derivate).
I vincoli rappresentano le restrizioni o i limiti imposti ai decisori.
I VINCOLI:
ØTempo
ØBudget: il nostro sarà sempre il reddito.
ØAltre risorse
ØCapacità tecnologiche
ØIl mercato
ØLeggi e regolamentazioni
ESEMPIO: × ')
1. vogliamo fare il recinto del pastore e vogliamo massimizzare l’area (% per le pecore.
Vogliamo massimizzare area sotto il vincolo dei metri di steccato disponibile. In questo
problema di massimizzazione: le variabili esogene (quantità nota): metri di steccato
disponibili), variabili endogene: lunghezza (L) e ampiezza del recinto (W); l’obiettivo è
scegliere L e W in modo da massimizzare l’area del recinto. (slide 9)
2. SCELTA OTTIMA DEL CONSUMATORE: quella che mi massimizza U (Funzione di
utilità) -> è un esempio di funzione che useremo, è un prodotto tra i due beni che ho (cibo e
vestiti)-> io devo scegliere tra 2 beni e la mia utilità è data dal prodotto tra quantità di cibo e
numero di vestiti e devo massimizzare questo.
2 FC è un prodotto: 2
variabili, 2 quantità:
massimizzare prodotto
delle 2 quantità perché
quel prodotto mi dà
funzione di utilità.
U (F,C) = FC -> la
forma di questa funzione
ha prodotto quantità di
cibo x quantità di vestiti.
La massimizzazione di
una funzione di solito si
fa f’=0, ma non sarà così
facile, perché sarà sotto
il vincolo.
Il vincolo in questo caso
mi dice che il prezzo del
≤
cibo per il cibo (cioè quanto ho speso in cibo= PfF)+PcC (il prezzo del vestito per quanti vestiti)
≤,
del reddito che ho a disposizione (I:INCOME)-> non fare mai ma = cioè come se spendessimo
tutto. che va a vedere L’ del cambiamento di una
SCUOLA MARGINALISTA: impatto marginale
variabile esogena è l’impatto incrementale dell’ultima unità della esogena sulla variabile
endogena.
Quando facciamo un prodotto marginale, profitto marginale ecc.…, cioè derivata di una variabile è
come dire quanta utilità mi dà l’ultima unità di bene consumato. Studieremo tanti concetti che
avranno l’aggettivo marginale: è sempre lo stesso meccanismo: di un bene
utilità marginale
(derivata prima dell’utilità), ma concettualmente è l’utilità dell’ultima unità di bene che consumo.
Il (derivata profitto), ma è il profitto dell’ultima unità che vendo.
profitto marginale
ESEMPIO DELL’IMPATTO DEL CAMBIAMENTO DI UNA VARIABILE ESOGENA:
B: barili di birra
T: spesa in
pubblicità in tv
R: spesa in
pubblicità in
? massimizzare B (T,R): vendite di birra derivano da quanta pubblicità facciamo, sotto il vincolo
(T,R). -> voglio massimizzare la vendita in funzione di quanto spendo in pubblicità in tv e radio.
3 La 2 e la 3 colonna sono
vendite generate in
ettolitri dalla pubblicità,
perciò la tabella ci dice
che se noi investiamo 0 in
tv e radio, le vendite
generate da questa
pubblicità aggiuntiva
sono 0.
Se investo 100.00 in tv ho
nuove vendite di 4750
all’anno e se investo
100.000 in radio ho 950
nuove vendite.
Se investo tutto il
1.000.000 in tv ho nuove
vendite di birra di 25.000;
se investo tutto il milione in radio ho 5.000 nuove vendite-> da questo capiamo che ha più impatto
la tv. Ma mi conviene spendere tutto in tv o c’è un mix dei due che mi fa vendere di più?
Se spendo 900.000 in tv ho 24.750, mi restano 100.000-> se li investo in radio la somma mi dà=
25.700-> che è già meglio del milione tutto in tv.
Proviamo 800.000 in tv e 200.000 in radio= 25.800-> ancora meglio (è il migliore) -> lo proveremo
facendo i calcoli così via con 700.000 in tv e 300.000 in radio ecc…
La quantità di investimenti: devo scegliere un mix tra due scelte che mi dà il totale massimo delle
vendite: il marginale sono questi scarti da 100,200,300 ecc.
L’equilibrio di un sistema è uno stato o una condizione che
L’EQUILIBRIO DI UN SISTEMA:
permane indefinitamente finchè un fattore esogeno al sistema rimane costante, ovvero fintanto che
un agente esterno non sposta il sistema dall’equilibrio. L’equilibrio è un punto stabile, quando si va
nell’equilibrio è l’“ottimo” di un mercato competitivo è quello che eguaglia domanda e offerta, in
cui la domanda e l’offerta si integrano. SLIDE 15:
4
LA STATICA COMPARATA: La esamina come un cambiamento in una variabile
statica comparata
esogena influisce sul livello di una variabile endogena. Essa consente di effettuare un’analisi del
Ad esempio: se cambia la
prima e del dopo comparando due istantanee di un modello economico.
politica della Russia (variabile esogena), mi cambia tutto nel mercato del gas (sia prezzo che
quantità). Analisi prima e dopo comparando: com’era prima e dopo della crisi della Russia, il
prezzo del gas. Vale lo stesso per l petrolio: variabili esogene sono crisi in medio-oriente, la guerra;
ma anche altre, come per esempio, il fatto che stiamo andando verso energie rinnovabili: quindi è
chiaro che le centrali diminuiranno un po’. Ad esempio: nel caffè le variabili esogene possono
essere i cambi climatici (caffè dell’Africa cambia se ci sono carestie, allagamenti ecc.) -> per quanto
riguarda le materie prime le variabili esogene problematiche sono proprio quelle legate
all’ambiente, ma possono essere anche crisi politiche: se Costa d’Avorio vive una
rivoluzione/guerra, cambia tutto. Un’altra variabile esogena importante è quella legata ai gusti: se
dalla consumazione di caffè passiamo a quella del the, chiaramente il mercato ne risente. -> sono
tutte variabili endogene di cui possiamo calcolare prima e dopo: un altro esempio può essere il
mercato del turismo pre e post covid. 5 Di statica comparata
perché ci sono
variabili esogene
che sono cambiate
(clima), hanno
prodotto di meno,
quindi l’offerta si
riduce e il prezzo di
equilibrio sale (da
Q1 va a Q2) e la
quantità di equilibrio
diminuisce.
• Spiega cosa è accaduto o fa previsioni su ciò che potrebbe accadere a
ANALISI POSITIVA:
seguito di una certa politica economica. L’analisi vera e propria, guardiamo la realtà del mercato:
come funziona? Spiega cosa accade, o al lmite fa previsioni su ciò che potrebbe accadere.
• È l’analisi di ciò che andrebbe fatto. L’analisi normativa è la politica
ANALISI NORMATIVA:
economica: ciò bisogna fare-> (più macro)->esempio per le imprese: per aumentare profitto cosa
bisogna fare?
Esempio: “Dovremmo migliorare la distribuzione del reddito piuttosto che concentrarci
1.
sull’efficienza economica?” -> scelta più sul normativo. “Per migliorare la distribuzione del
2.
reddito dovremmo imporre un’imposta sul reddito progressiva o una tassa sulle vendite?” “È
3.
necessario implementare un programma di controllo degli affitti o un programma di buoni-casa?”
6 17/02/2022
*IMPORTANTE PERCHE’ C’E’ ELASTICITA’*
MERCATI PERFETTAMENTE COMPETITIVI/ PERFETTA CONCORRENZA (≠:
≠: sono quei mercati in
OLIGOPOLIO E DA MONOPOLIO) mercati perfettamente competitivi
cui i venditori e i compratori sono così numerosi e le transazioni così piccole da far sì che ciascuno
di essi, quando effettua le sue scelte, “prenda” come dato il prezzo di mercato. -> Quando
abbiamo la perfetta concorrenza, abbiamo molti compratori e venditori e soprattutto si prende come
dato il prezzo e si dice che le imprese, ma anche i consumatori sono PRICETAKER (cioè
Quando diciamo che il prezzo è dato: intendiamo dire che abbiamo tante
prendono il prezzo).
imprese di piccole dimensioni e tanti consumatori, per cui nessuno è in grado di influenzare il
prezzo del mercato. -> ci sono tante imprese piccole e nessuna può definire il prezzo. ->
diversamente dal caso perché in questo caso abbiamo una sola azienda che
di MONOPOLIO:
produce, quindi per definizione non è pricetaker, perché può influenzare il prezzo di mercato. Nel
caso dell’OLIGOPOLIO abbiamo alcune, poche imprese produttrici e possono influenzare il
prezzo. Esempio di oligopolio: energia elettrica (negli anni 70-80 era monopolio pubblico: solo
Enel), oggi è un oligopolio perché ci sono alcuni produttori sia pubblici che privati; settore
automobilistico; carburante; telefonia. -> oggi sono quasi tutti oligopoli.
DI CONCORRENZA VERA abbiamo pochi prodotti: materie prime o prodotti di base (pane)-> qui
è sempre dato, ma prezzo non è fisso, si può definire prezzo superiore. La concorrenza perfetta in
natura esiste raramente, diciamo però che un mercato è perfettamente competitivo quando abbiamo
migliaia e migliaia di produttori, dobbiamo ricordarci che queste sono pricetaker-> prendono il
prezzo com’è dato e metteremo una stanga sul prezzo per definire che non cambia. P
Un mercato può essere descritto lungo tre dimensioni: bene, spazio geografico, tempo.
La indica la
LA CURVA DI DOMANDA DI MERCATO: curva di domanda di mercato
quantità aggregata di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare ai vari prezzi, tenendo
fissi gli altri fattori che influenzano la domanda stessa, quali prezzi degli altri beni, reddito del
consumatore, qualità. -> ci dice quanto di un bene i consumatori sono disposti ad acquistare ai vari
prezzi -> quanto si compra ai vari prezzi? -> la quantità che vogliamo ai vari prezzi. Anche il
prezzo degli altri beni incide allo spostamento della domanda.
d =
Q Q(P)
Domanda di un bene derivante dalla produzione e vendita di altri beni.
DOMANDA DERIVATA:
-> la domanda di benzina dipende anche dalla produzione e vendita di gas.
Domanda di un bene derivante dal desiderio dei compratori di
DOMANDA DIRETTA:
consumare direttamente il bene stesso.
Alla base abbiamo la La afferma che la
LEGGE DELLA DOMANDA: legge della domanda
quantità domandata di un bene diminuisce all’aumentare del prezzo del bene.
-> curva inclinata
negativamente->
all’aumentare del prezzo (da
P1 a P2)-> la Quantità
domanda da Q1 scende a Q2.
7
È QUASI SEMPRE INCLINATA
ECCEZIONI LEGGE DELLA DOMANDA:
NEGATIVAMENTE, MA NON SEMPRE: per esempio, i beni di status simbolo possono essere
con domanda crescente anche se aumenta il prezzo: anche se aumenta il prezzo di un bene di lusso
lo compro, anche di più, perché è un bene simbolico. Al contrario, possono essere così anche i beni
molto scarsi: se diminuisce il prezzo ne posso comprare anche di meno, perché risparmio e ne
compro degli altri. * !
La afferma che la quantità offerta di un
LA LEGGE DELL’OFFERTA: legge dell’offerta
* ↑ ↑
!
bene aumenta all’aumentare del prezzo del bene. La all’ del P. Più è alto il prezzo, più le
imprese sono disposte a produrre. La legge dell’offerta -> è quanto le imprese sono disposte a
produrre ad ogni prezzo. Quando ragioniamo sulla curva di domanda e offerta, partiamo sempre
dalla quantità (grandezza sulle ascisse) -> ad ogni prezzo che Q c’è di domanda o di offerta.
L’ è un prezzo tale che la quantità
EQUILIBRIO DI MERCATO: equilibrio di mercato , ,
" ! # $
domandata (* ) e la quantità offerta (* ): (S: supply) sono uguali. =
Per indicare la grandezza di equilibrio di solito mettiamo *-> prezzo di equilibrio-> situazione dove
se non succede niente (se non ci sono variabili esogene che cambiano), non ci si muove.
∆
L’equilibrio è stabile, ma se ci sono variazioni: variabili esogene, può cambiare l’equilibrio:
∆S:
- varia l’offerta: la fanno
Cambiamenti climatici (in positivo o in negativo) aumentare o diminuire
- Crisi politiche
∆ DELLA DOMANDA
- dei costi di produzione
∆
- gusti ∆D: varia la domanda: la
∆
- reddito/potere di acquisto fanno aumentare o diminuire
- Tasse incidono sul reddito reale LUNGO LA CURVA
∆: vuol dire spostare la domanda, non lungo la domanda.
C’è (lo stipendio che uno ha) e poi (potere di
REDDITO NOMINALE REDDITO REALE
acquisto): L’inflazione per esempio, aumenta i prezzi, quindi a parità di reddito, ho meno soldi
reali. Se invece a parità di stipendio, diminuiscono i prezzi, il mio potere di acquisto aumenta. ->
Una cosa che cambia la domanda è legata al potere d’acquisto reale, che può essere legato
all’inflazione, ma può essere legato anche alle tasse o agli incentivi (politiche: esempio del bonus
110: aumenta la domanda di ristrutturazione, perché ci sono incentivi da parte dello stato).
Se i venditori non possono vendere tanto quanto vogliono al prezzo
ECCESSO DI OFFERTA:
corrente, si ha un eccesso di offerta.
Ciò crea una pressione al ribasso del prezzo. Quando il prezzo diminuisce, la quantità domandata
aumenta, la quantità offerta si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio.
8
Se il prezzo è più alto del prezzo di equilibrio ho eccesso di offerta-> quando c’è eccesso di offerta
c’è un meccanismo nel mercato di perfetta concorrenza (perfettamente competitivi) ho una tendenza
del prezzo a ridursi. Quando ci sono molti beni sul mercato rispetto alla domanda, pur di vendere,
tendenzialmente deve abbassare i prezzi e così si cerca di tornare al punto di equilibrio-> è quasi
automatico questo abbassamento, AGGIUSTAMENTO dei prezzi, nei mercati perfettamente
competitivi (no oligopolio e monopolio). Questo modello ha fiducia nel mercato, perché dice che il
mercato AUTOMATICAMENTE si aggiusta-> non c’è uno che decide di abbassare i prezzi, lo
devono far tutti per raggiungere l’equilibrio domanda=offerta.
Se i compratori non possono acquistare tanto quanto vogliono al
ECCESSO DI DOMANDA:
prezzo corrente, si ha un eccesso di domanda.
Ciò crea una pressione al rialzo del prezzo. Quando il prezzo aumenta, la quantità offerta aumenta,
la quantità domandata si riduce e il mercato si sposta verso il prezzo di equilibrio.
Con l’eccesso di domanda: se la domanda è più alta dell’offerta-> tutti vogliono un bene, ma non ce
n’è tanto e chiaramente i prezzi salgono. Per esempio, il legname risente moltissimo dell’eccesso di
domanda.
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