TEORIA E
METODOLOGIA
DELLE ATTIVITA
MOTORIE 1
Laurea in scienze motorie, sport e
salute Primo semestre anno
Alessio PIZZI
Sommario
INTRODUZIONE E TERMINOLOGIA.......................................................................3
MOVIMENTO.....................................................................................................3
Rappresentazione del moto...........................................................................5
PRINCIPI GENERALI DI MOVIMENTO..................................................................7
BIOMECCANICA....................................................................................................7
LE LEVE............................................................................................................7
FORZA..............................................................................................................8
VETTORI..........................................................................................................10
CAPACITÀ MOTORIE...........................................................................................20
CAPACITÀ MOTORIE........................................................................................24
CAPACITÀ COORDINATIVE............................................................................24
POSTURA...........................................................................................................30
APPRENDIMENTO MOTORIO E ADATTAMENTO...................................................35
TEORIA DELL’ APPRENDIMENTO.....................................................................36
ATTENZIONE................................................................................................37
ANTICIPAZIONE............................................................................................38
RICONOSCIMENTO DI PATTERN...................................................................38
TEORIA DELLO SCHEMA (Schmidt).................................................................40
TEORIA J. PIAGET 4 stadi di sviluppo..............................................................40
2° LEGGE DI GODIN O LEGGE DELLE PICCOLE E DELLE GRANDI
ALTERNANZE...............................................................................................42
PSICOMOTRICITÀ E GIOCO-SPORT.....................................................................42
AVVIAMENTO ALLO SPORTPRATICA SPORTIVA...............................................50
GIOCO-SPORT.................................................................................................51
METODOLOGIE DIDATTICHE...............................................................................52
METODI INDUTTIVI..........................................................................................53
METODO DELLA LIBERA ESPLORAZIONE.....................................................53
METODO DELLA SCOPERTA GUIDATA...........................................................53
RISOLUZIONE DEI PROBLEMI.......................................................................53
METODI DEDUTTIVI.........................................................................................54
PRESCRITTIVO O DEL COMANDO.................................................................54
METODO DELL’ASSEGNAZIONE DEI COMPITI..............................................54
1
METODO MISTO...........................................................................................54
PROGRAMMAZIONE DIDATTICA.......................................................................55
PROGRAMMAZIONE SCUOLA DELL’INFANZIA..................................................57
PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA..........................................................58
RUOLO DELL’INSEGNANTE..........................................................................59
STRUTTURA DELLA LEZIONE.......................................................................59
ATTIVITÀ E STILI DI VITA.....................................................................................61
MALATTIE CRONICHE NON TRASMISSIBILI......................................................62
TUMORI.......................................................................................................63
DIABETE......................................................................................................63
MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE...........................................................64
INATTIVITÀ FISICA E SEDENTARIETÀ............................................................64
TABAGISMO.................................................................................................65
ALCOL..........................................................................................................65
SCORRETTA ALIMENTAZIONE, SOVRAPPESO E OBESITÀ..............................65
COMPOSIZIONE CORPOREA............................................................................66
METODO DI STUDIO....................................................................................66
MISURE ASSOLUTE......................................................................................67
PROMOZIONE DEI CORRETTI STILI DI VITA.....................................................69
PREVENZIONE.................................................................................................69
LINEE GUIDA SU ATTIVITÀ FISICA E COMPORTAMENTO SEDENTARIO DELL’OMS
.......................................................................................................................70
BAMBINI ADOLESCENTI (5-17 anni).............................................................70
ADULTI (18-64 anni)....................................................................................71
ANZIANI (dai 65 anni in poi)........................................................................71
PRESCRIZIONE DELL’ESERCIZIO FISICO: FITT PRINCIPLES..............................71
2
INTRODUZIONE E TERMINOLOGIA
MOVIMENTO
Traslocazione di un corpo nello spazio
Un oggetto è in movimento quando la sua posizione cambia con il tempo.
Per descrivere la posizione e il movimento di un corpo occorre specificare un
sistema di riferimento rispetto al quale considerare il moto.
Un corpo è in movimento rispetto ad un sistema di riferimento, se la
o sua posizione cambia nel tempo rispetto ad esso.
È in quiete quando la sua posizione non cambia nel tempo.
o
Classificazione dei movimenti:
1. Volontari o coscienti=controllo dell’esecuzione del gesto e spinta
motivazionale.
2. Automatici=attraverso la ripetizione sono organizzati in sequenze ordinate e
facilitano il conseguimento di specifiche abilità.
3. Riflessi=già presenti nella vita intrauterina, non sono appresi.
4. Associati=associati ad un controllo imperfetto del gesto motorio.
si classificano anche in:
1. Vegetativi: organi, controllo SNA.
2. Articolari: apparato muscolo-scheletrico, controllo SNC e SNP.
Ci sono differenze tra motilità, mobilità e funzione motoria:
Motilità=azione di movimento spontaneo, anche vegetativo.
Mobilità=capacità del soggetto di assumere diverse posizioni nello spazio.
Funzione motoria=capacità di compiere e controllare movimenti.
Atto motorio= Comportamento umano che si manifesta in movimento meccanico dei
segmenti corporei e che deriva da una precisa volontà (movimenti volontari
automatizzati e non automatizzati). Può anche essere prodotto da un'azione riflessa.
Schema motorio= Con questo termine viene identificata un'azione motoria con una
struttura relativamente semplice. Storicamente il termine è associato alle condotte
motorie di base (human skills), patterns i cui elementi fondamentali sono presenti nel
patrimonio costitutivo della specie umana e si sviluppano ontogeneticamente.
Gli schemi motori di base derivano dalla motricità che l'uomo ha utilizzato, nel corso
della sua evoluzione, per garantirsi la sopravvivenza. Il termine schema motorio senza
alcuna specificazione è spesso utilizzato per identificare abilità motorie non ancora
apprese.
Gesto motorio= movimento coordinato dei segmenti corporei.
Esecuzione= L'attuazione pratica di qualcosa. Dal punto di vista motorio-sportivo:
Azione eseguita in risposta ad una richiesta specifica dell'insegnante o ad uno stimolo
situazionale. 3
Economia= Risparmio delle risorse energetiche e psichiche al fine di rendere il gesto
il più vantaggioso possibile in rapporto alla sua efficacia ed al dispendio di risorse.
Efficace= Rispondente in pieno alle proprie funzioni o ai propri fini. Che produce un
effetto. Che risponde bene ai fini a cui dovrebbe servire. Ottiene l’effetto voluto.
Efficiente= Capace di ottenere l'effetto voluto, il risultato auspicato, nel migliore dei
modi e con il massimo risparmio di risorse energetiche e psichiche. Conveniente, dal
punto di vista oggettivo o soggettivo.
Coordinazione motoria= funzione che ordina e collega tutti gli elementi che
costituiscono il gestola coordinazione consente di finalizzare ed economizzare il
gesto. Coordinazione grezza la fase in cui si ha il primo approccio con il nuovo
È
o gesto. Le prime esecuzioni saranno composte da movimenti imprecisi, aritmici e
spesso impacciati, fino al raggiungimento delle prime forme di
automatizzazione del movimento grossolano.
Coordinazione fine Gli automatismi appresi nella fase precedente iniziano a
o essere perfezionati e diventano più efficienti. Migliore fluidità e economicità del
movimento.
Prestazione= un’azione motoria in risposta ad una richiesta costituisce una
prestazione che può essere oggetto di valutazionepuò scaturire dall’esito stesso
dell’azione, oppure può scaturire dall’applicazione dall’esterno di un sistema valutativo
con criteri e condizioni predeterminanti.
Situazione= Il complesso dei rapporti che legano l'individuo all'ambiente,
condizionando e limitando le sue scelte e azioni. Le attività motorie e sportive di
situazione sono dunque quelle caratterizzate da relativa imprevedibilità. Le azioni di
ognuno dipendono sempre dal contesto soprattutto umano.
Attività motorie=
Open skills esterno è in continuo cambiamento, poco prevedibile e
l’ambiente
nelle quali, di conseguenza, molta è l’informazione da considerare per emettere
la risposta appropriata.
Closed skills esterno è grosso modo costante, prevedibile e nelle
l’ambiente
quali l’informazione da monitorare è relativa all’attuazione di programmi motori
già interiorizzati in lunghi e ripetuti allenamenti o è relativa alle informazioni
sullo stato attuale dei singoli distretti muscolari che concorrono alla perfetta
esecuzione del programma stesso.
MOVIMENTO
Attivo adattamento del soggetto all’ambiente che lo circonda, controllo del movimento
per iniziare, continuare e arrestare l’azione intenzionale.
Per descrivere qualsiasi moto di un corpo dobbiamo conoscere:
Traiettoria= linea che unisce due posizioni occupate dal corpo in movimento.
Lo spazio o la distanza percorsa= lunghezza traiettoria.
Tempo= impiegato a percorrerla.
4
Rappresentazione del moto
Grafico spazio-tempo: diagramma orario.
Descrive un moto,
Velocità in un certo istante, è sufficiente dividere il valore della distanza
percorsa per il corrispondente valore dell’intervallo di tempo.
Accelerazione= variazione di velocità di un corpo nell’unità di tempo. Si divide
ΔV per Δt in cui la variazione è avvenuta.
a= ΔV/ Δt
Schema corporeo= immagine che ogni persona ha del proprio corpo, delle attitudini
di tempo, nello spazio e nelle relazioni con gli altri, essa può essere alterata mel corso
di certe psicosi o in occasione di certe lesioni cerebrali, nell’uomo si sviluppa dalla
prima infanzia e si evolve fino alla maturazione strutturale del SNC (8-9 anni).
Flessione ed estensione
Movimenti lungo il piano sagittale
Flessione movimento di un'articolazione per cui l'estremità distale di un
segmento corporeo si avvicina all'estremità prossimale del segmento corporeo
contiguo attraverso una contrazione concentrica dei muscoli flessori. 5
Estensione movimento di un'articolazione per cui l'estremità distale di un
segmento corporeo si allontana dall'estremità prossimale del segmento
corporeo contiguo attraverso una contrazione concentrica dei muscoli estensori.
Può essere visto come il movimento di “ritorno” dalla flessione.
Adduzione e abduzione
Movimento lungo il piano coronale/frontale
Adduzione= movimento di un'articolazione per cui l'estremità distale di un
segmento corporeo appendicolare si avvicina al piano sagittale mediano del
corpo attraverso una contrazione concentrica dei muscoli adduttori.
Abduzione= movimento di un'articolazione per cui l'estremità distale di un
segmento corporeo appendicolare si allontana dal piano sagittale mediano del
corpo attraverso una contrazione concentrica dei muscoli adduttori.
Pronazione e supinazione
Movimenti a livello di arto superiore e inferiore (movimento es. mano con palmo avanti
o indietro). 6
Rotazioni
Movimento lungo il piano trasverso
Intrarotazione.
Extrarotazione.
Rotazione laterale.
PRINCIPI GENERALI DI MOVIMENTO
Tutti i movimenti sono combinazioni complesse di schemi motori semplici.
Ogni movimento è determinato dalla sinergia di diversi componenti:
Diartrosicaratterizzano il movimento.
o Muscoli, innervazione e modalità d’inserzione sono elementi caratterizzanti la
o forza e la destrezza del movimento.
I tipi di movimento consentiti alle articolazioni mobili o diartrosi sono 4:
1. Scivolamento.
2. Movimento angolare.
3. Rotazione.
4. Circonduzione.
BIOMECCANICA
Applica le leggi della meccanica agli organismi viventi.
Limiti: i modelli biomeccanici sono quasi sempre una semplificazione del movimento
umano, necessario tenere sempre in considerazione le strutture sensitivo-sensoriali e
neuromotorie.
LE LEVE
Una leva è uno strumento semplice per vincere mediante una forza motrice una forza
resistente.
È costituita:
Fulcropunto attorno al quale la ruota la leva.
7
Il braccio della forza (di potenza)porzione di leva compresa tra fulcro ed il
punto di applicazione della forza.
Il braccio del carico (di resistenza)porzione di leva compresa tra il fulcro
ed il punto di applicazione del carico.
Il movimento all’interno del corpo umano è il prodotto della complessa disposizione
delle 3 classi di leve.
I fulcri sono generalmente situati a livello delle articolazioni; il carico consiste nel peso
corporeo o in qualche resistenza interna o esterna; la forza è prodotta dall’azione
muscolare.
FORZA
Agente che produce o tende a produrre una variazione dello stato di moto o di quiete
di un oggetto (N).
1. Tipi di forze:
Forze concentrate zona su cui sono applicate si può ritenere
la
puntiforme rispetto alle dimensioni del corpo.
Forze distribuite la zona su cui sono applicate non può essere trascurata
rispetto alle dimensioni geometriche del corpo.
Forze esterne applicate al corpo dall’esterno.
sono
Forze interne sono forze scambiate tra gli elementi del sistema
considerato.
Forze di contatto dovute all’interazione diretta tra due corpi.
Forze di massa sono correlate alla proprietà di massa del corpo.
2. Forze attive:
Forza interna quelle forze agenti sul sistema provenienti da altri
sono
punti interni al sistema stesso, dovute alle contrazioni muscolari in un
essere animato. 8
Forza esterna le forze agenti sul sistema dovute all’azione di punti
sono
esterni al sistema, come FP, le forze esercitate tramite fili esterni al
sistema.
Forze motrici forze agenti su sistema che sono esterne o interne
sono
che favoriscono il moto (forniscono energia al sistema), e sono dovute a
forze motori o FP.
Forze resistenti si oppongono al moto (sottraggono energia al
esse
sistema), es. attriti, o resistenze aereodinamiche.
3. Forze reattive:
sono quelle forze che immaginiamo di sostituire ai vincoli per mantenere la
stessa configurazione di equilibrio o lo stesso movimento.
FORZE INTERNE ED ESTERNE
Le forze che agiscono tra corpi che fanno parte di un sistema si dicono interne
e sono uguali e contrarie a due a due, sono coppie di azione-reazione, l’intero
sistema darà risultante nulla (forza muscolare).
Le forze dovute all’ambiente esterno si dicono esterne, la risultante delle forze
un’accelerazione
esterne può essere: diversa da zero quindi provocare a tutto il
sistema uguale a zero, che si dirà meccanicamente isolato. (forza g, forza
normale, forza d’attrito).
Tenendo conto del secondo principio della dinamica, possiamo affermare che una forza
di 1 N imprime ad un corpo con la massa di 1 kg l'accelerazione di 1 m/s². F=MA (
1 k m
G
=
1 N )
2
s
Contando che la Fg= 9.81 m/s2, viene moltiplicata per il peso in Kg.
Es. massa 60 Kg, FP=m*g= 60*9.81=600N.
Momento o coppia di forze è la tendenza di una forza a indurre una rotazione di un
oggetto attorno ad un asse, così come una forza può essere interpretata come una
spinta o una trazione che sposta linearmente un corpo, una coppia tende a provocare
una rotazione. 9
quando una forza agisce ad una certa distanza
dall’asse di rotazione di un’articolazione, determina un momento di torsione (M).
M= F*L (lunghezza leva) la somma dei momenti è M= M1+M2
In una leva di terza classe (come il sistema costituito da gomito, bicipite brachiale e
movimento del radio) il momento di torsione, che descrive l
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