Architettura morale
L’architettura del funzionamento morale è complessa e comprende al suo interno tre dimensioni diverse:
Dimensione cognitiva
Processi di ragionamento e decisione morale in merito a cosa sia giusto o sbagliato. Piaget
Dimensione emotiva
Provare emozioni quali l’empatia, la colpa e la vergogna. Hoffman
Dimensione dell'azione morale
Dal ragionamento e dalle emozioni nasce l’azione morale, che è influenzata anche da fattori sociali. Bandura
Le origini innate della moralità
La moralità ha origine da due aspetti principali:
- Senso di cura: Sentimento di preoccupazione per il benessere altrui.
- Senso di equità e giustizia: Sentimento secondo il quale tutti dovrebbero godere degli stessi diritti. Turiel
Molte teorie filosofiche classiche pensano che i bambini siano di natura egoisti e non inclini a un comportamento morale:
- Hobbes: Gli uomini sono di natura egoisti e arriverebbero ad annientarsi gli uni con gli altri per soddisfare i loro bisogni. Questo si riesce ad evitare solamente grazie all’istituzione di norme che portano alla convivenza sociale.
- Freud: Lo sviluppo si basa sul passaggio dal “Principio di piacere” al “Principio di realtà”. Il bambino rinuncia al soddisfacimento delle proprie pulsioni egoistiche con il fine di vivere in società, anche se questo lo porta a sentirsi infelice e non appagato ("Disagio della civiltà") che in certi casi può portare a nevrosi.
- Rousseau (’700): Gli uomini nascono fondamentalmente “buoni” e sono le norme e la società a corromperli durante la crescita. Proprio negli ultimi decenni continua a rimanere questo pensiero: i bambini tendono spontaneamente ad essere altruisti; questa idea è fondata su studi empirici.
Empatia
Emozione morale per eccellenza ed è composta da tre componenti:
- Affettiva: Condividere l’emozione dell’altro.
- Cognitiva: Comprendere l’emozione dell’altro.
- Fisiologica: Comportarci e sentirci come l’altro; coinvolgimento dei neuroni specchio.
I neuroni specchio scaricano quando la persona vede/fa qualcosa di rilevante per la propria specie, ad esempio, vedere l’altro bere la Coca Cola oppure vedere uno scimpanzé che manda baci mentre non si attivano se vediamo una palla rimbalzare. Per le persone autistiche, che hanno un funzionamento dei neuroni specchio particolare, scaricano su tutto, anche su ciò che non è rilevante per la propria specie, perché non sono in grado di distinguere quali comportamenti sono rilevanti e quali no. Ad esempio, vedere una palla che rimbalza.
Sviluppo dell’empatia
Lo sviluppo dell’empatia avviene per stadi (Hoffman, 2000):
- Contagio emotivo: Processo automatico e fisiologico. Es: Se un neonato sente piangere un altro bambino, si mette a piangere anche lui attraverso un pianto reattivo.
- Empatia egocentrica (6 mesi): Il bambino quando vede un altro bambino in una situazione di malessere si sente a disagio e cerca conforto per sé stesso, ad esempio cercando la mamma.
- Empatia quasi egocentrica (2 anni): Il bambino vede un adulto piangere e cerca di confortarlo come vorrebbe essere confortato lui, ad esempio portandogli un gioco.
- Empatia “veridica” (3/4 anni): Il bambino capisce la condizione dell’altro quando la manifesta. Es: Vedere un bambino che piange e portargli un gioco o chiamare un adulto in soccorso.
- Empatia per la condizione esistenziale dell’altro (età scolare): Il bambino capisce la condizione dell’altro anche se quest’ultimo non la manifesta. Es: Un bambino subisce un lutto e l’altro bambino capisce le sue emozioni anche se in quel momento appare sorridente.
Comprendere e condividere le emozioni dell’altro produce un’azione di aiuto e supporto.
Il comportamento prosociale
Nancy Eisenberg ha introdotto il concetto di sympathy (dall’italiano “compassione”) che ha origine dall’empatia ma che comprende anche un sentimento di preoccupazione verso l’altro. Questo sentimento di preoccupazione determina l’azione prosociale. L’attivazione empatica non sempre