INITIATING
È il Momento di nascita e ideazione del progetto
Si identi ca quale potrebbe essere una risposta al problema/opportunità, si valuta la
fattibilità e la convenienza economica e strategica.
A valle si decide se attivare il progetto e i suoi vincoli e obiettivi strategici 61
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decisione GO / NO-GO,
L’ Output principale di questa fase è la ovvero decido se attivare
il progetto o se abortirlo. Gli strumenti di PBT e NPV sono quelli più utilizzati per decidere
(in base a se il progetto è sostenibile, pro ttevole ecc.)
di progetto.
Gli Output intermedi sono gli obiettivi preliminari Ci sono 2 categorie
principali di obiettivi di progetto:
Gli obiettivi strategici e gli obiettivi speci ci.
- obiettivi strategici
Gli giusti cano il perché un progetto possa essere fatto. Sono
risultati attesi come eredità del progetto sull’azienda. Per questo motivo sono
solitamente decisi dalla committenza, ovvero coloro che decidono se attivare o meno
un progetto (sono decisioni di natura strategica). Rispetto ad essi si valuta
l’investimento, giusti cando l’assegnazione delle risorse e l’assunzione del rischio. Gli
obiettivi strategici sono a dati alla committenza.
Ex. Sono la Fiat e voglio lanciare una nuova tipologia di macchina perché sto andando
male nel mercato e devo rilanciarmi.
Ex. Fare un auto che venda nel primo anno 300000 item
- obiettivi speci ci
Gli sono i risultati attesi in termine di progetto, non di ricaduta del
progetto. Non riguardano i risultati che il mio prodotto/servizio otterrà, riguardo il
prodotto/servizio e le sue caratteristiche. Non riguarda la penetrazione di mercato, le
vendite che avrà ecc. Riguarda solo l’oggetto e soprattutto le 3 grandi variabili: qualità,
il tempo e il budget di progetto. Il compito del project manager è gestire al meglio
queste 3 variabili, ad esempio capire in caso di di coltà dove è meglio tagliare. Gli
obiettivi speci ci sono a dati al project manager.
Ex. Voglio fare una macchina at con n. funzionalità, con questi materiali, voglio stare
entro questo limite di budget e voglio produrla entro il 2026
Ex. Fare un auto il cui costo di produzione è €12000
Gli obiettivi strategici e quelli speci ci si muovono su due archi temporali di erenti e sono
a dati a persone diverse. Il project manager non si occupa degli obiettivi strategici.
Ex. Se il project manager vien pagato in base al numero di auto vendute, è in una
posizione scomoda, perché lui si occupa solo degli obiettivi speci ci, quindi di sviluppare
la macchina entro una certa data e con un certo budget, dopo di ciò il suo lavoro nisce e
non sta più a lui vedere quanto vende. Dopo entrano in scena altre gure, dopo entrano in
scena gli obiettivi strategici.
Il project manager dovrebbe conoscere quali sono gli obiettivi strategici perché
potrebbero essergli utili, ma non deve esserne responsabile. È importante non diventare
responsabile degli obiettivi di cui non dovresti tener conto tu.
Per un designer la questione spesso è diversa: non viene retribuito solo attraverso fee
(somma di denaro che un individuo o un’impresa paga in cambio di un servizio speci co),
ma anche attraverso royalties. Quindi il designer è più motivato a impegnarsi nel
progettare, perché la sua paga non si esaurisce dopo aver nito il disegno del prodotto/
servizio (se fosse così potrebbe non impegnarsi più di tanto poiché la sua paga non varia
in base al rendimento del prodotto sul mercato). Invece, si impegna di può per far in
modo che il prodotto venda il più possibile e lui ci guadagni attraverso le royalties.
Caratteristiche obiettivi speci ci
Una sigla spesso utilizzata per descrivere queste caratteristiche è SMART: 62
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S - Speci c to reach goal
Obiettivi speci camente legati al progetto, non inerenti al progetto. Ancora una volta vuol
dire che guardo solo al mio progetto. Non mi occupo del successo che il progetto porta
all’azienda. È ovvio che spero la favorisca, ma il buon andamento dell’azienda (obiettivo
strategico) nella maggior parte dei casi non dipende solo dal mio progetto, quindi non
sarebbe giusto se io venissi pagato in base a quanto l’azienda sta andando bene.
M - Measurable
Caratteristica legata a una logica di collaborazione cliente-fornitore. L’obiettivo deve
Ex. “Il progetto deve essere poco costoso” non è un obiettivo
essere misurabile.
speci co. Bisogna avere un range/una misura precisa, come “bisogna stare entro un
range di €6000”
A - Assignable
R - Realistic
Gli obiettivi speci ci devono essere assegnabili e realistici, quindi fattibili, corrisposti alle
leve che mi vengono o erte. Deve essere un obiettivo fattibile in base alle risorse
nanziari, umane e tecnologiche che mi sono messe a disposizione e rispetto a ciò che
mi viene chiesto di realizzare. Quindi un bravo project manager deve saper negoziare
adeguatamente gli obiettivi che gli vengono a dati rispetto alle leve che gli vengono
concesse e gli strumenti a sua disposizione.
T - Time related
Non esiste un obiettivo che non sia ancorato alla scadenza per il quale lo devo
raggiungere. Essendo il progetto temporaneo anche gli obiettivi devono essere decidi in
relazione in base alle scadenze. 63
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Economia
Lezione 11 20.05.25
PLANNING
- Fase di de nizione e piani cazione del progetto
- Si identi cano le attività di progetto, la struttura organizzativa, si formula il programma
di lavoro in termini di tempi e costi, si valutano i rischi e le opportunità di progetto
- Output principale: Piano di Progetto
- Output intermedi: Piano Preliminare di Progetto, Ripiani cazioni
Ricevuti gli obiettivi preliminari di progetto si cerca di de nire il piano di progetto. Si
vanno a identi care quali sono le attività da condursi, le persone che le dovranno fare e i
costi che ciascuna di esse comporterà.
piano di progetto
L’output principiale di questa fase è il (project plan), che contiene
proprio queste informazioni: cosa bisogna fare (attività), chi le farà (team) e costi (budget).
Per costruire un buon piano di progetto bisogna attraversare una serie di passaggi logici:
1. Scope de nition
Lo scope è l’ambito all’interno del quale un progetto si deve muovere. Per de nire scope
contribuiscono gli obiettivi ssati in precedenza, ma non solo.
2. Activities De nition e Resource Planning
Quando so che cosa devo ottenere e anche area mi posso muovere posso passare alla
fase di Activities De nition, in cui de nisco le attività che devo andare a svolgere e quindi
quali sono le azioni necessarie per portare a termine il progetto e gli obiettivi.
Condotto in parallelo all’Activities De nition c’è il Resource planning, dove si identi cano
quali sono le risorse umane necessarie per sviluppare le attività che si de niscono
parallelamente con l’altra fase. Le attività richiedono speci che professionalità, quindi a
seconda di quel che devo fare, identi co anche quali sono i pro li di persone che mi
occorrono. Quindi mentre monto le attività, de nisco allo stesso tempo il team di persone
di cui ho bisogno per svolgerle.
3. Cost/Control Account De nition
Quando conosco le attività da svolgere e chi se ne prenderà cura, sono in grado di
montare una prima versione di costi di progetto determinati unicamente dalle risorse
umane. L’idea di fondo è che su ciascuna attività de nita io allocherò delle persone e
questo inizierà a costruirmi un pezzo del mio budget in relazione a costi da risorse
umane. In questo passaggio andrò a completare il budget riconoscendo l’eventualità di
ulteriori costi che non derivano da risorse umane, ma costi materiali/servizi esterni/
acquisto di spazi ecc.
Quindi diciamo che qui ho già più o meno il budget di progetto
4. Project Cost e Project Schedule
Questi 2 passaggi successivi sono necessari perché quando stendo un piano di progetto
non voglio solo vedere quanto spenderò complessivamente (budget), ma voglio anche
capire come peno di spendere denaro nel corso del tempo. Questo mi permetterà nel
corso e ettivo del progetto se sto andando seguendo i piani o se sto spendendo troppo e
rischio di nire sovra-budget, e conseguentemente iniziare delle azioni correttive per
tornare sul budget piani cato. 64
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In queste 2 fasi quindi distribuisco le spese nel tempo in relazione alle attività che
richiedono quelle spese, ma anche riconoscendo che ci sono delle sequenze logiche che
mi richiedono che alcune attività siano eseguite prima di altre.
Ex. Lo sviluppo del concept avviene prima del design di dettaglio ecc. queste
consequenzialità mi fanno capire come il mio budget verrà consumato nel tempo.
5. Project Baseline
Questa fase è più un calcolo matematico. Si tratta della rappresentazione gra ca del
budget nel tempo, cioè è una curva che descrive come io spendo il mio budget nel corso
del progetto (ex. Quanto spendo ogni mese). Mi aiuta a capire non solo qual è il budget,
ma come quelle spese io mi immagino ridistribuirle nel corso del tempo. La curva viene
chiamata curva di Baseline, ovvero curva di base, perché è stata disegnata nella fase di
piani cazione, quando ancora non abbiamo ancora iniziato a fare nulla. Quando
inizieremo la fase di execution, quella curva sarà la nostra base di ra ronto. È l’output
nale del project plan.
Questo è il usso logico che ogni project manager dovrebbe utilizzare per stendere un
piano di progetto. Per ogni fase ci sono degli strumenti speci ci da tenere in mente. Ma
noi ne faremo 3:
- activities de nition —> work breakdown structure: tecnica attraverso la quale si
scompone il progetto in diversi lavori
- Resource planning —> RAM: matrice che dice per ogni attività chi sono le persone
coinvolte e quali responsabili hanno
- Diagramma di Gantt: rappresentazione gra ca di come le attività si distribuiscono nel
tempo
1 - Scope management
È il processo che assicura che il progetto comprenda tutte le attività necessarie, e solo le
attività necessarie, per completare il progetto con successo. E’ un processo che si
occupa principalmente di de nire e controllare cosa è (o non è) parte del progetto.
Fondamentale. De nisce non solo gli obiettivi di progetto, ma anche i vincoli (ex. Per
produrre la mia auto posso utilizzare solo il fornitore x). Questa è qu
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