1. Introduzione alla strategia
La strategia è l’insieme di decisioni di lungo periodo che definiscono la
direzione dell’impresa, il perimetro delle sue attività e il modo in cui intende
conseguire e mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti.
In altre parole, la strategia risponde a tre domande fondamentali: (1) dove
competere (in quali mercati, con quali prodotti, su quali segmenti di clienti);
(2) come competere (quali fonti di vantaggio competitivo ricercare); (3) con
quali risorse e competenze.
Si distinguono vari livelli di strategia:
- Strategia corporate: riguarda il complesso delle attività dell’impresa o del
gruppo, le aree di business in cui entrare o da cui uscire, la diversificazione,
l’integrazione verticale, le acquisizioni e le alleanze.
- Strategia di business: riguarda il singolo business e il modo in cui l’impresa
si posiziona rispetto ai concorrenti in un determinato settore (es. leadership
di costo, differenziazione, focalizzazione).
- Strategie funzionali: riguardano il contributo delle singole funzioni aziendali
(produzione, marketing, finanza, risorse umane, R&S ecc.) alla realizzazione
della strategia di business e corporate.
Elemento centrale è il vantaggio competitivo, cioè la capacità dell’impresa di
offrire ai clienti un valore superiore (prezzo più basso a parità di valore, o
valore percepito più alto a parità di prezzo) in modo durevole nel tempo. Il
vantaggio competitivo richiede coerenza tra ambiente esterno, obiettivi
dell’impresa, risorse interne e struttura organizzativa.
Il processo strategico non è solo razionale e pianificato dall’alto (strategia
deliberata), ma è anche il risultato di adattamenti progressivi, esperimenti,
decisioni locali che si consolidano nel tempo (strategia emergente). Nella
realtà, le imprese combinano momenti di pianificazione formale e momenti di
apprendimento e adattamento continuo.
2. Analisi del macro-ambiente
L’ambiente esterno influenza le opportunità e le minacce che l’impresa deve
affrontare. Il macro-ambiente è l’insieme dei fattori di contesto di carattere
generale che incidono su tutti i settori (anche se in misura diversa).
Un modello utile per analizzarlo è il PESTEL, che distingue:
- Fattori Politici (P): stabilità politica, politiche industriali, regolazione dei
mercati, politiche fiscali, rapporti internazionali, incentivi e sussidi.
- Fattori Economici (E): ciclo economico, tassi di interesse, inflazione,
disoccupazione, reddito disponibile, tassi di cambio, sviluppo dei mercati
finanziari.
- Fattori Socio-culturali (S): demografia, stili di vita, valori sociali,
atteggiamenti verso lavoro, consumo, innovazione, sensibilità verso temi
ambientali ed etici.
- Fattori Tecnologici (T): progresso tecnologico, digitalizzazione, automazione,
innovazione di prodotto e di processo, diffusione di nuove piattaforme e
infrastrutture.
- Fattori Ecologici/Ambientali (E): cambiamenti climatici, vincoli ambientali,
normative sulle emissioni e sui rifiuti, disponibilità di risorse naturali.
- Fattori Legali (L): norme su concorrenza, tutela del consumatore, proprietà
intellettuale, contratti di lavoro, sicurezza sul lavoro.
L’analisi del macro-ambiente serve per individuare trend di lungo periodo e
discontinuità potenzialmente rilevanti (nuove tecnologie, cambiamenti
normativi, trasformazioni sociali), che possono creare nuove opportunità
(nuovi mercati, nuove esigenze dei clienti) o minacce (nuova concorrenza,
obsolescenza di prodotti/competenze). Spesso viene completata con analisi di
scenario, costruendo possibili evoluzioni future del contesto per valutare la
robustezza delle strategie.
3. Analisi del settore e dello spazio competitivo
Il settore è l’insieme delle imprese che offrono prodotti o servizi sostituibili tra
loro, e quindi si trovano in concorrenza. Analizzare il settore significa studiare
le regole del gioco competitivo e i fattori che determinano la redditività
media.
Uno strumento classico è il modello delle cinque forze competitive di Porter,
che considera:
- Minaccia di nuovi entranti: elevata se è facile entrare nel settore (bassi
investimenti iniziali, tecnologie accessibili, poche barriere legali, debole
reazione dei concorrenti).
- Potere contrattuale dei fornitori: alto quando i fornitori sono pochi,
differenziati, difficilmente sostituibili e gli acquirenti dipendono da loro.
- Potere contrattuale dei clienti: alto quando i clienti sono concentrati, ben
informati, poco fedeli e possono cambiare facilmente fornitore.
- Minaccia di prodotti sostitutivi: elevata se esistono prodotti alternativi che
soddisfano lo stesso bisogno in modo simile o migliore.
- Intensità della rivalità tra concorrenti: dipende dal numero di concorrenti,
dalla crescita del settore, dal grado di differenziazione dei prodotti, dalla
struttura dei costi, dalla presenza di barriere all’uscita.
Questi fattori determinano l’attrattività del settore in termini di profitti
potenzialmente realizzabili.
Per comprendere meglio le diverse posizioni competitive all’interno del
settore, si analizzano i gruppi strategici, cioè insiemi di imprese che seguono
strategie simili (stesso livello di qualità, stessa ampiezza di gamma, stesso
canale distributivo ecc.). Le mappe strategiche permettono di rappresentare
graficamente la posizione delle imprese e di identificare “spazi competitivi”
più o meno affollati.
Infine, si considera il ciclo di vita del settore (introduzione, crescita, maturità,
declino), che influenza il tasso di crescita della domanda, la struttura della
concorrenza e le strategie più efficaci nelle diverse fasi.
4. Risorse, capacità e potenziale aziendale
L’approccio resource-based (RBV) considera l’impresa come un insieme unico
di risorse e capacità, che costituiscono la base del vantaggio competitivo.
Per risorse si intendono gli asset di cui l’impresa dispone: risorse tangibili
(impianti, macchinari, capitale finanziario, infrastrutture), risorse intangibili
(marca, reputazione, brevetti, know-how, basi di dati, relazioni con clienti e
fornitori), risorse umane (competenze, esperienza, motivazione, relazioni
interne).
Le capacità sono la capacità di combinare e utilizzare tali risorse in modo
efficace, attraverso routine organizzative, processi, sistemi di coordinamento
e cultura aziendale. Le competenze distintive sono quelle capacità che
l’impresa possiede in misura superiore ai concorrenti e che sono cruciali per il
valore offerto al cliente.
Per valutare il potenziale competitivo di una risorsa/capacità si usa spesso il
criterio VRIO:
- Valuable (di valore): contribuisce a cogliere opportunità o a difendersi dalle
minacce.
- Rare (rara): non disponibile a molti concorrenti.
- Inimitable (difficile da imitare): protetta da barriere all’imitazio