Estratto del documento

Nerone (54 – 68 d.C.)

- È acclamato imperatore dalle coorti pretorie, il cui prefetto è Afranio Burro;

- Nel 55, probabilmente su pressione materna, fa uccidere Britannico.

QUINQUENNIUM FELIX – FASE ASCENDENTE DELLA PARABOLA NERONIANA

Il principato è retto da Seneca e Burro: è un’anacronistica diarchia di potere imperiale

e potere senatorio che porterà Nerone stesso a voler abolire le imposte indirette (il

senato, però, glielo proibì).

- Nel 59 fa uccidere Agrippina.

L’ESTREMISMO MONARCHICO – FASE DISCENDENTE DELLA PARABOLA NERONIANA

- Nel 64 accusa la comunità cristiana di un grave incendio e persegue una

durissima repressione nei confronti di questa (moriranno Pietro e Paolo);

- Nel 65 svelta la congiura dei Pisoni (da Gaio Calpurnio Pisone che, grazie

all’appoggio del prefetto del pretorio Rufo, dopo aver pugnalato Nerone a

tradimento durante i giochi a lui dedicati, sarebbe stato acclamato imperatore:

ma l’ufficiale della marina Proculo denunciò la liberta Epicari, che aveva cercato

di metterlo a parte del complotto): tra le vittime, Petronio, Seneca e Lucano;

- Concentrò la sua politica in Oriente, ottenendo un’importante vittoria sui Parti di

Erode III e imponendo il protettorato di Roma sull’Armenia;

- Nel 66 scoppia in Giudea una rivolta che si protrarrà sino al 70, anno in cui Tito

Flavio riuscirà a conquistare Gerusalemme;

- Nel 68 le legioni spagnole, guidate dall’anziano senatore Galba, si ammutinano,

proclamando imperatore il loro comandante: Nerone, isolato, si suicida.

ANNO DEI QUATTRO IMPERATORI: 69 d.C.

Galba , troppo legato ad ideali senatorii, viene rovesciato e deposto dai pretoriani, che

Otone

proclamano imperatore: ma questi deve fronteggiare la ribellione delle truppe

Vitellio

schierate lungo il Reno, che sostengono . Questi sconfisse e uccise

Vespasiano

l’avversario ma, alla fine, fu l’esercito d’Oriente (che sosteneva ) ad

avere la meglio: Vespasiano uccise Vitellio e riuscì ad insediarsi a Roma.

DINASTIA FLAVIA

Vespasiano (69 - 79 d.C.)

- Il suo intento è quello di restituire ordine all’impero e risanare l’economia

disastrata da Nerone: (1) necessità di finanziare la guerra contro i Giudei, che

ebbe fine solo con la conquista di Gerusalemme (70); (2) promuovere grandi

opere pubbliche (Anfiteatro Flavio); (3) al fine di rialzare il bilancio statale,

rivendicare le terre occupate abusivamente da privati nelle passate

colonizzazioni: si inimicò così i ceti rurali, ma fu un ottimo amministratore;

- Fece suo figlio Tito, già senatore, prefetto del pretorio, contentando senatori e

cavalieri.

Tito (79 – 81 d.C.)

- Eruzione del Vesuvio;

- Distensione dei rapporti fra Roma e la comunità giudaica grazie all’intercessione

di Berenice.

Domiziano (81-96 d.C.)

(figlio di Vespasiano e fratello di Tito)

- Tendenza autoritaria (entra in conflitto col Senato); numerosi processi e

persecuzioni: ridusse al silenzio Giovenale, Plinio il Giovane e Tacito;

- Creazione di due nuove province: Germania Superiore e inferiore;

- Consolida le conquiste romane in Britannia grazia al generale Agricola;

- Tenta di sottomettere la dacia e di Decebalo, con cui stipula una pace di

compromesso nell’80;

- Soffoca nel sangue numerose congiure, e vittime delle sue persecuzioni furono,

forse, anche ebrei e cristiani;

- Una congiura lo uccise nel 96.

PRINCIPATO ADOTTIVO

Nerva (96-98 d.C.)

- I congiurati si accordarono col Senato per fare leggere un anziano ed autorevole

senatore;

- Cerca di diminuire la forte pressione fiscale cui Roma era stata soggetta sotto i

Flavi (sopprime il fiscus iudaicus, una tassa creata da Vespasiano ed imposta

agli ebrei sconfitti da Tito, ed il curcus publicus, la posta imperiale);

- Concilia il tradizionalismo senatorio con le forze di rinnovamento spirituale delle

comunità giudaico-cristiane;

- Conscio dell’importanza dell’apparato militare, adotta il più prestigio generale

dell’epoca, Traiano.

Traiano (98-117 d.C.)

- Nato in Spagna, è il primo imperatore non italico;

- Tra 101 e 108 riprende la guerra in Dacia e sottomette tutta la regione oltre il

Danubio, rendendola provincia;

- I successi in Dacia sosterranno economicamente una campagna militare ai

danni dello stato partico (114-115): Traiano occupa la capitale del regno,

Ctesifonte, e tutta la Mesopotamia divenne provincia imperiale;

- Ma, tra 115 e 116, hanno luogo ribellioni da parte di popolazioni ebraiche unite

allo stato partico in tutta l’area compresa fra Cipro e la Mesopotamia, che lo

costringono a rientrare;

- Si intensificano (dopo Tito e Nerva, tolleranti) le persecuzioni ai danni del

movimento cristiano (PROBLEMA CRISTIANO PAG. 35).

Adriano (117-138 d.C.)

- Nuovo corso della politica dell’impero, risveglio umanistico, connubio tra politica

e filosofia, mondo romano e cultura ellenica; illuminata tolleranza nei confronti

di realtà come il Cristianesimo;

- Carattere pacifico anche in politica estera: si dedica alla costruzione di città ed

al consolidamento dei confini, abbandona le province mesopotamiche;

- Preferì dedicarsi alla politica interna e divise l’Italia in quattro distretti, ciascuno

affidato ad un consularis;

- Attenzione alle classi inferiori.

Antonino Pio (138-161 d.C.)

- Prosegue la linea politica di Adriano, privilegiando la politica interna;

- Scegli due successori (sembra esserci una svolta diarchica che si sovrappone al

principio dell’adozione, ma avrà vita breve): Marco

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 7
Storia romana - L'impero da Nerone a Teodosio Pag. 1 Storia romana - L'impero da Nerone a Teodosio Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 7.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Storia romana - L'impero da Nerone a Teodosio Pag. 6
1 su 7
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maria.29.v di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof La Rocca Adolfo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community