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L'impero augusteo (31 a.C.-14 d.C.)

Politica interna

Accentramento del potere, nonostante l'apparente restaurazione della Repubblica (27 a.C.: Restitutio Rei Publicae). Augusto concentra su di sé i principali poteri:

  • Mantiene il consolato fino al 23 a.C.
  • Acquisisce un esteso comando provinciale di durata decennale (27 a.C.) che poi estende in un potere proconsolare superiore (23 a.C.)
  • Assume la tribunicia potestas (rinnovata ad annum dal 23 a.C.) pur non essendo un tribuno della plebe
  • Assume la carica di pontefice massimo nel 12 a.C. (morte di Lepido)

Tuttavia, non istituzionalizza il principato. Ripartizione delle province in province imperiali, il cui proconsole è Augusto stesso, e province pubbliche o del popolo romano, governate da propretori di rango senatorio. Le province imperiali sono quelle non ancora pacificate, sul cui territorio sono stanziate legioni Romane; le province pubbliche sono quelle ormai romanizzate, prive di legioni al loro interno.

Ridimensionamento del Senato: riportato a 600 membri (Giulio Cesare lo aveva ampliato fino a 900) ed epurato dai sostenitori di Antonio. Augusto lo priva, inoltre, delle sue tradizionali competenze in politica estera e finanziaria, e aumenta a un milione di sesterzi il censo minimo per essere ammessi in Senato.

Istituzione del consilium principis, un consiglio di amici, familiari, sostenitori di Augusto (un primo embrione di “corte”, nuovo centro del potere).

Riforma delle magistrature:

  • Il numero dei questori viene ridotto da 40 a 20 (come prima della riforma di Giulio Cesare)
  • Edili e tribuni della plebe (privati dell’iniziativa legislativa) sono confinati all’amministrazione di Roma, all’ordine pubblico, all’organizzazione dei mercati
  • Il numero dei pretori viene fissato definitivamente a 10
  • Il consolato resta la magistratura più importante (eponimato) ma diventa reiterabile e ai due consoli ordinari si aggiungono due consoli “suffetti” (supplenti) che entrano in carica il primo luglio
  • La censura decade, le prerogative dei censori in merito al controllo dei costumi (nota censoria) passano ad Augusto

Ridimensionamento delle assemblee popolari:

  • I comizi curiati mantengono il loro ruolo formale e le loro competenze in questioni di diritto familiare
  • I comizi tributi e i comizi centuriati sono progressivamente svuotati di potere: Augusto interferisce nelle nomine dei magistrati attraverso raccomandazioni

Nel 5 d.C.: lex Valeria Cornelia, istituzionalizzazione della destinatio (raccomandazione), comitati ristretti di senatori ed equestri (chiamati “centurie”) designano i candidati per raccomandazione rendendo inefficace il voto popolare. Nel corso del I secolo d.C. i comizi smettono di riunirsi.

Riforma dell'esercito

L'esercito è formato da soldati professionisti e viene articolato in reparti separati:

  • 28 legioni di cittadini, in servizio per 20 anni, stipendiati con 225 denari l’anno e premiati al congedo con un certificato e una buonuscita inizialmente in terre poi in denaro
  • 9 coorti di pretoriani, in servizio per 16 anni e stipendiati con 750 denari l’anno, addetti alla sicurezza del principe
  • Ali ausiliarie, composte da provinciali o da soldati inviati da re clienti, fungono da cavalleria
  • Due flotte, una flotta occidentale a Capo Miseno e una orientale a Ravenna
  • 7 coorti di vigili, preposti al pattugliamento notturno di Roma e allo spegnimento degli incendi, guidati da un prefetto di rango equestre
  • 3 coorti di urbaniciani, preposti alla sicurezza pubblica, guidati dal praefectus urbis di rango senatorio

Creazione di un apparato burocratico: assunzione di funzionari stipendiati di rango equestre. Nascita di un cursus equestre, modellato su quello senatorio:

  • Apprendistato militare di 3 anni in cui l’equestre deve assumere in sequenza tre cariche militari (tres militiae):
    • Tribuno di vigili, pretoriani o urbaniciani
    • Prefetto di un’ala ausiliaria
    • Tribuno angusticlavio di una legione
  • Procuratele: l’equestre assume la carica di procuratore, preposto al controllo dell’ufficio burocratico dell’impero, all’esazione delle tasse, alla corrispondenza imperiale, alle finanze o all’approvvigionamento di acqua
  • Prefetture: il massimo grado della carriera equestre è il ruolo di prefetto (praefectus classis, praefectus Aegypti, praefectus annonae, praefectus vigilum)

L’imponente apparato burocratico dell’impero necessita di un numero ingente di funzionari, reclutati, se necessario, anche tra i decurioni, magistrati locali delle colonie o dei municipi, ammessi nell’ordo equester.

Riforma fiscale

Augusto istituisce il fisco, la cassa dell’imperatore come istituzione, in cui confluiscono le tasse delle province imperiali. Sopravvive l’erario, ma non più come cassa dello stato bensì come cassa del Senato, dove confluiscono le tasse delle provincie pubbliche. A fisco ed erario si aggiunge la res privata dell’imperatore come privato cittadino e l’erario militare, istituito da Augusto per stipendiare i soldati attraverso un cospicuo investimento personale e l’esazione di nuove tasse (tassa sulle manomissioni e tassa sull’eredità).

Riforma amministrativa

Roma viene divisa in 14 distretti (regiones), di nuovo suddivisi in quartieri (vici); la penisola italica viene suddivisa in 11 regioni al fine di agevolare l’esazione delle tasse e le operazioni di censimento.

Politica di grandi lavori: costruzione del Foro di Augusto, con il tempio di Marte Ultore, di terme, acquedotti, dell’Ara Pacis con il duplice obiettivo di dare lavoro alle maestranze (e avere il favore della plebe) e fare propaganda in favore del principe e dei suoi successori (tempio di Castore e Polluce).

Provvedimenti a favore della plebe

  • Realizzazione di edifici pubblici
  • Organizzazione di giochi e spettacoli
  • Distribuzioni di grano e denaro
  • Deduzione coloniaria in Italia e nelle province
  • Recupero dei campi incolti, nuove centuriazioni e distribuzioni di terre
  • Istituzione di collegi di curatori addetti alla manutenzione degli acquedotti, delle banchine del Tevere, degli edifici pubblici
  • Istituzione dei collegi dei seviri Augustali, aperti ai liberti, garanti del culto imperiale del genius Augusti e del Lares Augusti

Provvedimenti a favore dei provinciali

  • Smantellamento delle società di pubblicani ed esazione diretta delle imposte
  • Creazione di un servizio di posta, di nuove strade, di stazioni di cambio
  • Istituzione di assemblee periodiche nelle province
  • Concessioni ad personam della cittadinanza

Politica estera

Politica espansionistica, guerre esterne per mantenere la pace interna tanto propagandata dal principato:

  • 35-34 a.C. – guerra dalmatica per l’Illiria
  • 27-19 a.C. – conquista della Spagna nord-occidentale (nuove province: Sp.Terraconense, Lusitania, Betica)
  • 25 a.C. – conquista delle Alpi occidentali
  • 14-9 a.C. – conquista della Pannonia (regione compresa tra le attuali Austria e Ungheria) ad opera di Tiberio
  • 12-7 a.C. – ampliamento del confine settentrionale dell’impero fino al fiume Elba ad opera di Druso e Tiberio

Espansione in Oriente attraverso rapporti clientelari con i regni orientali (ad esempio Tracia e Cappadocia) e imposizione di re filo romani (ad esempio in Armenia).

Intesa diplomatica con i Parti per la restituzione delle insegne perse da Crasso a Carre nel 53 a.C. e dei prigionieri Romani. (20 a.C.)

9 d.C. – clades variana (strage di Varo): tre legioni Romane (XVII, XVIII, XIX) sono attirate in un’imboscata da Arminio, capo dei Cherusci (popolazione germanica), e massacrate nella foresta di Teutoburgo. Il confine Romano retrocede nuovamente sul Reno.

Successione

  • Marco Claudio Marcello (figlio di Ottavia e marito di Giulia) muore nel 23 a.C.
  • Marco Agrippa (uomo di fiducia di Augusto, secondo marito di Giulia), scelto momentaneamente anche se non è consanguineo né parente di Augusto, secondo il criterio della “scelta del migliore”
  • Gaio e Lucio Cesari (figli di Agrippa e Giulia), adottati alla nascita da Augusto, muoiono nel 2 d.C. e nel 4 d.C., rispettivamente in Licia e a Marsiglia
  • Agrippa Postumo (figlio di Agrippa e Giulia) e Tiberio (figlio di Livia e Tiberio Claudio Nerone), adottati nel 4 d.C. L’adozione di Agrippa Postumo viene revocata nel 7 d.C. quando Agrippa è accusato di pazzia (forse in seguito alle pressioni del ramo Claudio nella domus imperiale)
  • Nel 14 d.C. (morte di Augusto) diventa imperatore Tiberio. Agrippa Postumo viene ucciso.

Dinastia giulio-claudia

Tiberio (14-37 d.C.)

Politica interna

  • Buona amministrazione delle risorse pubbliche
  • Parsimonia, poca beneficenza pubblica per la plebe
  • Confronto con il Senato: la storiografia non lo condanna, anche se alcuni (Tacito, Svetonio, Cassio Dione) lo accusano di ipocrisia

Politica estera

  • Nessuna campagna di conquista
  • 14-16 d.C.: Germanico riconquista temporaneamente i territori persi da Varo, ma Tiberio decide che il Reno sia il confine definitivo dell’impero
  • Consolidamento dei confini a Oriente attraverso rapporti clientelari con i re e imposizione di re filo-romani

Successione

  • Germanico (figlio di Druso Maggiore, fratello di Tiberio, e Antonia minore) è figlio adottivo di Tiberio per volere di Augusto, ma muore in Oriente, in circostanze non chiare, nel 19 d.C. Per la sua morte viene accusato e condannato Pisone, governatore della Siria.
  • Druso Minore (figlio naturale di Tiberio), muore nel 23 d.C.
  • Tentativo di Seiano, prefetto del pretorio a Roma mentre Tiberio è a Capri (27-31 d.C.), di sposare Livilla (figlia di Druso Maggiore e Antonia, vedova di Druso Minore), per ambire al principato.
  • Caligola (figlio di Germanico e Agrippina Maggiore) e Tiberio Gemello (figlio di Druso Minore e Livilla), designati da Tiberio nel suo testamento. I pretoriani preferiscono Caligola e lo acclamano imperatore.

Caligola (37-41 d.C.)

Politica interna

Due fasi:

  • 37-38 d.C.: confronto con il Senato (come Tiberio)
  • 38-41 d.C.: rottura con il Senato in seguito al tentativo di Macrone (prefetto del pretorio) e di alcuni senatori di acclamare imperatore Tiberio Gemello a causa di una grave malattia di Caligola

Politica antisenatoria, monarchica, orientale: dura repressione del dissenso (congiura per portare sul trono Nerone), Caligola si fa tributare onori divini (per aumentare la sua divinità).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

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