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21/09/2021 STORIA ECONOMICA=

è una disciplina che nel 1918 era assente come materia, trovava spazio solo

negli istituti superiori di commercio (es Venezia). Gli insegnamenti

riguardavano alcuni ambiti della storia economica (es storia della

colonizzazione).

La storia economica acquisisce dignità accademica con l’avvenuta del fascismo

tra il 1922-23, quando questi vecchi istituti vengono trasformati e la storia

economica prende il posto della storia del commercio.

Il termine “storia economica” è stato definito in 2 modi diversi:

1. Secondo Carlo Maria Cipolla la storia economica è la storia dei fatti e

vicende economiche a livello individuale, aziendale o collettivo.

2. Lo storico napoletano Luigi De Rosa definì la storia economica come

l’interpretazione in chiave economica dei fatti della storia.

È una disciplina che, come afferma un genovese, è ANFIBA, ovvero si muove

su 2 piani: uno storico e uno economico.

Tenendo conto delle definizioni offerte, occorre apportare 2 precisazioni:

Per storia economica si intende la storia economica dell’uomo ed è una materia

complessa, richiede un approccio multidisciplinare (vicende politiche, sociali ed

economiche).

22/09/2021

La storia economica nel lungo periodo esamina l’evoluzione dei sistemi

economici, movimenti secolari, tutto quello che riguarda le trasformazioni di un

sistema economico.

Insieme delle forme istituzionali, rapporti giuridici, strutture sociali e modalità

di organizzazione della produzione che regolano l’attività economica dell’uomo.

Mark Block era un docente presso Parigi, fondatore dei gruppi di ricerca che

segnò la svolta per la storia economica. Scrisse l’apologia della storia o

mestiere di storico, un’opera che rappresenta il testamento scientifico e

morale, si legge: scrivere di storia e insegnarlo.

Quest’opera è considerata una delle opere più importanti, ed è stata pubblicata

postum, nel 49 quando Block era già stato catturato e ucciso.

Quest’opera si apre con un interrogativo: papà spiegami allora a cosa serve la

storia?

Questa frase pone in discussione anche il lavoro dello storico.

Block offre una risposta: secondo egli, l’incomprensione del presente, nasce

dall’importanza del passato.

Osservare ≠ guardare atto spontaneo, immediato, generico, non selettivo.

Finalità precisa di conoscenza e descrizione oggettiva, fedele di un determinato

fenomeno. Processo cognitivo, proiettato alla comprensione del fenomeno.

Keynes scrive che lo studio dell’economia non sembra richiedere dati/capacità

sovraumane.

Un grande economista deve avere una serie di combinazioni di dati deve

essere: contemporaneamente matematico, storico, politico e filosofico deve

sapere risalire dal particolare al generale, passare dell’astratto al concreto,

studiare il presente tenendo conto del passato.

17 MARZO 1861 NASCITA DEL REGNO D’ITALIA, a Torino il parlamento

nazionale ratifica le annessioni e proclama la nascita del Regno d’Italia. Il

sovrano era Vittorio Emanuele II di Savoia che assume il titolo di Re fino al 78.

Il processo di unificazione si conclude solo con la fine della 1 guerra Mondiale.

La nascita del nuovo Regno non coincide con l’unificazione economica.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il problema più urgente da affrontare

fu l’organizzazione del nuovo Stato.

Escluse la soluzione federale e a convocazione di una Costituente nazionale, si

scelse il modello accentrato e gerarchico piemontese. ciò comportò la

mutazione del Regno di Sardegna non solo dello Statuto, ma pure di parti

fondamentali della struttura legislativa seguendo una direttrice di sviluppo già

delineatasi nell’ottobre 1859, quando, con la legge Rattazzi il Regno venne

diviso in province, circondari e comuni.

In riferimento a questo processo si usa la PIEMONTIZZAZIONE dello STATO. la

legge Cavour del 23 marzo del 1853 reca norme sull’ordinamento

amministrativo centrale e contabilità generale dello Stato.

Pur non essendo legge del Regno d'Italia, è ancora oggi per alcuni aspetti, la

legge che dà al nostro ordinamento amministrativo l'ossatura principale.

Impone allo stato piemontese un modello organizzativo nel quale il ministero è

la spina dorsale di tutta l’amministrazione. Ministeri che saranno dislocati fino

al 67 a Torino, fino al 70-71 a Firenze e solo dopo la presa di Roma finiranno

nella capitale.

PREFETTURE= Rappresentano uno degli importanti che aggiungono

l'amministrazione centrale.

nella prima fase la struttura organizzativa è organizzata in modo capillare:

1. MINISTERO

2. PREFETTURE

3. SOTTOPREFETTURE

PREFETTO rappresentava il potere esecutivo, sovraintendeva il buon

funzionamento della pubblica amministrazione e della pubblica sicurezza e

garantiva il rispetto delle leggi.

Dipendeva direttamente dal ministro dell'Interno da cui riceveva le istruzioni.

Rappresentava il triumvirato tra centro e periferia; presiedeva il consiglio

provinciale, organo alla guida dell'esecutivo.

La legge comunale provinciale del 65 determinò l'ordinamento amministrativo

italiano, livelli amministrativi nei quali viene strutturato il Regno d'Italia (diviso

in province, circondari i comuni).

Il sindaco, di nomina regia, veniva scelto tra i consiglieri eletti Comunicava tra

Parlamento, Fammi esecutivo e alta burocrazia.

UNITA’ POLITICA ≠ UNITA’ ECONOMICA: uno dei grossi problemi dei governi

post unità era trovare l'indirizzo di politica economico vi erano 2 indirizzi, un

indirizzo liberista basato sul libero scambio e uno protezionista (difesa dei dazi

sulle importazioni dei prodotti nazionali).

la maggior parte degli Stati primordiali adottava il sistema protezionista.

Gli Stati sardi adottavano una politica liberista.

si scelse un indirizzo di politica economica liberista, che si tradusse in

abolizione delle Dogane ed tariffa su dazi interni , sulla tariffa sarda.

nel 1860 –> Francia Inghilterra stipularono il trattato di commercio Cobden-

Chevalier, incentrato sul libero scambio base di nuovi contratti commerciali.

dal 1860 la politica liberista.

l'altra e legata al tema della strozzatura della bilancia dei pagamenti.

27/09/2021

PRINCIPALI PROBLEMI ECONOMICI

La decisione ricade sul modello liberista.

LIBERISMO: Il problema doganale fu affrontato e risolto abolendo ogni dogana

interna e applicando la tariffa in vigore nell’ex Regno di Sardegna.

Per l’attuazione del libero scambio, fondamentale fu la stipulazione nel 1863

del trattato di commercio con la Francia, ispirato al trattato Cobden-Chevalier

del 1860 tra Francia e Inghilterra. Con questo trattato la Francia divenne il

principale partner commerciale dell’Italia e interlocutore finanziario, ma ebbe

ricadute negative sull’economia del Mezzogiorno.

STROZZATURA DELLA BILANCIA DEI PAGAMENTI = registra tutti i

movimenti in valuta tra un paese e il resto del mondo. Si compone di 2 parti

fondamentali:

3. Una registra i movimenti in valuta, transazioni monetarie di b/s (PARTITE

CORRENTI), a sua volta si suddividono in 4 sezioni: la + importante è

chiamata bilancia commerciale (conto nel quale si registrano le

esportazioni e importazioni di beni).

4. L’altra, registra i movimenti di capitale.

L’industria + importante in questo periodo è quella tessile (lana, cotone e

seta).

Il liberismo (61-87) regge fino al 1887. Nel 1878 venne approvata la tariffa semi

protezionistica.

PROBLEMA DELLA FINANZA PUBBLICA:

Il nuovo regno nasce indebitato, eredita i debiti pubblici degli stati preunitari

(ammontano a 2,5 miliardi di lire correnti vengono riconosciuti e convertiti in

titoli del debito pubblico).

L’unificazione della finanza pubblica avvenne per opera del livornese Pietro

Bastogi, ministro delle finanze nell'ultimo ministero Cavour e nel primo

governo Ricasoli.

Egli promosse l’istituzione del Gran libro del debito pubblico il 10 luglio 1861,

conformandolo a quello dell’ex Regno di Sardegna.

Vennero unificati i debiti degli antichi Stati preunitari, riconoscendoli,

iscrivendoli e convertendoli perlopiù in rendita consolidata italiana vennero

riconosciuti perché l’Italia necessitava di essere credibile.

TITOLO DI DEBITO PUBBLICO:

REDIMIBILI: hanno un piano di ammortamento che porta alla

 restituzione del capitale e pagamento degli interessi.

IRREDIMIBILI: rendita perpetua, non da interessi.

Nel 1862 l’Italia importa beni per un corrispettivo di 830 milioni di lire e ne

esporta 580.

Sistema monetario= complesso di norme su cui si basa la fabbricazione e

impiego di moneta in un certo paese.

Il sistema monetario vigente nell’Europa ottocentesca era a base metallica

circolano sia monete metalliche, sia biglietti cartacei (convertibili a vista in

moneta metallica).

Monete coniate con metalli nobili (oro e argento), intrinseco (quantità di

metallo nobile contenuta in una moneta).

EFFETTI POLITICA LIBERISTA:

Se da una parte il liberismo fornisce gli scambi, da una parte ha ripercussioni in

quei contesti nazionali cresciuti all’ombra del protezionismo.

L’economia italiana all’indomani dell’unificazione è basata sull’agricoltura, solo

negli anni 50 l’industria supera l’agricoltura.

Nel 1861 il rapporto del debito pubblico-pil 60%.

Deficit E<S

Nel 75-76 pareggio di bilancio E=S

L’Italia non riuscendo a coprire le sp si indebita attraverso le emissioni di titoli

di S.

Imposta ottocentesca + importante FONDIARIA

Altra imposta, dazio di consumo grava sui consumi

Imposta di ricchezza mobile grava sui y da capitale.

Tassa macinato imposta che grava sui ceti popolari.

Imposta di bollo, ipotecaria del lotto.

28/09/2021

Nel luglio 92 il governo guidato dal socialista Amato emana il decreto, tra i vari

provvedimenti, l’articolo 15 dispone le trasformazioni degli enti pubblici in

società per azioni (PRIVATIZZAZIONI)

Fonte di gettito straordinario vendita b demaniali (b pubblici vendibili e

corrispettivo impiegato per fronteggiare costruzione nuovo regno).

Scudo d’argento 5 lire, pesava 25g.

Sistema monetario adottato a base metallica.

Si usano questi 2 metalli per l’alto valore in proporzione al volume.

La moneta metallica era inalterabile, hanno un punto di fusione molto + basso,

favorisce la lavorazione.

In EU dall’alto medioevo fino inizio 20esimo secolo il sistema monetario è base

metallica, vengono utilizzate come monete dei pezzi di metallo con cui lo stato

attraverso una legge definisce lo standard della moneta (valore dell’intrinseco,

spessore…)

I privati coniavano le monete.

Di circolazione monetaria di 980 milioni di lire il 90% è rappresenta da monete

metalliche (di queste il 60% è d’argento e il 40% d’oro).

L’unico modo per approvvigionarsi di metalli preziosi è quella di esportare, il

nuovo regno deve affrontare spese.

Questo sistema regge fino alla Grande Guerra, quando tutti i paesi dovettero

sospendere la convertibilità.

Per finanziare la guerra gli S dovevano: indebitarsi, inasprire il carico fiscale

emettere biglietti.

dopo ogni conflitto importante, uno dei fenomeni più evidenti e l'inflazione.

elementi fondamentali che caratterizzano ogni sistema monetario 3:

5. monete di conto: utilizzate per misurare il valore del bene.

6. monete effettive: costituito in pezzi di metallo coniati che sono usati

come contropartita dei beni ceduti.

7. valore delle monete effettive in unità di conto: unità di misura per

indicare valore dei beni, rappresentate da unità principale ed alcuni

sottomultipli punto per meglio adeguare la moneta è divisa in multipli

sottomultipli.

STOCK MONETARIO METTALICO: insieme delle monete in circolazione.

A partire dalla fine del medioevo, iniziano a essere utilizzati dei biglietti

cartacei che sono convertibili a vista in moneta metallica.

Nel 1891 la circolazione complessiva è di 891 milioni di lire il 90% moneta

metallica, 10% in biglietti cartacei emessi da istituti autorizzati (istituti

d’emissione).

Il 60% monete d’argento il 40% d’oro.

La circolazione metallica poggia su metalli: SISTEMA DEL DOPPIO TIPO/

DIMETALLICO.

Sistema MONOMETALLICO: può essere d’oro e quindi monometallismo aureo

(es inghilterra) o monometallismo argento (costituito solo d’argento es,

Germania) o bimetallismo.

Il sistema monetario adottato è quello bimetallico (circolano monete d’oro e

d’argento) presente negli stati sardi, modello piemontese (costituito sul

bimetallismo francese risalente al 1803).

Il decreto conferì valore legale alla lira nuova di Piemonte, denominata lira

italiana.

L’atto legislativo di maggior rilievo fu la legge organica del 24 agosto 1862 ,

nota come legge Pepoli, del suo proponente Gioacchino Napoleone.

Fu la 1 legge del nuovo Regno, essa fece della lira italiana l’unità monetaria

legale per i pagamenti e l’unità di conto per le contabilità pubbliche e private

definendone la parità ufficiale.

La legge Pepoli, inoltre, optò per lo standard bimetallico francese, adottandone

il relativo rapporto legale tra oro e argento (1:15.5), 1g di oro equivale a 15,5 g

di argento.

Unità di riferimento scudo d’argento, ha un peso di 25g, 5 lire, emessa con

un titolo di 900/1000.

Le ragioni adottate dal Pepoli a sostegno della scelta compiuta furono

sostanzialmente 2:

qual e le frequenti ed importanti relazioni commerciali che noi abbiamo con la

Francia, con la Germania con altre nazioni che tengono l’argento per moneta

legale e le speciali condizioni del credito italiano.

sempre ai sensi della legge Pepoli, furono disposti in ritiro il cambio di tutte le

precedenti monete d'oro, d'argento virgola di biglione e di rame.

La moneta che ha il taglio più piccolo in oro e da 20 lire contiene 6,45 grammi

d'oro ha il titolo di 900/1000.

Il titolo di 900/1000 viene definita anche moneta a pieno titolo.

Il titolo di una moneta: e il rapporto tra la quantità di metallo nobile il peso

della moneta stessa.

Il 90% del peso costituito è d'argento questo è un rapporto legale, fisso,

definito dalla legge.

Rapporto legale (fisso, non varia) ≠ rapporto di mercato (varia di giorno in

giorno, risente delle leggi di mercato).

l'argento è maggiormente apprezzato rispetto al loro. la moneta di una lira

viene coniata con un titolo inferiore.

Un sistema monetario bimetallico è in equilibrio quando il rapporto legale e

prossimo al rapporto di mercato, non ci sono grandi tensioni tra i 2 metalli.

il 23 dicembre 1865 Francia, Italia, Belgio e Svizzera sottoscrissero una

convenzione, in base alla quale diedero vita all'unione monetaria Latina. la

convenzione fisso caratteristiche uniformi per il conio delle monete d'oro e

d'argento. tali monete sarebbero state accolte nelle casse pubbliche dei paesi

aderenti illimitatamente, se a pieno titolo e per pagamenti non superiori a 100

lire, se titolo ridotto.

Si decise inoltre:

8. che le monete divisionali fossero contingentato in relazione al numero

degli abitanti di ciascun paese

9. che e se fossero cognate dagli Stati, non dai privati

10. che Ogni Stato avesse il diritto di chiedere che le Divisionali di altri

paesi da esso possedute fossero cambiate in oro.

11. che l'entrata nell'unione fosse considerata ogni Stato richiedente,

con la sola clausola di aver adeguato il suo sistema di monetazione a

quello prescritto dalla convenzione del 65.

All’unificazione monetaria non si accompagnò quella dell’emissione.

NEL 1893 NASCE LA BANCA D'ITALIA La Banca d'Italia non è l'unico

istituto d'emissione, a emettere i biglietti ce ne sono altri 3: sistema triplico.

Diventa l'unico emittore nel maggio del 1926.

La Banca d'Italia e dal punto di vista giuridico una società per azioni, gli

l'istituto di diritto

azionisti sono dei privati. Nel 1936 la Banca d'Italia diventa

pubblico, sono preclusi rapporti con i privati.

29/09/2021

ISTITUTI CHE EMETTEVANON BIGLIETTI: questi biglietti sono dotati di potere

liberatorio legale, hanno la caratteristica di non poter per legge essere rifiutati

per l’estensione delle obbligazioni pecuniarie ello S in cui sono emessi.

Fino al maggio 1866 sono convertibili a vista in moneta metallica.

Lo S non era obbligato ad accettare i biglietti, la nazione era però obbligata ad

anticipare una somma pari ai 2/5 del capitale depositato con un tasso <= 35%.

Questi istituti fanno anche altre operazioni (sconto di cambiali o oggetti di

commercio con particolari caratteristiche).

Sconto di cambiali: accordo, la bk anticipa al cliente l’importo di un credito

verso terzi. Operazione a breve termine garantita da almeno 3 firme, titoli

sicuri. Scontano anche titoli di S, anticipano denaro su pegno. Ricevono

depositi in c/c custodiscono beni preziosi.

Nel 1861 gli istituti che emettevano cartamoneta, dotata di potere

 liberatorio legale, erano 5:

12. Banca nazionale degli Stati Sardi = nacque nel 1849 dalla fusione

della Banca di Genova con la Banca di Torino. Nel 1867 cambia

denominazione e diventa banca nazionale nel Regno d’Italia.

13. Banca nazionale toscana= nasce nel 1857 come società per azioni

dalla fusione tra la banca di sconto di Firenze e la Banca di sconto di

Livorno. Operava in ambito prevalentemente regionale. le sedi principali

erano 2: Firenze e Livorno.

14. Banca toscana di credito per le industrie e il commercio= nata sotto

forma di società anonima.

15. Banco di Napoli banchi meridionali, bk semipubbliche.

16. Banco di Sicilia

Uno dei + antichi isti

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Bulfon513 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Caffarelli Andrea.
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