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Storia dell'arte contemporanea

Impressionismo

Il movimento impressionista si sviluppa tra il 1860 per poi concludersi nel 1866 a Parigi. Le sue caratteristiche sono:

  • Dipingere il quadro all’aria aperta lasciandosi catturare dalla realtà naturale per cercare di esprimere la propria emozione derivante dall’ambiente.
  • Fissare continuamente la realtà con gesto veloce e deciso.
  • Utilizzare colori puri abolendo il chiaroscuro.

Postimpressionismo

Il postimpressionismo supera i concetti dell'Impressionismo, conservandone solo alcune caratteristiche, per scavare più a fondo nella libertà del colore avventurandosi verso strade non ancora percorse. Si differenzia dall'Impressionismo perché gli artisti effettuavano gli studi del disegno all'interno del proprio studio-atelier. Caratteristiche comuni ai post-impressionisti furono la tendenza a cercare la solidità dell'immagine, la sicurezza del contorno, la certezza e la libertà del colore. Particolare tecnica pittorica di questo periodo è il puntinismo.

I maggiori esponenti del movimento furono

  • Paul Cezanne: Nacque in Francia e sin dall’inizio della sua carriera frequentò artisti del movimento impressionista che influenzarono le sue prime opere. Cezanne voleva creare una nuova arte utilizzando le basi dell’impressionismo. Perciò le sue prime opere furono fortemente criticate dagli impressionisti perché non rispettavano i parametri del movimento, si ricorda "la casa dell’impiccato" priva di prospettiva, con una composizione geometrica, tema malinconico ed immagine distorta, disorientante.

Le opere di Cezanne a partire dagli anni '80

A partire dagli anni '80, i quadri di Cezanne assunsero diverse caratteristiche:

  • Tavolozza più chiara
  • Pennellate brevi e oblique
  • Linee di contorno ben definite
  • Espressione volumetrica monumentale

Le opere più rilevanti di Cezanne

  • Giocatori di carte 1893-96: Tutta la tela è costituita da abbassamenti di tono dei colori blu, giallo e rosso. Le pennellate si compongono a tasselli (campiture). Inoltre, Cezanne fa un sapiente uso delle linee; con quella retta evidenzia la sicurezza dell'uomo alla nostra sinistra e con quella curva sottolinea l'incertezza di quello a destra che probabilmente perderà la partita. L'atmosfera che Cezanne fa respirare allo spettatore è di apparente tranquillità, dietro la quale si cela una certa tensione visibile nella rigidità dei corpi conferita attraverso la solidità della forma. Nel dipinto Cezanne rende anche sintesi destinata a permanere nella mente, quasi calcificata e sotto forma di ricordo.
  • Il cesto di mele 1895: Se suddividessimo il quadro in più parti potremmo notare i diversi equilibri (prospettive) come se il quadro avesse 2 punti di vista differenti, che però sommate insieme donano all’intero quadro una composizione equilibrata. L’esperimento prospettico è considerato un punto fondamentale del passaggio dall’impressionismo al cubismo.
  • Tavolo da cucina 1889: La forma che predomina l’intero quadro è la sfera che caratterizza ogni elemento compositivo con forme geometriche tondeggianti.
  • Natura morta con mele e arance 1899: Serie di 6 nature morte, la scelta di inserire mele e arance è dovuta alla loro forma sferica. La costruzione dello spazio nel quadro si serve di molti punti di vista.
  • Natura morta con caraffa blu 1900-06: L’impostazione compositiva bidimensionale rinuncia a dare la sensazione di profondità, concentrando l’attenzione sull’unione di forme e colori, risaltando l’intreccio di tutte le linee.
  • Mont Sainte-Victoire 1904-06: Paesaggio con struttura a “mosaico”. Il senso di profondità viene dato dal colore, pennellate larghe. La luce acquista una profondità di movimento.
  • Vincent Van Gogh: Nacque in Olanda, inizialmente insegnò le sacre scritture ai bambini poi, dopo alcune sue dichiarazioni riguardanti le sacre scritture, fu licenziato; si dedicò completamente alla pittura insieme al fratello che era un commerciante d’arte. Iniziò a dipingere i volti dei contadini, la sua principale caratteristica era trasmettere l’espressività reale dei volti, data da pennellate decise che sottolineano le irregolarità dei volti. Nella sua pittura è presente il tema della disperazione e della solitudine dell’individuo. Il suo maestro fu Daumier, da cui imparò ad accentuare l’espressione attraverso la deformazione. L’espressione secondo Van Gogh consisteva nel far uscire fuori il proprio significato più autentico senza ignorare la vera realtà. La natura era la base delle sue opere. Nel 1888 si stabilì ad Arles e affittò la cosiddetta casa gialla per ospitare diversi pittori e fondare una comunità. L’anno successivo venne ricoverato nell’ospedale psichiatrico ad Arles dove produrrà altre opere rilevanti della sua carriera.

Le opere più rilevanti di Van Gogh

  • Mangiatori di patate 1885: Cinque contadini consumano un povero pasto, dentro una misera capanna, i colori scuri e l’atmosfera cupa vogliono rendere efficace la sensazione di misera vita, le mani nodose e deformate dal duro lavoro, i volti abbattuti dalla fatica e dalla rassegnazione della propria vita.
  • Autoritratto con cappello di feltro grigio 1887: L’artista si ritrae magrissimo, con occhi fissi e inquieti e labbra serrate, fece trasparire il suo carattere instabile. Le pennellate circolari sullo sfondo sono in contrasto con il cappello. I colori utilizzati determinano le passioni e le inquietudini dell’artista. Il tratto dinamico e le pennellate dense rappresentavano la tensione.
  • Girasoli 1888: Quattro tele con cui Van Gogh voleva decorare il suo studio ad Arles; esaltò le tonalità del fiore usando una sola tonalità, un trionfo di giallo intenso, caldo, ottimista; dipingendo i girasoli riuscì a trasformarli in energia creatrice e forza vitale della natura.
  • Notte stellata 1889: Fu dipinto quando entrò nell’ospedale psichiatrico, descrive una natura insolita inquietante e turbatrice, dove qualsiasi cosa all’interno del quadro, con volontà rabbiosa, urla ferocemente ad esprimere il proprio stato d’animo. A dare questa impronta sono gli alberi raffigurati come lingue di fuoco, pennellate vorticose che danno profondità. Il linguaggio pittorico è innovativo, in questo quadro si capisce il dolore, la schiavitù e la sua sofferenza.
  • Paul Gauguin: Nato a Parigi (1848-1903), trascorse la sua infanzia in Perù nel paese della nonna, nel 1871 iniziò a dipingere e a scolpire da dilettante. Nel 1879 entrò a far parte del gruppo impressionista, in Pisarro trovò un maestro e un amico così come Degas (figura paterna). Nel 1886 abbandonò la moglie e 5 figli per lasciare l’ipocrisia della società che odiava. Si trasferì in Bretagna, allora meno intaccata dalla società contemporanea, due anni dopo nacque la scuola di Pont-Aven di giovani artisti (Emilie Bernard un un’artista di spicco di questa scuola), condividevano tutti la voglia di cambiamento. Nel 1888 raggiunse l’amico Van Gogh ad Arles in Provenza, questa esperienza risultò fallimentare per i continui scontri di opinioni e la poca stabilità mentale di Van Gogh, che cercò di ferire Gauguin con un rasoio. Tornato a Parigi trovò ciò che cercava, sacralità e arcaismo divennero i principali temi dei suoi quadri nel periodo Bretone. Nel 1891 volle spingersi oltre così soggiornò per un breve periodo a Tahiti da cui trae l’energia e l’audacia per superare i mezzi espressivi della tradizione europea. Con la sua sintesi e il suo disegno creò una realtà in sintonia con la sua anima. Il cuore denso, sordo, tenero e delicato.

Le opere più rilevanti di Gauguin

  • Interno della casa dell’artista in Rue Carcel 1881: Il quadro ritrae un ambiente domestico, in particolare sua moglie che suona il pianoforte mentre l’artista di fronte a lei ascolta.

Opere del primo periodo Bretone

  • Danza delle quattro bretoni 1886: Donne vestite con costumi tradizionali, eseguono un ballo silenzioso e malinconico muovendosi in cerchio.
  • Il sermone 1888: Pensato in origine per l’altare della chiesa di Pont Aven ma, rifiutato dal prete; rappresenta l’eterna lotta fra il bene e il male, sono raffigurate una serie di donne che uscite dal sermone della chiesa osservano il combattimento di Giacobbe e l’angelo (tratto dal libro della genesi).
  • I miserabili 1888: Autoritratto dedicato all’amico Van Gogh. Intonazione di colore rossastra, grande forza espressiva, in alto a destra si scorge il ritratto di Emilie Bernard, il sangue che affluisce al volto di Gauguin e i toni incandescenti dello sguardo indicano la lava che incendia l’anima dei pittori. Un simbolo di purezza sono i fiori in stile giapponese sparsi sul fondo.

Opere del secondo periodo bretone

  • Il Cristo giallo 1889: Riproduce il crocifisso in legno della cappella di Tremalo, costituito da uno schema semplice e regolare. La varietà di gialli esprime il dolore del redentore (oggi e domani), una sofferenza che sembrerebbe essere anche quella dell’artista. Giallo è uguale a sopportazione del dolore di essere stati traditi. Nel volto di Cristo si nota una somiglianza con l’artista, infatti l’anno successivo produce un autoritratto con il Cristo giallo sullo sfondo.
  • Ritratto Madame Satre noto come La belle Angele (1889): Di carattere sacro, rappresenta una figura in un semicerchio, nessuna espressione in viso, indossa il costume delle donne bretoni. Assenza di legame tra fondo e figura. Si scorge una statuetta inca a sinistra di valenza simbolica.

Opere del periodo tahitiano (1891)

  • Due donne tahitiane sulla spiaggia 1891: Rappresenta due donne, una distesa a sinistra e una a destra, vestono con abiti semplici, Gauguin descrive situazioni osservando gli indigeni e soprattutto le donne.
  • Vicino al mare 1892: Raffigura delle bagnanti tahitiane, libere e totalmente indipendenti.
  • Ave Maria 1892: Interpretazione indigena del tema della donna col bambino, fondendo ambientazione esotica, iconografia cristiana e simbologia pagana, riunì: L’annunciazione, la natività e l’adorazione del bambino. Un angelo giallo indica la madonna con Gesù sulle spalle. Voleva unire le diversità religiose per unire gli esseri umani.
  • Lo spirito dei morti-veglia 1892: Raffigura una credenza indigena, l’apparizione dello spirito dei morti, rappresentato con il volto di profilo e l’occhio frontale. Grande forza espressiva e grande impatto visivo che connette lo spettatore all’opera. Il corpo sensuale simboleggia l’innocenza e la semplicità/naturalezza che dovrebbe appartenere a tutti gli uomini ma che è rimasto un privilegio dei popoli primitivi.
  • Come! Sei gelosa 1892: Dipinto legato alla purezza e alla semplicità delle forme, donne che non mostrano vergogna a mostrarsi per come sono perché fa parte della loro naturalezza. Espressione di libertà da parte della donna. Opera fatta a memoria cioè è stato riportato ciò che la coscienza ha immagazzinato. Donne sulla spiaggia che parlano di amori di ieri e progetti d’amore futuri.

Simbolismo 1886

L’obiettivo di questo movimento si mette in contrapposizione con gli stili precedenti, con l’obiettivo di penetrare al di là delle apparenze del reale. Per i simbolisti la realtà non sta a ciò che si vede con gli occhi ma in ciò che si percepisce con l’anima. Nato inizialmente come movimento letterario con la pubblicazione del “manifesto del simbolismo” ad opera di Jean Moréas. I suoi maggiori esponenti furono: Mallarmé, Verlain, Rimbaud. Nel campo delle arti figurative invece si affermò il critico d’arte Albert Aurier. Il simbolismo vede affermarsi simboli legati alla:

  • Religione
  • Mitologia
  • Sogno
  • Nostalgia di un mondo antico cancellato dalla tirannia della ragione, che obbliga come unica realtà la scienza.

Nel 1891 ci fu la prima mostra a Parigi, la caratteristica del simbolismo è non riprodurre oggetti ma esprimere idee traducendole nel linguaggio sintetico dei simboli. Dominato dall’immaginario, dal sovrannaturale.

Gli artisti più rilevanti furono

  • Gustave Moreau: Nacque a Parigi (1826-98), esplorò i capolavori della letteratura occidentale, il padre era un architetto ed esplorò anche i trattati dell’architettura (Vitruvio, leon battista Alberti) e quelli pittorici. La madre gli trasmise la passione per la musica. Dopo un esordio classicista iniziò a rappresentare opere complesse e fantastiche mescolando elementi biblici, mitici e naturalistici. I suoi quadri sono da un lato un’espressione poetica basata sull’esaltazione delle passioni, dall’altro nascondono l’idea di un eros influenzato da un senso di morte. Le due donne che condizionarono la sua vita furono sua madre e Salomè, la donna della perdizione, sessualità violenta.

Le opere più rilevanti di Moreau

  • Orfeo 1866: Ha come protagonista il cantore e musico greco (il mito dice che era capace col suo canto di placare le fiere, muovere alberi e macigni) morì squarciato da un gruppo di sacerdotesse di bacco che aveva respinto. In questo quadro gli è attribuita una funzione sacrale, la sua testa mozzata è posata sulla lira. La lira simboleggia l’aspirazione dei poeti, con questa composizione vuole dare l’immagine dell’eternità della musica/poesia.
  • La chimera 1867: Definite un Decamerone satanico. Quadro dal gusto esotico e dai colori vivaci. Preciso nei dettagli, lo scopo di Moreau è di unire un’unità originale e comunicarla facendo una fusione tra simboli e composizione.
  • L’unicorno 1885: È un classico con metafore di stampo cristiano. L’unicorno è una creatura leggendaria dal corpo di cavallo della mitologia greca che poteva essere placato da una sola vergine, con un singolo corno a forma spirale. Classico derivato dal 400 raffigurante un eros legato alla sessualità.
  • Salome 1876: La principessa figlia di Erode Filippo II, donna perversa che fece decapitare la testa di S. Giovanni Battista, nel dipinto si pietrifica all’apparizione della testa di S. Giovanni Battista che gronda sangue, si vede la sua decisione a indicare la testa tenendo in mano un fiore di loto (il giglio) che simboleggia l’oblio.
  • Pierre Puvis de Chavannes: Nato in Francia (1824-98), studiò con Delacroix e Couture, il suo maestro fu Chassériau. Arricchì la tradizione Ingres con notazioni romantiche ed esotiche. Utilizza un linguaggio monumentale tutto giocato sulla metafora e su temi a carattere universale. Cura dei particolari, uso tradizionale del chiaroscuro, i temi si rifanno a un cristianesimo classicheggiante.

Le opere più rilevanti di Chavannes

  • Fanciulle in riva al mare 1879: Soggetto tradizionale delle bagnanti in un paesaggio marino. Queste tre donne assumono tre diversi punti di vista probabilmente rappresentano la medesima donna colta in tre stati psicologici differenti. La parziale nudità e le pose richiamano i capolavori antichi dunque rimandano all’ambito classicista, l’espressione malinconica rende il soggetto misterioso e vagamente inquietante. Per alcuni storici dell’arte si tratta di una metafora dello scorrere del tempo. Il paesaggio presenta grandi stesure di colore piatto, denso e opaco, anche i nudi femminili sono resi essenziali dal contorno marcato.
  • Odilon Redon: Nato a Bordeaux 1840-1916, con la sua arte visionaria fu il maggior rappresentante del simbolismo pittorico francese. Le sue opere mirarono a indagare il mistero della natura e della sensibilità umana. Si servì del chiaro scuro, delle ombre, dei neri e si dedicò principalmente al disegno a carboncino.

Le opere più rilevanti di Redon

  • L’occhio come un pallone bizzarro si dirige verso l’infinito 1882: Trasforma la mongolfiera in un occhio, con le sue opere cercò una sintesi tra la comprensione dei processi della natura e la loro interpretazione fantastica, assecondò il percorso della psiche con la creatività. Eliminò le differenze fra vegetale e animale, fra naturale e sovrannaturale.

I Nabis

I Nabis furono un gruppo di artisti parigini dell’avanguardia post-impressionista attiva negli anni '90 dell’800. Il fondatore fu Paul Sérusier, gli altri fondatori furono: Maurice Denis, Pierre Bonnard, Edouard Vuillard, Georges Lacombe e Paul Ranson. I Nabis cercano la purezza, la bidimensionalità, la sintesi formale, la flessuosità delle linee e la morbidezza del colore. Il gruppo dei Nabis non ebbe una singola unità stilistica ma, ciò che li univa era l’ammirazione per Gauguin e la sua ricerca di un’arte sintetica e carica di suggestione.

Gli esponenti più importanti furono

  • Paul Sérusier: Nato a Parigi 1864-1927, è un pittore post-impressionista, abbandonò la pittura scolastica e seguì le orme e i consigli del suo maestro Gauguin a Pont-Aven in Bretagna. Una volta tornato a Parigi fondò con altri artisti il gruppo dei Nabis.

La sua opera più rilevante fu

  • Paesaggio del Bois d’Amour a Pont-Aven 1888: Immagine quasi astratta, sintesi di forme e colori stesi a campiture piatte e senza chiaroscuro.
  • Maurice Denis: Nato in Francia 1870-1943, apprezzò molto il clima mistico, venne soprannominato il Nabi delle belle immagini. Nelle prime opere utilizzò uno stile naturalista e neoimpressionista, più tardi a uno decorativismo, con colore piatto e contorni netti. Secondo lui la scelta del soggetto non aveva valore.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/03 Storia dell'arte contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aaron1999 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte contemporanea e delle arti applicate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universitas Mercatorum di Roma o del prof Abeti Maurizio.
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