Architettura contemporanea
Modernità e lezione 0
Libri: Maledetti architetti, Tom Wolfe; Amate l'architettura, Gio Ponti; Verso una architettura.
Quartiere modello di Stoccarda
Il Weissenhof, il "quartiere delle casette bianche", è un quartiere moderno alla cui costruzione parteciparono tutti i grandi architetti dell'epoca, come Le Corbusier, Gropius, e Mies. Questo quartiere fu costruito come modello per come si dovesse costruire. Il manifesto di questo quartiere era una stanza molto scura, con mobili pesanti e decorati, porcellane e una croce rossa sopra.
L'idea era di spazzare via la polvere dall'architettura, la decorazione, la ridondanza, gli inutili suppellettili, per avere un'architettura rinnovata, libera, astratta, senza decorazioni. Questo concetto cresce di pari passo con la rivoluzione artistica che vediamo in vari movimenti d'avanguardia di inizio secolo, come il cubismo, che ribalta i canoni della pittura tradizionale.
Il futurismo
Movimento fondamentale che celebra la tecnica, la macchina, l'industria, la velocità, il futuro. Già nel 1914, Antonio Sant'Elia pubblicò un manifesto, il Manifesto dell'Architettura Futurista, in cui affermava che ci fosse uno scheletro dell'architettura mascherato, ingabbiato da qualcos'altro.
Sant'Elia critica l'uso del cemento e del ferro, materiali nuovi sia per tecnica che estetica, impiegati per creare strutture che fino a poco tempo prima erano impossibili, ma ricoperti con decorazioni di vecchi stili architettonici. Nel periodo in cui è nata l'automobile, invenzioni tecnologiche fantastiche, gli architetti non si accorgono di tutto ciò e continuano a realizzare quel tipo di architettura. Per lui, bisognava guardare al futuro, alla velocità, alla tecnica, alla tecnologia, alla rapidità e ai materiali nuovi per fare un'architettura conseguente.
Charles-Edouard Jeanneret-Gris
Charles-Edouard Jeanneret-Gris, conosciuto come Le Corbusier (1887-1965), iniziò la sua carriera molto giovane lavorando sull'incisione di casse di orologio, nella tradizione svizzera di precisione, artigianato e meccanica. Vinse un premio all'EXPO di Milano nel 1906, avviando così il suo percorso artistico. Inizia a studiare architettura e a viaggiare nel mondo.
Nel 1905-06 progettò una villa per Louis Fallet, direttore della scuola d'arte in cui studiava. Ancora legato all'architettura locale tradizionale, con influenze europee, utilizza materiali locali come legno e pietra. Va poi a Parigi e fonda nel 1920 l'Esprit Nouveau insieme a Ozenfant e Paul Dermee, una rivista di estetica. In un articolo dice che la macchina, prodotto dell'industria, è un'opera d'arte. Affermazione rivoluzionaria, epocale. Bisogna seguire le leggi dell'industria, leggi tramandate dagli ingegneri, la matematica, la logica.
Fonda insieme ad Ozanfant il movimento del purismo, una derivazione del cubismo. Temi simili di brocche, chitarre, nature morte, atmosfere di vita parigina ma con una ulteriore semplificazione dei tratti, delle geometria. L'idea di una visione pura ed astratta.
Le Corbusier
Le Corbusier riprende i saggi scritti sull'Esprit Nouveau e li riadatta in un libro manifesto dell'architettura, "Vers une architecture". Sulla copertina mette la foto di un piroscafo. La sua riflessione parte da questo: gli architetti hanno "occhi che non vedono" le espressioni della società più alte che sono i prodotti dell'ingegneria più sofisticata, come i piroscafi, i transatlantici, gli aerei, le automobili. Compara la trabeazione del Partenone di Fidia ad un freno di una macchina moderna.
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