Umberto Riva
Umberto Riva (1928) è un architetto milanese, uno degli ultimi maestri dell'architettura italiana del '900. Attivo come architetto dalla fine degli anni '50, si laurea a Venezia, dopo essere stato al Politecnico di Milano. La sua opera dimostra come all'interno dell'architettura ci sia una moltitudine di esperienze e significati. Lavora a diverse scale, dal design d'interni alla progettazione di edifici. Vede all'interno del progetto un percorso fatto di incontri e dialoghi con i suoi maestri che lo hanno formato. Umberto Riva non lavora in team, gli piace lavorare da solo.
Caratteristiche della sua opera
- La dimensione del disegno è molto importante nella sua opera.
- La ricerca architettonica, la ricerca della forma. Ricerca che include un'approssimazione, la ricerca della forma esatta per un progetto è un lungo processo. Unione di una visione mentale e l'atto del disegnare. Parte da un abbozzo iniziale, fino ad arrivare alla forma definita. Questa ricerca della forma è concepita come un processo sofferto, la creatività ha a che fare anche con il caso, con condizioni indeterminabili, incontrate strada facendo, casuali.
- L'inseguimento di una forma è molto importante, la sua carriera non comincia come architetto ma come esperienza artistica nella dimensione pittorica. "Sono diventato architetto nonostante me stesso", lungo percorso di avvicinamento all'architettura in un percorso universitario che è durato 10 anni, da Milano a Venezia (Carlo Scarpa).
- Tema dell'universo geometrico, formale. La forma è un punto di arrivo, frutto di una riflessione sofferta, impegnativa, che avviene sulla carta e poi in cantiere. Dimensione di fail and fail again, della falsificazione continua del progetto, differenza tra lo stato di partenza e lo stato finale. In una tela c'è uno spazio predefinito (rettangolo o quadrato), una forma geometrica già assegnata che si può paragonare a un lotto di terreno predefinito e all'interno avviene questa ricerca di forme, colori, funzioni. Predilezione per un certo vocabolario formale, angoli ottusi, acuti, spigoli, forme taglienti, vettori. Una certa insofferenza verso l'idea di armonia classica. Universo dell'espressionismo, superfici sghembe, figura ricorrente del triangolo con 3 vertici che stimolano movimenti diversi, creano direzioni opposte, danno dinamicità alla composizione.
- Dimensione del colore molto evidente.
- Riflessione sulla luce.
Carlo Scarpa e la tomba Brion
Carlo Scarpa, architetto veneziano, famoso per i suoi disegni, dettagli, particolari, idea di una riflessione che agisce senza filtro tra l'occhio, la testa e la mano. Ricerca della verità, scelta morale dietro un bisogno di risposta, per dare un senso. La fatica, ma anche la gioia e il divertimento di inseguire la verità. L'atto di progettare è un accerchiamento continuo che sai che esiste al di fuori della tua volontà. Progettare per accerchiare quella forse irraggiungibile verità. Carlo Scarpa gli ha insegnato l'intensità dell'architettura, anche la sofferenza. L'architettura non è solo eleganza, un ordine da dare ma all'interno c'è qualcosa di più, che è personale.
Umberto Riva, Casa di Palma, Stintino in Sardegna 1971
Il lotto è tagliato da diagonali in partenza, il progetto prevede due abitazioni una di seguito all'altra, l'obiettivo è di sottolineare e creare geometrie dinamiche triangolari convergenti in alcuni punti. Il paesaggio crea un dinamismo fatto di diagonali. Riva riprende alcuni elementi dall'opera di Wright, Taliesin, Wisconsin 1911, una specie di bastione in pietra contiene lo spazio architettonico. Il progetto cerca un legame con l'architettura locale, rurale, con una tradizione lontana, tentativo di unire il linguaggio delle avanguardie con le tradizioni locali più antiche. Serie di case create in maniera nuova, ripensa da zero la tipologia ma si aggancia alle forme e ai materiali della tradizione. Tre nuclei abitativi limitati a livello di spazio.
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Storia dell'architettura contemporanea
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