Argomenti della prima parte
La nascita del concetto di psiche
La psiche (anima) è intesa come spazio interiore che comprende cognizione, etica e affetti. Questo concetto si sviluppa insieme alla comprensione del rapporto tra psiche (anima) e corpo (cervello). Si distingue e si esplora la relazione tra la dimensione cognitiva e quella affettiva. Lo psicologo è visto come colui che cura l'anima, specialmente nelle psicopatologie, mentre la psicologia si afferma come scienza naturale fondata sul metodo sperimentale.
La psicoanalisi
Origini ed evoluzione storica, concetti fondamentali, rapporto tra teoria e pratica, impatto storico-culturale.
Punti principali del percorso storico
- Concezioni antiche e medievali della psiche e del suo rapporto con il corpo (filosofia e medicina)
- Ampliamento dell'orizzonte delle indagini filosofiche durante l'epoca moderna: funzionamento dei processi cognitivi (senso, memoria, intelletto) e dinamici (idee, passioni)
- L'Ottocento: la nascita della psicologia scientifica (metodo sperimentale)
- L'Ottocento: l'influenza della teoria darwiniana e i progressi nel campo della neurofisiologia e delle ricerche sul cervello
- Tra Ottocento e Novecento: nascita di scuole e indirizzi teorici diversi, specializzazione della psicologia
- Novecento: affermazione di scuole in conflitto tra loro (psicoanalisi, comportamentismo, cognitivismo, teoria della Gestalt, indirizzo storico-culturale, riflessologia); aree e temi di ricerca (etologia, ricerche sull’intelligenza, emozione, sviluppo psichico, dimensione sociale, applicazioni pratiche, rapporto psicologia/psichiatria)
Parte 1 - La storia della psicologia dall'antichità al Novecento
La psicologia si costituisce come disciplina autonoma nel corso della seconda metà dell'Ottocento. La nascita della psicologia come scienza si fa tradizionalmente risalire alla fondazione da parte di Wundt del Laboratorio di psicologia sperimentale presso l'università di Lipsia, che si basa sul metodo sperimentale e la psicologia fisiologica. Prima di costituirsi come scienza, la psicologia era storicamente una modalità fondamentale di conoscenza di sé e degli altri. I processi psichici costituivano uno dei principali temi di riflessione della filosofia fin dai suoi albori. I concetti della psicologia come scienza sono quindi il risultato di un lungo processo di stratificazione e sedimentazione.
La psicopatologia come disciplina trasversale
La psicopatologia attraversa la psicologia, la psichiatria, la filosofia e la medicina. Essa si occupa degli itinerari storici e degli aspetti epistemologici della psicologia come scienza che assume come oggetto il sintomo, i vissuti e i comportamenti psicopatologici. Si distinguono la psicopatologia descrittiva e strutturale, che rappresentano diversi atteggiamenti conoscitivi (descrizione/significato del sintomo). La psicopatologia antica (V-IV a.c. – XVIII sec.) e moderna (XIX-XX sec.) si distinguono per criterio storico (paradigma unico-pluralità di paradigmi) e per criterio tematico (descrittiva la prima, strutturale la seconda). Importante è il modello epistemologico di Thomas S. Kuhn ("La struttura delle rivoluzioni scientifiche", 1962) e di Imre Lakatos ("La falsificazione e la metodologia dei programmi di ricerca scientifici", 1970).
Dalla nascita del concetto di psiche ad Aristotele (l'anima)
- Ha origine intorno al V – VI sec a.c.
- Nella fase che va dal IX secolo a.c., periodo in cui sono stati composti i poemi omerici, fino al V e VI secolo, si formano da un lato le composizioni della lirica greca e, in particolare, Eraclito, che ci consegna una nozione di anima.
- Snell pubblica la “Cultura greca e le origini del pensiero europeo”: nel primo capitolo parla della scoperta dello spirito partendo da una discussione dei concetti di soma (corpo) e anima nelle opere omeriche, in particolare l’Iliade.
Nell’epica omerica i concetti di corpo e anima non corrispondono al significato che avranno a partire dal V a.c.:
- Corpo (soma): cadavere o aggregato disarticolato di membra e non insieme organico
- Psiche (psychè):
- Principio vitale che abbandona il corpo con la morte o lo svenimento; è concepita come organo e non come qualcosa di spirituale.
- Per parlare dell’immagine del defunto (Patroclo che si presenta ad Achille) che si presenta come uno spettro o fantasma; questo significato non denota un insieme di funzioni psichiche, non ha un significato che rimanda alla dimensione affettiva.
È vero che Omero utilizza altri termini come nous, che significa intelletto, ragione; ed anche il termine thymos, che significa emozione. Non rimandano a una interpretazione spirituale ma indicano funzioni assimilabili alle funzioni organiche perché nell’Iliade emerge un’immagine dell’uomo la cui virtù principale è il coraggio che dimostra con la forza e si ricollega al concetto di corpo perché quando Omero utilizza il termine soma, lo utilizza per indicare la tensione muscolare in battaglia.
- Con l’orfismo prima e con Eraclito poi, il concetto di anima comincia a farsi strada.
- Con Eraclito si ha una prima introduzione della psiche intesa in senso spirituale, principalmente in ambito religioso, in particolare quella dei culti orfici.
- Una delle manifestazioni della religiosità degli antichi greci è quella dei culti orfici.
- Orfismo: prende il nome dalla vicenda del cantore Orfeo il quale, rimasto vedovo di Euridice, scende nell’Ade con la promessa di portare in vita la moglie a patto che non si voltasse a guardarla, ma nel percorso dall’Ade al mondo terreno la guarda, lei scompare e lui cade nella disperazione, poi verrà sbranato dalle baccanti in un loro rito.
- Con l’orfismo si fa strada l’idea del dualismo tra corpo e anima: il corpo, secondo l’orfismo, è un carcere in cui è imprigionato un demone che è l’anima ed è condannato alle reincarnazioni successive; alla morte del corpo il demone migra in un altro corpo fino a quando, attraverso i rituali e anche l’osservanza di norme etiche, il demone poteva raggiungere la salvezza.
- L’orfismo istituisce un rapporto tra salvezza (immortalità) e pratica di riti e comportamenti morali: la psiche è un’entità di origine divina (demone) racchiuso nel corpo (carcere).
- Centrale è la dottrina della metempsicosi (condanna della psiche a passare da un corpo all’altro fino alla salvezza tramite i riti).
La filosofia
- Con il primato del lògos sul mito si afferma la riflessione sulle cause dei fenomeni naturali e sul metodo per raggiungere la conoscenza di queste cause.
- La filosofia nacque in Grecia nel VI sec a.C. con le cosiddette “scuole presocratiche”.
- Non esiste una ragione particolare per tale avvenimento, ma piuttosto condizioni che lo resero possibile:
- I fenomeni migratori dopo le invasioni doriche e la nascita delle colonie greche in Asia Minore e nella Magna Grecia: vivacità delle colonie, dove appaiono le scuole presocratiche.
- L’emergere di una nuova realtà politica e sociale, la polis, e la transizione in particolare ad Atene, da regimi aristocratici alla democrazia (V sec.). Maggiore libertà individuale e primato politico di Atene.
I presocratici
- Furono i presocratici ad avviare il percorso della riflessione razionale e dell’osservazione dei fenomeni naturali che poi condurranno alla filosofia (come ricerca della verità) e alle scienze, in primis la medicina.
- Scuola di Mileto. Fiorì a Mileto, nell’Asia Minore, ed ebbe come caposcuola Talete, seguito da Anassimandro e Anassimene. Questa scuola si contraddistingue per la ricerca di un principio primo (arché) capace di spiegare tutti i fenomeni naturali, ossia tutto ciò che ricade nella natura (physis), e la vita stessa.
- Scuola pitagorica. La scuola pitagorica nasce nella Magna Grecia, anch’essa pressappoco all’inizio del VI secolo. Fondata da Pitagora. I principi fondamentali di questa scuola sono il numero e la misura.
- Scuola di Elea. Il nome di questa scuola deriva da un antico centro della Magna Grecia situato sulle coste della Campania. I suoi esponenti (il più celebre è Parmenide) spostano il centro della filosofia dalla natura al discorso logico–razionale. Il mondo della natura è caratterizzato da un miscuglio di essere e non essere, così come il movimento. Di esso non possiamo avere scienza, ma soltanto opinione.
- Eraclito di Efeso (VI – V sec a.C). In questo caso non abbiamo a che fare con una vera e propria scuola, ma con un pensatore solitario vissuto ad Efeso più o meno nello stesso periodo di Parmenide. Eraclito sosteneva una posizione esattamente contraria alla scuola di Elea. Il suo motto o ‘principio’ era ‘tutto scorre’ (panta rei).
- Filosofi pluralisti: Empedocle di Agrigento, Anassagora, Democrito di Abdera e l’atomismo. Cercano principi fissi, immutabili ed eterni da porre alla base di tutto ciò che esiste e che è testimoniato dall’esperienza.
Eraclito di Efeso (VI – V sec a.c)
- Idea di anima come sede delle funzioni intellettive, concezione della dimensione psichica associata al concetto di profondità.
- Eraclito è uno dei principali protagonisti della fase aureolare del pensiero occidentale dato dal passaggio dal mito al lògos come discorso razionale.
- Questo passaggio avviene in Grecia sulle coste dell’Asia Minore perché all’epoca le coste erano crocevia degli scambi di tipo commerciale a cui si accompagnano scambi di tipo culturale creando un ambiente favorevole alla nascita della filosofia.
- All’epoca il mito si differenzia dal lògos per il metodo per il raggiungimento della verità; il mito rappresenta una verità che è così com’è e va colta passivamente mentre il lògos presuppone anch’esso il concetto di una verità che è il frutto di una ricerca attiva e deve essere suscettibile di discussione razionale a differenza del mito.
- Eraclito è l’unico tra i presocratici che si occupa dell’anima e comincia ad elaborarne una dottrina; i naturalisti, per esempio, cercavano un principio unificante dell’archè identificandolo in uno dei 4 elementi naturali (aria, acqua, fuoco).
- Concetto dell’anima come profondità: lo spirito, contrapposto alla materia, non ha una dimensione spaziale.
- Il lògos rimanda alla capacità, che noi attribuiamo allo spirito, di evolversi, crescere e conquistare la conoscenza; in questo senso la psichè comincia ad essere intesa come facoltà di accesso alla razionalità che governa la natura. Psiche come profondità delle funzioni cognitive.
- Ritiene che il lògos della psiche sia suscettibile di evoluzione, di sviluppo, distinta dalle parti corporee.
- Pur essendo un’eccezione all’interno della generazione dei filosofi presocratici, anche Eraclito cerca di dare una consistenza dell’anima assimilandola a uno dei principi che fanno riferimento all’anima. Concepisce l’anima assimilandola al fuoco.
La svolta nell’evoluzione del concetto di psiche: Socrate (469 – 399 a.C)
- Protagonista di una svolta che non interessa solo la storia della filosofia ma in particolare quella della psicologia perché è il primo ad avviare la riflessione sulle caratteristiche della psiche; lo fa però da un punto di vista etico.
- Con Socrate assistiamo a un nuovo modo di fare filosofia: il centro non è più la natura, ma l’uomo e la sua esistenza. Si allontana dalla sofistica, unendo dimensione etica e dimensione intellettiva.
- La filosofia con i sofisti comincia ad essere una tecnica per convincere, sono i primi insegnanti che trasmettono il loro sapere dietro compenso perché nell’Atene del V sec a.c il successo sociale si misura con il successo della vita politica.
- Oggetto principale della sua ricerca è il “CHE COS’È”, in particolare si domanda cos’è l’uomo, secondo il motto dell’oracolo di Delfi, ‘conosci te stesso’ (interiorità).
- L’uomo non è soltanto desiderio di soddisfacimento dei bisogni fisiologici, ma è anima.
- Emerge un concetto di anima differente dal vecchio “fisiologismo”: l’anima è la sede della coscienza, il luogo in cui l’uomo pensa e dialoga con se stesso, in cui sviluppa i suoi ragionamenti e le sue scelte morali. L’anima è il centro della vita interiore.
- Egli invita ciascuno a prendersi cura della propria anima e non dei piaceri del corpo. La parola cura deriva dal greco terapeya = terapia.
- Si fa strada che la parola sia uno degli strumenti privilegiati per la cura dell’anima che Socrate contrapponeva a quello che considerava fonte del male ossia prendersi cura dei piaceri del corpo o l’idea di raggiungere il successo ad ogni costo.
- Il concetto di cura dell’anima è presente nel Carmide in cui Socrate comincia a farsi strada l’idea che la parola sia essenziale per la cura dell’anima.
Platone (Atene 428/427 ac – 348/347 a.C): la prima teoria dell'anima
- È il primo a concepire l’idea che la psiche non sia qualcosa di unitario ma che sia articolato in parti con determinate funzioni.
- Ritiene che una di queste parti sia una fonte di energia psichica, concetto fondamentale nella psicoanalisi, secondo Platone si manifesta nella parte irrazionale dell’anima.
- È il primo che pone in maniera sistematica il problema della governabilità razionale delle passioni, è il primo che ci consegna una dottrina sistematica dell’anima in cui emerge il concetto di funzione psichica, si comincia ad interrogare sulle dinamiche dei processi cognitivi e ci si comincia ad interrogare intorno al tema del conflitto tra ragione ed emozione.
- In Platone il discorso sull’anima è strettamente legato al discorso sulla giustizia perché per capire il concetto della giustizia si deve capire l’episodio più importante della sua vita ossia l’incontro tra Platone con Socrate. A circa vent’anni, Platone conobbe colui che diventerà il suo maestro e personaggio principale di molte sue opere, dal 408 a.C. Fino al 399 a.C., anno del processo e della condanna a morte di Socrate, Platone lo seguì assiduamente.
- La Repubblica e il mito della caverna: la prima suddivisione delle funzioni psichiche (mondo sensibile/mondo intelligibile).
- La dottrina dell’anamnesi e l’immortalità dell’anima.
- Un concetto fondamentale per il pensiero occidentale: il dualismo corpo (visibile)/anima (invisibile).
- La tripartizione dell’anima:
- Superamento della concezione unitaria delle funzioni psichiche, riconoscimento dell’articolazione della vita psichica.
- Riconoscimento del problema della governabilità della vita psichica.
- Il progetto di governo dell’energia psichica che scorre nella parte irrazionale attraverso l’educazione, la politica e il rispetto delle leggi.
Il mito della caverna: mondo sensibile, mondo intelligibile, idea del bene
Significati:
- Ci fa comprendere la teoria della conoscenza secondo Platone.
- Rapporto di mimesi = le cose che vediamo non sono vere ma hanno un rapporto di somiglianza.
- Il mondo intellegibile è l’esterno della caverna, ciò che c’è oltre al muro dove ci sono oggetti veri però all’interno vediamo solo le ombre.
- Al vertice, punto ultimo del processo conoscitivo, è l’idea del bene ossia la giustizia.
La conoscenza secondo Platone è una sorta di ricordo perché ritiene che l’anima sia immortale e incarcerata nel corpo e che l’anima continui a passare, dopo la morte del corpo, torni nel mondo delle idee per poi tornare in quello sensibile in un altro corpo. Il luogo in cui sta l’anima è il mondo intellegibile, cioè quello delle idee. L’anima prima di cadere nel mondo sensibile ha conosciuto le idee e dunque la verità. Per ricordarsi di aver conosciuto l’anima c’è il metodo socratico ossia il dialogo. Platone presenta questa concezione generale della realtà divisa in due dimensioni:
- Idea fondamentale per il pensiero occidentale: dualismo corpo (visibile)/anima (invisibile).
- Anima principio immortale.
- Ci presenterà poi una teoria in cui ad ogni parte dell’anima è assegnata una particolare energia psichica (facoltà) ponendo il problema della governabilità ossia della parte razionale dell’anima e delle altre due parti dell’anima che rappresentano una dimensione irrazionale.
L’anima di ogni essere umano secondo Platone si divide in tre parti, alle quali corrispondono altrettante tendenze psichiche. Tra queste tre parti inoltre esistono precisi rapporti gerarchici:
- Anima razionale = al vertice vi è la ragione o lògos.
- Anima irascibile = impulsi e dei desideri (fame, sete, sesso) che si manifestano in ambito sociale.
- Anima concupiscibile = impulsi individuali legati alla dimensione della corporeità.
La giustizia dell’anima coincide con l’armonia delle tre parti, un equilibrio gerarchico in cui è la ragione a presiedere ai comportamenti individuali. Per farlo ha bisogno dell’energia dell’emotività e dell’ammaestramento dei desideri del corpo.
- A seconda del dominio di una delle tre parti abbiamo inoltre tre diversi tipi di uomini in ambito sociale
- Filosofi: avevano accesso solo loro al mondo delle idee.
- Guardiani: lo Stato aveva bisogno di difendersi; virtù per eccellenza è il coraggio.
- Componenti delle classi produttive – artigiani, commercianti: soddisfavano bisogni primari delle classi precedenti.
- Così come la giustizia dell’anima consiste nell’armonia delle tre parti, allo stesso modo la giustizia dello Stato coincide con l’armonia delle sue componenti.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Storia della Psicologia - Appunti
-
Storia della psicologia
-
Storia della psicologia - Appunti
-
Storia della psicologia