24/05/2020
Spettrofotometria di
Assorbimento Atomico
La spettrofotometria di assorbimento atomico è una tecnica che permette di
eseguire analisi di metalli sia quantitative, sia qualitative, su un campione solido o in
soluzione.
L’elemento in esame viene atomizzato e bersagliato con radiazioni di lunghezza
d’onda opportuna, per effetto dell'assorbimento atomico l’intensità del raggio
diminuisce e l’attenuazione può essere correlata alla concentrazione dell'elemento nel
campione mediante una legge formalmente analoga alla legge di Beer.
Come funziona?
Quando un atomo viene posto nelle condizioni di acquistare radiazioni
elettromagnetiche di intensità adeguata, nella regione dell’UV/visibile, può assorbire
energia e passare in uno stato eccitato. Infatti, uno degli elettroni esterni acquista
energia perché abbandona gli orbitali nel quale si trova per venire promosso ad un
orbitale più ricco di energia. L'atomo, quindi, passa dallo stato energetico
fondamentale a un livello energetico di maggiore intensità. Questo elettrone eccitato
quasi immediatamente ritorna nell'orbitale di partenza e l'atomo cede l'energia
assorbita all'ambiente circostante.
Questo processo di decadimento energetico, che consiste nel ritorno degli elettroni
eccitati agli orbitali primitivi, avviene prevalentemente per via termica, nel senso che
l’energia accumulata viene dispersa mediante urti con particelle che si trovano nelle
vicinanze degli elettroni eccitati: questo è dunque un meccanismo di rilassamento non
radiante.
Ogni elemento a un determinato numero di elettroni, nello stato fondamentale gli
elettroni occupano gli orbitali disponibili secondo una configurazione, l'insieme delle
possibili transizioni elettroniche verso orbitali più esterni è caratteristico di ciascun
elemento.
Ogni transizione corrisponde all'assorbimento di una precisa energia e produce la riga
spettrale con caratteristica lunghezza d’onda, le righe si raggruppano in serie e ogni
riga spettrale è doppia.
Ogni riga corrisponde ad un salto energetico ovvero l'energia assorbita per passare da
un livello all’altro. L'intensità di energia assorbita è proporzionale al numero di atomi
che passa dallo stato fondamentale a quello eccitato, questo rende possibile
l'identificazione qualitativa.
Il termine riga di risonanza sta ad indicare in generale tutte le transizioni che partono
dal livello fondamentale.
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Le righe di risonanza primaria per metalli alcalini come Li, Na e K sono, ad esempio,
costituite da doppietti che corrispondono alla transizione dell’elettrone dall’orbitale s
all’orbitale p ( s → p).
Il motivo per cui si osservano doppietti e non semplici linee risiede nello spin
dell’elettrone, che viene associato abitualmente al suo movimento di rotazione.
Dato che gli spin possibili sono 2, abbiamo anche due livelli energetici possibili, molto
vicini, per l’elettrone nell’orbitale da cui si effettua il salto.
Le righe che si osservano, inoltre, non sono veramente monocromatiche ma hanno un
un’ampiezza di circa 2*10-3 nm , e l’allargamento della riga spettrale deriva dalla
somma di tre contributi: allargamento di Lorentz, Doppler e naturale.
Allargamento di Lorentz
Gli atomi si urtano e le collisioni fanno variare i livelli energetici. L'assorbimento (o
l'emissione) di radiazioni non avviene a un'unica frequenza, ma in una gamma di
frequenze. Gli urti sono casuali, quindi, la banda è di tipo gaussiano.
Allargamento di Doppler
Quando assorbono radiazioni, gli atomi attuano un movimento sia rispetto alla
sorgente sia rispetto al rilevatore. La frequenza assorbita da ogni atomo è diversa da
quella emessa dalla sorgente.
Gli atomi, più precisamente, hanno velocità diverse, così vedranno i fotoni spostati
verso il rosso o verso il blu, assorbendo fotoni di energie diverse nel sistema di
riferimento dell'osservatore.
Più è alta la temperatura alla quale è sottoposto l’atomo, più è grande la differenza di
velocità, e più larga sarà la linea.
L'effetto Doppler è un cambiamento apparente della frequenza o della lunghezza
d'onda di un'onda percepita da un osservatore che si trova in movimento rispetto alla
sorgente delle onde.
Quindi, se la sorgente della radiazione è in movimento rispetto all'osservatore, allora
le righe dello spettro si spostano in funzione della velocità relativa. Questo avviene
perché cambia il numero di onde intercettate nell'unità di tempo, come si vede dalla
figura in basso.
Se la sorgente si avvicina all'osservatore, la frequenza osservata aumenta
(osservatore a sinistra). Se invece si allontana, allora la frequenza osservata
diminuisce (osservatore a destra).
Allargamento naturale
La materia a doppia natura: si comporta sia come una particella sia come un’onda.
Secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg (il principio sostiene che non è
possibile conoscere simultaneamente la posizione e la velocità di un dato oggetto con
precisione arbitraria; inoltre quantifica esattamente l’imprecisione), esiste una
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relazione fra il tempo che un atomo trascorre in un determinato stato quantico e
l'energia di questo stato.
L’energia non ha un valore ben definito, ma si colloca in un intervallo di possibili valori:
h
∆E⋅∆t≥ 2π
∆E → 0 per ∆t → ∞ ----------- stato eccitato
∆E → ∞ per ∆t → 0 ----------- stato eccitato
Spettri a righe
Una linea spettrale è una linea scura o chiara in uno spettro altrimenti uniforme e
continuo, è la conseguenza di un assorbimento o emissione di fotoni in una stretta
gamma di frequenza.
Le linee spettrali sono il risultato di interazioni tra un sistema quantistico (di solito
atomi, ma qualche volta molecole o nuclei atomici) e singoli fotoni.
Quando un fotone ha l'energia corretta per permettere un cambio nello stato
energetico del sistema (nel caso di un atomo è solitamente un salto orbitale di
elettrone), il fotone è assorbito. Poi sarà rimesso spontaneamente, o nella stessa
frequenza dell'originale o in cascata, dove la somma dell'energia dei fotoni emessi
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sarà la stessa del fotone assorbito. La direzione dei nuovi fotoni non sarà in relazione
alla direzione del fotone originale.
A seconda della geometria dell’atomo, della fonte del fotone e dell’osservatore, sarà
prodotta o una linea di assorbimento.
Se l’atomo è tra la fonte del fotone e l'osservatore, si osserverà un calo nell'intensità
di luce nella frequenza del fotone incidente, poiché i fotoni rimessi saranno in direzioni
diverse dell'originale. Questa è una linea di assorbimento.
Le linee d'assorbimento sono estremamente atomo-specifiche, e possono essere usate
per identificare facilmente la composizione chimica di tutti i mezzi che la luce può
attraversare.
Altri meccanismi, oltre l'interazione atomo-fotone, possono produrre linee spettrali. A
seconda dall'interazione fisica (con molecole, singole particelle, ecc.) la frequenza dei
fotoni coinvolti varia ampiamente, e le linee possono essere osservate lungo tutto lo
spettro elettromagnetico, dalle onde radio ai raggi gamma.
Una linea spettrale si espande su una serie di frequenze, non su una sola frequenza.
Le ragioni di questo allargamento sono diverse: allargamento naturale, allargamento
doppler, allargamento di Lorenz.
Relazione tra assorbimento atomico e concentrazione
Per determinare la quantità di un elemento si può atomizzare il campione in cui è
contenuto, eccitare i suoi atomi con radiazioni di opportuna lunghezza d’onda e
misurare l’entità della radiazione assorbita (più precisamente, flusso radiale).
L’atomizzazione viene realizzata riscaldando il campione in modo energetico, tramite
una fiamma o uno speciale fornetto, per formare atomi liberi sul cammino della
radiazione eccitante.
Alle normali temperature di esercizio (che sono relativamente basse) la maggior parte
degli atomi si trova nello stato fondamentale e una parte, sia pur minima, può trovarsi
uno stato termicamente eccitato; questi atomi, perciò, non partecipano al processo di
assorbimento che si intende misurare. Essi possono andare incontro a un processo di
rilassamento per via radiante che può ridurre l'entità dell'assorbimento atomico.
In particolare, l’entità degli atomi eccitati alla temperatura operativa è data
dall’espressione: ( ) ( )
Neccit a t i ∆ E
% a tom i eccit a t i = · 100 = e · 100
KT
Ns t a to f on d a m e n t a l e
L’assorbimento, che dipende dal numero di atomi nello stato fondamentale, è
direttamente proporzionale all’intera popolazione di atomi presenti sul cammino ottico
della radiazione e quindi alla concentrazione dell’elemento nel campione ( se
l’atomizzazione viene ottenuto con una fiamma) oppure alla quantità dell’elemento (se
l’atomizzazione viene ottenuta con sistemi senza fiamma).
In queste condizioni l’assorbimento atomico sia pure in un intervallo di linearità
abbastanza ristretto segue una legge analoga alla legge di Beer, descritta per
l’assorbimento molecolare. Per un generico elemento eccitato da una radiazione
monocromatica i cui atomi siano dispersi in fase gassosa abbiamo che:
A = x · b · N
x = è il coefficiente spettrale di assorbimento atomico
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b = lo spessore dello strato assorbente (il cammino ottico)
N = il numero totale di atomi liberi
Gli spettri a righe vengono oggi impiegati non solo per condurre un’analisi qualitativa,
essendo tali spettri caratteristici per ogni atomo (e questo è dovuto alla specifica
distribuzione energetica degli orbitali), ma soprattutto per condurre un’analisi
quantitativa.
In particolare, ricordiamo che la spettroscopia di assorbimento atomico viene
impiegata nell’analisi farmaceutica per effettuare la determinazione dei metalli residui
nei farmaci provenienti da processi di fabbricazione.
Questa tecnica è altamente specifica (e questo è un indubbio vantaggio), ma ha dei
limiti:
- è applicabile solo ad elementi metallici
- ciascun elemento richiede una diversa sorgente di radiazione (lampada a catodo
cavo)
Gli spettrofotomeri di assorbimento atomico (ASS)
La spettrofotometria di assorbimento atomico (AAS) è ancora oggi, a più di 40 anni
dalla sua introduzione come procedura analitica, una tecnica irrinunciabile per
qualunque laboratorio di analisi, nonostante l'introduzione di tecniche alternative
basate sull'emissione in plasma (ICP). Questo è dovuto principalmente alla sua elevata
specificità e selettività, nonché al fatto che è
una strumentazione d
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