Letteratura italiana moderna e contemporanea
Introduzione al corso
Il corso riguarda la letteratura italiana del secondo '900, un ambito della ricerca (come Muziolilo soprannomina, Muzioli, studioso di questo tipo di letteratura). Si approfondirà quello che succede da metà anni ‘50 fino alla fine degli anni '60, perché è un momento cruciale di forte cambiamento letterario, politico, sociale da cui nascerà l'Italia che conosciamo oggi e da cui partiranno tutte le linee che portano alla letteratura dagli anni '80 in poi (quindi ci occuperemo di autori piuttosto recenti e morti nel nostro passato prossimo ma che hanno molto a che fare col nostro presente).
Sperimentalismo e avanguardia
I due termini sperimentalismo ed avanguardia sono usati in maniera differente perché sono proprio due cose diverse: su questa differenza si gioca tanto del dibattito degli anni ‘50 e ‘60 e sono proprio due elementi che separano autori come Calvino e Sanguineti o Malerba. Tale differenza la vedremo sui testi, la cui analisi è fondamentale (punto centrale delle lezioni oltre alla ricostruzione del contesto), che fornisce strumenti di critica letteraria necessari (così un saggio critico, cos’è una dispensa, cos’è una monografia, cos’è un volume collettaneo ecc.) per capire il resto e le varie scuole critiche che ancora oggi noi conosciamo. Tutto ciò porta a Umberto Eco, protagonista dell'analisi critico-teorica.
Opere in esame
Le opere che prenderemo in considerazione sono raccolte poetiche, romanzi e film (come La ricotta di Pasolini), analizzate in rapporto al contesto culturale-storico. L'attenzione si concentrerà sul confronto tra linea sperimentale (con Pier Paolo Pasolini) e la ripresa dell'avanguardia da parte del gruppo '63 (in particolare ci occuperemo dei Novissimi).
Di Pasolini si parte dall'esperienza di Officina e Le ceneri di Gramsci, poi si va sul meno noto che è “Poesia in forma di rosa”. Di Pasolini faremo anche il romanzo con Ragazzi di vita ma soprattutto Alì dagli occhi azzurri (la fase informale), presa in considerazione con il cinema. Dell'neoavanguardia faremo Sanguineti, Pagliarani, Balestrini ecc., tranne Antonio Porta. Oltre a questo c'è una parte dedicata al romanzo perché nel gruppo 63 nasce il dibattito sul “nuovo romanzo” in seno alla neo-avanguardia, e ci si concentra su due autori importanti che sono Volponi e Malerba. Di questi due romanzi in particolare: “Memoriale” di Volponi – che partecipa al dibattito dei primi anni '60, dibattito che riguarda il rapporto fra letteratura e industria, che riguarda la riflessione fra rapido sviluppo economico italiano col boom economico e quale sarebbe stato il ruolo della letteratura, cioè cosa la letteratura avrebbe potuto raccontare di quella realtà e come lo avrebbe potuto raccontare ad es. coi vecchi strumenti del romanzo tradizionale, con un rinnovamento di linguaggio, con dei cambiamenti di struttura ecc.
Memoriale ci consente di riagganciarci alla grande tradizione del narratore inaffidabile inaugurata da Zeno Cosini di Svevo, dato che anche in Memoriale il narratore è affetto da paranoia, e che ha un punto di vista “altro” deformante che rappresenta un nevrotico la realtà in maniera alterata secondo una specifica prospettiva decentrata, ma grazie a tale prospettiva mette in crisi la consueta rappresentazione del reale, anzi problematizza la realtà. È la storia di un operaio che torna da un campo di concentramento e va a lavorare alla Olivetti – e “Il serpente” di Malerba – il protagonista è sulla stessa linea di Zeno Cosini e anche qui attraverso il punto di vista del personaggio si va a mettere in crisi la consueta visione della realtà, ma inoltre Malerba ci fa riflettere sul rapporto della nuova narrativa con i generi di largo consumo (come quello dei romanzi rosa venduti in edicola), poiché ha uno schema simile al giallo-poliziesco, già usato da Gadda col Quer pasticciaccio brutto de via Merulana che apre molte strade.
Per i saggi critici: quello che la prof. dice a lezione è il risultato dello stato dell'arte, cioè degli studi che fino ad ora sono stati condotti su questi aspetti.
- Niva Lorenzini questo va bene in qualsiasi edizione, basta che sia di Bologna il Mulino. Esso parte dalla fine del secolo ed arriva alla sua fine. Molti concetti sono ripresi dalla triennale, però non è un'antologia perché offre una visione d'insieme e più approfondita. Da comprare.
- Luigi Weber sarà fornito su moodle, serve da guida ma lei dirà le cose fondamentali. È dedicato al romanzo sperimentale degli anni '60, ed evoca e caratteristiche della narrazione in questo periodo. Questi due sono quelli che danno le coordinate base.
- Tutti i saggi su moodle sono a supporto della spiegazione: o obbligatori o integrativi (di supporto allo studio per capire meglio).
Parte personalizzata
Per i 12 di CFU si scelgono due fra raccolte poetiche e romanzi elencati su cui va scelto un saggio di approfondimento critico per ciascuna scelta con una ricerca bibliografica autonoma (es. si possono approfondire due romanzi, due raccolte poetiche o 1 romanzo e 1 raccolta poetica). Significa che bisogna saper costruire una raccolta bibliografica in vista della tesi magistrale (si può chiedere a lei quando già si ha una base bibliografica). N.B. Per saggio critico si intende un contributo es. su rivista, su un atto di convegno, un capitolo di una monografia (non un libro) e ad es. si sceglie Il castello dei destini incrociati allora si può decidere di utilizzare il Meridiano di Calvino per avere informazioni su Calvino e dall’apparato delle informazioni sul testo, oppure scegliere una monografia su capitolo iniziale per avere un’idea dello svolgimento dell’opera di Calvino, e poi usare un saggio specifico per l’analisi del romanzo. All’esame dobbiamo riuscire a dar di conto di ciò che abbiamo letto e scelto in base ai saggi che abbiamo impiegato.
Autori da approfondire
Gli autori sono sia dello sperimentalismo sia dell'avanguardia, altri si discostano un po': ci sono da approfondire autori del corso e autori non del corso (i libri si possono anche prendere in biblioteca da fotocopiare perché lei vuole vedere, come sempre, che c'hai lavorato, scriverci sopra, sottolineare, mettere post-it). Scelta fra:
- “Gli strumenti umani” di Vittorio Sereni che si inserisce bene in questo dibattito. La sua è una istruzione base ma complicata dalle influenze milanesi. Ha molto a che fare con quel rapporto controverso fra letteratura ed industria. La sua posizione non è d'avanguardia, ma ha solo dei piccoli tratti di sperimentazione.
- “La religione del mio tempo” di Pier Paolo Pasolini che è di cerniera fra primo e secondo tempo della sua attività.
- “Erotopaegna” di Edoardo Sanguineti e “Purgatorio de l'inferno”.
- “La ragazza Carla” di Elio Pagliarani, di cui si faranno brani ma qui si approfondiscono.
- “La palpebra rovesciata” di Antonio Porta.
- “La vita in versi” di Giovanni Giudici.
- Paolo Volponi che esordisce come poeta tenuto a battesimo da Pier Paolo Pasolini sulle pagine dell'officina: “Le porte dell'appennino”.
- Antonio Zanzotto con “le Ecloghe” o “la Beltà”, ma non si tratta perché è difficile e interessantissimo per il linguaggio (max poeta del 900, e morto recentemente).
- Eugenio Montale di “Satura” che rientra pienamente in questi anni.
- Amelia Rosselli, “Variazioni belliche”, tenuta a battesimo sulle pagine del Menabò da Pasolini. Lei è contesa fra neo-avanguardia e sperimentalismo.
- “Una vita violenta” di Pier Paolo Pasolini
- “La divina mimesis” di Pier Paolo Pasolini di cui si parla
- “Teorema” di Pier Paolo Pasolini, interessante per il tema fra film e romanzo
- Di Sanguineti narratore, “il giuoco dell'oca”
- “Capriccio italiano” di Sanguineti
- Di Malerba “salto mortale” o “la scoperta dell'alfabeto”
- “La macchina mondiale” di Volponi, o “corporale” in cui fa un'operazione linguistica
- “Tristano” di Balestrini
- “La bella di lodi” o “l'anonimo lombardo” di Arbasino
- Manganelli con “nuovo commento” o “hilarotragedia”
- Luciano Branciardi “la vita agra”
- “il male oscuro” di Bertoli in cui c'è un protagonista che ha a che fare con la terapia psicoanalitica, che ha molto a che fare con la distorsione della realtà
- “donnarumma all'assalto” di Ottieri che approfondisce il rapporto letteratura – industria
- “Nuvola di smog e formica argentina” o “il castello dei destini incrociati” di Calvino
Esame
Durante l'esame chiede i testi primari e quelli a scelta. I testi primari sono:
Bibliografia primaria:
- Pier Paolo Pasolini, “Poesia in forma di rosa”, Garzanti 2015
- Pier Paolo Pasolini, “Alì dagli occhi azzurri”, Garzanti, EPUB
- Giuliani, Sanguineti, Porta, Pagliarani, Balestrini, "I Novissimi. Poesia per gli anni Sessanta", Einaudi 1965
- Paolo Volponi, Memoriale, Einaudi 2015
- Luigi Malerba, Il serpente, Mondadori 2018
Bibliografia secondaria
- Niva Lorenzini, “La poesia italiana del Novecento”, Bologna, il Mulino, 2018
- Luigi Weber, “Con onesto amore di degradazione”, Bologna, il Mulino, 2007
Durante il svolgimento delle lezioni saranno forniti materiali specifici di approfondimento critico relativi ai singoli autori e alle opere trattate.
Esame
All'esame la prima domanda è sulla relazione che è scritta ma solo per noi perché a lei va riportata orale e questa parte prende 10-15 minuti: ad es. ho portato donnarumma all'assalto con il saggio di Asor Rosa saggio compreso nel volume collettaneo. Si parte dalle due opere scelte + il saggio critico per ciascuna opera (già il modo in cui rispondiamo sul saggio scelto costituisce materia di voto); si presenta cosa abbiamo scritto e valuta la capacità di organizzare un discorso. Ci chiede un argomento del corso che può spaziare su tutto il programma perché le domande sono abbastanza ampie, come es. “la questione della lingua di Pasolini così come risulta sui saggi pubblicati su officina”. Vuole che si citi con precisione i testi, richiamandoli, analizzandoli e vanno sempre avuti sottomano. Fa anche qualche altra domandina più breve e veloce per vedere se si ha il resto dell'infarinatura, dato che preferisce impostare il colloquio come un dialogo.
20/09/2021 – Niva Lorenzini La poesia italiana del Novecento
A partire dal volume di Niva Lorenzini, si analizza da vicino la poesia italiana d'inizio '900 (la poesia italiana del 900) dato che poi ci si sposta sulla seconda parte. Si studia la poesia italiana del 900 in base al giudizio quindi di Lorenzini, Sanguineti (in “tra liberty e crepuscolarismo”), Curi (teorico del gruppo 63, poi prof a Bologna), Poggioli e Urger (che servono per analizzare l'avanguardia). Si parte da Lorenzini e poi si aggiunge qualche spunto.
Il primo novecento (1900-1915 circa)
Il primo novecento è caratterizzato nella poesia, nella prosa, nel panorama letterario e artistico dalla crisi della funzione della poesia e del ruolo del poeta e dell’artista determinata dalla svolta da una società di tipo umanistico fino a fine ‘800 e l’avvento della modernità. Tutto ciò porta quindi dal punto di vista della prassi creativa tre conseguenze:
- Un processo di riduzione dell’io e quindi crisi della soggettività
- Un cambiamento delle categorie di spazio e tempo
- Una sconfessione del sublime (il registro del sublime non è più sentito come attuale) che ha caratterizzato l’800 e i primi anni del ‘900 in Italia.
Modernità vs modernismo
La modernità costituisce una cesura tra prima e dopo: col termine modernità si individua un’epoca storica e culturale ed è termine da tenere ben distinto dal modernismo che è un fenomeno estetico. La modernità costituisce una cesura epocale fra un prima e un dopo. La modernità è quel periodo storico, un'epoca storica, culturale, politica, ecc., che comprende vari fenomeni artistici, che si differenzia dal modernismo, fenomeno artistico letterario, un fenomeno estetico, non sovrapponibile. Insieme al modernismo all'interno della modernità abbiamo:
- Correnti d'avanguardia
- Crepuscolari
- Tradizione lirica con d'Annunzio attivo fino agli anni '20
- Romanzo d'impianto realista e verista legato all'800
- Opere ed autori del modernismo europeo: Svevo, Pirandello, Ungaretti e Montale
La modernità è aperta dalla seconda rivoluzione industriale che in Italia mostra i suoi effetti solo nell'arco del primo decennio del 900, a differenza dei paesi con assetto politico più stabile dove si afferma prima (UK e FR). La II rivoluzione porta con sé una serie di cambiamenti in cui i fenomeni si influenzano l'un l'altro: le innovazioni in ambito tecnologico portano a uno sviluppo mai conosciuto delle industrie e della capacità produttiva, ed anche ad uno sviluppo di tutto il settore terziario e dei servizi (tutto ciò non legato a produzione e campagna e che serve allo stato). Insieme alla nascita di una moderna industria abbiamo anche la nascita di una serie di lavori che portano all'affermazione di una classe sociale: la piccola e media borghesia, cioè il ceto degli impiegati, professori nella scuola, addetti al settore culturale, case editrici, giornali, addetti ai servizi dello stato e degli uffici burocratici. Tale classe diviene una fascia è contraddistinta ora da un reddito che consente acquisti e anche dal tempo libero: questi due elementi la rendono la classe dei lettori che consumano il prodotto editoriale che compra giornali, riviste e romanzi. Nasce la moderna industria editoriale. Prima i libri avevano una circolazione unitaria e poche erano le persone che li avevano e che li sapevano leggere; ora il pubblico aumenta, nasce il mercato editoriale e si affinano le nuove tecniche di stampa, che consentono produzione su larga scala. Questo lo aveva capito benissimo Baudelaire con lo spleen di Parigi ed il poemetto perdita d'aureola, analizzato da Sanguineti e Curi, in cui il poeta perde l'aureola nel fango e quindi si sente libero di parlare di tutto ciò che vuole (anche di argomenti sconci, volgari e osceni), senza più essere un punto di riferimento che scrive di valori morali, è punto di riferimento nella società, e diventa un salariato, cioè si deve confrontare con il mercato editoriale, ed il suo libro deve soddisfare i gusti del pubblico al fine di essere venduto, e la sua posizione non si basa più sul prestigio che ha all'interno della classe dirigente. La prima cosa che fa il poeta infatti è andare nel bordello. Fausto Curi infatti interpreta questa celebre perdita d'aureola come la parabola del bordello, luogo di prostituzione, cosa che deve fare lo scrittore con i gusti del pubblico per affermarsi all'interno del mercato.
Fatto sta che il primo 900 è caratterizzato da una crisi dei registri e codici letterari di riferimento, ovvero il 900 si differenzia volontariamente dalla tradizione letteraria e culturale dell'800. I fenomeni letterari ed artistici (strettamente connessi) che si sviluppano in questo periodo:
- Crepuscolarismo (Gozzano, Moretti, Corazzini, Govoni e Palazzeschi)
- Futurismo (Marinetti, Palazzeschi, Soffici)
- Imagismo e vorticismo = movimenti di alto gradiente sperimentale ma che non sono avanguardia per dichiarazione degli stessi fondatori, come imagismo e vorticismo (Pound in due riviste in cui organizza l'imagismo prende le distanze dal futurismo e Marinetti, affermando l’importanza del rapporto con la tradizione)
- Dadaismo (che si sviluppa a seguito del futurismo a Zurigo con Zara)
- Modernismo (i suoi confini cronologici sono mobili, con Ungaretti, Montale, Saba, Svevo e Pirandello) anni ’20 anche se già nel 1919
- Surrealismo di marca francese (con Breton attorno agli anni '20 c’è qualche aggregamento nella rivista literatur)
- Impressionismo e post-impressionismo (con post s'intende il divisionismo e macchiaioli)
- Cubismo (che si sviluppa insieme al futurismo)
- Futurismo in pittura
- Metafisica
- Surrealismo
Chiaramente questi movimenti presuppongono una rottura più o meno decisa o netta con la tradizione (es. il futurismo ne ha una netta, il surrealismo e imagismo/vorticismo un po' meno).
Crepuscolarismo e futurismo: elementi comuni
Pur essendo due cose molto diverse, il crepuscolarismo è una serie di poeti che lavorano l'uno indipendentemente dall'altro la cui opera presenta tratti in comune sia a livello stilistico sia tematico sia di ambientazione. La definizione è data a posteriori: il primo ad avanzarla è Borgese nel 1910, ma poi consapevolmente da un punto di vista critico viene ripresa dagli anni '30 in poi (così anche per il modernismo, la cui definizione sarà ripresa nei 60-70s). Il futurismo invece si presenta come un movimento perché abbiamo un gruppo identificabile con un programma ed una idea precisa di ciò che si vuole fare espressa in precisi punti contenuti.
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