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Sociologia generale

La sociologia studia il nostro essere-con-altri, come le persone stanno insieme, dalle relazioni così micro come possono essere quelle di coppia alle relazioni così macro come quelle tra società, con tutte le vie di mezzo possibili (famiglia, gruppi sociali, organizzazioni).

I padri del pensiero sociologico elaborano le proprie teorie tra Ottocento e Novecento, a partire dai cambiamenti che investono le società occidentali in quel periodo: la rivoluzione industriale, la migrazione di masse di persone dalle campagne alle città, nuove classi sociali, nascente stato moderno nazionale centralizzato. Questi fenomeni segnano il passaggio a forme di organizzazione sociale diverse dalle precedenti.

Parte uno: le teorie

Le teorie sociali cercano di aiutare la comprensione del mondo sociale, ovvero, come gli individui vivono insieme agli altri. La sociologia comprende diverse tradizioni teoriche, spesso in competizione tra loro (diversificazione della specie), la differenza sta spesso a livello geografico.

Tutte le diverse scuole sociologiche cercano di affrontare queste tre questioni:

  • Natura dell'individualità, in che modo l'individuo agisce nel contesto sociale (esempio: regole).
  • Cosa tiene insieme la società, qual è il fondamento dell'ordine sociale (il termine ordine nel linguaggio comune ha una risonanza positiva, in sociologia è volta solo alla comprensione delle regole che legano le persone), i termini sociologici non hanno un significato morale.
  • Come cambiano le società, in quali circostanze avviene questo cambiamento?

I padri fondatori vogliono capire i cambiamenti sociologici e le motivazioni (esempio: l'avanzo della tecnologia che ha cambiato la vita quotidiana).

Teoria sociale classica (fine 1800 - inizio 1900)

Cambio radicale di quattro importanti trasformazioni:

  • Da economia agricola a economia industriale: prima rivoluzione industriale (1700) inizia con il motore a scoppio e i telai, si espande a macchia di leopardo in luoghi vicini a fiumi in Inghilterra e Francia, già esistevano manifatture tessili, si sviluppano ed inizia il commercio.
  • Urbanizzazione: i contadini si trasferiscono dalla campagna alle mushroom towns, cambio radicale dello stile di vita, vivono tutti vicini, più contatti, interazioni, alimentazione diversa, valori diversi, economia diversa, cultura e tradizioni differenti.
  • Da monarchia (esempio: Rivoluzione francese con Luigi XVI) a democrazia: le società erano organizzate nella forma stato-nazione, vi era il sovrano nei Paesi europei; infatti, viene proclamata la dichiarazione dei diritti dell'uomo, l'indipendenza degli USA, diviene necessaria un'organizzazione più democratica, la democrazia è un nuovo ordine sociale.
  • Declino della religione nella società: deriva dall'Illuminismo e dalla sua razionalità, la misticità viene accantonata, si predilige il realismo e la pragmaticità; incremento dell'importanza delle idee laiche.

La sociologia nasce in questo periodo per dar senso e una risposta alle crisi che queste trasformazioni stavano creando.

I padri fondatori

  • Karl Marx (1818 - 1883) -> primo testimone della rivoluzione industriale, intuisce che non si torna più indietro.
  • Durkheim (1858 - 1917) -> francese testimone della seconda rivoluzione industriale.
  • Max Weber (1864 - 1920) -> tedesco testimone della seconda rivoluzione industriale.
  • George Simmel (1858 - 1918) -> tedesco testimone della seconda rivoluzione industriale.

La sociologia oggi

Analizza la dimensione 'macro' della società -> le grandi istituzioni, organizzazioni, economia, strutture sociali che impongono limiti alle scelte individuali e la dimensione 'micro' dell'agire individuale (individualismo strutturale, motivazioni e comportamenti individuali), la missione è identificare i meccanismi chiave nell'interconnessione tra individui e strutture sociali. + in casa vi è una dimensione micro (relazione) e macro (regole da seguire).

Quando la povertà diventa miseria, Majid Rahnema, Einaudi, Torino, 2005

M.R., morto nel 2015, è stato un diplomatico iraniano ed ex ministro dell'Iran. R vuole proporre una visione costruttiva, non solo analizzare la storia, vuole dare una sua visione e parte dalla riflessione che in tutte le missioni si è reso conto che l'essere umano ha dentro di sé l'archetipo della società, tutti gli esseri umani cercano una vita gratificante, affettiva non economica, cercano di vivere in reti fondate sulla fiducia. Un essere umano se dovesse scegliere di soddisfare i bisogni materiali o relazionali preferirebbe quelli relazionali.

Se esiste questo archetipo come mai nel mondo occidentale sono sempre meno le persone che scelgono questo archetipo, ma prediligono la ricchezza materiale ai bisogni relazionali? L'archetipo non può rappresentare una via d'uscita semplice alla miseria e alla povertà, cioè insistere sull'archetipo non porta l'eliminazione definitiva della miseria e dell'indigenza, per risolvere bisogni relazionali devo prima risolvere i basic needs.

Lui vuole dimostrare il riconoscimento dell'archetipo della povertà conviviale (povertà scelta dal gruppo di persone) è importante per comprendere la forza e la ricchezza dei poveri in un mondo sempre più minacciato dalla diffusione della miseria. Questa povertà conviviale contribuisce anche alla ricerca di soluzioni possibili e realistiche al problema in questione.

Capitolo 1 – le teorie funzionaliste

I presupposti del funzionalismo. Funzionalismo - una delle correnti più influenti della sociologia statunitense degli anni '40 e '60. Tratto caratterizzante: visione della società come un tutto, non basta studiare le singole parti, tutti noi creiamo dei comportamenti sociali che vanno al di là del singolo. Altre teorie sociologiche non condividono questa visione, ad esempio i sociologi contemporanei perché è troppo complessa per poterla considerare come un tutto.

Un pre-fondatore del funzionalismo è Emile Durkheim. Egli sostiene che la società è un tutto, superiore alla semplice somma delle parti e vi è una analogia con il corpo umano, se una parte del nostro corpo non funziona il resto dell'organismo entra in crisi.

Insieme a lui, anche Parsons elabora una visione onnicomprensiva della realtà sociale. La società viene vista come sistema di parti, ognuna delle quali svolge una funzione utile per la sopravvivenza della società. L'integrazione sociale è un requisito funzionale fondamentale affinché la società continui ad esistere, avviene laddove tutte le istituzioni sociali sono ispirate dalle stesse regole e dagli stessi principi, poi si specializzano diversamente ma hanno basi comuni. Se c'è una istituzione che non funziona vuol dire che tutte le istituzioni non funzionano.

Istituzioni come la famiglia e la scuola portano gli attori sociali a interiorizzare i valori (concezioni condivise di ciò che "vale"), le norme sociali, i ruoli, i comportamenti appropriati della società in cui vivono. Aspetto centrale nel funzionalismo è la paura della devianza, ogni comportamento deviante (non rispetto di regole e norme scritte e non scritte) mette potenzialmente a rischio la riproduzione del sistema, che ha come presupposto l'equilibrio. Il presupposto di equilibrio, unitamente all'enfasi sull'ordine sociale, fa sì che questa prospettiva sia anche chiamata teoria del consenso in opposizione alla teoria del conflitto.

I fatti sociali

Emile Durkheim segue l'idea positivista che la sociologia sia una disciplina autonoma, da fondare applicando il metodo scientifico. È particolarmente importante verificare empiricamente le ipotesi. Dal positivismo anche le scienze umane possono essere spiegate con un metodo scientifico, grande ottimismo delle potenzialità conoscitive della scienza.

L'oggetto della sociologia sono i fatti sociali alla base delle interazioni sociali. I fatti sociali sono dei fenomeni sociali determinati dalla collettività, vanno studiati come se fossero delle cose e come sociologi non è possibile osservare gli stati mentali o i valori, ma solo le loro manifestazioni oggettive ovvero ciò che i soggetti si scambiano con il nome di valore.

Nella sociologia il valore indica una finalità che i gruppi ritengano da raggiungere. Nella sua opera Il suicidio, tratta quest’ultimo come un fatto sociale anche se esso normalmente viene visto come una cosa singolare propria non indagabile normalmente a livello sociale. Riconduce un’azione tanto personale come appunto il suicidio a cause sociali (il grado di coesione nella società), scartando dall’analisi qualsiasi fattore psicologico. Non nega la dimensione psicologica e mentale, ma è interessato al suo studio come fatto sociale spiegato da fatti sociali, mettendo in relazioni i tassi di suicidio con le diverse circostanze sociali, dimostrando che con il variare delle circostanze che caratterizzano una società è correlata anche, mediamente, il livello dei suicidi.

In base allo squilibrio strutturale della società ipotizza quattro diverse tipologie di suicidio:

  1. Anomico: si ha quando la regolazione sociale è troppo debole, per esempio, in situazioni di rapido mutamento (crisi e boom economico). Una situazione in cui ho tante indicazioni ma non so a quale dare seguito se vivo più contesti sociali;
  2. Fatalistico: è associato a troppa regolazione, come il suicidio degli schiavi. Dove ho talmente tante regole e troppe norme che per sfuggire al senso di oppressione devo suicidarmi, non possono nemmeno ricorrere alla devianza;
  3. Altruista: avviene quando l'integrazione del singolo nel gruppo è troppo forte, si uccidono proprio perché molto legati a un determinato gruppo, come per esempio i kamikaze. Talmente presi nel gruppo che per elevarli e far vedere quanto ci tengono arrivare a questo gesto;
  4. Egoistico: quando una persona è inserita nel gruppo in maniera debole quindi col tempo prevale il suo malessere rispetto alle esigenze del gruppo. Con dei legami comunitari forti non si verifica quindi un suicidio di questo tipo, prevale soprattutto nei single, divorziati, vedovi;

Anomia - contesto sociale in cui le regole sono troppo deboli, non significa per forza che ce ne siano poche, a volte anche troppe ma deboli. L'attore sociale si ritrova in uno stato confusionario e a volte a dover seguire delle regole che sono una l'opposto dell'altra. Ho regole che mi costringono a dover cambiare contesto e mi condizionano. Il suicidio anomico si dà quando la regolazione sociale è troppo debole, dunque in condizioni di anomia e di insufficiente consenso come, per esempio, in situazioni di rapido mutamento (crisi o boom economico).

Il sacro

Durkheim considera il fenomeno religioso come fonte primaria di integrazione sociale. Ne Le forme elementari della vita religiosa (1912), la religione è presentata come un fenomeno sociale fondativo perché istituisce la differenza tra sacro e profano. Gli uomini sentono la forza che la società esercita su di loro ma, non riuscendo a identificarne la fonte nella società stessa, la trasferiscono al sacro. La società ci condiziona a fare cose e ad assumere comportamenti nonostante non sia il bisogno/desidero di cui necessitiamo effettivamente. Le costrizioni sociali sono regole che la società si è data per fare in modo che le persone raggiungano gli obiettivi che si sono posti. Tutti noi percepiamo che la società ci sovrasta e ci induce a comportarci in un determinato modo. Tutte le persone, più o meno consapevolmente, si sottopongono a queste costrizioni, c'è una forza di coercizione sociale alla quale viene data la caratterizzazione del sacro. Gli uomini, infatti, avvertendo una forza che li sovrasta, la nominano indicando cose sacre (separate) come divinità e totem, re e sovrani.

Totem - simbolo di una pianta o di un animale, venerato dalle società primitive; ogni totem rappresenta un clan, gli appartenenti al clan venerano il totem, che in realtà è il simbolo del clan stesso, si sposta dunque verso il totem la devozione avvertita verso il clan.

Dal sacro originano qui i principi culturali di classificazione, tra cui le categorie di spazio e tempo. Durkheim tenta una teoria dell'attività simbolica umana. La produzione di segni e significato, il linguaggio e l'attività semiotica dipendono da uno specifico contesto socioculturale. Prima che un significato si incarni in alcuni simboli c'è bisogno di una ripetizione e incarnazione sociale. Si diffondono quando iniziano a diventare efficaci. Noi viviamo immersi in una serie di significati culturali, li diamo per scontati ma sono frutto di un accordo sociale, di una istituzionalizzazione sociale. Quanto più sembrano "costruiti" quanto più la società pretende che si seguano.

Esempio della Rivoluzione Francese: le idee (come quelle di patria, libertà e religione) sono state sacralizzate, mostrando direttamente la venerazione degli uomini per la società, è attraverso il fenomeno religioso che si celebra il carattere sacro del gruppo. I riti e i rituali religiosi promuovono la solidarietà interna al gruppo e rafforzano l'adesione dei singoli alle sue norme. Fatti sociali e sacro sono dunque elementi su cui si basa l'integrazione sociale.

L'influenza di Durkheim sull'antropologia

La prospettiva funzionalista di Durkheim ha avuto un'influenza capitale sull'antropologia europea del primo Novecento. In Gran Bretagna, Bronisław Malinowski tra i fondatori della prospettiva funzionalista in antropologia, riprende da Durkheim l'idea di società come un insieme di parti interrelate con tratti culturali specifici e coesi. La ricerca sul posto diviene, grazie all'introduzione della metodologia dell'osservazione partecipante. Osservando il kula – lo scambio cerimoniale di collane e bracciali che avviene nelle isole Trobriand – si chiede quale funzione esso svolga, al di là dell'aspetto economico. Il kula ha la funzione di rafforzare i legami sociali, dunque la solidarietà sociale. Malinowski è interessato alla funzione che un determinato fenomeno assolve all'interno della cultura, intesa come "un tutto coerente".

La teoria funzionalista concepisce la cultura come una risposta articolata e complessa ai bisogni che l'uomo condivide con gli animali. Radcliffe-Brown è considerato il traghettatore della teoria durkheimiana nell'antropologia britannica. La sua prima ricerca di lungo periodo si svolse nelle isole Andamane (Golfo del Bengala), tra il 1906 e il 1908. Suo interesse specifico: la coesione sociale. Ogni aspetto della vita andamanese viene analizzato nei termini della sua capacità di produrre la solidarietà del gruppo.

Ogni società funziona come un organismo vivente, e dunque "ciascuna usanza e credenza di una società primitiva gioca una qualche parte determinata nella vita sociale della comunità, così come ogni organo di un corpo vivente gioca una parte nella vita generale di un organismo". La danza, ad esempio, un'attività fondamentale nella giornata degli isolani, concorre alla costituzione del senso del gruppo.

L'influenza di Durkheim sull'antropologia francese passa in gran parte attraverso Marcel Mauss, celebre in particolare per i suoi studi sul dono. Nelle tribù primitive da lui studiate, Mauss osserva che il dono, avendo la funzione di creare e mantenere i legami comunitari, è una pratica sociale con un carattere di obbligatorietà. Il dono crea socialità tra chi dà e chi riceve, il quale poi dovrà ricambiare. È il simbolo del legame tra donatore e donatario, dunque tra i rispettivi gruppi familiari e tribali. Mauss considera il dono un fatto sociale totale, esplicativo dell'organizzazione di una società nel suo complesso, perché tiene insieme una miriade di aspetti, da quello affettivo a quello economico, da quello sociale a quello religioso.

La coscienza collettiva

La coscienza collettiva è l'insieme di norme, idee e valori che appartengono a una collettività. È la totalità delle credenze e dei sentimenti comuni ai membri della società. Religione e tradizione sono alla base della forte coscienza collettiva che caratterizza le società primitive e che si trasforma nelle società moderne. Il passaggio da società primitive a società moderne è dovuto al cambiamento nella divisione del lavoro. Aumento del volume e della densità fisica (numero di persone) e morale (intensità degli scambi tra individui).

Società primitive - tutti svolgevano attività simili. Società moderne - vige la differenziazione, per cui, per esempio, l'agricoltore coltiva il grano, il mugnaio lo macina, il fornaio fa il pane. Questa specializzazione delle funzioni marca una differenza tra gli individui e, allo stesso tempo, li rende più dipendenti gli uni dagli altri.

I tipi di solidarietà

La solidarietà meccanica è la forma di coesione sociale delle società primitive, basate sulla forte coscienza collettiva. La solidarietà organica, invece, prevale nelle società moderne ed è data dalla differenziazione del lavoro, che rende gli individui dipendenti gli uni dagli altri sul piano produttivo, mentre la loro adesione alle credenze e ai sentimenti collettivi si indebolisce.

Le leggi e la punizione

Nelle società primitive le leggi erano di stampo repressivo poiché un reato, come per esempio il furto, era considerato un attentato ai sentimenti morali del gruppo dunque alla collettività intera. Nelle società moderne prevalgono le leggi restitutive, che individuano il danno come questione privata e che per questo chiedono forme di...

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _angela_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Carla Lunghi.
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