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SOCIOLOGIA DELL’EDUCAZIONE 1.10

Lavoro prima: espressione di sé (es. artigiani)

Lavoro oggi: merce di scambio tempo: lavorando vendiamo il nostro tempo di vita, scandito dagli orari

della produzione; secondo teorie ci viene rubato

Rivoluzione Industriale:

prima 12ore di lavoro, a 5anni nelle miniere di carbone in Sicilia e Inghilterra, domenica festa

dopo 8ore di lavoro, 30min di pausa pranzo, sabato festa

Cooperativa: organizzazione del lavoro, cooperando; dalla fine dell’800-inizi del 900 è il nostro mondo

Taylor Fordismo: modello di organizzazione del lavoro che diventò mondiale; efficace perché ognuno fa un

operazione per 8ore (parcellizzazione: divisione del lavoro legata alla quantità di prodotti)

es. manovia per le scarpe in Toscana, macchina che permette la movimentazione del prodotto da una

lavorazione ad un’altra →

metodo scientifico di Taylor mancatempo, calcola il tempo che l’operaio impiega nell’operazione

modo di produzione cambia la vita delle persone e l’organizzazione del lavoro

Città industrializzate:

in Italia nel 900 Genova, Torino e Milano

oggi Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania

1789 si impone la borghesia

1918 Rivoluzione Russa contro il modello di produzione borghese per uno Stato proletario, a favore di un

modello fordista del capitalismo (soviet: classe operaia)

Taylor considerava gli operai dei bestioni, ubriaconi che spendevano il loro salario

Regola di San Benedetto “leggi, prega e lavora”: fondamento nella religione per trovare un senso a tutto

Calvino obbligava la confessione dei peccati in pubblico (morale calvinista: “non fare sfoggio della tua

ricchezza; il senso di ciò che fai sarà giudicato: dannato o salvato”= devi comportarti bene) e non prevedeva

salvezza Max Weber sosteneva che la morale calvinista fosse la base dell’industrializzazione per

l’industria tedesca, e ragione del trionfo del Capitalismo

[“L’attuale non è il migliore dei mondi possibili, tuttavia è il migliore dei mondi esistiti finora”]

Situazione al Nord: a Bologna asilo nominato il migliore del mondo ai tempi

Situazione al Sud: niente strutture ma latifondi, asilo fatto dai nonni

Giolitti: fece la scuola per tutti, per cui anche i contadini potevano capire la politica e non essere più

manovrabili perché ignoranti

*“Le parrocchie di Regalpetra” di Sciascia

In base al contesto socio-economico, etico-morale, e politico dei luoghi, ci sono risultati opposti:

- Sud cattedrali nel deserto: grandi e costose imprese industriali a carico dello Stato, situate in zone

inadatte, soprattutto in Sicilia

- Toscana distretti industriali: stesse aziende, innovazione tecnologica condivisa, impegno a lavorare sul

modello calvinista; struttura economica paradossale: conflittuale (una prevale sull’altra) e cooperativa (si

aiutano comunque)

lezione 3.10

Organizzazione di lavoro sistema complesso di relazioni tra diversi attori:

- produzione (persone con ruoli e mansioni)

- tecnologia

- prodotti destinati al mercato (punto finale ma anche iniziale, infatti se vogliamo fare una start up, cioè una

nuova impresa con idee innovative, prima visioniamo cosa c’è sul mercato), che comanda l’intera

organizzazione di lavoro nella nostra economia

Non è definibile perché diversificata nel tempo

Inizio 900 trionfo del sistema taylor-fordista: passaggio dall’artigianato all’industria

Frederick Taylor, ingegnere che teorizzò l’organizzazione scientifica del lavoro (OSL. S.r.l) attuando una

catena di montaggio, cioè un sistema di produzione mirante al massimo ma con il minimo della fatica e del

tempo, limitando i movimenti degli operai, i cui principi erano:

- 1°, criticatissimo la scienza si riconduceva solo alla misurazione dei tempi impiegati per svolgere le

operazioni richieste (mancatempo)

- 2°, valido fino ad oggi ogni mansione ha bisogno di una persona con determinate caratteristiche

(selezione del personale), per cui non tutti possono fare lo stesso lavoro

- 3° divisione netta tra chi progetta (lavoro intellettuale dello staff dirigenziale) e chi esegue (lavoro

manuale); quest’ultimi devono solo eseguire il lavoro, con modalità e tempi, senza pensare né porsi

domande

- 4° divisione delle operazioni in piccole unità semplici e ripetibili affinché il sistema funzioni

(anni ’60 in America le persone subnormali es. handicap, adoperate purché con le loro mani potessero

lavorare veloce)

Henry Ford, industriale che applicò il sistema alla sua produzione; le auto, nate in Francia e Germania,

erano destinate solo all’aristocrazia, quindi pensò a quanto avrebbe venduto in un anno se avesse

inventato un auto (automobile Ford “modello T”) fruibile a tutti, e in tre mosse:

1° aumenta i salari come riconoscimento del buon lavoro

2° incentiva gli operai all’acquisto della sua auto

3° introduce il tempo libero (weekend) affinché gli operai potessero utilizzarla

Ford inventa così la società dei consumi di massa, mondo in cui viviamo oggi

L’organizzazione del lavoro ha quindi effetti sulla vita quotidiana e sulla società; il consumo diventa il modo

di vita americano che ha poi conquistato il mondo

Qual è il motivo per cui gli operai vanno a lavoro, oltre lo stipendio?

(esperimento in una fabbrica: in un reparto crearono condizioni difficili, es. abbassamento luminosità,

l’altro rimase normale; volevano vedere se era vera l’ipotesi che migliori erano le condizioni migliori le

produzioni, tuttavia vinse il reparto meno illuminato, motivazione: orgoglio, partecipazione con gli altri)

Nasce il movimento delle risorse umane, il cui progetto era trasformare la fabbrica in una sorta di villaggio

che comprendeva tutto, affinché motivasse le persone a costruire un rapporto etico con il lavoro, non solo

di produzione e guadagno, ma più significativo; fu contestato dal taylorfordismo perché prevedeva delle

segregazioni, in cui ci avrebbero abitato solo i lavoratori

Chester Barnard, dirigente d’azienda americano, sviluppò la teoria dei rapporti di relazione all’interno della

produzione, fondati sul concetto di cooperazione (es. parabola del masso, morale: motivazioni diverse

possono produrre un bene/fine comune): l’azienda deve essere intesa come sistema cooperativo e non

individualistico o di conflitto, sorto nella metà dell’800 con la nascita dei sindacati, e connaturato nello

sviluppo della società industriale del 900

Efficacia organizzazione che raggiunge i propri obiettivi

Efficienza misura in cui si soddisfano motivazioni individuali

Rivoluzione industriale: processo di crescita economica e industrializzazione della società, che trasformò il

sistema produttivo, economico e sociale; nacque la classe operaia (proletariato) che riceveva un salario in

cambio del tempo che dedicava al lavoro, e l’imprenditore capitalista industriale (borghesia), che diventò

classe dominante a discapito di quella nobiliare preesistente, affermandosi così il Capitalismo

1° (seconda metà del 700) macchina a vapore, settore tessile-metallurgico

2° (1870) elettricità, prodotti chimici e petrolio

3° (1970) elettronica, telecomunicazioni e informatica

Karl Marx, indicò con l’espressione “modo di produzione capitalistico” lo sfruttamento della forza lavoro in

cambio di un salario che gli consenta la sopravvivenza in Gran Bretagna ci fu un movimento di protesta

degli operai inglesi, detto luddismo (prese il nome da Ned Ludd che per primo distrusse un telaio), che

ricorreva alla distruzione delle macchine tessili considerate responsabili di bassi salari e disoccupazione:

nacque il conflitto tra capitalisti e salariati

Capitalismo: sistema economico in cui il capitale e i mezzi di produzione sono di proprietà privata, e il cui

scopo è il profitto →

Il progresso tecnologico portò all’automazione delle operazioni soluzione di De Masi: “lavorare meno,

ma tutti, e con lo stesso stipendio” (se c’è cooperazione non può esserci differenza di stipendio)

Toyotismo: modello giapponese sistema just in time, cioè produco solo ciò che richiede il mercato; al

contrario le aziende americane immagazzinavano (magazzino dei prodotti non venduti)

[La nostra organizzazione del lavoro nel movimento operaio in Inghilterra è conflittuale, non cooperativa]

Maslow, psicologo che propose un modello motivazionale dello sviluppo umano basato sulla gerarchia dei

bisogni, disposti in base alla quale la soddisfazione di quelli più elementari (bisogni essenziali per la

sopravvivenza) è la condizione per far emergere quelli di ordine superiore (bisogni immateriali)

Motivazione: insieme dei fattori che stanno alla base del comportamento (agire) per raggiungere uno

scopo; la spinta motivazionale inizia quando l’individuo avverte un bisogno: stato di insoddisfazione che

spinge l’uomo a procurarsi i mezzi necessari (beni) per porvi fine o limitarlo.

Secondo Maslow il bisogno fondamentale della persona è: essere riconosciuto dagli altri, stimato e

gratificato, per cui senza è difficile star bene

Turner, teoria sull’identità sociale: la rappresenta con due rette che congiungono in un punto, una è la

concezione che noi abbiamo di noi stessi, l’altra è la concezione che gli altri hanno di noi; più è grande

l’angolo tra i due segmenti, maggiore è la sofferenza della persona (identità: star bene o male) sul

lavoro, più sono riconosciuto come persona da stimare meglio sto, al contrario se vengo disprezzato avrò

più malessere

Selye, medico che teorizzò lo stress: stimolo che viene dall’esterno che non apporta nessun risultato

negativo; se riesco a dare una risposta giusta allo stimolo allora va tutto bene, altrimenti male

Distress risposta sbagliata, data nell’immediato

Austress risposta giusta, operazione di copying, significa dominare lo stimolo e tradurlo in qualcosa di

utile; operazione di mastering, padroneggiare tutti gli stimoli →

Questa teoria venne utilizzata in una fabbrica degli Stati Uniti negli anni ’80 ciò che conta è il sistema di

relazione con gli altri: se è buono, soddisfacente e gratificante allora le condizioni sono migliori, e non si

confonde il proprio malessere con quello dell’organizzazione

Personalità abrasiva: vedono solo se stessi, per cui qualsiasi cosa tu faccia o dica non ti considerano; è un

problema del lavoro in team

Leadership: nasce nella riflessione dell’esercito (problema militare: si mettono insieme persone con gradi e

mansioni diverse, ma comanda chi ha maggiore competenza) la leadership più funzionale al

raggiungimento dell’obiettivo è un equipe di competenza in cui comanda chi ne sa di più

Leader: si fonda sull’obbedienza dell’altro alle tue direttive, cioè chi ha il potere di far fare ciò che vuole a

qualcuno

Leadership nel tempo:

- autoritaria non accetta nessuna deviazione da ciò che prescrive

- paternalista ha potere ma esercita il ruolo con atteggiamento paternalistico; difende di fronte agli altri

gruppi di lavoro, non dice come fare o non fare, purché non venga coinvolto, a quel punto cambia

L’autoritarismo e il paternalismo sono due facce della stessa medaglia

- democratico-partecipativa guida il gruppo di lavoro come stimolo (es. elaborano insieme il piano di

lavoro cosicché tutti sono coinvolti in quanto hanno lo stesso fine per il piano elaborato); è la più faticosa

(devi discutere, e il tempo è denaro nell’azienda) e la migliore (partecipano tutti), ma non è mai stata

raggiunta se non dalle nuove aziende

I laburisti inglesi calcolavano il futuro di un azienda in 6min (prevedibilità); è opportuno tenere sempre

conto della variabile tempo nella costruzione dei piani di lavoro

Strategia: modificare qualcosa per migliorare l’ambiente di lavoro

Von Kries, teorico psicoanalista, indica il modello di amministrazione per lavorare in equipe: non deve

sorgere conflitto e se c’è deve essere risolto perché le soluzioni esistono, ma solo se ci sentiamo tutti

membri della stessa comunità, per cui individualmente non siamo nulla quando il soggetto è la comunità

e non l’individuo, automaticamente si adotta un sistema di comando democratico-partecipativo

Lavoro d’equipe: divenne necessario quando i sistemi di produzione cambiarono; viviamo nel mondo della

specializzazione e pluralità di competenze richieste (es. chi ha fatto il programma 3D è un gruppo di più

competenze, non si tratta più di assemblare pezzi in sequenza)

Transdisciplinare: diverse competenze danno luogo a un qualcosa di non più identificabile in un'unica

disciplina; programmi diversi tra scuola e scuola

*”Il maestro di Vigevano” di Luigi Mastroianni (lezione attiva escluse le anellate)

Queste problematiche del lavoro sono presenti anche nella scuola (es. stress)

’64 Iniziativa Pubblica Amministrazione: la scuola per non essere un corpo separato deve essere inserita

nella società; di conseguenza sono stati inseriti i soggetti sociali (es. genitori con potere: collegio docenti,

dirigenti, di classe, d’istituto)= processo di democratizzazione

lezione 8.10

Anni ’70 significativi di trasformazioni:

- 1975 fine della guerra in Vietnam e teorizzazione del post-moderno

Lyotard, filosofo che scrisse un saggio affermando che eravamo entrati nell’epoca post-moderna

- La scienza viene messa in discussione, non da più certezze assolute

- Rivoluzione femminista

- Rivoluzione tecnologica

- Potere del sistema mass-mediatico, fino ad allora incentrato sul mezzo televisivo, e da li in poi sul sapere

informatico

- 1974 David Bell, teorico che parlò del mondo post-industriale; l’industria entra in crisi, non funziona più a

causa della Rivoluzione informatica

Questi eventi avvengono contemporaneamente e si incrociano in varie situazioni, es. il movimento

femminista prese campo e visibilità in tv; movimento nato nel 700 con la Rivoluzione francese, Olympe de

Gouges scrisse il manifesto sui diritti delle donne, e altri accenni sono riscontrabili durante la Rivoluzione

bolscevica Kollonta, primo Ministro donna della storia, cercò di dimostrare come la rivoluzione non

fosse solo economica, ma anche di costume, cultura e morale

La prima conseguenza è il cambio di posizione dell’operaio, che fino ad allora doveva limitarsi ad eseguire

gli ordini dello staff dirigenziale, proprio come una macchina; grazie alla teoria di Maslow sullo stress si

inizia a capire che la persona deve essere presa nella sua totalità, altrimenti la produzione va male

Le battaglie svolte dai dipendenti per ottenere diritti/cambiamenti hanno portato la democrazia in fabbrica

1970 promulgata la legge Giugni, sui diritti delle persone a lavoro, lo Statuto dei lavoratori

Post-ideologico: cambia il punto di riferimento, non è più la visione del futuro per cui tutto veniva fatto in

funzione della realizzazione di quest’ultimo, non c’è più l’idea di futuro; tutto si riduce alla salvaguardia

dell’interesse individuale, al guadagno immediato trionfo del mercato: tutti diventano consumatori, la

produzione è passata in secondo piano, ciò che conta è il consumo

Questione della totalità della persona

- problema della formazione: devono aumentare tutti i livelli di competenze per lo sviluppo tecnologico

- la struttura dell’organizzazione deve essere pensata come la flat organization, organizzazione piatta e

circolare, non più in forma piramidale con ordine gerarchico; non ci sono più gerarchie ma variazioni di

ruoli, non si distinguono più le mansioni, l’unico obiettivo è realizzare e portare sul mercato le

competenze aumentano e servono molti lavoratori, un team, per questo la gerarchia non ha più senso; nel

1997 fu pubblicato un saggio “Knowledge workers”, cioè lavoratori della conoscenza, e da quel momento in

poi ai lavoratori furono richieste due prestazioni: le skill, competenze vere e proprie, e la conquista di quote

di mercato, competenza necessaria per muoversi nel mondo, che non si può imparare

Organizzazione del lavoro: oggi è diversa, basata sulla capacità dei soggetti che apprendono grazie alla

formazione

Caratteristiche fondamentali nel processo di industrializzazione affinché si costituisse il sistema industriale:

- luogo, doveva avere determinate risorse per permettere la nascita della fabbrica

- lavoratori disponibili

Oggi queste condizioni non esistono più, lavoriamo solo con la conoscenza, si fonda tutto sui processi

cognitivi; viviamo in un contesto di mercato, il più bravo vince

Ogni lavoratore deve avere competenze da mettere a frutto per svolgere il suo lavoro

Mondo attuale: da una parte l’

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Catapano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Spini Andrea.
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