Le COMPONENTI DELLE SCIENZE MOTORIE, termine che deriva dalla natura umana intrinseca
al movimento, sono:
- scienze biologiche: riguardanti le leggi che regolano l’esistenza degli organismi viventi
- scienze psico-pedagogiche: riguardanti la relazione mente-corpo che educa l’azione motoria,
che a sua volta ha valenza educativa
- scienze socio-culturali: riguardanti i rapporti interpersonali, l’etica e le regole
A tal proposito RENSON ha studiato l’aspetto socio-culturale, coniando:
il termine chinantropologia come scienza del movimento umano
il concetto di ludodiversità, analogo a quello di biodiversità, per cui ogni bambino gioca
in modo diverso in quanto diverso
il modello attuale della cultura del movimento, ponendo l’attenzione sul ruolo del
contesto e delle abitudini culturali nell’orientamento del movimento umano, i cui 4 domini,
di cui lo sport è l’emblema, sono:
- strumentale: appartenente all’esercizio fisico, per cui il movimento è osservato dal punto
di vista della cultura fisica
- agonistico: appartenente alla competizione, dal punto di vista del contesto fisico
- autotelico: autodeterminato e fine a sé stesso, per piacere
(es. giochi di movimento)
- espressivo: appartenente alla componente espressiva, dal punto di vista estetico
(es. danza, ginnastica artistica)
DUALISMO E RELAZIONE MENTE-CORPO
Il concetto dualistico, introdotto da Platone ed elaborato da Cartesio, in cui mente e corpo sono
due entità distinte, e secondo cui il movimento poteva essere spiegato dalla meccanica, ha
influenzato per anni la didattica. I 4 tipi di dualismo sono:
- obiettivo: per cui mente e corpo sono due parti distinte, educazione del corpo
- valoriale: per cui la mente pensante è superiore al movimento del corpo, deificazione
dell’educazione intellettuale*
- comportamentale: per cui il pensiero è superiore e guida l’azione
- linguistico: per cui il linguaggio verbale è superiore al linguaggio del corpo
Il concetto olistico invece, introdotto da Aristotele, in cui mente e corpo sono un'unica entità, per
cui il corpo è in relazione agli aspetti cognitivi e ambientali, ha permesso a più ambiti didattici di
sfruttare il movimento.
Nel dualismo si sosteneva che solo la mente dava informazioni al corpo, ma nel XIX sec. viene
definita la cinestesia come flusso di informazioni che il corpo trasmette al sistema nervoso,
sebbene già erano state fatte delle osservazioni riguardo le connessioni inverse tra mente e corpo
a proposito della SINDROME DELL’ARTO FANTASMA, cioè delle percezioni dolorifiche degli arti
amputati.
*Le lezioni fisicamente attive prevedono l’uso del corpo agente per apprendere in movimento e
non l’uso della mente pensante per apprendere a muoversi.
Le attività che promuovono l’APPRENDIMENTO IN MOVIMENTO A SCUOLA sono:
- active breaks: pause attive di attività fisica cognitiva
- time spent on task (tot): tempo trascorso partecipando al processo di apprendimento
L’ATTIVITÀ FISICA è il movimento del corpo all’interno di spazi e contesti specifici, determinato
dalla contrazione muscolare che aumenta il dispendio energetico.
L’ESERCIZIO FISICO è l’attività fisica pianificata, strutturata, finalizzata e ripetitiva, che migliora la
fitness fisica secondo i parametri di frequenza, durata e intensità.
Le caratteristiche della fitness fisica sono: forza e flessibilità/mobilità muscolare (capacità
condizionali), resistenza cardiorespiratoria e muscolare (capacità aerobica e anaerobica),
composizione corporea, equilibrio e coordinazione (capacità coordinativa).
L’Educazione Fisica è l’educazione che comprende la componente cognitiva e esecutiva per lo
sviluppo delle conoscenze, competenze e autonomia; l’Educazione Motoria è la disciplina
scolastica per lo sviluppo globale dell’alunno.
Il gioco è un tipo di sport autotelico, che inizia per il piacere, continua se è divertente, variato,
sfidante, cioè difficile ma possibile, orientato allo sviluppo delle abilità motorie e sociali, e termina
se non è più libero.
Le 4 FUNZIONI DEL GIOCO sono:
- motorie: in quanto sviluppa schemi motori di base
- cognitive: in quanto sviluppa attenzione esecutiva e flessibilità cognitiva, creatività e memoria
- emotive-affettive: in quanto mette alla prova i sentimenti, per cui il livello di arousal e di ansia e
paura non deve essere né troppo alto né troppo basso
- sociali: in quanto sviluppa il rispetto della libertà individuale, come regola implicita, e della
convivenza democratica
il GIOCO DI MOVIMENTO avvicina gli alunni al movimento e promuove lo sviluppo delle
funzioni cognitive e delle FUNZIONI ESECUTIVE, cioè dei processi cognitivi che regolano il
comportamento in modo adattivo e finalizzato all’obiettivo.
Lo sport è una forma di gioco, i cui obiettivi sono l’espressione e il miglioramento delle condizioni
fisiche/psichiche, lo sviluppo delle relazioni sociali, il conseguimento dei risultati nelle competizioni.
lo SPORT EDUCATIVO, evoluzione del gioco di movimento, si avvicina alla disciplina
sportiva per gesti e regolamenti, ma il suo obiettivo è lo sviluppo della fantasia.
Lo sport educativo non esclude lo sport competitivo, basato sul principio di consenso e
sul principio di equa opportunità dei partecipanti; infatti nello sport la partecipazione è
volontaria e le abilità dei partecipanti simili, mentre nell’Educazione Fisica è obbligatoria e
le abilità diverse.
Il termine COMPETIZIONE significa lottare insieme, con me stesso o con un compagno, contro un
avversario, e si distingue in:
- competizione interna-test: caratterizzata dal soddisfacimento del criterio di realizzazione
- competizione esterna-contesto: caratterizzata dal confronto del potenziale tra due o più
persone
Per “persona fisicamente educata” si intende colui che è fisicamente in forma e svolge
regolarmente attività fisica, di cui conosce implicazioni e benefici, e ne valorizza il contributo per
uno STILE DI VITA ATTIVO.
Nelle INDICAZIONI NAZIONALI, nell’ambito della scuola primaria, tra le finalità dell’Educazione
Fisica si fa riferimento alla promozione della salute e di uno stile di vita attivo, di cui lo sport è
l’emblema; nell’ambito della scuola dell’infanzia, tra le finalità del campo di esperienza Il corpo e il
movimento si fa riferimento allo sviluppo dell’identità (relativo allo stare bene), della competenza
(al giocare, muoversi) e della cittadinanza (al rispetto delle regole).
Oggi:
è aumentato il livello di sedentarietà, piuttosto che quello di attività fisica
lo sport è praticato dal 52% e non è praticato dal 22% di bambini e ragazzi
vi è un gap territoriale tra nord e sud, in relazione all’attività fisica, all’eccesso di peso, al
titolo di studio e alle risorse economiche dei genitori
A tal proposito la PARTECIPAZIONE ALLO SPORT avviene attraverso il soddisfacimento delle
abilità sociali, quali autonomia, competenza e relazionalità, e la motivazione intrinseca, cioè
l’autodeterminazione, che si distingue in:
- autonoma: che corrisponde a svolgere attività per piacere o perché è importante, soddisfacendo
i propri bisogni, per cui promuove comportamenti prosociali
- controllata: che corrisponde a svolgere attività per senso di colpa o perché evita conseguenze
negative, non soddisfacendo i propri bisogni e ricercandone altri, quali fama e riconoscimenti, per
cui promuove comportamenti antisociali (es. trascurare il fair play)
Al fine di promuovere la motivazione e la prosocialità, gli allenatori, i docenti e i genitori devono
adottare uno stile autorevole e non autoritario, un controllo comportamentale e non psicologico, e
fornire feedback positivi.
Lo SVILUPPO AUXOLOGICO avviene nell’età evolutiva e comprende 3 processi di:
crescita: riguarda l’aspetto quantitativo, per cui il corpo aumenta di dimensioni, ed è
caratterizzata dalle fasi di accrescimento:
- staturale: in cui le cartilagini ossee comportano l’aumento dell’altezza, a discapito del
tessuto muscolare che sviluppa nel periodo puberale insieme agli organi sessuali, per cui
movimento e postura sono poco coordinati; dunque è necessario promuovere gli schemi
motori di base alla scuola dell’infanzia e le capacità condizionali e coordinative alla scuola
primaria
- ponderale: in cui il buon rapporto peso/altezza comporta l’aumento delle abilità
maturazione: riguarda l’aspetto qualitativo, per cui i tessuti, gli organi e i sistemi diventano
biologicamente maturi
sviluppo: riguarda l’aspetto funzionale, per cui vi è la differenziazione dei tessuti e
l’apprendimento di competenze spendibili in diversi contesti
Lo SVILUPPO NEUROMOTORIO riguarda le fasi evolutive del gesto motorio, quali:
- l’acquisizione di una nuova abilità: attraverso lo sviluppo della sostanza grigia delle aree
motorie primarie
- la pianificazione dell’attività motoria: attraverso la formazione di nuove sinapsi e la
mielinizzazione delle fibre nervose che connettono le aree cerebrali
- lo schema di attivazione flessibile: che permette un diverso grado di attivazione delle aree
cerebrali per le nuove esperienze
LIVELLI ESECUTIVI DELLA PRESTAZIONE MOTORIA
DA BASE MOTORIA A APICE MOTORIO
padronanza motoria:
da raggiungere in futuro, utile al docente per poter saper far fare,
è il livello di competenza eccellente generalizzabile a più contesti (flessibilità motoria), che
permette lo sviluppo di compiti sociali e di rappresentare sé stessi e l’altro a livello metacognitivo
sulla prestazione.
competenza motoria:
nell’ambito della scuola primaria è in funzione dell’autonomia nelle attività quotidiane, e tra le
finalità dell’Educazione Fisica:
lo sviluppo di più abilità sportive ed espressive fino al raggiungimento del proprio grado di
competenza, in base a: livello iniziale (capacità e abilità motorie, sviluppo auxologico e livello
cognitivo), attenzione e motivazione, caratteristiche personali
La competenza motoria in funzione dell’autonomia nella pratica sportiva specializzata è
l’organizzazione e strutturazione di più abilità motorie complesse, e significa praticare attività in
modo costante, dosare gli sforzi, utilizzare i feedback interni ed esterni, e saper adattare le
abilità a nuovi contesti (es. essere bravi giocatori nel proprio stadio e nello stadio di un altro
paese).
conoscenze motorie:
teoria di informazioni e concetti
atteggiamenti motori:
postura e atteggiamenti (abilità non locomotorie) e linguaggio del corpo
capacità motorie e abilità motorie:
lo sviluppo dell’una promuove lo sviluppo dell’altra
L’allenamento/pratica motoria è il processo organizzato e pianificato per migliorare la
prestazione.
La prestazione motoria è l’esecuzione osservabile del compito motorio.
Il compito motorio è l’esecuzione del movimento del corpo intenzionale per raggiungere
l’obiettivo ai fini dell’apprendimento; la modulazione della proposta motoria si ha con la variazione
dei parametri di movimento, obiettivo e organizzazione (tempo, spazio e persone).
L’interazione delle due teorie del comportamento motorio spiega l’esecuzione della prestazione
motoria: organismo-compito motorio-ambiente.
Le TEORIE DIRETTE (STRUTTURALI E NEUROPSICOLOGICHE) riguardano leggi e
meccanismi, dedicati al controllo motorio e a schemi percettivi motori e cognitivi, che regolano il
processo e i rapporti durante l’apprendimento
Le TEORIE INDIRETTE (ECOLOGICHE E AMBIENTALI) riguardano meccanismi che si adattano
alle condizioni ambientali, per cui i gruppi neuronali del sistema nervoso centrale si specializzano
in base alle richieste ambientali, e non sono regolati da leggi
Il movimento è il risultato dell’attivazione di programmi motori.
Il programma motorio è una rappresentazione mentale, cioè la raffigurazione del compito e delle
difficoltà nel modo più simile alla realtà per rendere più efficace l’apprendimento motorio.
La PRESENTAZIONE DEL COMPITO x2 è la spiegazione che precede la prestazione e facilita la
rappresentazione mentale del compito, attraverso i canali sensoriali:
- udito: istruzioni verbali, le più immediate, supportate da informazioni visive
- vista: dimostrazioni, video e schemi, supportate da informazioni verbali; è possibile mostrare gli
errori seguiti dal gesto corretto
- propriocettivo: metodo della guida che fa sentire il movimento e da informazioni articolari e
muscolari, ma da abbandonare il prima possibile per non creare dipendenza dal docente/allenatore
APPRENDIMENTO MOTORIO
L’apprendimento motorio è una delle capacità coordinative più importanti, cioè il processo di
acquisizione, perfezionamento e stabilizzazione per l’utilizzo di nuove abilità, che difficilmente
regredisce; è valutato in base alla prestazione motoria, considerando caratteristiche individuali,
ambientali e del compito, per cui è necessario selezionare il programma motorio più adatto.
Il processo di apprendimento è un evoluzione prestativa in tappe, sebbene non tutti si ha la
stessa tempistica nel passaggio da uno stadio ad un altro.
Gli STADI DELL’APPRENDIMENTO coord. grezza-coord. fina-disponibilità variabile si basano
sulla prosecuzione: l’aumento dell’impegno mentale peggiora la prestazione motoria, per cui è
importante la variabilità della pratica, cioè l’apprendimento di più abilità in contesti diversi che
apporta un bagaglio motorio maggiore.
Gli STADI DELL’APPRENDIMENTO cognitivo-associativo-autonomo si basano sulla
ripetizione: la riduzione dell’impegno mentale migliora la prestazione motoria, ma nella scuola
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