GUARDIAMO AI PROCESSI ORGANIZZATIVI (FERRANTE E ZAN)
l’integrazione è il coordinamento. Più l’organizzazione è complessa e maggiore è
l’impegno che devo adottare per cambiare la struttura organizzative/divisionale. Differenziazione e integrazione sono
fondamentali. L’integrazione è il coordinamento. La differenziazione è la divisione del lavoro.
Quindi, cos’è un’organizzazione?
L’organizzazione è una forma di azione collettiva reiterata basata su processi di differenziazione e di integrazione
tendenzialmente stabili e intenzionali. Si sviluppa in un corso temporale. Si basa sul processo di differenziazione e di
integrazione. 31/10/2024
PROCESSO DI DIFFERENZIAZIONE
La differenziazione è un processo di divisione dei compiti fra i membri di un gruppo (decisione di ‘chi fa cosa’) sia in
senso verticale (numero dei livelli gerarchici) sia orizzontale (numero dei reparti/divisioni dell’organizzazione)
I membri si specializzano in un’attività precisa: specializzazione. Quindi, la differenziazione implica un processo di
specializzazione dei ruoli. È il primo processo organizzativo attraverso il quale il gruppo può ottenere risultati superiori
(in termini di produttività) alla somma algebrica degli sforzi dei singoli (es degli spilli di Adam Smith). Attraverso questo
processo, l’organizzazione passa da un insieme indifferenziato di persone, che non avevano ruoli specifici, a un sistema
di ruoli che influisce sui comportamenti individuali (il ruolo è il comportamento atteso). Il ruolo è atteso in base al
contesto, dalle altre persone e da noi stessi. Nelle organizzazioni di maggiori dimensioni, più complesse e più “vecchie”
esiste l’organigramma, ovvero un “sistema dei ruoli” stabile che viene modificato in caso di disfunzioni gravi o di crisi.
Inoltre, nel processo di differenziazione vi è la selezione del personale sulla base della maggior coerenza possibile tra
caratteristiche del ruolo e capacità e attitudini della persona. è un’operazione cruciale rispetto alle prestazioni (es.
l’esercito)
L’INTERDIPENDENZA DEI RUOLI E LA COERENZA FRA I PROCESSI
I ruoli dei membri di una organizzazione sono interdipendenti e posso avere diversa intensità, ovvero rilevanza per
l’agire organizzativo 2
SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ORGANIZZATIVI – DANIELA GARSTEA
Tipo di interdipendenza = Tipo di legame che esiste tra un ruolo e l’altro la cui azione congiunta è la condizione di
operatività dell’organizzazione
➢ Interdipendenza generica (livello minimo di interdipendenza; modalità di coordinamento standardizzazione:
es. filiali di una banca)
➢ Interdipendenza sequenziale (livello medio di interdipendenza; modalità di coordinamento il programma: es.
linea di montaggio)
➢ Interdipendenza reciproca (livello alto di interdipendenza; modalità di coordinamento mutuo adattamento:
es. pronto soccorso)
La coerenza tra i diversi processi organizzativi, in primis fra differenziazione e integrazione
IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE
È un processo chiave delle organizzazioni. È il processo di ricomposizione e coordinamento attraverso cui si riportano
→
ad unità di intenti gli sforzi prodotti dai singoli ruoli (es mancata integrazione: “fuoco amico” negli eserciti il fuoco
amico è quando un soldato spara ad un componente dello stesso esercito. Ciò può succedere quando c’è mancata
integrazione). Dopo che ho differenziato, devo coordinare i diversi ruoli. Gli incidenti sul luogo di lavoro, a volte, sono
frutto di un mancato processo di integrazione/coordinamento.
Meccanismo/modalità:
come si può coordinare? Attraverso le seguenti modalità:
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1. gerarchia si crea un sistema dei capi (es. impresa, l’esercito, la Chiesa)
→
2. norme e procedure si standardizza come si fa il lavoro. in questo modo sto sia attuando differenziazione,
sia integrazione (es. amministrazione pubblica). Sono qualcosa di statici e stringenti
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3. tecnologie è un meccanismo di integrazione (es. impresa manifatturiera, lavoro di piattaforma, eHealth)
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4. programmi e strategie i programmi e le strategie sono linee di comportamento e criteri di orientamento che
inducono gli attori, cioè le persone, a conformarsi al meglio, secondo il proprio giudizio contingente e
agenzialità, a comportamenti da garantire i risultati attesi (es. partiti, sindacati). Non sono qualcosa di statico
e stringente come le norme e le procedure. Rappresentano delle sorte di schemi. È qualcosa di più dinamico e
flessibile che lascia spazio.
→
5. sistema di valori si può dividere in 2: →
a. Sistema complessivo e generale vi è una dimensione complessiva caratterizzante (es. Chiesa e
esercito partigiano, banca etica);
→
b. valori professionali comprende conoscenze, competenze, modalità d’azione apprese attraverso
l’esperienza e il training professionale (es. Infermieri/e)
I MECCANISMI DI INTEGRAZIONE
Le organizzazioni hanno più meccanismi di integrazione. I meccanismi di integrazione (gerarchia; norme e procedure;
tecnologie; programmi e strategie; sistema di valori) non sono in alcun modo esclusivi l’uno rispetto all’altro: quello
che troviamo sono sempre diverse combinazioni dei meccanismi di integrazione. Ciascuna organizzazione cercherà la
combinazione che le consentirà di garantire il massimo grado di integrazione. In alcune organizzazioni prevarranno
alcuni meccanismi piuttosto che altri ma nessuna organizzazione utilizza solo un meccanismo
ES. Nel caso della signora Raku? Vi è gerarchia, sistema di valori professionali, programmi e strategie.
GLI STUDI DI LAWRENCE E LORSCH SU DIFFERENZIAZIONE E INTEGRAZIONE (1967)
Scoprono cose importanti sull’ambiente. Nei loro studi pioneristici su diverse aziende, mostrano che le organizzazioni
di maggior successo sono quelle in cui il grado di differenziazione e i meccanismi di integrazione rispondono
adeguatamente alle esigenze dell’AMBIENTE. Ambienti più instabili con un maggiore grado di incertezza richiedono
meccanismi di integrazione diversi rispetto agli ambienti stabili (gerarchia, la formalizzazione di procedure e norme, i
controlli), come decentralizzazione del processo decisionale
attraverso programmi e strategie ma anche il sistema dei valori. In
questi casi, l’organizzazione meccanicistica lascia spazio
all’organizzazione organica. Dove gli ambienti sono stabili e
prevedibili, funzionano meglio i meccanismi di integrazione come
gerarchia, i controlli verticali, la standardizzazione. Negli ambienti
più imprevedibili, questi meccanismi non funzionano.
Organicistiche (instabili); meccanicistiche (stabili). Negli ambienti
instabili ho bisogno di flessibilità (es: pronto soccorso). Se non ho la gerarchia, riesco a governare il gruppo fidandomi
del gruppo; ho bisogno di competenze e valori professionali. 3
SOCIOLOGIA DEI PROCESSI ORGANIZZATIVI – DANIELA GARSTEA
Es: 1. pensa in concreto ad una organizzazione meccanicistica e una organicistica
a. scuola = organizzazione meccanicistica
b. atelier = organizzazione organicistica
2. i reparti in cui avete fatto tirocinio assomigliano più a organizzazioni meccanicistiche o organicistiche? Spiega
→
a. terapia intensiva organicistica: richiede flessibilità, compiti diversi, pazienti non standard e instabili.
Caposala consiglia, ma gli infermieri organizzano e suddividono i compiti nel turno; infermieri
gestiscono autonomamente le procedure (CVC, midline, accesso radiale)
→
b. cardiologia meccanicistica: protocolli standard da seguire; terapia standard in base alla tipologia di
pz; procedure standard →
c. chirurgia ortopedica/ ortopedia degenze meccanicistica: protocolli standard a seconda delle
operazioni, nel preoperatorio e nel postoperatorio
→
d. geriatria meccanicistica: gestione standard, situazione stabile.
3. pensando al tirocinio, quali meccanismi di integrazione erano maggiormente presenti nei reparti?
a. Gerarchia
b. Norme e procedure
c. Programmi e strategie
d. Valori professionali OSPEDALE COME CONTESTO ORGANIZZATIVO
TRAIETTORIA DI MALATTIA (STRAUSS ET AL.,1985)
Concetto di traiettoria di malattia di Strauss, Fagerhaugh, Suczek e Wiener («The social organization of medical work»)
È un concetto impiegato per riferirsi «non solo alla risoluzione fisiologica della malattia del paziente, ma all’intera
organizzazione del lavoro svolto durante il corso della malattia, unitamente all’impatto (della traiettoria) sulle persone
implicate in quel lavoro e nella sua organizzazione». Strauss e i suoi colleghi individuano 5 ambiti in cui principalmente
si esprimono l’organizzazione e il lavoro connesso alla gestione di una traiettoria di malattia:
1. machine work
2. safety work
3. comfort work
4. sentimental work
5. articulation work
ARTICULATIONWORK DI UN ‘EVENTO BANALE’ – OSPEDALI COME ORGANIZZAZIONI A PROCESSO CONTINUO
Durante un turno pomeridiano, la farmacia di un ospedale si trovò a corto di personale poiché due farmacisti si
ammalarono e si assentarono contemporaneamente; inoltre, durante quel turno si ebbero diverse emergenze
mediche, alle quali la farmacia dovette quindi dare la priorità. Quale conseguenza, una medicazione che doveva essere
mandata in un’unità arrivò troppo tardi per essere somministrata durante il turno pomeridiano. Siccome il medico era
ansioso che il paziente ricevesse il trattamento, gli infermieri del turno pomeridiano dovettero mettersi d’accordo con
quelli del turno di notte per somministrare la terapia. Tuttavia, quel trattamento richiedeva che il paziente fosse tenuto
sotto costante controllo mentre il medicinale veniva somministrato (per via endovenosa) e, dal momento che nel turno
di notte vi erano ancora meno infermieri che nel turno precedente, gli infermieri del turno di notte si risentirono. Essi
non potevano ignorare la richiesta del medico di somministrare il medicinale, ma si misero a discutere del ritardo dei
colleghi del turno pomeridiano nell’iniziare il trattamento: perché avevano aspettato? Perché qualcuno non era andato
in farmacia a prendere personalmente il medicinale? A loro volta, i colleghi del pomeriggio cercarono di spiegare che
il ritardo non era dipeso da loro. Gli infermieri del turno di notte dovettero quindi fare in modo di inserire anche questo
compito fra quelli già pianificati, ma la mattina successiva, espressero alla caposala dure lamentele. A sua volta, la
caposala dovette indagare per capire le cause dell’accaduto, cercare di riappacificare i rapporti tra i due turni e infine
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