.. Educatori professionali
3.2.1.2.7-
Le professioni comprese in questa unità attuano specifici progetti educativi e riabilitativi,
nell'ambito di un progetto terapeutico elaborato da un'equipe multidisciplinare, volti a uno
sviluppo equilibrato della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di
partecipazione e recupero alla vita quotidiana: curano il positivo inserimento o reinserimento
psico-sociale dei soggetti in difficoltà
● Programmano, gestiscono e verificano interventi educativi mirati al recupero e allo
sviluppo delle potenzialità dei soggetti in difficoltà per il raggiungimento di livelli
sempre più avanzati di autonomia;
● organizzano, gestiscono e verificano le loro attività professionali all'interno di servizi
socio-sanitari e strutture socio-sanitarie-riabilitative e socio educative, in modo
coordinato e integrato con altre figure professionali presenti nelle strutture, con il
coinvolgimento diretto dei soggetti interessati e/o delle loro famiglie, dei gruppi, della
collettività.
L'esercizio della professione di Educatore professionale è regolamentata dalle leggi dello
Stato.
Decreto Ministero della Sanità 8 ottobre 1998, n. 520
Regolamento recante norme per l'individuazione della figura e del relativo profilo professionale
dell'educatore professionale, ai sona dell'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria)
Art. 1.
1. E' individuata la figura professionale dell'educatore professionale, con il seguente profilo:
l'educatore professionale è l'operatore sociale e sanitario che, in possesso del diploma
universitario abilitante, attua specifici progetti educativi e riabilitativi, nell'ambito di un
progetto terapeutico elaborato da un'equipe multidisciplinare, volti a uno sviluppo equilibrato
della personalità con obiettivi educativo/relazionali in un contesto di partecipazione e
recupero alla vita quotidiana; cura il positivo inserimento o reinserimento psicosociale dei
soggetti in difficoltà.
4. L'educatore professionale svolge la sua attività professionale, nell'ambito delle proprie
competenze, in strutture e servizi sociosanitari e socioeducativi pubblici o privati, sul
territorio, nelle strutture residenziali e semiresidenziali in regime di dipendenza o libero
professionale.
La legge 205/2017 (art. 1 commi 594-600) ha introdotto la distinzione tra
educatore professionale socio-pedagogico (laurea L19 in Scienze dell'Educazione e della
Formazione) educatore professionale socio-sanitario (laurea abilitante di un corso di laurea
della classe L/SNT2 Professioni sanitarie della riabilitazione) 1
L'educatore professionale socio-sanitario opera in contesti socio-assistenziali, sanitari e
socio-educativi; mentre l'educatore socio-pedagogico lavora per lo più nei servizi
socio-educativi, per esempio nelle scuole e nel settore terziario.
I laureati nella classe delle professioni sanitarie dell'area della Riabilitazione svolgono, con titolarità
e autonomia professionale, nei confronti dei singoli individui e della collettività, attività dirette alla
prevenzione, alla cura, alla riabilitazione e a procedure di valutazione funzionale
I laureati della classe sono dotati di un'adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da
consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi
patologici sui quali si focalizza il loro intervento riabilitativo e/o terapeutico in età evolutiva, adulta e
geriatrica
STRUTTURE:
Art. 5 regolamento didattico- Sbocchi occupazionali e professionali
L'Educatore professionale svolge la sua attività professionale finalizzata all'educazione, alla
riabilitazione ed al reinserimento sociale delle persone con problematiche psicosociali,
presso strutture e servizi sanitari pubblici o privati
- Comunità riabilitative residenziali (dedicata al trattamento di pazienti affetti da disturbi
psichiatrici che necessitano di interventi terapeutico riabilitativi o di interventi di supporto
sociosanitario, effettuabili in regime residenziale)
- Servizi per tossicodipendenti (programımı terapeutici personalizzati trattamento e
riabilitazione di persone con problematiche di abuso e dipendenza da sostanze stupefacenti,
farmaci e comportamenti compulsivi quali il gioco d'azzardo patologico)
- Istituti di detenzione per adolescenti ed adulti
- REMS (Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (per accogliere le persone
affette da disturbi mentali, autrici di reati, a cui viene applicata dalla magistratura la misura di
sicurezza detentiva del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario o l'assegnazione a casa
di cura e custodia)
- Istituzioni educative e rieducative scolastiche e orientate a settori rieducativi speciali
- Attività pubbliche o private orientate al diversamente abili nel campo motorio, visivo,
uditivo
- Comunità alloggio (piccole strutture, rivolte a persone con disagio fisico o psichico, che
non necessitano di un'assistenza continuativa ma che non possono vivere nelle loro case) e
- Case famiglia (comunità di tipo familiare che accolgono persone con disagio psico-sociale
- spesso per interventi socio-assistenziali ed educativi integrativi o sostitutivi della famiglia)
- Servizi di Neuropsichiatria Infantile (si occupano delle disabilità d'origine neurologica,
genetica, metabolica, neurosensoriale, neuroortopedica, delle difficoltà del linguaggio, dello
sviluppo cognitivo, dell'apprendimento e del disagio psicologico e relazionale)
- Centri di salute mentale (centri di primo riferimento per i cittadini con disagio psichico.
Coordinano nell'ambito territoriale tutti gli interventi di prevenzione, cura, riabilitazione dei
cittadini che presentano patologie psichiatriche)
- Centri diurni (strutture sexuresidenziali con funzioni terapeutico-riabilitative, collocate nel
territorio) 2
- Servizi per i disturbi del comportamento alimentare (rivolto a minori e adulti che
presentano problematiche relative alla Condotta Alimentare tra le quali anoressia nervosa,
bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata)
- Residenze Sanitarie Assistite e Servizi Riabilitativi geriatrici, strutture per minori,
anziani, famiglie, ecc. e nella comunità
SOCIOLOGIA
studio scientifico della società, istituzioni e rapporti sociali. Rientra nell’ambito delle
★ scienze sociali insieme all’ antropologia, pedagogia. Queste studiano l’uomo al
centro nelle sue interazioni sociali.
La sociologia si divide in:
● Macro sociologia, presenta un approccio oggettivistico - olistico, uno sguardo
dall’alto, complessivo.
Significa studiare le società e le strutture sociali.
L’ordine sociale si spiega in termini di rapporti tra le strutture sociali e di cambiamenti
che intervengono in tali strutture.
Le norme sociali guidano il comportamento delle persone le quali si conformano alle
regole sociali.
L’accusa a questo approccio é pensare alla persona come a un individuo passivo.
● Micro sociologia, approccio soggettivistico - individualistico e lo studio si concentra
sull’agire individuale; mette in risalto il singolo e non la società.
L’ordine sociale si spiega a partire dal significato che gli attori attribuiscono alle loro
interazioni.
LA RICERCA SOCIALE
● Ricerca quantitativa, ricerca che ha come scopo quello di misurare un fenomeno.
Bisogna quindi adottare delle procedure standardizzate in modo tale che la ricerca
possa avere come esito finale una matrice di dati che consentono di misurare quel
fenomeno studiato. In questo modo si può conoscere il fenomeno e si possono
anche fare delle comparazioni con altri fenomeni.
Si avvale di
- Questionari strutturati a risposta multipla
- Statistiche, soprattutto (nella devianza) con denunce, ma non sempre le
denunce sono vere o c’è il fenomeno della dark number.
I reati denunciati sono i reati che appaiono nelle statistiche, ma c'è anche una criminalità che
non viene denunciata per vari ragioni (paura, affetto, mancata percezione che quel
comportamento sia un reato…)
Il dark number è causato da:
● Affetto nei confronti di chi ci fa una violenza
● Paura
● Poca consapevolezza del reato che stiamo subendo è per questo importante la
sensibilizzazione 3
● vittimizzazione primaria e secondaria della vittima: difficoltà a rivivere momenti che si
sono subiti, vergogna.
● Criminalizzazione
● Sfiducia
● Inconsapevolezza del reato che ho subito: non me ne accorgo
Nel campo degli omicidi c’è un numero oscuro basso come per esempio nel caso di mafia o
omicidio scambiato per suicidio.
Le violenze in generale presentano un numero oscuro molto alto.
Furto di automobili e moto presentano un numero oscuro molto basso perché hanno
l’assicurazione.
L’ andamento dei dati può essere inficiato del cambio della legislazione per esempio le
violenze sessuali, fino a 30 anni fa, non erano comprese nelle violenze contro le persone.
L’andamento dei dati può essere influenzato anche dall’evoluzione della società, cambiano
le sensibilità come per esempio con l’omosessualità oppure con il matrimonio. Se cresce la
sensibilità su un argomento aumenta anche la propensione di denuncia. Più c’è sensibilità
più le denunce aumentano ma i reati al contempo diminuiscono.
C’è una corrente che pensa, pertanto, che i dati non sono attendibili.
Negli Stati Uniti sono state introdotte le indagini di vittimizzazione e le inchieste di autodenuncia.
Negli anni 60 e 70 sono nate indagini che consistono nel chiedere direttamente al campione di
persone che dovrebbe essere il più possibile rappresentativo della popolazione, senza contattare le
forze dell’ordine. Vengono sottoposte domande ovviamente in forma anonima (self report studies)
Vittimizzazione: Si chiede se hanno subito dei reati
Autodenuncia: Si chiede se hanno commesso un reato
Possono essere influenzate dalla veridicità dell’informazione dati.
Se il pubblico ministero riceve la notizia di un reato deve svolgere le indagini preliminari. Se al termine
di queste il reato risulta fondato bisogna iniziare le indagini cioè esercitare l’azione penale. Esistono
pertanto azioni penali esercitate dall’ autorità giudicante. Di queste statistiche ci sono quelle che
studiano le condanne per sentenza definitiva, cioè alla fine della corte di cassazione che supera la
corte di appello. In Italia c’è la prescrizione cioè passa troppo tempo prima che diventi definitiva. Gli
studiosi ritengono che maggiore è l’intervallo di tempo dal reato che viene commesso e dalla
denuncia più quel dato è poco attendibile perché nel frattempo possono essere accurate tanti
processi che lo rendono poco utile.
● Ricerca qualitativa,cerca di studiare più in profondità un singolo fenomeno.
Acquista le informazioni in maniera NON strutturale.
Si avvale di:
- Osservazioni osservazione partecipante: studio un fenomeno e faccio in
⇒
modo di partecipare a quel fenomeno
- Interrogazioni meno strutturata
⇒
- Leggere documenti
- Sperimentazioni => esperimenti poco diffusi in Italia e molto diffusi in USA.
esempi: Esperimento di Stanford fatto da uno studioso chiamato Zimbardo.
Divise i suoi studenti in guardie e detenuti, dopo poco gli studenti agenti iniziano ad abusare del loro
ruolo e ad utilizzare violenza nei confronti degli studenti detenuti. 4
Esperimento di Milgram il quale aveva tratto spunto da un processo che pochi anni prima si era
svolto in Israele chiamato processo di Eichmann. Eichmann era un gerarca nazista che era riuscito a
rifugiarsi in sud America, lui non aveva fatto i conti con un gruppo israeliano che riuscirono a trovarlo
e a processarlo. Hannah Arendt dice nella “Banalità del male” che il male è di un uomo mediocre. Le
sue giustificazioni erano che lui eseguiva degli ordini.
Milgram fece un esperimento: la persona chiamata all'esperimento svolgeva il ruolo di insegnante.
Leggeva delle coppie di parole ad un'altra persona. La persone che non sapeva di essere parte dell’
esperimento dove voleva dimostrare che possiamo porre in atto comportamenti contrari alla nostra
morale se c’è una persona che incita i nostri comportamenti 5
SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA
Cosa è la devianza?
Violazione norme sociali, principi, valori che tengono insieme un aggregato in modo
★ generale.
Il comportamento irrispettoso di quelle norme è un comportamento deviante.
La devianza consiste nella delusione/violazione delle aspettative sociali che
discendono da una norma sociale.
Un comportamento non è di per sé deviante, ma è deviante perché delude le aspettative
degli altri, cioè la società.
Da una norma sociale discendono delle aspettative istituzionalizzate cioè condivise dalla
società. Noi ci aspettiamo, date le norme,che le persone si comportino in una certa maniera.
In una società ci si aspetterà che le persone si comportino in una certa maniera e in un altra
società in un’ altra maniera, cioè si creano diverse aspettative.
Ad es c'è la norma che i figli devono rispettare i genitori e questa norma esiste oggi e anche 50 anni
fa, oggi però i genitori si adattano a dei comportamenti diversi rispetto a quelli di 50 anni fa, rispetto a
una norma che è vigente ancora oggi.
Un comportamento non è di per sé deviante, ma lo diventa quando gli altri non lo accettano,
condannandolo.
Se non è deviante o è perché non è scoperto o perché non è deviante per quella società.
Un comportamento deviante è statisticamente poco frequentemente perché altrimenti non
sarebbe più deviante.
Non tutti però i comportamenti poco frequenti sono devianti.
=> il concetto di devianza è un concetto relativo e quindi le norme non sono sempre uguali,
cambiano nello spazio e nel tempo.
Cosa significa parlare di criminalità o comportamenti devianti?
Il concetto di devianza è più ampio di quello di criminalità.
La criminalità è data dalla violazione delle norme penali. Invece il concetto di
★ devianza è più ampio.
Un comportamento criminale è sempre un comportamento deviante, ma un comportamento
deviante può non essere un comportamento criminale.
Esiste una paura diffusa della criminalità e quindi la politica cerca di dare risposte congrue a
quella domanda:
● aumentando pene
● creando nuove pene
Le norme non hanno tutte lo stesso peso. Ogni norma si accompagna a una sanzione.
Nelle norme sociali, la sanzione è l'esclusione sociale.
I comportamenti devianti, ma non criminali possono essere:
● tradimento
● prostituzione, non è un reato, ma l'induzione alla prostituzione è un reato.
● abuso di alcol
● bullismo, atti ripetuti nel tempo caratterizzati da atti di prepotenza e squilibrio di
potere tra i due soggetti. Fisico, Verbale e Psicologico.
Le prevaricazioni possono essere reati. 6
La sociologia della devianza studia comportamenti devianti, ma non criminali. (questi sono
appannaggio della Criminologia)
Possiamo fare una distinzione tra teorie del consenso e quelle del conflitto.
Teorie del consenso: sottolineano evidenza e importanza del consento nella società. Noi
condividiamo quelle norme
Teorie del conflitto: Le norme non sono condivise, sono imposte da chi ha il potere in
società.
APPROCCI DELLA SOCIOLOGIA DELLA DEVIANZA
Possiamo parlare del binomio tra razionalità e determinismo:
Per il razionalismo, se gli individui hanno posto in essere un comportamento deviante è
perché hanno scelto di esserlo, secondo una scelta razionale.
Per il determinismo invece la persona è determinata da altri aspetti.
Però poi questo scontro è tornato in campo nelle neuroscienze le cui implicazioni riguardano
anche la devianza.
Come nasce quest'idea?
Si affermano con la nascita delle idee sociali (criminologia e sociologia)
Razionalità : Beccaria, libero arbitrio/utilitarismo (i comportamenti non sono di per
➢ sé buoni o cattivi, ma diventano tali in base alle conseguenze che producono).
"Dei delitti e delle pene" (1764). Presuppone una certa idea di uomo (illuminismo), uomo
estremamente razionale. La legge rappresentava la volontà del sovrano.
L'idea di Beccaria è quella di una pena che rappresenti un' offesa diretta alla persona,
indiretta alla società.
Beccaria si basava sull'idea del "contratto sociale”che gli uomini hanno idealmente
sottoscritto, in cui rinunciano a un pezzo di propria libertà per darla al sovrano. Il sovrano è
tale quindi per volere dei cittadini.
Secondo quest'idea ciascuno di noi agisce per interesse e quando agisce fa un conto di
danni e benefici.
Ci vogliono pene preventive: prima la pena aveva un carattere di pura retribuzione. Ora
invece di rieducazione.
La pena deve avere una funzione deterrente: tu vieni scoraggiato a rifare il reato e gli altri
vengono scoraggiati a farlo.
Come deve essere la pena?
Deve essere pronta, infallibile (ci deve essere sempre), certa (scontata per intero),
proporzionata alla gravità di reato, ma deve essere dolce, mite. La pena deve eccedere di
poco il beneficio. Di fronte ad una pena molto severa il giudice ci penserà tanto prima di
emandarla.
Divenne fonte di ispirazione per la "scuola classica “ e ha contribuito alla realizzazione del
codice penale che risale al 1930 e risente dei retaggi della scuola classica e positiva.
Ques
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