La sociologia e la metodologia
La sociologia è una scienza empirica che esamina la realtà. Molto importante è la metodologia, disciplina che presiede il linguaggio scientifico. La sociologia deve essere:
- Vera: in accordo con la realtà
- Utile: aiutando l’uomo a comprendere e risolvere meglio i suoi problemi.
Per rigore metodologico si intende la differente a tra conoscenza comune a quella scientifica sociologica. Le caratteristiche del metodo scientifico sono:
- La pubblicità delle regole e delle procedure seguite;
- Controllabilità e ripetibilità delle ricerche;
- Validazione dei risultati.
Weber afferma che seguendo le stesse procedure, si ottengono gli stessi risultati. I requisiti della conoscenza scientifica sono:
- Trasparenza
- Adeguatezza
Scienziato e uomo della strada
Tutti siamo uomini della strada, ma Palumbo afferma che il terreno di confronto tra i due individui è quello di limitare i propri pregiudizi cercando di essere oggettivo e distaccato nonostante non si riesca del tutto, per questo la scienza ha delle regole ben precise e ciò che fa la differenza è il metodo che viene utilizzato tramite determinate ricerche e studi. Dietro tutto ciò c’è la comunità scientifica composta da colui che ha la conoscenza su una determinata disciplina. Vince di più un successo mediatico rispetto a domandarsi a come possa essere vera quella determinata cosa. Efficacia retorica è il messaggio che trasmetti rispetto alla veridicità.
Si possono verificare due effetti: la fiducia obbligata rasenta un comportamento ignorante o la reticenza e scetticismo rischiando di provocare una chiusura mentale rispetto a determinate affermazioni. (Giddens 1994)
La causazione sociale
Il mondo viene spiegato facendo ricorso al concetto di causa e quando accade un qualcosa di inaspettato ci si chiede “perché”. La risposta è o per un operato di un meccanismo specifico o per l’intenzione di un attore. Secondo Weber esistono leggi che operano in campo sociale definite leggi sociologiche. Weber parla dell’azione sociale che l’individuo compie in società ma che possono essere influenzate dagli altri attori sociali in modo consapevole o non.
Per creare delle leggi sociologiche bisogna unire all’uniformità statistica l’intendere esplicativo. Ci sono due differenti pensieri a riguardo:
- La comprensione: indica una condivisione tra osservatore e sociologo
- La spiegazione: è la situazione che non è immediatamente intellegibile al sociologo
È difficile trovare però delle leggi sociologiche che valgano per tutti perché ognuno sottoposto a determinati stimoli agisce in modo diverso per questo Weber, dice che queste leggi sono possibilità tipiche che si possono osservare nella realtà.
Tipico
- Comune a più persone
- Peculiare di un certo fenomeno
- Sufficientemente concreto da rinviare a casi reali
- Sufficientemente astratto da costruire proposizioni che prescindono dal singolo specifico caso o individuo
La risposta a tutto ciò secondo Weber è quella di prendere le distanze dall’agire reale costruendo un ‘tipo vero’ di intenzionalità che permetta di leggere una pluralità di azione concrete e di crearne una casistica sociologica. Secondo Weber esistono 3 gradi di comprensione della realtà sociale (caratteristiche leggi sociali)
- L’agire del singolo soggetto: azione osservabile nel singolo caso
- Il tipo sociologico: L’aggregando gli stessi soggetti che compiono le stesse azioni formo il tipo sociologico
- Il tipo ideale o tipo puro: l’astrazione che non esiste nella realtà ma serve al sociologo per indovinare un tipo di comportamento.
Gli ideali e i diversi tipi di azione secondo Weber (regole sociologiche)
- Razionale rispetto allo scopo: chi agisce valuta razionalmente i mezzi rispetto agli scopi che si propone, considera gli scopi in rapporto alle conseguente che potrebbero derivarne, paragona i diversi scopi possibili e i loro rapporti
- Razionale rispetto al valore: chi agisce senza preoccuparsi delle conseguenze delle proprie azioni.
- Determinate affettivamente: qui razionalità non esiste
- Azioni tradizionali: espressione di abitudini acquisite, reazioni abitudinarie a stimoli ricorrenti comportamenti che si ripetono senza darci peso.
La comprensione sociologica rinvia al senso intenzionato dell’agente rispetto alle azioni: non sempre si agisce consapevolmente/razionalmente.
L’azione umana può essere scomposta in tre parti:
A = C+I+SR
- A = Azione umana
- C = parte dell’azione ascrivibile a caratteristiche comuni ad altri soggetti (tipico sociologico) = gli altri
- I = parte dell’azione dovuta alle caratteristiche individuali irriducibili al tipo sociologico (caratteristiche individuali del singolo)
- SR = parte dell’azione dovuta alla strategicità (non porta sempre al risultato che si voleva ottenere) e riflessività dell’agire (esiti e conseguenze delle azioni per l’individuo ciò io rifletto in base alle mie precedenti esperienze) (azione compiuta)
Tale affermazione ha duplice supporto:
- Giddens: non serve la totale identificazione con il soggetto agente
- Pareto: le persone cercano sempre di spiegare quello che fanno per darne un senso logico anche quando non c’è.
Competenza simbolica e discorsiva
Per questo problema, la sociologia distingue:
- Competenza simbolica: tipica allo studioso, è la capacità di spiegare dietro richiesta la maggior parte di ciò che gli agenti fanno
- Competenza pratica o discorsiva: tipico dell’agente, l’attore sociale sa come comportarsi nelle varie situazioni
È sulla competenza discorsiva che si lavora quando si usano strumenti di ricerca mediati al linguaggio (intervista, questionario). Solitamente il sociologo sa qualcosa in più dell’agente circa il contesto dell’azione sociale, mentre il soggetto agente risulta più confuso.
La doppia ermeneutica
- Sociologo / soggetto agente
- Il sociologo può vedere le cose in una prospettiva più ampia rispetto al soggetto agente ma anche lui ha una competenza pratica (può condizionarlo nelle sue spiegazioni)
- Similmente anche il soggetto agente ha una competenza simbolica e discorsiva che utilizza nel quotidiano con altri attori
Es. Il sociologo su un elicottero può avere una visione più ampia rispetto all’uomo della strada a cui dovrà appoggiarsi per vedere la realtà da vicino e poterla studiare concretamente traendone delle conclusioni e un rispecchiamento. Le spiegazioni fornite dal sociologo devono essere adeguate ovvero comprensibili e condivisibili dagli attori stessi.
Dalla doppia ermeneutica alla quadrupla (Palumbo e Galbanino)
- Come l’attore descrive verbalmente quello che fa (chiedere)
- Come il sociologo descrive la competenza pratica dell’attore quando non chiama la competenza discorsiva di questo (osservazione senza chiedere)
- Come sociologo opera la traduzione del linguaggio dell’attore in quello della scienza sociale (trago le risposte e le conduco a un linguaggio sociale)
- Come l’attore interpreta la lettura proposta dal sociologo dal suo comportamento (se l’attore si ritrova in ciò che è stato constatato dal sociologo)
Spiegazione: (il sociologo può operare tramite una competenza pratica o discorsiva. In un secondo momento deve trasformare le proprie constatazioni in linguaggio scientifico ed infine l’attore si deve ritrovare nelle constatazioni poste dal sociologico e comprenderle.
Problema della coerenza fra le 4 ermeneutiche
Dislivello di potere fra osservatore e osservato. La difficoltà che si ha è di mantenere il contatto fra i due modi (studioso/ soggetto studiato). In varie occasioni Nigris ha utilizzato due termini:
- Emic: categorie interpretative tratte dal mondo dei soggetti studiati (intervista) e considerate rilevanti dai soggetti stessi
- Etic: io ricercatore impongo le mie categorie interpretative frutto di studi legittimati dalla comunità scientifica (questionario risposta chiusa)
Al di là del carattere emic e etic, ogni dato usato nella ricerca sociale è ciò-prodotto da ricercatore e attore, quello che può cambiare a seconda delle tecniche e strumenti usati è il grado di partecipazione del soggetto studiato.
Livelli di analisi
Per fornire una spiegazione utile e vera, l’attenzione del ricercatore sociale deve focalizzarsi su tre aspetti: micro, macro, meso.
Coleman’s Boat
- Micro: livello individuale (le proprie azioni). Le mie azioni individuali sono dipendenti dal livello macro che rappresenta la struttura sociale dove viviamo ma di conseguenza si influenzano a vicenda. Ma inoltre vengono influenzate anche dal meso che è ciò che condiziona il modo di comportarsi, è la via di mezzo tra micro e macro. Questi 3 livelli caratterizzano tutti i fenomeni sociali e il sociologo sceglie vari strumenti più tosto che altri
- Micro: cerco una relazione con il soggetto studiato (qualitativo)
- Macro: strumenti più quantitativi, questionario o indagini su larga scala.
Metodologia della ricerca sociale
È l’insieme di strumenti, tecniche e strategie di rilevazione e analisi di dati, di cui dispone il sociologo che svolge una ricerca empirica. Il metodo scientifico adozione di un procedimento caratterizzato da ripetibilità, controllabilità e pubblicità del processo della ricerca.
Strategie e tipi di ricerca
- Descrittive: contesto della scoperta
- Esplicativa: cerca di spiegare il perché e si muove nel contesto della giustificazione
- Ricerche descrittive e valutative: dalla descrizione do un contributo utile esprimendo una valutazione per migliorare la situazione
- Ricerche teoriche e sperimentali: non si esprime alcuna valutazione dai impasto ad altri la tua conoscenza.
- Ricerca quantitativa: si basano su un questionario a un numero alto di persone
- Ricerca qualitative: studiare la singola realtà
Ci sono due diversi modi fare sociologia. Marradi distingue tra ricerche basate sull’esperimento e ricerche non sperimentali. Le strategie di ricerca non sperimentali sono le matriciali in cui c’è la presenta della matrice dei dati, ovvero accertare l’esistenza di relazioni di tipo probabilistico tra variabili, in seguito misura l’intensità di tali relazioni (ricerca quantitativa- etic: forzare il soggetto secondo categorie mentali del ricercatore come ad esempio accade in un questionario strutturato). È formata da una sequenza di colonne ciascuna delle quali è dedicata a una variabile e da una serie di righe quanti sono i casi relativi Non matriciali nelle quali non c’è una matrice dati. Qui si cerca di indurre le interpretazioni della realtà sociale senza pretenderne conferma empirica (ricerche qualitative-emic: rispettare le categorie menali del soggetto come ad esempio nella raccolta fedele delle interviste o risposte semistrutturate.
Differenza tra matriciali (quantitative) e non (qualitative) Ricolfi
- Presenza o non di una matrice dati
- Impiego della statistica/ procedure meno formalizzate
- Ispezionabilità della base empirica che è costituita da quello che si è scoperto dalle proprie ricerche su cui faccio le analisi. In questo caso la ricerca qualitativa è meno rigorosa perché si basa su numeri più piccoli
Strategie, tecniche, strumenti di ricerca
- Strategie: l’insieme di costruzione, organizzazione e analisi dei dati adottate dal ricercatore. Quanti, quali, misto.
- Tecniche di ricerca: all’interno di una strategia l’uso di uno o più strumenti specifici secondo modalità definite in modo più o meno rigoroso della comunità scientifica.
- Strumenti di rilevazione: all’interno di una tecnica di ricerca, consentono di collegare i riferimenti teorici ai riferimenti empirici. (Definizione operativa: passaggio dal generale al particolare per scendere sul piano pratico)
Disegno e fasi della ricerca
Le scelte fatte dal ricercatore dipendono da una pluralità di elementi. È composta da 4 fasi. Il processo di ricerca deve essere considerato come circolare pertanto l’idea della ricerca sociale come processo lineare che si sviluppa tramite tappe precise è un modello astratto.
Le fasi della ricerca
- Impostazione della ricerca:
- Definizione degli oggetti di studio e degli obbiettivi-chiarificazione concettuale del problema con te stesso e con gli altri committenti (colui che finanzia) ovvero l’oggetto della ricerca.
- Selezione di ipotesi, teorie e concetti
- Riformulazione definitiva dell’oggetto dello studio
- Ricerca bibliografica
- Raccolta di dati statistici
- Raccolta ricerche analoghe già effettuate
- Lettura critica del materiale raccolto
- Effettuazione ricerca di sfondo ovvero andare a parlare con coloro che sono già a conoscenza dello studio che sto svolgendo, ciò aiuta a fare dei chiarimenti ulteriori
- Approfondimento teorico di ipotesi, concetti e teorie
- Scelta dell’area in cui effettuare la ricerca
- Dove avviene la ricerca e qua subentra il problema dei confini e dell’attribuzione all’universo dei suoi elementi. Attività da svolgere:
- Confine fisico: Dove avviene la ricerca in base agli obbiettivi e le risorse economiche che si hanno a disposizione.
- Confine concettuale: se nei diversi contesti sociali è inerente la ricerca che si sta svolgendo.
- All’area delle unità di rilevazione: sono i soggetti che si studiano ma non sono solo essere viventi ma anche cose.
- Formulazione delle ipotesi
- Qui si formula un ipotesi della propria ricerca ovvero si pongono delle domande ma dovrà essere verificata nella realtà quindi dovrà essere suscettibile di controllo empirico. Successivamente bisognerà iniziare a pensare agli strumenti da utilizzare comprese le strategie di ricerca da adottare Attività da svolgere:
- Definizioni delle variabili principali ovvero le differenze che si possono trovare in materia e come lo influenzano ciò aiuta a formulare l’ipotesi.
- Formulazione delle ipotesi
- Operazione delle variabili
- Prima definizione del disegno della ricerca i passaggi da seguire
- Le ipotesi devono essere anche flessibili e qui nella fase della formulazione delle ipotesi si inizia a capire se si è sulla strada giusta o meno
- Organizzazione amministrativa
- Occorre definire i tempi, i metodi di attuazione della ricerca e dei ruoli dei soggetti coinvolti. Inoltre va stabilito il budget che deve essere posto sulla mole di lavoro e avere dei collaboratori. Ogni collaboratore ha un proprio ruolo da rispettare che in questa fase va definito generalmente dal responsabile.
- In ogni gruppo di ricerca c’è il rilevatore, colui che va sul campo e deve essere addestrato a tali compiti, pensando a chi mandare dove e quanti. Se si hanno tanti rilevatori si riduce il problema della standardizzazione, per pochi invece si potrebbe verificare l’effetto rilevatore ovvero rischi di ottenere risposte comuni. Successivamente a tutto ciò si iniziano a predisporre gli strumenti. Infine si stabilisce il piano finanziario e operativo della ricerca.
Raccolta dati
- Ricerca sul campo IA. Predisposizione strumenti di rilevazione
- Che tipo di strumento utilizzo
- Dati secondari: sono dati prevalentemente di statistica già esistenti e si è nel campo della ricerca descrittiva perciò bisogna verificare le fonti a cui si fa riferimento
- Nella rilevazione diretta, costruisco lo strumento ovvero costruisco la traccia di intervista
- La costruzione di programmi e di elaborazione dati non è un compito appartenente al sociologo ma utilizza quelli esistenti.
- Addestramento di. All’isolamento degli strumenti ovvero una volta che ho l’intervista addestro i miei rilevatori
- Test degli strumenti somministro la mia intervista
- Messa a punto definitiva degli strumenti
- Individuazione delle fonti e/o costruzione del piano di campionamento
- Selezione del soggetto
- Stabilire il numero, dagli obbiettivi, dalla strategia che ho adottato (quanti o quali)
- Come scelgo i soggetti a seconda dell’oggetto
- Rilevazione dei dati
- Somministrazione degli strumenti di rilevazione ai membri del campione
- Fare delle verifiche sullo svolgimento della ricerca che possono influenzare sulla qualità dei dati rilevati e la modalità utilizzata
- Registrazione dei dati
- La ricerca sul campo si conclude con l’inserimento dei dati sulla matrice nel caso cartaceo o compiuterizzazione
- I risultati della ricerca andranno comunicati: a chi e per quale fine? Come? Perché? Le risposte che si danno si differenziano a seconda di chi si ha davanti e in base agli obbiettivi che si vogliono raggiungere.
Codificazione e elaborazione dei dati
Analisi e interpretazione dei risultati
Paradigmi
Sono serie di assunti che formano la base su cui poggiano le idee scientifiche.
Possibili accezioni di paradigma secondo la Mastermann
- Mataparadigma: ovvero concezioni standard, modi di vedere
- Paradigmi sociologici: risultati scientifici sui quali si realizza un consenso all’interno della comunità scientifica
- Paradigma artefatti: strumenti
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