Sociologia moderna
Sociologia = studio della società. Questa disciplina nasce con il concetto di modernità: "passaggio dal mondo del destino (non si può scegliere) al mondo della scelta" (Weber).
Perché e quando nasce
Nasce tra 700-800 nel contesto di una serie di eventi di trasformazioni umane che delineano il passaggio dal Vecchio ordine sociale (=feudale, monarchia, potere assegnato per dinastia) al Nuovo ordine sociale (=moderno). Questi eventi di trasformazioni umane sono:
- Rivoluzioni politiche = rivoluzioni liberali (liberali = borghesi, i primi a lavorare per sé stessi a differenza di nobili e contadini):
- 1688: rivoluzione inglese
- 1776: rivoluzione USA
- 1789: rivoluzione Francese
La classe media in ascesa porta alla caduta del mondo feudale, la monarchia, e l’aristocrazia, promuovendo nuove idee alla base di un mondo più libero (epoca anche dell’Illuminismo in Inghilterra) e la religione comincia a perdere la sua forza di fonte indiscussa di autorità morale = rovesciamento delle condizioni culturali della società.
Uguaglianza (la borghesia domanda democrazia), libertà economica, secolarizzazione (passaggio di cose o istituzioni dalla dipendenza del potere ecclesiastico a quella del potere civile = laicizzazione).
- Rivoluzioni economiche = rivoluzione industriale: nuove industrie e tecnologie cambiano l’aspetto dell’ambiente sociale e fisico, contadini nelle città come operai industriali (urbanizzazione), le città crescono, ambiente anonimo, valori della tradizione tendono a scomparire = trasformazione delle condizioni strutturali della società.
- Epoca di progresso delle scienze naturali e dei loro metodi che si pensa di applicare anche al mondo sociale (idea moderna di scienza: sapere scientifico non è necessariamente vero, ma "certo", è oggettivo, impersonale, riproducibile, può essere dimostrato).
- Contatto costante e duraturo con società completamente diverse da quelle europee (colonizzazione) nuovi interrogativi sulla società in generale per gli studiosi.
Mutamenti della società portano a grandi cambiamenti sociali; la sociologia comparve in quest’epoca come disciplina per comprendere le trasformazioni che parevano minacciare la stabilità della società europea, si interessa quindi al mutamento sociale, come governarlo e conciliarlo con le persistenze culturali (=tradizioni).
L'ordine sociale con la modernità
Con la modernità (passaggio vecchio-nuovo ordine) ci si chiede come sia possibile conciliare la libertà dei singoli con quella collettiva, garantire un certo ordine il quale ha bisogno di regole in quanto la libertà del singolo non è infinita (la mia libertà finisce dove finisce la tua).
John Locke: diritti naturali
- Diritto alla vita
- Diritto alla libertà
- Diritto alla proprietà privata
JJ Rousseau: la proprietà privata è l’origine di tutti i mali. L’uomo nasce innocente poi viene contaminato dalla società, infatti non è più libero dal momento in cui un’altra persona delimita la sua proprietà.
Oggetto di studio della sociologia
Ha come soggetto il gruppo umano (non il singolo individuo, oggetto di studio della psicologia), l’uomo è un essere socialmente condizionato, cioè la sociologia considera prima l’effetto della società sul singolo (non viceversa). Il comportamento dell’uomo è influenzato dal comportamento degli altri, influenzato da piccoli gruppi (famiglia) e da grandi gruppi (stato) quindi distinguiamo:
- Microsociologia: studio il comportamento di piccoli gruppi (prospettiva interazionista).
- Macrosociologia: studio dei fenomeni macrosociologici = coinvolgono i grandi gruppi, investono tutta la società (o tanti gruppi che vanno a comporre la società). Es. migrazioni, globalizzazione (teorie funzionalistiche e teorie del conflitto).
La scienza empirica: è una scienza che osserva un fenomeno sociale e prova a misurarlo, ma in quanto l’oggetto di studio è il comportamento dell’uomo all’interno di gruppi umani, la ricerca sociale è difficile.
Come spiegare il nuovo ordine sociale
Nuovo ordine sociale:
- Approccio positivo: Positivismo
- Approccio critico: Teorie del conflitto
- Visione intermedia: Funzionalismo e Strutturalismo, paradigmi dell'azione e della struttura
Esponenti principali:
- K. Marx
- F. Engels
- M. Weber
- A. Comte
- H. Spencer
- E. Durkheim
Sociologi prima della nascita della sociologia
Giovanni Battista Vico (1668 - 1744)
Con "Scienza nuova" (1725) si spiega solo il mondo civile, non si riesce a spiegare il mondo della natura (creato da Dio), della storia (creato dagli uomini), storia delle nazioni frutto della storia degli uomini. Si può avere conoscenza vera solo di ciò che è stato fatto direttamente; in tal senso, la storia è la disciplina principale cui bisogna dedicarsi, strumento di indagine dell’uomo e del mondo, mentre la Natura è opera di Dio, e quindi trascende i nostri limiti conoscitivi.
Teoria delle tre età (della "storia ideale eterna")
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Senso: il bambino (infanzia degli dei)
- L’uomo, preda di mille paure e timori, subisce passivamente la cieca e imprevedibile volontà degli dei che egli supinamente adora. (=infanzia della storia, la preistoria della ragione, No istituzioni)
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Fantasia: giovinezza degli eroi
- Caratterizzata da un regime oligarchico e aristocratico nel quale il potere si esprime nell'arbitrio di pochi. Al culto degli dei si sostituisce ora quello degli eroi, gli stessi che detengono il potere. (=età greco, romana, prime istituzioni)
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Ragione: maturità degli uomini
- Subentrano la coscienza, la ragione e il dovere: gli uomini sono ora capaci d'intendere e di volere autonomamente, sono cioè padroni di sé. (=Grecia classica, Roma repubblicana, nascita filosofia, età moderna) Culmine e manifestazione estrema di questa età è il mondo della moderna civiltà borghese, l’uomo è unicamente preoccupato di garantirsi sicurezza e benessere. Tutte le credenze precedenti ricevono un fondamento e una spiegazione razionale e si impone il principio dell’uguaglianza degli uomini di fronte alla legge, che è la garanzia sia delle repubbliche popolari sia delle monarchie. In quest’età, nasce la filosofia e il diritto naturale che assicura la convivenza civile.
Concetto di corsi e ricorsi della storia
La storia è un ciclo di corsi e ricorsi. In questo senso, l’età degli dei, degli eroi e degli uomini si susseguono ciclicamente in un percorso in cui allo sviluppo razionale dell’ultima età subentrano fattori come corruzione e crisi che fanno crollare le istituzioni sociopolitiche, fino alla tirannide e all’anarchia. Sostiene che ad un certo grado di sviluppo delle società umane, esse cadono in superficialità, quindi ad uno sviluppo segue un regresso, cioè ad uno sviluppo materiale non ricorre uno sviluppo valoriale (principi, leggi..). Esempio: cause del declino di Roma: calo demografico, incapacità di integrare i differenti, corruzione morale.
Montesquieu (1689 - 1755)
Filosofo, pensatore politico francese
"Lettere persiane" (1721): Opera epistolare a carattere sociologico. Tratta di un gruppo di principi persiani in visita in Europa, in Francia, e l’autore descrive usi e costumi europei dal punto di vista dei principi persiani. I lettori francesi leggono l’opera con etnocentrismo, cioè hanno come riferimento la loro cultura francese.
Relativismo culturale
È un’opera importante per la sociologia perché si concentra sul relativismo culturale = la visione del mondo dipende dalla prospettiva con cui lo si guarda (vs etnocentrismo = tendenza a guardare qualsiasi fenomeno sociale con i valori della propria cultura).
Nota: relativismo culturale ≠ relativismo assoluto (= giudicare un fenomeno non emettendo alcun giudizio di valore, anche contro i propri valori, negando se stessi). È difficile in alcuni casi astenersi dall’esprimere la propria opinione, descrivere la società da un punto di vista soggettivo, basato sulle proprie opinioni, esperienze. Il sociologo dovrebbe adottare un approccio obiettivo. Il relativismo culturale resta comunque un approccio preferibile all’etnocentrismo.
Approccio positivistico (prima metà ‘800)
Positivismo (corrente dominante nella filosofia della scienza dell’epoca) = approccio empirico: il vero, il positivo è ciò che è empirico (misurabile), quindi ciò che non si riesce a dimostrare non esiste = visione fiduciosa, positiva del mondo che accompagna lo sviluppo industriale: visione fondata sul progresso (ciò che accadrà sarà migliore di prima), fiducia nella ragione umana (ragione tecnico scientifica = ciò che tocco ed è visibile esiste). (vs ottica conservatrice: società muta ma occorre conservare qualcosa, mantenere qualcosa di stabile, persistente)
Funzionalismo e struttural-funzionalismo
Strutturalismo (corrente filosofica alla base della vita intellettuale del XX secolo):
"Visione olistica" = le parti di un sistema non possono essere studiate indipendentemente le une dalle altre, comprese solo considerando le loro interrelazioni. Trascura il flusso delle azioni e degli eventi, preferendo le strutture sociali che risultano più stabili nel tempo ≠ dal positivismo perché a differenza dei positivisti (per cui spiegare significa ricercare le cause, dedotte esclusivamente da ciò che si osserva), gli strutturalisti sostengono che vi siano strutture sociali non immediatamente visibili dalla gente che vi è soggetta.
Funzionalismo: Ordine e stabilità sociale
La prospettiva funzionalista trae la sua ispirazione originaria dalle opere di Spencer e Durkheim (paragone organismo-società), in seguito nella sociologia americana moderna il funzionalismo è associato al lavoro di Parsons e Merton. La teoria funzionalista presuppone che la società tenda ad essere un sistema organizzato stabile, ben integrato, in cui la maggior parte dei membri sia d’accordo sui valori fondamentali. La teoria sostiene che le singole istituzioni sociali (famiglia, religione, economia) siano spiegate in funzione del ruolo svolto nel mantenimento della società complessiva e dalle relazioni fra di loro. Quindi spiega il persistere delle pratiche sociali richiamando quegli effetti che risultano benefici per l’equilibrio o l’integrazione del sistema sociale in cui quelle stesse pratiche sono inserite. Vi sono dei prerequisiti che devono essere soddisfatti perché una data società possa sopravvivere, o in alternativa che una società operi in modo che queste esigenze tendano ad essere soddisfatte.
Come è possibile l’ordine sociale? (Modelli di risposta tra 800-900)
Paradigma della struttura: Secondo Comte, Durkheim l’ordine sociale è possibile grazie ad una forza, la coercizione che proviene dall’esterno. La coercizione viene esercitata dalla società su ognuno di noi attraverso processi di acculturazione e socializzazione (processo che fa in modo di diventare consapevoli del posto in cui si è nati) attraverso i quali la società ci trasmette delle norme sociali, accettate o subite regolano l’interazione tra individui. Le strutture sociali si impongono ed esercitano il loro potere sull’azione individuale, sono considerate coattive nella misura in cui modellano le azioni e i pensieri degli individui.
Durkheim "Le regole del metodo sociologico": la società ci precede logicamente e storicamente, la società viene prima di noi, nel momento in cui nasciamo è già presente un sistema di lingua, di norme, di ruoli, sistema economico. Primato della società sull’individuo, che secondo Comte è da intendere come la razionalità della società superiore a quella dell’individuo. Ci viene trasmesso, ereditiamo dalla società:
- La cultura (principi, valori, norme, leggi)
- Le norme sociali, che sono di tre tipi: consuetudini, norme morali, norme giuridiche
Equilibrio e strutture sociali
La società è concepita come una struttura che tende a conservare e perpetuare il proprio equilibrio, per mantenere tale equilibrio è necessario che il maggior numero dei suoi membri si trovino a proprio agio nelle sue regole e istituzioni, vale a dire che attraverso i processi di socializzazione (integrazione sociale) tende a conservare l’esistente (la tradizione) ed a evitare innovazioni, mutamenti repentini che possono intaccare l’equilibrio raggiunto (strutturalisti e funzionalisti). Ordine sociale è un carattere oggettivo della struttura sociale (insieme di norme oggettivamente date).
Paradigma dell’azione (L’individuo prima della società)
Secondo Weber l’individuo viene prima della società. È l’interazione tra individui che stabilisce le norme sociali (non viceversa). Questo perché a differenza di Parsons e altri strutturalisti, Weber considera i mutamenti sociali (accettati o imposti) che modificano l’equilibrio della società. In diversi momenti della storia gli individui hanno pattuito il cambiamento di una consuetudine e di conseguenza di una norma sociale (es. nel 68: prima abortire era un reato ora è un diritto). L’ordine sociale non è una realtà oggettiva, ma il prodotto delle interazioni tra gli individui (è frutto di scelte della società, di cambiamenti pattuiti es. invecchiamento della popolazione dato da scelte) esiste nella misura in cui gli individui ne riconoscono l’esistenza, è rilevante la percezione soggettiva che i singoli hanno delle regole a cui si sentono sottoposti perché questa percezione determina il loro comportamento sociale di fatto.
Visione intermedia
Prospettiva interazionista: esperienze consuete della vita quotidiana
La prospettiva interazionista è stata profondamente influenzata da Weber = comprendere il mondo sociale dal punto di vista degli individui che agiscono nel mondo sociale, gli sviluppi successivi saranno influenzati dagli studiosi della scuola di Chicago. A differenza della prospettiva funzionalista e del conflitto (teorie macrosociologiche), non pone al centro dell’analisi grandi strutture come lo stato, l’economia, le classi sociali, ma si occupa invece delle interazioni sociali che hanno luogo nella vita quotidiana della gente (teorie microsociologiche). Questo perché i teorici sostengono che le componenti maggiori della società sono solo delle astrazioni che non possono esistere di per sé, cioè sono le interazioni sociali tra individui che generano le principali strutture della società, che la creano, la mantengono e la cambiano.
Approccio critico
Teorie del conflitto: tensione e cambiamento sociale
La prospettiva del conflitto della sociologia moderna deriva dall’opera di K. Marx, il quale considerava la lotta di classe la fonte principale del cambiamento. I teorici del conflitto assumono che la società si trovi in uno stato costante di cambiamento in cui il conflitto è una caratteristica permanente, una costante necessaria e inevitabile della vita sociale. Il conflitto può avere dei risultati positivi, infatti fa in modo che i gruppi si uniscano per perseguire i propri interessi e attraverso il conflitto tra gruppi si porta al centro dell’attenzione i problemi sociali che permettono i cambiamenti sociali che altrimenti non si realizzerebbero. Studia le dinamiche fra gli attori sociali e gli effetti di ordine o mutamento sociale. Si distingue dal funzionalismo perché l’ordine è effetto delle dinamiche di conflitto.
- Marx: conflitto tra chi possiede e chi no
- Dahrendorf: conflitto tra chi esercita e chi subisce il potere
Sociologi presentati in ordine cronologico
Sociologi classici
Claude Henri de Saint Simon (1760-1825)
Maestro di Comte. Uno dei primi intellettuali a riconoscere che la società moderna era una società fondata sulla produzione industriale e sul sapere ad esso collegata. Buona fiducia nel progresso, convinto che la modernizzazione debba comportare una radicale riorganizzazione della società. Positivista, apprezzato da Marx e Engels per aver preso le difese del proletariato, ma criticato perché "socialista utopista", aveva aspirazioni ideali non fondate sull’analisi dei conflitti sociali reali. Elabora una società fondata su un "nuovo cristianesimo", in cui i sacerdoti e governanti sarebbero stati i tecnici (Il catechismo degli industriali) = appare la volontà secolare di laicizzare la religione.
Auguste Comte (1789 – 1857)
- Fondatore della sociologia, dà il nome a questa scienza: Fisica Sociale (ma resta un filosofo)
- Segretario di C.H. de Saint Simon: in occasione della ristampa del Catechismo degli industriali, S. Simon a insaputa di Comte include il Sistema di politica positivista di Comte, portando a una rottura tra i due.
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