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SIGMUND FREUD

La vita

Freud nacque nel 1856 a Freiberg, nell'Impero austro-ungarico da una famiglia ebraica.

Manifestò precoci interessi filosofici, seguì l'insegnamento del filosofo Brentano, ma infine

decise di intraprendere studi di medicina. Studiò neuropatologia prima all'ospedale di

Vienna e poi all'ospedale della Salpêtrière a Parigi, dove conobbe il neurologo Jean-Martin

Charcot, che stava sperimentando un nuovo approccio terapeutico basato sull'ipotesi che

alcune malattie mentali hanno origine da traumi psicologici e sulla pratica dell'ipnosi.

Tornato a Vienna, aprì uno studio privato con il collega Breuer, con il quale elaborò il

"metodo catartico". Successivamente si allontanò da lui e cominciò a sperimentare le

tecniche delle associazioni libere e dell'interpretazione dei sogni.

Nel giro di pochi anni la psicoanalisi, pur incontrando una forte resistenza negli ambienti

medici, si diffuse e Freud raccolse intorno a sé diversi discepoli.

Nel 1908 fu fondata la Società psicoanalitica di Vienna. Nel 1910 fu fondata la Società

psicoanalitica internazionale.

Nel 1923 Freud si ammalò di cancro alla bocca. Ai problemi di salute si aggiunse la

persecuzione antiebraica dei nazisti, che fecero bruciare le sue opere (rogo).

Nel 1938, con l'annessione dell'Austria alla Germania nazista, fu costretto a emigrare a

Londra dove morì nel 1939.

INTRODUZIONE

È considerato il padre della psicoanalisi, una pratica clinica e una scienza della psiche.

Diede così inizio a una rivoluzione:

-​ Pratica medica: proponendo un approccio rivoluzionario alla malattia mentale

fondato sul dialogo tra paziente e psicoterapeuta.

-​ Ambito filosofico: proponendo una nuova immagine dell'essere umano che non è

più padrone di se stesso, egli è guidato in larga parte da una regione della psiche

che è inaccessibile alla coscienza, ovvero dall'inconscio (Schopenhauer,

Nietzsche). Ogni aspetto della vita umana sarebbe la manifestazione di impulsi

nascosti e irrazionali.

LE OPERE PRINCIPALI

-​ 1893: Studi sull’isteria

-​ 1900: L’interpretazione dei sogni

-​ 1911: Totem e tabù

-​ 1917: Introduzione alla psicoanalisi

-​ 1919: Il perturbante (arte)

-​ 1921: Psicologia delle masse e analisi dell'lo

-​ 1923: L'lo e l'Es

LA NASCITA DELLA PSICOANALISI

Freud elaborò la psicoanalisi a partire dal trattamento di malati con diversi sintomi come

paralisi, ansia, depressione, disfunzioni del linguaggio e della memoria, sonnambulismo,

perdita di coscienza ma anche fobie ed emicranie.

La medicina dell'epoca considerava i comportamenti dei malati come gli effetti di lesioni

nervose.

Freud invece ipotizzò che la causa di questi sintomi fosse da ricercare in una frustrazione

intensa o trauma (contenuto spiacevole) nella vita dei pazienti, di cui essi non sarebbero

più coscienti. Secondo Freud, l'lo ha rimosso il contenuto spiacevole, che non può affiorare

inconscio, ma si manifesta indirettamente attraverso diversi

alla coscienza e diventa

sintomi patologici (creano patos, sofferenza, rendendo il soggetto inadeguato per la

società).

PRIMA TOPICA: mappatura della mente

Questa ipotesi clinica (topos, luogo) si basava su una distinzione teorica fra tre dimensioni

separate della psiche:

-​ Coscienza (io): è guidato dal principio di realtà e di piacere. Include le

rappresentazioni che sono presenti nella coscienza e di cui abbiamo la percezione.

-​ Preconscio: è uno stato intermedio tra coscienza e inconscio, conserva i contenuti

mentali a cui la coscienza accede direttamente. Include idee e sentimenti accettabili

prossimi a diventare coscienti qualora l'individuo dovesse averne bisogno. Secondo

Freud, quindi, esiste un sistema inconscio non patologico, presente anche nelle

persone sane, con contenuti mentali accettabili ma non utili nelle esperienze

quotidiane, che per non sovraccaricare la mente vengono immagazzinati nel sistema

preconscio (anna freud)

-​ Inconscio: è guidato dal principio di piacere, con conserve contenuti mentali a cui la

coscienza non accede direttamente. Include idee e sentimenti inaccettabili che

conviene tenere lontani dalla coscienza.

Per descrivere questo mondo sommerso, Freud utilizzò la famosa metafora dell'iceberg,

immaginando la mente come un'enorme massa di ghiaccio, di cui solo una piccola parte

emerge alla vista, mentre il grosso rimane sommerso.

Le cause della rimozione

La coscienza rimuove determinati contenuti perché sono desideri che riguardano istinti

vitali come il sesso e i più profondi bisogni dell'lo.

Freud riteneva che la coscienza può operare una censura anche di desideri

irrealizzabili o socialmente inaccettabili che spariscono dalla memoria, ma lasciano

traccia in fissazioni e atti apparentemente incomprensibili.

LA TECNICA PSICOANALITICA

Freud si rese conto che la rievocazione dei traumi raramente portava a una guarigione

definitiva e stabile, mentre gli effetti positivi dell'ipnosi cessavano alla fine della seduta.

Pertanto sostenne la necessità di un rapporto analitico diverso fondato sulla partecipazione

metodo delle libere associazioni, che

attiva del soggetto. Allora Freud elaborò il

costituisce la base della teoria psicoanalitica. Il paziente esprimeva spontaneamente (no

censure) una successione di pensieri che l'analista esaminava (come un archeologo o un

detective). Partendo da uno stimolo del terapeuta.

Il paziente stabilisce un rapporto emotivo con l'analista che lo porta a proiettare su di lui

affetti e sentimenti che ha provato nei confronti di persone importanti.

Freud definisce questo processo transfert (rischio: dipendenza totale dall'analista, aspetto

positivo: apertura totale e predisposizione a seguire consigli).

Freud elaborava delle ricostruzioni del passato presentate al paziente in forma ipotetica.

Se l'ipotesi era corretta provocava la presa di coscienza da parte del paz

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

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