Manuale di terminologia
Capitolo 1
Terminologia, traduzione, cultura
1.2 Terminologia specialistica: naturalezza e artificiosità
Un problema nella traduzione è il reperimento di terminologia specialistica corretta. A fondo di questa preoccupazione c'è la correzione del lessico come nomenclatura → La lingua non è nomenclatura perché essa → ritaglia sempre culturalmente il mondo del reale. Ad esempio, in italiano "nipote" è sia di zio sia di nonno, per altre culture no. Esiste un mondo di cose oggettive per cui dovrebbe essere sempre possibile sostituire l'etichetta fornita dalla lingua x con quella della lingua y.
Lingua = organizzazione cognitivamente determinata, di conseguenza nel lessico delle lingue naturali non c'è da attendersi corrispondenza 1:1 tra designazione e referente.
Il costituirsi di una terminologia specialistica dipende da:
- Processo storico, specializzazione del lavoro e delle funzioni
- Caratteristiche storicamente e socialmente date dalla trasmissione del sapere
Lingua = istituzione sociale quindi segue e si adatta ai bisogni della società. La lingua evolve secondo i principi che le sono propri e non sempre prevedibili. Ad esempio, noi → scriviamo con una "penna" ma non è una "penna d'oca" bisogna capire come la trasmissione del sapere abbia condizionato il costituirsi e l'evolversi della terminologia specialistica. In una società nella quale la trasmissione del sapere avviene per partecipazione diretta e che privilegia la dimensione ostensiva (ostensivo = definizione → che mostra l'oggetto denotato dalla parola, es: i colori) la terminologia specialistica è di dimensioni ridotte e spesso basata su contestualizzazioni e specializzazioni di termini già esistenti anche per definire referenti di assoluta novità.
In una società per la quale la trasmissione del sapere si basa su istruzioni linguistiche e quindi codificato → in forma scritta la terminologia specialistica è rilevante. La specificità è un sistema per garantire comprensione univoca nella comunicazione a distanza, dunque non ostensiva; costituzione di un pubblico di specialisti tali non solo in un determinato ambito ma che si riconoscano per un particolare uso del linguaggio.
→ La terminologia specialistica ha il duplice vantaggio di riferirsi ad un pubblico → determinato e di tendere ad un rapporto 1:1 con la realtà dei referenti. Non è il solo strumento che il pubblico specialistico usa: sono importanti anche i modelli testuali ed è su questo fatto che si mette in luce il carattere culturale del processo traduttivo.
1.3 Natura culturale del processo traduttivo
Davanti a qualunque testo comprendiamo la formulazione linguistica: si capiscono dei modelli che sono alla base del testo. Stentiamo a comprendere il burocratese perché non condividiamo quel modello informativo anche se ne utilizziamo una versione quando ci rivolgiamo ad un ufficio pubblico. La terminologia specialistica si colloca di norma in altrettanti modelli testuali specialistici. Il medico che scrive un articolo per una rivista scientifica deve redigerlo secondo un modello condiviso nel suo ambiente. La terminologia specialista è quindi solo un aspetto della comunicazione specialistica.
Il traduttore deve ritenere tutte le culture lontane dalla propria perché in ognuno è → presente un sapere implicito che condiziona aspettative e scelte. Un testo basato su modelli dati ha un pubblico più o meno specifico, è prodotto in un contesto culturale determinato, è formulato secondo aspettative esplicite e implicite. La lingua è istituzione culturale che solo artificialmente può essere costretta a un rapporto 1:1 con i referenti.
1.4 Rischi nella traduzione di termini culturalmente determinati
Oltre ai rischi culturali del fraintendimento e dell'appiattimento semantico c'è il fraintendimento determinato dalle parole e dai rispettivi referenti culturali che noi stessi usiamo, ad esempio quando usiamo parole culturalmente connotate come "dio", "anima", "re". La terminologia specialistica siccome vuole seguire strettamente la classificazione scientifica e un sapere non connotato culturalmente non soffre di questi → difetti. Ciò può essere vero se restiamo nell'ambito delle scienze sperimentali, difficilmente è vero nell'ambito delle scienze che hanno a che fare con l'uomo. Però il sapere scientifico stesso è il prodotto di paradigmi culturali e dunque mutevoli come tutto quanto è stato prodotto dall'uomo. La cultura esiste per conto proprio, muta il nostro modo di guardarla.
Capitolo 2
Origine, sviluppo e tendenze della terminologia moderna
2.1 Storia e principi fondamentali
La presenza dei linguaggi ha sempre coinciso con quella delle lingue speciali. La loro importanza e diffusione era dettata dai bisogni concreti es. il commercio. La → terminologia non è un fenomeno recente nasce nel XVIII sec. a opera di Lavoiser de Mocneau, Berthollet (chimica), Limes. Necessità di stabilire definizioni per garantire una comunicazione più efficace e scientificamente rigorosa. Nel XX sec. con lo sviluppo della tecnologia c'è bisogno di una comunicazione basata su denominazioni precise e univoche.
Eugene Wuster, ingegnere austriaco, padre fondatore della terminologia moderna e iniziatore della scuola di Vienna. Nel 1931 la sua tesi presenta per la prima volta una teoria della terminologia → si fondano due elementi fondamentali della terminologia moderna:
- Sapere specialistico
- Sapere linguistico
Nel 1979 Teoria generale della terminologia: considerata l'approccio tradizionale della terminologia. Definisce la terminologia come zona di confine tra linguistica, logica, informatica e scienza delle cose. Punto cardine della teoria: principio del primato del concetto sul termine (distingue il metodo terminologico e quindi la terminologia dal metodo lessicologico e quindi dalla lessicografia). → Obiettivo: attribuire denominazioni ai concetti si parte dal concetto per arrivare al termine e a una sua designazione (metodo onomasiologico).
Obiettivo: si parte dalla denominazione e la definisco, dal termine alla nozione (metodo semasiologico).
Concetti fondamentali della terminologia tradizionale:
- Concetti studiati come elementi all'interno di un sistema concettuale, non studiati singolarmente.
- Concetti a seconda della posizione nel sistema concettuale possono essere rappresentati attraverso definizioni intensionali o estensionali.
- Termine viene associato a un concetto in base all'uso linguistico o alle decisioni delle commissioni terminologiche.
- Principio dell'univocità: ogni termine corrisponde a un solo concetto all'interno di un dato dominio.
- Principio della sincronia: la terminologia non studia sviluppo o evoluzione del linguaggio, ma il sistema concettuale che sottende ogni lingua speciale.
Deduced
- La terminologia studia il vocabolario delle lingue speciali, non morfologia o sintassi
- I termini sono etichette assegnate ai concetti e in quanto tali sono studiati come separati dalla lingua in uso, è necessario stabilire di quale concetto costituiscono la denominazione. Terminologia tradizionale: non registra l'uso reale dei termini, ma elaborano norme che impongono un certo utilizzo, fissano il → significato così da eliminare ambiguità o confusione. Motore della terminologia tradizionale: procedere alla normalizzazione.
2.2 Le scuole di terminologia
Secondo Rondeau, sono 4 le scuole principali:
- Scuola di Vienna: la più antica, si fonda sull'opera di Wuster che porta alla creazione di un istituto di ricerca privato a Wieselburg, fulcro della ricerca terminologica dei paesi di lingua tedesca, intensifica le attività dopo la seconda guerra mondiale.
- Pilastri teorici: primato del concetto sul termine, univocità dei termini, importanza del sistema concettuale e della definizione, abbraccia i principi della teoria generale della terminologia.
- Lavori terminologici orientati verso: standardizzazione dei concetti e dei termini, regolamentazione dei principi e dei metodi della terminologia.
- Scuola di Praga: sviluppata sulla base della scuola praghese di linguistica funzionale.
- Lavori terminologici obiettivi: descrizione strutturale e funzionale delle lingue speciali in cui i termini hanno un ruolo predominante, elaborazione della terminologia in ceco e in slovacco, orientamento normalizzante, codifica e standardizzazione della terminologia a opera di istituzioni competenti.
- Scuola di Mosca: nasce all'inizio degli anni '30.
- Lavori terminologici caratterizzati da: approccio normalizzatore, metodi per la normazione della terminologia tecnica e scientifica, selezione e struttura delle terminologie, creazione sistemi concettuali, elaborazione di terminologie accurate.
- Fu operata una distinzione tra terminologia (raccoglie i nomi dei concetti di una disciplina) e nomenclatura (elenca il nome degli oggetti di una disciplina).
- Scuola canadese e del Quebec: nasce intorno agli anni '70 per rispondere a problemi terminologici reali dettati dal bilinguismo.
- Vocazione traduttiva
- Vocazione normalizzatrice che si inserisce nel contesto di pianificazione linguistica volto a diffondere i termini francesi relativi ai principali settori scientifici, tecnici e professionali.
2.3 Orientamento
La terminologia deve rappresentare la diversità di fruitori, di pratiche e di domini. Deve essere all'insegna della pluralità e della multifunzionalità. Alla base deve esserci un 'unica disciplina terminologica → si distinguono 3 concetti:
- Corrente orientata verso la linguistica (corrente linguistico-terminologica)
- Corrente orientata verso la traduzione (corrente traduttiva)
- Corrente orientata verso la pianificazione linguistica (corrente normalizzatrice)
1. Corrente linguistico terminologica
Rappresentata da scuole di terminologia dell'Europa centrale e orientale, nasce da riflessioni di tecnici, ingegneri e ricercatori. Scopo: standardizzazione concettuale e denominazionale per garantire più efficacia e accuratezza nella continuazione professionale.
2. Corrente traduttiva
Presente nel lavoro degli organismi e organizzazioni internazionali multilingui e nei paesi istituzionalmente bilingui o multilingui. Scopo: stabilire equivalenze → terminologiche fra le diverse lingue per orientare i traduttori nel lavoro creazione di banche dati terminologiche.
3. Corrente normalizzatrice
Si muove in prospettiva parzialmente sociolinguistica, nasce negli anni '70 come conseguenza dei cambiamenti politici, economici, sociali del dopoguerra. Si manifesta attraverso interventi ufficiali nell'ambito di programmi di politica linguistica. Diversi scopi: difendere e promuovere le varietà della lingua (Francia); sostituire termini importati da altre lingue di società tecnologicamente avanzate con forme già attestate o di nuovo conio conformi al proprio sistema linguistico → creazione neologica. Duplice scopo di: 1- promuovere la lingua nazionale; 2- promuovere lo sviluppo economico.
Gambier individua 2 soli indirizzi:
- Terminologia delle discipline
- Terminologie delle lingue o amenagiste
2.4 Funzioni
La terminologia ha funzioni sempre presenti in ogni uso e situazione:
- Funzione di rappresentazione della conoscenza specialistica
- Funzione di trasmissione di tale conoscenza
Da un lato il fine comune a tutti i lavori di ricerca terminologica è unico, dall'altro i produttori e i fruitori sono interessati a tipi di dati terminologici diversi. Se analizziamo le applicazioni professionali della terminologia, queste due funzioni si applicano a oggetti terminologici di diversa natura per gli obiettivi di ogni prassi professionale hanno necessità di usare oggetti diversi.
Terminologia applicata → duplice natura, può essere considerata:
- Collezione di dati per la rappresentazione e la diffusione del sapere specialistico → terminologia descrittiva
- Prodotto destinato ad agevolare la comunicazione professionale specialistica rendendola più efficiente e senza ambiguità attraverso l'intervento normativo sui termini → terminologia prescrittiva
Terminologia prescrittiva: fissa i termini preferibili da utilizzare, cerca di promuovere la diffusione di uno standard → non sempre rispecchia l'uso reale della terminologia. Lavoro di Wuster concentrato sul tentativo di produrre terminologia standardizzata di domini specialistici per raggiungere una comunicazione efficace. → Standardizzazione dei termini a livello internazionale → Standardizzazione dei concetti, ossia adozione di sistemi concettuali comuni a livello internazionale.
Terminologia descrittiva: parte dall'uso reale indipendentemente dalla forma. Le unità terminologiche non sono l'unico settore di cui sono specializzate. Un approccio di tipo testuale ha osservato che nel loro contesto i termini perdono il carattere monosemico e univoco che dizionari specialistici e glossari attribuiscono loro.
Polisemia = termini diventano polisemici perché il loro contenuto concettuale può essere esteso ad altri campi specialistici. Quando i domini a cui mirano i concetti sono distanti si parla di omonimia. Sinonimia: può esistere fra due termini che coesistono e di cui uno è prestito parziale, tra denominazioni elaborate da società o laboratori diversi, tra unità terminologiche linguistiche e non linguistiche, ad es. tra il termine e il suo simbolo. Per troppo tempo si è creduto che questi due approcci fossero incompatibili tra loro, in realtà il loro scopo è quello di comunicare il sapere specialistico.
2.5 Crisi della terminologia tradizionale
Attualmente la terminologia è basata su un modello tripartito i cui punti chiave sono:
- Oggetto
- Concetto
- Termine
L'approccio terminologico tradizionale che ha come oggetto la langue sta cedendo il passo a un approccio orientato alla parole.
Critica di Temmerman (critica a Wuster):
- Non si può definire in modo netto le varie discipline e suddividerle a loro volta in sottoinsiemi ordinati e statici: frequente contaminazioni tra campi
- Le informazioni enciclopediche non possono essere sempre distinte in modo chiaro da quelle semantiche
- Lo studio testuale della terminologia permetterebbe di superare l'approccio sincronico in favore di uno diacronico
- La standardizzazione non dovrebbe essere accettata incondizionatamente ma analizzata dal punto di vista storico e sociologico prima di essere accettata
- Non ci si può limitare allo studio del linguaggio come sistema → Prevalere della terminologia descrittiva su quella prescrittiva
2.6 Nuove pratiche terminologiche
La terminologia ha subito profondi cambiamenti che hanno portato a nuovi orientamenti: approccio basato sull'analisi del discorso tecnico-scientifico grazie alla terminotique che fornisce gli strumenti informatici necessari per la realizzazione della pratica. Per estrarre la terminologia vivante et active si deve analizzare un corpus (condizione fondamentale per l'estrazione e la raccolta terminologica) in formato elettronico composto da testi specialistici relativi al dominio da trattare. L'esplosione terminologica provocata dal proliferare della conoscenza in tutti i settori impone un costante aggiornamento dei dati e ciò pone di fronte alla non universalità delle terminologie.
La terminologia deve provenire da testi per ritornarvi meglio → a causa di questo legame col testo si parla di terminologia testuale. Nei testi prodotti o usati da una determinata comunità di esperti ci sono le conoscenze condivise dalla stessa comunità.
La terminologia testuale ha posto fine all'era del termine-etichetta e lo ha contrapposto al termine en discours → si inserisce nel discorso degli specialisti e può variare formalmente e concettualmente. I concetti designati dai termini rimangono il punto chiave per la comprensione di un dominio, quello che cambia è la metodologia legata alle applicazioni.
Capitolo 3
Terminologia e lingue speciali
3.1 Introduzione
I requisiti di precisione, non emotività ed economia vengono realizzati nel lessico e soprattutto nella terminologia che nelle lingue speciali rappresenta l'aspetto linguistico che risponde alla necessità di descrivere e spiegare fenomeni tecnici. L'unica differenza tra lingue speciale e lingua comune non risiede solo nel lessico e nella terminologia. Sager opera una distinzione per quanto riguarda i rapporti che i termini intrattengono con la lingua comune tra:
- Termini specifici di una disciplina, utilizzati da specialisti
- Parole della lingua comune usate nella lingua specialistica senza variazioni di significato
- Trasversalmente a tutte le discipline, oppure
- Limitatamente ad un singolo ambito specialistico
- Parole della lingua comune usate con accezione ristretta o modificata in un singolo ambito comunicativo specialistico. (Soprattutto in discipline dure: matematica, chimica, ingegneria).
A conferma dei rapporti tra terminologie specialistiche e lingua comune, Casadei ha affermato che "nella lingua della fisica soltanto il 7% del lessico complessivo è costituito da tecnicismi esclusivi dell'uso scientifico".
3.2 Terminologia come rappresentazione
In questa funzione la terminologia è statica perché mira a rappresentare i concetti specialistici attribuendogli una denominazione univoca. È caratterizzata da assenza di connotazioni positive o negative e da una neutralità, che risultano dal distacco
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