Estratto del documento

Storia moderna

By Vittoria Troisocar

L'impero su cui non tramonta mai il sole

All'inizio del '500 Carlo d'Asburgo (V) riunisce sotto di sé un grande numero di regni:

  • Dal padre (Filippo il Bello) eredita i territori della casa d'Austria,
  • Dalla nonna (Maria di Borgogna) eredita i Paesi Bassi e la Franca Contea,
  • Dalla madre (Giovanna la Pazza) riceve le corone di Castiglia e Aragona, includendo il regno di Sardegna, Sicilia e Napoli,
  • Dalla corona di Castiglia eredita anche le colonie spagnole in America Latina (Messico e tutta la costa occidentale),
  • Nel 1519 Carlo riceve il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero della nazione germanica dal nonno (Massimiliano I), controlla inoltre parte dell'attuale Germania e Boemia.

Carlo V ambisce a realizzare un ambizioso progetto, cioè quello di dare vita a un grande impero universale cattolico, ed imporsi come la più importante guida cristiana. Gli ostacoli che dovrà affrontare saranno molteplici e alla fine Carlo dovrà rinunciare. Il suo progetto risulta irrealizzabile per molte ragioni:

  • L'espansione dell'impero Ottomano,
  • Impossibilità di creare un paese unitario, data la multiculturalità del territorio,
  • La riforma luterana,
  • L'impossibilità di dare un unico erede,
  • La creazione di nuove nazioni e potenze europee.

Le nuove monarchie

Durante la società moderna si formano potenti monarchie che esercitano la loro autorità su territori di ampie dimensioni. Il potere dei sovrani si esercita più fortemente che nel passato, per la creazione di nuove strutture burocratiche che controllavano la vita civile e religiosa, amministravano la giustizia e riscuotevano le tasse, e di armare in caso di necessità un esercito (proprio grazie alle tasse).

Prima, i sovrani avevano un ruolo differente cioè colui, che come Dio, punisce e premia; le caratteristiche principali di un buon sovrano erano quelle di equanimità e magnanimità. Nel '400 e '500 questa figura cambia e il re si libera di ogni struttura di potere che minacci o condizioni quello della corona (come feudatari, città autonome che erano indipendenti al potere del re). Il sovrano vuole fermare le spinte centripete e per questo lo stato ha bisogno di maggiori finanziamenti per gli apparati burocratici che servono per gestire il territorio.

Il secondo effetto della crescita del potere del re è che il sovrano vuole rendere il proprio potere indipendente da ogni altro potere esterno e si considera come voluto direttamente da Dio, quindi non riconosce nessun potere terreno superiore al proprio. Questo porta al fatto che nemmeno la figura imperiale non è più riconosciuta e rispettata da monarchi (questo avviene anche alla Chiesa e al Papa).

Si formano così identità proto-nazionali, si formano costumi, tradizioni, lingue comuni. La prima e più importante monarchia sulla scena europea è la Francia retta dalla dinastia dei Valois, casata reale molto attenta ad eliminare i domini feudali autonomi. Il Ducato di Borgogna viene disintegrato e negli anni a venire Luigi XI riprenderà i territori degli Angiò e la Bretagna sposandosi con Anna di Bretagna (con suo figlio Carlo VIII). Lo Stato esercita un controllo sulla Chiesa francese e grazie agli introiti delle tasse annuali può permettersi il sostentamento dell'esercito: la missione del regno francese è contrastare la vicina casa di Asburgo.

L'Inghilterra, sconfitta dal conflitto secolare La guerra dei 100 anni (1337 al 1453) con la Francia, deve ora occuparsi di problemi di successione interna, due casate si fronteggiano: York e Lancaster (guerra delle due rose 1455-85, vittoria Lancaster). La corona si vede così indebolita a vantaggio dell'aristocrazia e degli ecclesiastici. Enrico VII Tudor porterà un po' di ordine e prestigio alla corona, attraverso la creazione della camera stellata e un tribunale regio. Suo figlio Enrico VIII renderà il paese protagonista a livello europeo e dividerà la Chiesa inglese da quella romana attraverso l'anglicanesimo.

La penisola iberica è divisa in quattro grandi aree: Portogallo, Castiglia, Navarra (nord), Aragona (Catalogna, Valencia, Baleari, Sardegna, Sicilia, Napoli). Nel 1469 Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia si sposano, i due re cattolici possono così dare vita alla riconquista e attraverso un tribunale ecclesiastico prende il via l'inquisizione spagnola (volontà di un'uniformità religiosa su tutto il territorio). Nel 1492 si hanno la "presa di Granada" e la "cacciata degli ebrei dalla penisola". Dopo queste vicende di conversioni forzate si inizia a parlare, specie tra i ceti nobili, di "purezza di sangue", inteso in campo religioso cristiano. Da questo momento in poi i due regni riuniti iniziano ad essere chiamati Spagna.

Il resto dell'Europa è caratterizzato da una realtà politica frammentata e multiforme:

  • In Germania, il Sacro Romano Impero non costituisce un'unica entità statuale, ma una confederazione di entità politico-territoriali dalle dimensioni più diverse. Con la bolla d'oro (Carlo VI) il titolo imperiale è a carattere elettivo e non ereditario: l'imperatore è scelto da sette grandi elettori, 4 laici e 3 ecclesiastici. Inoltre, nel territorio ci sono molti poteri locali svincolati da quello imperiale.
  • Anche l'impero sta cambiando: la carica imperiale da elettiva passa a quasi ereditaria, il successore viene eletto dentro la casa d'Asburgo (origini austriache).
  • Nel 1493 Ivan III si proclama Zar di tutte le Russie e ritiene che il proprio impero sia l'erede dell'impero romano d'oriente caduto mezzo secolo prima. Mosca è la "terza Roma" dopo Roma e Costantinopoli.
  • L'impero Ottomano ha ribattezzato Costantinopoli "Istanbul". Il governo era retto dal sultano, la fede ufficiale era quella musulmana sunnita, ma per motivi di omogeneità etnica anche gli altri credi erano tollerati. Un territorio così vasto era difficile da governare.
  • Molti regni non presentano le caratteristiche delle nuove monarchie, è il caso della Polonia o della Svezia e Norvegia che fino al 1500 saranno assoggettate al potere danese.
  • Nella penisola italiana ci sono molte entità politiche, la più diffusa è quella Repubblicana (Venezia, Firenze e Genova) su modello greco, attuabile però solo su entità territoriali di dimensioni contenute. I governanti sono eletti da liste di cittadini degli strati più alti della popolazione (élites).
  • La confederazione elvetica formatasi nel 1499 riunisce varie repubbliche di diversi cantoni, le quali hanno una dipendenza solo formale dal Sacro Romano Impero. Queste repubbliche adottano una politica estera comune, ma su tutti gli altri aspetti sono autonome l’una dall’altra.

Le guerre d'Italia

L’Italia è una meta ambita, è la nazione più colta d’Europa e sede della massima autorità spirituale del mondo cristiano. Nel 1454 con la pace di Lodi promossa da Lorenzo de’ Medici si era giunti ad uno stato di equilibrio tra le varie potenze italiche.

Tra il 1494 e il 1559 l’Italia diviene un campo di battaglia, Spagna e Francia approfittano della frammentazione politico istituzionale della penisola e degli interessi divergenti e spesso conflittuali tra i vari stati italiani. In questo grande duello si possono distinguere tre fasi:

Prima fase (1494-1516)

Nel 1494 Carlo VIII (Francia) viene chiamato da Ludovico Sforza (reggente del ducato di Milano), detto il Moro, con l'obiettivo di occupare il regno di Napoli, Carlo VIII rivendica come erede dell’estinta casata Angiò (diceva essere erede di Napoli): nella sua discesa Carlo VIII non incontrò alcuna resistenza. Papa Alessandro VI Borgia, promotore di un’alleanza antifrancese, caccia Carlo VIII. Questa lega antifrancese era composta da Spagna e altri stati italiani.

La discesa del sovrano francese fece intuire quanto fosse facile per un sovrano estero occupare il suolo italico, non essendo tra l’altro un caso isolato. Alessandro VI Borgia, commette un errore, dona al figlio una porzione del territorio papale, così interviene Giulio II.

Il nuovo papa Giulio II tenta di risolvere la crisi interna scaturita dai Borgia, inoltre si dedica alla lotta allo straniero prima con la Lega di Cambrai (contro Venezia si è espansa troppo vicini ai territori pontifici), poi con la Lega Santa in funzione anti francese (aveva occupato il ducato di Milano). Nel 1515, il nuovo re francese, Francesco I, torna in Italia per conquistare Milano; con il trattato di Noyon, Milano viene assegnata alla Francia e Napoli alla Spagna.

Seconda fase (1516-1530)

Carlo V e Francesco I si contendevano la corona imperiale, poiché il titolo era diventato elettivo. Nel 1521 Carlo d’Asburgo, divenuto imperatore con il nome di Carlo V, muove nuovamente guerra alla Francia sconfiggendo nella battaglia di Pavia (1525): il re francese, Francesco I, rinuncia ad ogni pretesa sull’Italia perché viene fatto prigioniero e costretto a firmare il trattato di Madrid nel 1526.

Papa Clemente VII fonda la Lega di Cognac come coalizione antiasburgica alleandosi anche con la Francia, ma l’esercito imperiale (D/E) irrompe in Italia nel 1527 e occuperà la città di Roma saccheggiando per opera dei Lanzichenecchi, è stato un evento eclatante in Europa poiché Roma non veniva saccheggiata dai tempi dell’Antica Roma. Ciò suggella l’affermazione dell’egemonia spagnola in Italia.

Terza fase (1530-1559)

Caratterizzata dall'allargarsi del conflitto dall’Italia all’Europa intera e dall'ingresso nella lotta per l’Italia di nuovi attori, come l’Impero Ottomano e i principi Luterani della Germania, si conclude con la riaffermazione del predominio spagnolo sull’Italia e la divisione delle due corone di Spagna e dell’Impero. Il conflitto franco-asburgico per l’Italia si concluderà solo nel 1559 con la pace di Cateau-Cambrésis, che vede la Francia definitivamente espulsa dall’Italia e Filippo II come governatore di Milano, Napoli, Sicilia e Sardegna fine delle libertà italiane e inizio di due secoli di occupazione spagnola del suolo italico. Questi eventi dimostrano anche che le moderne monarchie non possono avere eguali in ambito bellico.

Il sogno infranto

Carlo V venne eletto imperatore nel 1519 a soli diciannove anni, la sua elezione da parte dei sette grandi elettori gli fu costosissima poiché doveva competere con il francese Francesco I. Il neo imperatore dovette anzitutto riportare ordine e fiducia in Spagna (specie in Castiglia), poiché si temeva l’emarginazione degli interessi ispanici a favore di quelli asburgici. La sua missione di creazione di una monarchia universale incontra diversi ostacoli:

  • L’espansione ottomana nei Balcani con il sultano Solimano II che fondò una lega antiasburgica,
  • La pirateria barbaresca nel nord Africa (appoggiata dai francesi),
  • Vari problemi interni tra cui la lega di Smalcalda, un’alleanza politico-militare tra i principi protestanti tedeschi formatasi negli anni ’30 e il focolaio della rivolta protestante in Germania.

Carlo V vede impossibile la realizzazione del suo piano e decide di abdicare in favore del figlio e del fratello: Ferdinando regnava su Boemia, Ungheria ed Austria, Filippo II su Paesi Bassi, Franca contea, Castiglia, Aragona e territori italici. Nel 1555 con la pace di Augusta venne sancita la convivenza nell’impero del cattolicesimo e del luteranesimo, secondo il principio “cuius regio, eius religio”.

Ordini, ceti e forme della rappresentanza politica

L’età moderna è caratterizzata da una forte componente religiosa tanto che anche il mondo sociale è visto come un essere vivente che funziona entro un disegno divino. Troviamo un orientamento organicistico e funzionalistico, per cui la società viene suddivisa in tre gruppi distinti tra loro: gli oratores- che pregano e cioè il clero-, i bellatores- quelli che combattono-, i laboratores- quelli che lavorano, tutti gli altri.

  • Oratores (clero) gruppo più importante, deve essere nutrito e curato a spese della società. Il clero secolare vive nella società (sacerdoti, parroci, vescovi); quello regolare vive separato dal mondo secondo una “regola”. Il ceto ecclesiastico possiede immensi patrimoni e poteri pubblici tra cui il governo di città e territori in ambito politico.
  • Bellatores (guerrieri) anch’essi mantenuti dalla società, devono proteggere la vita di tutti. La nobiltà affianca all’originale ruolo militare, compiti politico-amministrativo-giudiziari attraverso deleghe concesse dal sovrano spesso connesse a un titolo o feudo. Queste concessioni col tempo sono diventate perpetue. Nell’universo nobiliare si afferma una scala gerarchica derivante dai titoli feudali e dalla discendenza antica e confermata. Ma l’ordine nobiliare non è un gruppo sociale chiuso e impermeabile, la nobilitazione si raggiunge frequentemente attraverso la ricchezza, specie dal 1500 quando i sovrani iniziano a vendere titoli nobiliari.
  • Laboratores Le persone che compongono il cosiddetto terzo stato si differenziano secondo il ceto di appartenenza.

Ceto: gruppo sociale specifico, giuridicamente riconosciuto e creato per svolgere un ruolo sociale particolare. Possono essere artigiani, titolari di professioni (avvocati, medici, notai), titolari degli uffici pubblici e mercanti.

Un’altra caratteristica di questa società è il privilegio:

  • I privilegi giurisdizionali si viene processati in maniera differente e in luoghi differenti,
  • I privilegi economici non pagano particolari imposte e godono di particolari beni.

I ceti difendono le proprie posizioni e sorvegliano i confini controllando i nuovi accessi per questo è necessario inventare elementi che distinguono la nobiltà antica da quella più recente: entrano in gioco le onorificenze, si diffondono ordini militari e cavallereschi (ordine di Malta e ordine di San Giovanni in Gerusalemme).

La società politica nasce dalla composizione di questi corpi sociali immaginati come gerarchicamente disposti, ma anche come funzionalmente legati l’uno all’altro in modo da comporre un organismo unitario. A fianco del sovrano ci sono corpi rappresentativi di ciascun ordine, chiamati in vari modi: parlamento, stati generali, cortes, reichstag. Si tratta di assemblee periodiche che aiutano il sovrano nell’imposizione di nuove tasse. Solitamente la loro convocazione non è ben voluta dal sovrano, che in cambio deve elargire titoli e privilegi. Le assemblee presentano al sovrano richieste e rimostranze, mentre quest’ultimo chiede di approvare l’imposizione dei tributi.

Le corporazioni nascono e si sviluppano a partire dalla seconda metà dell'XI secolo. È centrale il loro ruolo sociale ed economico. Non tutti i lavoratori ne fanno parte, le corporazioni hanno nomi diversi a seconda dei paesi o delle regioni. In Italia si possono chiamare ARTI. Furono originate dal desiderio degli artigiani/mercanti dello stesso settore produttivo di unirsi per difendere i propri interessi. Ciò significa innanzitutto mantenere l’uguaglianza fra i membri della corporazione, le corporazioni mirano ad acquisire il monopolio nei diversi ambiti manifatturieri e commerciali. Di conseguenza, le corporazioni divengono istituzioni in grado di controllare i rispettivi settori di attività, stabilendo le regole cui ciascun artigiano deve attenersi, i prezzi minimi e massimi delle merci, i salari e l’orario che i lavoratori devono rispettare.

Le corporazioni vengono distinte in:

  • Arti maggiori: maggior prestigio economico/sociale
  • Arti minori: mestieri più umili.

La struttura interna delle associazioni è rigidamente gerarchica: all’apice la direzione collegiale, composta dai maestri che eleggono i capi della corporazione i quali fissano le regole a cui ogni maestro deve attenersi nell’esercizio della propria attività e nella formazione degli apprendisti. Ciascun maestro ha la possibilità di verificare il rispetto delle norme mediante ispezioni dei luoghi di attività. Le corporazioni sono spesso affiancate da organizzazioni religiose di laici (gruppi istituzionalizzati), le confraternite. Inoltre, a ciascuna corporazione è legata una società di mutuo soccorso: ogni membro versa una quota in fondo comune destinato ai momenti di bisogno o di malattia di un maestro, o al sostentamento di vedove e orfani degli iscritti.

La scoperta delle Americhe e gli imperi coloniali

Troviamo il miglioramento del settore nautico, grazie al perfezionamento del settore nautico, al miglioramento della bussola, al miglioramento delle chiglie delle navi, e ad una precisione delle carte nautiche, consente sempre di aumentare le distanze percorribili. La navigazione atlantica determina dunque l’abbandono delle approssimazioni basate sull’esperienza e l’utilizzo dell’algebra, della geometria e dell’astronomia per calcolare le posizioni e le rotte. Si sviluppa la cartografia e si superano quelli che erano i rozzi portolani (mappe che tratteggiano approssimativamente le coste mediterranee).

Nel '400 i rapporti commerciali e culturali tra gli europei e gli altri continenti avvenivano in larga misura attraverso il Mediterraneo. I viaggi effettuati da Marco Polo e narrati dallo stesso a Rustichello da Pisa nel Milione erano divenuti più difficoltosi con l’ascesa dei Ming in Cina (1368) e con l’espansione della potenza ottomana. I veneziani che esercitavano quasi in regime di monopolio il commercio della seta e delle spezie per il commercio si servivano degli intermediari Arabi nei porti di Beirut e Alessandria.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 37
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 1 Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bottari Salvatore, libro consigliato Storia moderna, Francesco Benigno Pag. 36
1 su 37
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Vittoria_studiosa_pazza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Bottari Salvatore.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community