Storia degli ebrei nell'Italia moderna
Introduzione
L'ebraismo italiano nasce dal processo di immigrazione, iniziato nell'età classica, ciò implica origini differenziate: ebrei italiani, ponentini, sefarditi (iberica), levantini (oriente ottomano), askenaziti (germanica), sefarad (spagnoli) e ebrei convertiti: conversos e marrani. La storia degli ebrei e dei cristiani è una storia di scambi e intrecci istituzionali, sociali e culturali.
La geopolitica dell'ebraismo italiano tra '400 e '500
Quanti erano gli ebrei in Italia?
Nel '400 erano circa 35.000 e nel '500 circa 50.000, questo aumento è causato dalle espulsioni degli ebrei dalla penisola iberica e dal dominio spagnolo in Italia (1492).
Dov'erano? La grande migrazione da Sud a Centro-Nord
Roma era la comunità ebraica più numerosa e a fine XV secolo metà della popolazione ebraica risiedeva a Sud, finché non vennero cacciati dal Regno di Sicilia nel 1493 dai sovrani spagnoli e successivamente da Napoli nel 1541. A decretare le sorti ebraiche nell'Italia Meridionale erano fattori politici/militari, predicazioni antiebraiche e l'ostilità popolare. La crisi demografica del '600, l'istituzione dei ghetti, la segregazione coatta e le conversioni forzate portarono ad una diminuzione della popolazione (21.000), ma nel '700 si ritorna ad un aumento.
Stato giuridico e rapporti con le autorità cristiane
Già dal '300 nascono insediamenti ebraici nei territori dello Stato della Chiesa in Umbria e Marche. Era diffuso il prestito su pegno a cui corrispondeva una percentuale di interesse. Gli statuti cittadini di Roma proibivano agli ebrei l'esercizio del prestito su pegno, per eliminare la concorrenza dei cristiani; la chiesa la definì illecita e per questo ci fu il CAMBIO DELLA GUARDIA, ovvero la pratica passò nelle mani degli ebrei che ne presero il monopolio. Questo cambio non dispiaceva alla Chiesa perché così i cristiani non peccavano e gli ebrei erano facilmente ricattabili.
La presenza ebraica nella società cristiana era tollerata dalla Chiesa in base alla dottrina di Sant'Agostino: gli ebrei erano considerati decisi, responsabili della morte di Cristo ed erano stati puniti con la distruzione del tempio e la deportazione, quindi gli ebrei non furono più il popolo eletto (divennero i cristiani), ma non potevano essere sterminati perché erano la prova del castigo divino e costituivano la verità sul cristianesimo.
Le autorità locali regolamentarono le modalità di insediamento attraverso la “CONDOTTA” un contratto che determinava le condizioni di residenza e le attività di prestito e garantivano permessi di residenza per un certo numero di anni e libertà di culto. I banchieri assumono ruolo egemone nella società ebraica.
| Aspetti positivi | Aspetti negativi |
|---|---|
| Permesso di residenza, possibilità di esercitare il culto, permesso di mantenere sinagoghe e cimiteri, di seguire pratiche rituali > riconoscimento delle comunità ebraiche come Universitas e gli veniva riconosciuta la cittadinanza | Posizione inferiore, tassazione straordinatria, restrizioni legali |
Alcune date per esame
- Scoperta America 1492
- Unioni (?) Granada
- Morte Lorenzo il Magnifico (de Medici) 1492
- Editto di Nantes 1598
- Seconda metà del '500 è periodo di guerre
- Pacificazione di Augusto 1555
- Atto di supremazia 1534
Non conosco nessuna di queste date tranne la scoperta dell'America. Non so neanche cosa e chi siano.
Lezione 28
Il libro prova a ricostruire la storia delle comunità ebraiche nel complicato spazio politico italiano in un arco di tempo che va dalla fine del medioevo fino alla restaurazione post Vienna. L'italiana ha due complicazioni: 1) multipolarità delle esperienze politiche 2) presenza fisica del potere temporaneo ma centrale della cristianità > PAPATO.
Si possono individuare 3 fasi nel rapporto complesso tra potere politico e componente ebraica:
- Tentativi non sempre lineari di integrazione in epoca rinascimentale
- Età dei ghetti, che in Italia inizia nell'anno 1555 (Roma) e si conclude nel 1870
- Meccanismi di emancipazione che cominciano con l'arrivo di Napoleone
Temi generali
- Mobilità: la storia ebraica di età moderna è una storia di continui spostamenti da un luogo all'altro, questi spostamenti sono frutto di divieti di residenza in un luogo, ma anche una strategia di alcuni gruppi ebraici che si spostano in uno spazio commerciale più ampio.
- La profonda conflittualità a due livelli, di fatto gli ebrei descrivono il loro mondo come in continuo movimento alla ricerca di un luogo = apolidi (= incapaci di trovare un luogo in cui risiedere).
- Primo livello di conflittualità: piccoli gruppi contro istituzioni per ottenere privilegi
- Secondo livello: anche all'interno del mondo ebraico che è diviso a livello regionale
- Network (o rete): questa è una strategia consolidata dei gruppi familiari ebraici che hanno costantemente il bisogno di costruire una rete di relazione che sia il più grande possibile di rapporti commerciali per affari > obiettivi di entrare nei circuiti del grande commercio internazionale e nel frattempo è anche una forma di garanzia nel caso in cui vengano cambiate le politiche (dei posti in cui risiedono) nei loro confronti.
- Immagine che viene fornita della capacità degli ebrei di inserirsi o no, nel tessuto economico e sociale dei luoghi in cui arrivano, che viene descritto con un ossimoro = concetto di estraneità familiare (ebrei chiamati stranieri interni) > si intende un processo continuo di oscillazione tra processi di integrazione, collaborazione sfruttamento, di scambi personali e tutti questi convivono con forme coercitive, proibizioni, e senso di ostilità nei confronti della componente ebraica.
Stereotipi antiebraici che iniziano a svilupparsi dopo il medioevo e che sussistono anche nella società contemporanea:
- Accusa che viene fatta agli ebrei di infanticidio rituale > c'era una tradizione accusatoria che attribuisce agli ebrei una ritualità malefica (in chiave anche cristiana) che si basava su una tradizione cioè quella di impastare il pane con il sangue di un neonato cristiano.
15 anni fa c'è stata una profonda discussione internazionale, perché (non ho capito il nome) uno studioso di storia ebraica in età moderna ha scritto un libro in cui dava conto del fatto che questa mitografia aggressiva in alcuni casi specifici, potrebbe essere stato un rituale vero e proprio.
CASO DI SIMONINO DA TRENTO (1475): venne trovato un cadavere di un neonato, dietro al palazzo che...
-
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Bitossi Carlo Paolo, libro consigliato Un Vivaio di Storia , Aurelio Musi
-
Riassunto esame storia moderna, prof.Guerrini, libro consigliato Storia degli ebrei nell’Italia moderna, dal Rinasc…
-
Riassunto esame Storia moderna, Prof. Luise Flavia, libro consigliato Scritture di Donne. La memoria restituita, Ca…
-
Riassunto esame Storia Moderna, Prof. Bitossi, libro consigliato Un vivaio di storia: l'Europa nel mondo moderno, B…