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RELAZIONI GLOBALI NELL’ETA’ MODERNA E CONTEMPORANEA

Le tappe della storia moderna:

• 1492: scoperta dell’America, rivoluzione per l’Occidente; le Americhe sarebbero state scoperte già dai vichinghi

che dalla otta cinese dei Ming.

• 1789: rivoluzione francese, che decretò il termine di era moderna come era “nuova” colma di novità politiche,

sempre con ottica eurocentrica.

• 1814/1815: congresso di Vienna, che vide il ritorno dei grandi reali in Europa dopo l’era

napoleonica e la fatale suddivisione dell’Africa, si conclude la storia moderna.

1956: termine “GLOBALIZATON”, inevitabile conseguenza del mondo moderno, Interdipendenza VS termine loso co

anni 80 per indicare il fenomeno di riscatto dell’universalismo sul particolarismo, decaduti gli universalismi politici del

novecento nascono universalismi economici-culturali direttamente dipendenti dalle relazioni globali di interdipendenza

del mondo moderno.

La storicizzazione della globalizzazione ha col tempo a ermato che essa fu un processo dispiegatosi bene tempo, in

fasi ma anche in forme diverse, lungo una traiettoria caratterizzata da rallentamenti e interruzione, così come da spinte

e accelerazioni.

Quando le ricchezze erano in oriente

XIV Secolo: l’impero costruito da Gengis Khan cadde e si crearono numerosi a datari dell’impero, tra cui Tamerlano,

che fu l’iniziatore della stirpe timuride, lo sgretolamento dell’impero di Gengis Khan e la creazione di una nuova forte

stirpe quale quella timuride fu la causa principale della formazione, nella primissima età moderna, degli stati centrali

asiatici, quello Cinese e della Moscovia, e degli imperi musulmani o della polvere da sparo. XVI-XVII Secolo: Rivoluzione

Commerciale che vide in tutto il territorio dell’Eurasia la nasci- ta del fenomeno del Mercantilismo, ovvero del controllo

dell’economia commerciale da parte del governo centrale, soprattutto di tipo coloniale, che si sviluppò con la

fondazione di colonie di popolamento e di sfruttamento sia in Asia che nelle Americhe. Il Mercantilismo ebbe molto

successo in EU, causa principale infatti del capitalismo e delle varie politiche economiche adottate dai regnanti europei

durante tutta l’età moderna, il fenomeno infatti andò a sviluppare in EU politiche concorrenti e di competizione tra i vari

stati le quali furono la ragione primaria dell’alleanza sancita tra i commercianti e il mondo politico.

In questo lasso di tempo de nito prima età moderna gli EU furono i principali vettori cultu- rali e commerciali degli

scambi tra le popolazioni, ma di cui non furono gli unici protagoni- sti, poiché parallelamente gli stati asiatici centrali

furono invece i vettori per lo sviluppo del- l’integrazione globale in Eurasia. Se da una parte, infatti, gli EU praticarono un

forte ac- centramento politico accompagnato da una politica di espansione commerciale, in Asia i governi musulmani e

centrali diedero inizio a una politica di accertamento mirata alla stabilizzazione degli imperi per cui accompagnata dal

fenomeno del protezionismo mirato all’accrescimento del proprio potere commerciale.

Cina

De nita “il regno di mezzo”, le più importanti dinastie furono MING 1368-1644 e QING 1644-1912, caratterizzate da: -

rapporti diplomatici nell’oceano paci co e indiano;

- forte centralizzazione politica e istituzionale;

- l’aura sacrale per gli imperatori de niti gli del cielo, mediatori tra cielo e terra, erano gli unici in

tutto l’impero ad avere il permesso di vestire di giallo, olore simbolo dell’equilibrio e del tutto;

- forte amministrazione statale.

Dinastia Ming= forte politica agricola mirata alla sedimentazione e alla costruzione del popolo cinese in quanto tale,

forte crescita demogra ca, scambi commerciali limitati per la Peste.

1400: fondazione di Pechino (Città Proibita)

opere idriche importanti= - grande centro di produzione agricola (seta)

- rapide vie di comunicazione, esempio è il Gran Canale Imperiale.

1601: primo europeo che entrò a Pechino fu Matteo Ricci, un gesuita, missione di cristianizzazione (il papato mandò in

missione 250mila gesuiti, ordine più istruito in assoluto).

Dinastia Qing= potenza mondiale, impose reti commerciali internazionali durante quasi tutto il basso medioevo e l’intera

prima età moderna.

Ultimo Imperatore Figlio del Cielo fu 1908-1912: Pu Yi.

1664: dalla Manciuria, dopo una crisi politica del sistema dinastico, i Qing presero il potere e si diedero il compito di

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ricostruire la Cina.

1671-1722: Kongxi Qing glio del Cielo saliva alla carica di imperatore cinese, quasi parallelamente all’ascesa di Luigi

XIV Re Sole in Francia (alle due estremità dell’Eurasia le caratteristiche politico-sociali non erano di erenti).

1743: James Denis Attiret, pittore gesuita francese, primo pittore di corte a Pechino, un ruolo di servitore, per il quale

visse in so erenza perché lontano dal proprio contesto culturale= lettere, nelle quali risentiva del fatto di mancare al

proprio ruolo originale, essere al sevizio divino; tendenza alla depressione.

1765: conquista di tutte le popolazioni nemiche e ovviato a tutte le minacce territoriali, dando vita così all’Impero

territoriale cinese, che vide l’intensi cassi della migrazione forzata per consolidare la sovranità imperiale nei nuovi

territori (da Est a Ovest, incentivata dall’imperatore in persona).

Apparato burocratico cinese

Lingua burocratica= Lingua U ciale dell’Impero.

Etnia Manciù, antica etnia mongola dei Jurchi, gli unici a poter perseguire le più alte cariche.

La burocrazia cinese si basava su un rigido sistema meritocratico diviso in nove ranghi in base all’etnia di provenienza,

controllato dai mandarini, così chiamati dai portoghesi stranieri, ma che erano la classe suprema amministrativa formata

da burocrati confuciani.

I Mandarini che volevano entrare a far parte del sistema burocratico dovevano sostenere esami e colloqui a cui non di

rado partecipava l’imperatore stesso; erano istruiti n dalla nascita al Confucianesimo, la quale vieta loro di immischiarsi

con il commercio e con il denaro mantenendo un più stretto legame con l’agricoltura e la terra, così da evitare la tru a o

la corruzione.

Il Confucianesimo fu sempre una realtà molto importante e una loso a applicata anche all’apparato politico e

commerciale:

1656: l’Imperatore Shunzhi bandì il commercio marittimo per ostacolare le migrazioni verso la costa di aspiranti

commercianti, che andavano verso le società iberico-portoghesi delle colonie.

1685: riapertura al commercio marittimo, autorizzato alle compagnie straniere in territorio cinese, rinascita dell’antica

pirateria cinese e giapponese.

Meticciato: si veri cò soprattutto nelle regioni che vennero a contatto con gli imperi iberici, simbolo della modernità

della mobilità, racchiudeva in sé tanti particolarismi quanti erano gli aspetti sociali sia del territorio assoggettato sia del

territorio assoggettatore, per questo motivo fu una questione che riguardò direttamente tanto il centro quanto le

periferie del sistema.

Le Relazioni commerciali tra Europa e Cina

• Canton

1511: i portoghesi furono i primi ad arrivare in Cina via mare, fondarono una base commerciale che diventò una fortezza

commerciale internazionale per le potenze europee come Francia, UK e Olanda con delle proprie caratteristiche

commerciali e industriali riassunte nell’espressione “Canton Trade System”. Gli impiegati e i commercianti non

potevano uscire da Canton né imparare la lingua cinese.

1757-1842: 13 fabbriche operative a Canton= “Golden Ghetto”.

• Macau

1552: i portoghesi costituirono prima una base commerciale e poi una vera colonia, che restò tale no al 1999. La

posizione strategia di Macao, prossima a Hong Kong, sul delta del Fiume delle Perle, si rivelò il punto forte della città

commerciale portoghese in Cina soprattutto dopo la creazione della “Silver Road”. A Macao l’in uenza cinese vietò le

armi da fuoco e del tabacco.

Con il tempo si venne a creare una società creola fondata dai mercanti iberici e dalle donne di basso rango sociale

cinese come le Tanka, le Tai, le donne giapponesi emigrate e le schiave. La nuova “etnia” portò alla formazione di una

nuova lingua, un coacervo di cinese locale e portoghese, che al momento è in estinzione, seppur protetta dal’UNESCO.

Il commercio globale

L’o erta cinese era limitata a:

- Tè: le foglie da tè risultarono molto attraenti agli europei in Asia, così che si instaurò un commercio inter-asiatico che

si espandeva in ne alla UK, dove diventò una bevanda parte della cultura inglese (Boston Tea Party);

- Porcellana: si sviluppò direttamente dal commercio del tè quando questo diventò indispensabile per la cultura

europea. 1600: nuova Via della Porcellana, con la quale copie delle antiche e ra nate porcellane cinesi arrivarono in

Europa, testimoni ne sono i dipinti.

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Storia del mercato globale= storia dei costumi: Transculturazione che avvenne dalla Cina all’Europa, pratiche culturali

trasmesse e adattate al contesto “altro” da oriente verso occidente.

La controparte europea: Argento e Carminio.

Guerre per l’Oppio

L’oppio in Cina non fu mai accolto come rimedio terapeutico o come una qualche forma di piacere sensistico come in

Europa. Vari imperatori lo bandirono e queste sostanze furono da subito ritenute, soprattutto dagli alti ceti della società

cinese, come moderne droghe pesanti. La problematica si appesantì quando l’UK volle obbligare il commercio cinese

all’apertura alle esigenze e richieste europee.

1839-1842: prima guerra per l’oppio.

1856: seconda guerra per l’oppio, conclusasi con la vittoria UK e il Trattato Ineguale di Nanchino e Tientsin, con i quali

fu concesso dalla corte cinese a UK di prendere possesso di altri 5 porti come basi commerciali, in cui i commercianti

ora potevano imparare la lingua cinese locale e grazie ai quali UK riuscì a garantirsi l’Isola di Hong Kong, che restò sua

colonia no al 1997.

Lo sfruttamento del territorio per il tè e per il commercio illegale di oppio e tabacco, arrivò a trasformare in modo netto

la conformazione territoriale (1400: 25mln ettari per il tè; 1850: 80mln ettari per l’agricoltura di commercio, che

comprese anche il mais e il riso).

Molto importante furono le donne cinesi che, padrone e a datarie dell’acquisto e della vendita di oggetti personali

diventarono astute alleate degli imprenditori EU, che potevano addirittura rmare con loro un contratto di matrimonio

temporaneo.

L’espansione territoriale cinese

Lenta, graduale e costante, le invasioni belliche pro espansione o gli accordi diplomatici di resa condizionata furono

sempre seguiti da migrazioni coatte e forzate di contadini e signori locali che ebbero il ruolo di formare l’unità culturale

del paese, unito sotto l’Imperatore. La cultura e l’etnia Manciù però dovevano predominare e l’idea di superiorità si

costruì attraverso il divieto di matrimoni inter-etnici durante le migrazioni e nei periodi immediatamente successivi.

Proprio per questa forte separazione etnica ancora oggi in Cina permangono 56 etnie diverse, che preservano la storia

di un paese forte anche se diversi cato.

Giappone

L’apparato politico giapponese si fondava sulla relazione tra l’imperatore e gli Shogunati (territori presidiati dagli

Shogun, veci dell’imperatore e signori del territori), secondo un sistema che potremmo de nire “pseudo- feudale”. In

questo contesto l’imperatore in alcune fasi si trovò in di coltà in quanto la corte veniva ad assumere un ruolo simbolico

in favore del potere dei singoli shogunati i quali bene ciavano di un controllo importante sui territori.

1333-1573: Periodo Muromachi caratterizzato da guerre interne= l’imperatore indebolito.

1543: i portoghesi arrivarono in Giappone portando con loro lusso, come ceramiche, seta e argento, armi (nuova cultura

militare: guerre con i fucili e archibugi), donne schiave.

1549: Francesco Saverio, gesuita incaricato della conversione al cristianesimo dell’oriente, con un gruppo di frati

francescani arriva in Giappone senza conoscere le caratteristiche socio-culturali del territorio. Le conversione furono tali

da preoccupare i signori locali e peggiorarono la già tesa situazione tra gli Shogun e l’Imperatore.

La cultura europea arrivò in Giappone insieme ai Gesuiti, portatori di missioni di evangelizzazione e inseguivano

l’apogeo del martirio= creazione di un vocabolario nipponico-lusitano.

1587: espulsione violenta dei gesuiti e dei convertiti da vari shogunati.

1597: I Editto di Espulsione dei gesuiti, rimossi dal territorio con la violenza.

1603-1868: Periodo Edo, Shogunato dei Tokugawa, fondato da Tokugawa Ieyasu.

Portoghesi e i giapponesi crearono una rete commerciale marittima importante ed e cace concessa dall’imperatore in

persona attraverso il sigillo rosso, grazie a cui si creò una Rete Asiatica di commercio marittimo ed equipaggi

internazionali di cinesi, giapponesi, portoghesi e olandesi.

In questa dimensione di ripiegamento verso l’interno e di chiusura, tutto sommato relativa, ebbe luogo lo sviluppo di

una rivoluzione industriosa e di una profonda innovazione dei modelli produttivi giapponesi. Inoltre questa politica fu

portatrice di un lungo periodo di stabilità e di pace sia all’interno del Giappone ma anche con gli stati con nanti.

1614: il cristianesimo è ancora una minaccia per gli shogun= l’imperatore emana il divieto per i nobili e i samurai

all’adesione ad esso (Hasekura un samurai diplomatico inviato in Europa per rappresentare lo Stato Giapponese nelle

corti, durante i 6 anni in Europa nì per convertirsi. Nel 1620 richiamato in patria abiura la nuova religione e ripudia la

conversione).

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1637-1638: rivolta violenta nel 1624 dei contadini spalleggiati dai samurai convertiti, le forze imperiali unite a quelle

olandesi prendono parte al Massacro di Shimibara: persecuzioni mirate all’esecuzione dei convertiti (abiura accertata

per esempio sputando sulle tavolette cristiane).

1639: l’Imperatore vieta il commercio marittimo attraverso la politica Sakoku= chiusura totale del mercato verso

l’interno ed espulsione portoghese dal territorio (attiva no al 1854, poi trattato Kanagawa con USA).

Il Giappone interruppe i rapporti con il Portogallo e la Spagna anche poiché fa- vorivano la presenza del cristianesimo

nel territorio.

• Deshima

Gli olandesi avevano costruito un ghetto dorato nel quartiere; le culture non venivano in contatto se non per volontà dei

giapponesi che una volta entrati non potevano tornare in territorio giapponese. Ai giapponesi fu vietato il rientro in patria

per quasi la totalità dei casi, divieto di emigrazione e fu messa in atto un manovra di espulsione delle donne e della

prole delle donne che avevano avuto relazioni con uomini olandesi.

1640: una delegazione di nobili portoghesi si recò in Giappone al ne di ripristinare le relazioni commerciali, l’Imperatore

accettò la richiesta a una condizione: i portoghesi avrebbero dovuto convertirsi allo scintoismo e abiurare il

cristianesimo. Ri utatisi, ai nobili portoghesi non fu consentito lasciare il Giappone e vennero decapitati , poiché nobili

non li si poteva impiccare.

Fonti e Testimonianze

Pitture giapponesi: arrivo nell’isola di alcuni giochi europei, come il biliardo nato in Francia; ci evidenziano soprattutto

due loni della circolazione dei saperi: quello botanico e quello medico. La cultura medica nipponico-olandese fondata

da Ine Kosumoto, glia di un marinaio e botanico olandese e di una donna giapponese, la medicina Rongaku prese

ispirazione da entrambe le culture acquisendo dall’una le pratiche occidentali e dall’altra la conoscenza delle piante e

delle tecniche giapponesi.

1854: Trattato di Pace e Amicizia o Convenzione di Kawagawa con USA, che riesce a costringere i giapponesi alla rma

entrando nella baia di Tokyo con la otta navale a vapore, una tecnologia che i giapponesi non avevano ancora visto,

trattato ineguale. A causa di questo trattato il Giappone, industrialmente debole e politicamente diviso tra modernisti e

conservatori, fu costretto a un’apertura commerciale coatta verso l’esterno e ad assicurare la tutela dei naufraghi

americani con determinate politiche diplomatiche. Dalla politica del Sakoku, l’isolazionismo dei duecento anni, il

Giappone adottò il Kaikoku grazie al quale commerciando con gli USA seta grezza, tè e carbone, riuscì a ottenere i

prodotti niti per lo sviluppo tecnologico come le ferrovie e le navi a vapore.

Harry’s Treaty prima missione diplomatica in USA del governo imperiale giapponese.

1862: sull’onda della globalizzazione dell’ultimo ottocento, ci fu il primo progetto di Exchange Students tra il Giappone

e l’Europa.

1868-1912: periodo Meiji: il Giappone conobbe il processo di modernizzazione che fece proprio e sviluppò appieno.

1940:Patto Tripartito con Italia e Germania con cui si aprì u cialmente l’era dell’imperialismo Giapponese, che si

concluse con l’occupazione da parte delle truppe americane, no al 1952 il Giappone fu una succursale del capitalismo

americano per lo sviluppo tecnologico grazie al quale l’isola nipponica riuscì a sviluppare una società globalizzata.

2020: giochi di Tokyo, bombardati di polemiche.

The GunPowder Empires: espansone militare rapida ed e ciente

L’India/l’Afghanistan: L’impero Mughal, 1526-1707

I Mughal furono una dinastia di sunniti di origine Mongola-Timuride il cui fondatore fu Bu- bar, discendente di Gengis

Khan e di Tamerlano (Mughal=Mongolo), scon tto il signore di Dehli si creò un nuovo impero indo-afghano.

Akbar il Grande

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dowomcv di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Luzzi Serena.
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