Estratto del documento

E.

, La Letteratura Latina Medievale, una storia per generi

Viella, Roma 2009

III

I sottogeneri della letteratura erudita

1. Tractatus, Commentarium, Glossa, Catena, Speculum, Summa, Traduzione

pag.79

2. Enciclopedie

pagg. 82 -89

2.1 L’Età Barbarica:

[Isidoro di Siviglia

2.2 L’Età Carolingia e Feudale

2.3 L’Età Scolastica

2.4 L’Età Scientifica

[Alessandro neckam, Vincenzo di Beauvais, Ruggero Bacone]

IV

Esegesi biblica, Teologia e Filosofia

pag-91

1. Esegesi biblica

pag.91

2.Teologia e Filosofia

pagg.93-127

2.1 L’Età Barbarica, Carolingia e Feudale (teologia altomedievale: monastica)

pagg.93-126

[Martino di Braga, Giuliano di Toledo, Gregorio I Magno (635 c - 604),

Alcuino di York, Pascasio Radmerto, Giovanni Scoto Eurigena,

Adsone di Montier-en-Der]

2.2 L’Età Scolastica (teologia bassomedievale: “scolastica”)

[Berengario di Tours, Lanfranco di Pavia, Anselmo d’Aosta,

Pietro Lombardo, Bernardo di Chiaravalle, Riccardo di San Vittore]

2.3 Letteratura teologico filosofica in versi o prosimetrica

[Bernardo Silvestre, Alano di Lille, Giovanni di Hauvilla]

2.4 Traduzioni filosofiche [Guglielmo di Moerbecke]]

2.5 L’Età Scientifica (Aristotelismo latino, Sperimentalismo, Misticismo)

[Sigieri di Brabante, Alberto Magno, Tommaso d’Aquino,

Guglielmo di Ockam, Bonaventura da Bagnoregio, Giovanni Duns Scoto,

Pietro di Giovanni Olivi, Angelo Clareno]

V

Arti Liberali

1. Arti del Trivio (grammatica, retorica, dialettica)

pagg.127-152

1.1 L’Età Barbarica

[Prisciano, Boezio, Cassiodoro, Aldelmo di Malmesbury, Virgilio marone Grammatico]

1.2 L’Età Carolingia e Feudale

[Pietro da Pisa, Smaragdo di Saint-Mihiel, Lupo di Ferrières, Enrico di Auxerres]

1.3 L’Età Scolastica

[Alberico di Montecassino, Adalberto il Samaritano]

1.4 L’Età Scientifica

[Matteo di vendome, Goffredo di Vinsauf, Boncompagno da Signa, bene da Firenze,

Pier della Vigna, Dante Alighieri]

2 Arti del Quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia, musica)

2.1 L’Età barbarica, Carolingia e Feudale (Alto Medioevo

[Gerberto di Aurillac ]

2.2 L’Età Scolastica e Scientifica (Basso Medioevo)

[Ugo di San Vittore, Guido d’Arezzo]

2.3 Medicina

[Arnaldo di Villanova, Pietro d’Abano]

VI

Letteratura politico-giuridica

pagg.153 - 174

1. L’Età carolingia

[Agobardo di Lione, Giona d’Orléans, Incmaro di Reims ]

2. L’Età Feudale

[Attone di Vercelli, Adalberone di Laon]

3. L’Età Scolastica

[Pier Damiani, Benzone d’Alba, Giovanni di Salisbury, Pietro di Blois, Goffredo da

Viterbo, Gualtiero Map, Burcardo di Worms, Graziano]

4. L’Età Scientifica

[Bonvesin de la Riva, Egidio Romano, Marsilio da Padova]

VII

Storiografia pagg.175-216

1. I sottogeneri della Storiografia

1.1 Storiografia Etnica.

1.2. Annali e Cronache.

1.3 Biografia.

1.4 Storia universale.

1.5. Storiografia romanzata

2. L’Età Barbarica

[Gregorio di Tours, Gilda Sapiens, Beda il Venerabile]

3. L’Età Carolingia

[ Paolo Diacono, Eginardo, Nitardo, Tegano, L’Astronomo, Agnello di Ravenna,

Erchemperto]

4. L’Età Feudale

[Liutprando da Cremona, Chronicum Salernitanum, Benedetto di Sant’Andrea del

Soratte]

5. L’Età Scolastica

5.1 Storiografia monastica

(Chronica Monasterii Casinensis, Leone Marsicano, Pietro Diacono)

5.2 Storiografia Urbana

[Caffaro]

5.3 Storiografia normanna

[Dudone di Saint-Quintin, Guglielmo di Jumièges, Guglielmo di Poitiers, Orderico Vitale,

Goffredo Malaterra, Alessandro di Telese, Ugo Falcando, Rodolfo di Caen]

5.4 Storiografia dell’impero e dei regni

[Ottone di Frisinga, Guglielmo di Malmesbury, Rodolfo il Glabro, Adamo di Brema]

5.5 Storiografia delle crociate

[Gesta Francorum, Guglielmo di Tiro]

5.6 Storiografia romanzata (e novellistica)

[Pietro Alfonsi, Goffredo di Monmouth, Giovanni d’Haute-Seille, Guido delle Colonne]

6 L’Età Scientifica

[Nicolò di Jamsilla, Saba Malaspina, Bartolomeo da Neocastro,

Salimbene de Adam

VIII

Agiografia paggg.217-

227

1. I sottogeneri dell’Agiografia

2. L’ Età Barbarica

[Navigatio Sancti Brandani]

3. L’Età Carolingia

4. L’Età Feudale

5. L’Età Scolastica

6. L’Età Scientifica

[Jacopo da Varazze ]

IX

Letteratura Autobiografica e Apocalittica pagg.227-242

1. Autobiografia

[Raterio da Verona, Pietro Abelardo, Otlone di Sant’Emmeram, Guiberto di Nogent,

Eloisa di Notre Dame]

2. Letteratura Apocalittica

2.1 Visioni

[Ildegarda di Bingen, Elisabetta di Shonau]

2.2 Profezie

[Gioachino da Fiore]

X

Sermonistica (Predicazione) pagg.243-

249

1. L’Età Barbarica, Carolingia e Feudale (altomedievale: sermp antiquus)

[Cesario di Arles]

2. L’Età Scolastica e Scientifica (basso medievale : sermo modernus)

[ Antonio di Padova ]

XI

Letteratura Odeoporoica pagg.249-

259

1 L’Etò Barbarica, Carolingia e Feudale (altomedievale)

[ Adamnano di Hy, Ugheburga di Heidheim, Bernardo il monaco ]

2 L’Età Scolastica e Scientifica (bassomedievale)

[ Giacomo di Vitry, Burcardo del Monte Sion, Mirabilia Urbis Romae, Frà Giuliano,

Giovanni da Pian del Carpine, Guglielmo di Rubruruck, Ricoldo da Monte Croce, Lettera

del Prete Gianni ]

XII

Poesia lirica

pagg. 259-293

I sottogeneri della Poesia Lirica

1.1 Lirica profana (Lirica amorosa, Lirica satirica, Planctus)

1.2 Lirica religiosa

2 L’Età Barbarica

( Anthologia Latina, Draconzio, Eugenio di toledo, Venanzio Fortunato, Massiminiano,

Antifonario di Bangor, Hisperica Famina ]

3. L’Età Carolingia

[ Paolino d’Aquileia, Teodulfo d’Orléans, Rabano Mauro, Valafrido Strabone, Sedulio

Scoto , Gotescalco d’Orbais, Notchero I di San Gallo ],

4 L’Età Feudale

[ Eugenio Vulgario ]

5 L’Età Scolastica

[ Andrea Cappellano, Marbodo di Rennes, Balderico di Bourgueil, Ildeberto di Lavardin,

Carmina Cantabrigensia, Carmina Burana, Ugo d’Orléans, L’Archipoeta, Guido d’Ivrea,

Arrigo da Settimello, Adamo di San Vittore]

6 L’Età Scientifica

[ Filippo il Cancelliere, Stefano Langton, Tommaso da Celano, Enrico di Avrnches,

Jacopone da Todi]

XIII

Poesia didascalica (breve) pagg. 297-303

1 I sottogeneri della Poesia didascalica (breve)

1.1 Aenigmata (Sinfosio, Bonifacio]

1.2 Proverbia

1.3 Conflictus (Altercationes)

1.4 Favolistica ( Ademaro di Chaannes)

XIV

Teatro pagg.303-317

1. I sottogeneri del teatro

1,1 Dramma scro (Ludus)

1.2 Commedia elegiaca

2 L’Età Carolingia

[ Giovanni Immonide ]

3 L’Età Feudale

[ Rosvita di Gandersheim ]

4. L’Età Scolastica

[ Ludus de Antichristo, Pamphilud, Babio, Vtale di Blois ]

5. L’Età Scientifica

[ Riccardo da Venosa Jacopo da Benevento, Albertino Mussato]

XV

Epica pagg.317-334

1. I sottogeneri dell’Epica

1.1 Epica storica

1.2 Epica folk lorica

2. L’Età Barbarica

[ Flavio Cresconio Corippo, Aratore ]

3. l’Età Carolingia

[ Karolus et Leo papa, Ermoldo Nigello, Abbone di Saint-Germain ]

4. L’Età Feudale

[ Gesta berengarii Imperatoris, Waltharius, Letaldo di Micy ]

5. L’Età scolastica

[ Gualtiero di Chatillon, Pietro da Eboli, Donizone di Canossa, Carmen de Hastinge

Proelio, Stefano da Rouen, Guglielmo di Puglia, Enrico di Calci, Ruodlieb, Ecbasis

cuiusdam captivi per Tropologiam, Nivardo di Gand, Nigello Witecker )

6. L’Età Scientifica

[Quilichino da Spoleto, Giovanni di Garlandia, Stefanardo da Vimercate]

E. D’Angelo, La Letteratura Latina Medievale, una storia per generi, Roma,

Viella, 2009

Indice

Autori e opere trattati 11

Le fasi e la lingua

I Le fasi della letteratura mediolatina 17

Ricorda l’origine del termine “medioevo” come invenzione degli Umanisti;

a seconda se si ragiona sul piano della storia istituzionale, religiosa o socioeconomica

si individuano tre diverse durate del ME

- per la storia istituzionale, 476 - 1453;

- per la storia religiosa 313-1517;

- per la storia socio economica, sec. VII-1492.

La soria della letteratura latina non è necessariamente coincidente a queste: ha

coordinate sue proprie ad es, tra il sec. VI e la morte di Dante (1321).

Propone quindi la partizione cronologica tradizionale come segue:

1 - L’Età barbarica, sec. VI-VIII med. 18

1.1 Storia civile

Epoca dell’ascesa e del declino dei regni romano germanici nell’Europa occidentale.

475-imperatore Romolo Augustolo; Odoacre asume il titolo di “patrizio romano”;

all’inizio del V secolo il Cristianesimo si diffonde in Irlanda (San Patrizio, importanti

sedi monastiche che prouovono la cultura latina e si diffondono in tutto il continente).

La Britannia si divide inpiccoli regni (Kent, Wessex, Anglia, Sissex, Essex, Northumbria)

che verranno unificati sotto il re Egberto. L’evangelizzazione si svolge ad opera degli

Irlandesi e dei pontefici; Gregorio Magno invia il monaco Agostino che, dopo aver

evangelizzato il Kent istiruisce l’arcivescovado di Canterbury; papa Vitaliano invierà

poi Teodoro di Tarso e si darà vita alle scuole, di York, Jarrow e Wearmouth. Tra il rigido

ed eccentrico cristianesimo irlandese e quello più duttile della scuola romana, nel

sinodo di Whitby (664) si scelse quest’utimo indirizzo. Ricorda qui Bonifacio e Beda

La Francia è percorsa da numerose invasioni: i Burgundi (o Borgognoni che daranno il

nome a tutta la regione tra il lago di Ginevra e Lione) venvono annessi nel 534 dai

Franchi che penetrati lentamente nel territorio dell’impero erano venuti a contatto con

la cultura romana; ricorda che i Franchi Ripuarii si collocano a oriente, verso il Reno e i

Franchi Salii nelle regioni più occidentali, e verso la fine del V secolo, con la dinastia

dei Merovingi, unificano sotto di sé tutta la Gallia; Il lorore Clodoveo diventa cattolico.

Alla sua morte (511) il regno si divide in Austrasia, Neustria e Borgogna. Potenza dei

“maggiordomi di Palazzo” Pipino di Heristal nel 687 unifica il territorio; suo figlio Carlo

Martello vince gli arabi nella battaglia di Poitiers (732); il figlio di Carlo, Pipino il Breve,

incoronato dal papa re dei Franchi (751) dà origine alla dinastia carolingia.

La penisola iberica è interessata dall’invasione dei Visigoti (Alarico, 410 Sacco di

Roma) i quali, contrastti dai Frnachi si stabiliscono nella Gallia meridionale e nel nord

dela Spagna dove rimagon fino all’invasione degli arabi (711 c.)

I Visigoti di Spagna sono costretti a contrastare i Vandali facendoli ripiegare nel’Africa

del nord romana che occupano sotto la guida di Genserico costruendo una flotta per

attaccare alcune isole e arrivare con una spedizione a Roma (455). La loro potenza

finisce sotto l’urto delle armate bisantine di Giustiiano (534 generale Belisario).

In Italia arrivano per primi gli Ostrogoti con il re Teodorico il quale, dopo aver battuto

Odoacre (che aveva a sua volta deposto l’ultimo imperatore Romolo Augustolo e si era

ritirato a Ravenna) ed essersi affermato come re in Italia è a sua volta sconfitto nella

guerra Greco-gotica dai generali di Giustiniani, Belisario e Narsete. L’Italia torna così

all’Impero ma la morte di Giustiniano (565) segna una profonda crisi e in Italia arrivano

(568) i Longobardi stailendo la loro capitale a Pavia. Attenzione Bisanzio mantiene il

controllo della maggior parte delle fasce costiere, da Venezia a Roma. Finisce così

l’unità politica d’Italia.

Il regno dei Longobardi sopravvive fino alla conquista di Carlo Magno (774) salvo i

ducati di Spoleto e di Benevento che resisteranno fino alla ocnquista normana (sec. XI)

1.2 Storia culturale

Il segmento storico- culturale dell’Età Barbarica è caratterizzato dal salvaggio della

cultura antica etardo antica perciò la chiama “epoca dei tramandatori”. Ricorda

l’eterogeneità dei popoli invasori: elemento unificante, la sopravvivenza di una élite

sostanzialmente romana e cristiana e l’opera immensa dell’evangelizzazione che

favorisce il diffondersi del latino sia tra i nuovi abitnati che tra le popolazioni rurali.

Dopo le aggressioni dall’Est verso l’Europa occidentale e meridionale, nell’VIII secolo

l’aggressione viene dal Sud dove si erano stanziati gli arabi.

Quando dagli atti di pirateria e scorreria si passa alllo stanziamento di regni sul

territorio esplode il contrasto tra romani e barbari, tra il diritto e la consuetudine:

esempio tipico il tentativo di convivenza di Teodorico; è un contrasto continuo che si

esprime anche nella situazione “culturale”: i nuovi arrivati non hanno tradizioni scritte

lo sfascio della società civile impedisce la funzione di una scuola organizzata e la

cultura rimane monopolio della Chiesa, in particolare dei monaci organizzati nei

monasteri per i quali un minomo di istruzione è necessario per assolvere i doveri

principali del monaco: la preghiea liturgica e la Messa. Il monachesimo si fa carico

della trasmissione della cultura scritta; lentamente si afferma l’uso di studiare oltre

alla Sacra Scrittura, i testi della cultura pagana (Costituirsi della grandi biblioteche e

funzione della scriptorium, sala di scrittura dove vengono copiati per essere

tramandati i testi antichi). La priorità di scelta tende a far privilegiare i testi religiosi:

caso tipico dei palinsesti

(riporta il caso del De Republica di Cicerone (IV:V secolo) scoperto da Angelo Mai nella

Biblioteca Vaticana sul quale - nel monastero di Bobbio - era stato soprascritto un

commento ai Salmi di Sant’Agostino.

Accenna anche alla letteratua mistica e ascetica che è una produzione originale del

monachesimo.

Le invasioni sono poi causa ed effetto della fine del latino come lingua parlata, un

fenomeno che si verifica molto lentamente (IV - VIII secolo), on diversa intensità e

distribuzione nelle diverse aree ma a causa dell’analfabetismo dei popoli “germanici” il

latino resiste come lingua colta anche per le necessità amministrative, estendendosi e

affermandosi anche dove Roma non era mai arrivata (Scozia e Irlanda).

Si forma così l’anima della cultura medievale europea, integrazione di cultura latina,

cristiana, germanica.

1.3 Storia letteraria

La produzione letteraria dell’età barbarica in una situazione talmente complessa, si

presenta come un sistema eterogeneo: frattura tra il VI secolo da un lato e il VII e l’VIII

dall’ altro.

1) VI secolo, sopravvivenza della cultura tardo antica greco-latina legata alla

tradizione classica:

Il VII e l’VIII secolo sono invece altomedievali: l’egemonia germanica conduce al

disinteresse degli elementi “classici”: cfr. il fallimento dei progetti di Boezio e di

Cassiodoro

2) Calo della produzione letteraria a causa del disorientamento tra lingua parlata e

scritta, lingua madre e lingua acquisita

3) I caratteri “grammaticali” nel VI secolo sono ancora immutati, ma tra il VII e l’VIII

secolo l’uniformità si rompe; dove il latino è “importato” i caratteri rimangono

immutati a differenza dei paesi che daranno origine alle lingue “romanze”.

2 - L’Età carolingia, sec. VIII med. - IX 27

2.1 Storia civile

Si tratta di un arco di tempo fortemente influenzato dalla corte di Carlo Magno e dei

suoi successori; per questo la “cultura carolingia” presenta una omogeneità e

compattezza superiori a tutte le altre aree culturali fin qui considerate, grazie alla

costante tensione a stemperare le differenze geopolitiche e la cultura assume il

significato di “res publica christianorum”, di “comunità dei cristiani”. Accenna alla

catena di intellettuali del tempo di Ludovico il Pio che sono stati speso allievi diretti

degli intellettuali del tempo di Carlo.

A pag.28, attenzione, propone una schematizzazione di queste relazioni in tre

generazioni di intellettuali:

la prima, al tempo di Carlo Magno, fin circa all’814 comprende, tra gli altri:

Paolo Diacono e Alcuino di York;

la seconda comprende il regno di Ludovico il Pio (840) con

Rabano Mauro, Valafrido Strabone, Eginardo, Nitardo,

alla terza, fino alla morte di Carlo in Grosso (888) appartengono, tra gli altri

Nitardo, Lupo di Ferrières,

Nella prima parte del secolo VIII la situazione politica è caratterizzata dall’asse Franco-

Pontificio per tener testa ai Longobardi, all’Impero Bizantino, e alla minaccia araba.

Si torna poi a 1.1, con le vicende dei merovingi e dei maestri di Palazzo, fino alla

nascita della dinastia carolingia a metà del secolo VIII con Pipino il Breve..

(Imprese di Carlo Magno e sua adesione al papato). Nel 778, nel tentativo di liberare la

Spagna degli arabi, una retroguardia franca rimane vittima di un’imboscata: è l’origine

della Chanson de Roland, un’epopea fondamentale nella letteratura medievale. Con

l’incoronazione di Carlo, Imperatore del Sacro Romano Impero (800) (il nome stesso

racchiude tutto un programma politico) si instaura un perfetto dualismo Chiesa Stato,

fino ad allora sconosciuto.

Alla morte di Carlo comincia a sgretolarsi tutto l’edificio carolingio.

La conseguenza è una pesante anarchia feudale fino a quando in diverse regioni si

riconferma la tradizione regia:

951 - Ottone I di Sassonia sale al trono in Germania (tiene la corona imperiale);

987 - In Francia Ugo Capeto duca del

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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