LA GRANDE DIVERGENZA.
Come spiegare i diversi percorsi (divergenti) delle economie di Europa ed Asia tra età moderna e età
contemporanea?
Asia superiore all’Europa per quasi tutto il medioevo.
1500 in campo scientifico e tecnologico Asia ed Europa circa alla pari
La “grande divergenza” processo attraverso il quale l’Europa occidentale emerge come l’area più ricca e
potente del pianeta -> quali sono le cause e le tempistiche?
Due orientamenti storiografici:
• Ascesa europea = fenomeno recente e casuale (“scuola californiana”, Pomeranz) -> fino al XVIII secolo
la Cina è ritenuta la più grande economia mondiale (poi l’Europa supera la Cina e si impone nel XIX secolo)
• Ascesa europea = fenomeno non recente e non casuale (Van Zandern, Jones, Landes, de Vries, Mokyr)
-> lunga preparazione, l’età moderna è considerata un’incubatrice della “grande divergenza” . Gli indicatori
a favore di una trasformazione antecedente la rivoluzione industriale sono i tassi di urbanizzazione.
1. Spiegazioni geografiche/geopolitiche:
- Condizioni naturali che favoriscono le scoperte geografiche (accesso agevole alle Americhe e al sud
dell’Africa) e l’emergere di Stati di piccole dimensioni e più competitivi
- Disponibilità di risorse naturali in aree popolate (Inghilterra)
- Sfruttamento di popoli e aree colonizzate: strategia economico-militare portata avanti dai principali
paesi europei
2. Spiegazioni istituzionali: Joseph Needham -> le istituzioni europee più favorevoli all’emergere di
innovazioni tecnico-scientifiche e organizzative (XVII secolo); Needham riprendendo alcune idee già
avanzate di Max Weber sottolinea l’importanza della diffusione delle università in Europa occidentale
Il mutamento tecnico/tecnologico e organizzativo come motore della crescita economica (l’importanza delle
tempistiche nel processo di creazione e diffusione delle innovazioni tecnologiche -> il vapore nella
rivoluzione industriale inglese), tre fasi distinte:
- Invenzione,
- Introduzione dell’innovazione nel processo produttivo
- Diffusione dell’innovazione nel sistema economico
La storia economica non può occuparsi solo dello sviluppo economico. Nel corso della storia si è sempre
assistito all’alternasi di fasi di espansione e fasi di contrazione dell’economia. Nel corso del tempo sono state
individuate con regolarità nei processi di fluttuazione dell’economia -> i cicli economici
“L’andamento ciclico è la caratteristica essenziale del processo di sviluppo capitalistico”
A. Schumpeter, Business Cycles
-> le innovazioni determinano l’avvio di un ciclo economico
Mutamenti di
mentalità e cultura
Innovazioni Innovazioni
tecnologiche istituzionali
SVILUPPO ECONOMICO 1 di 53
PRINCIPALI FASI DI SVILUPPO DELLA STORIA EUROPEA.
1. Fase iniziata intorno all’XI-XII secolo: sviluppo interrotto dalla crisi di metà Trecento
2. A partire dalla metà del Quattrocento, in coincidenza con l’avvio delle grandi scoperte geografiche: la
fase di sviluppo economico prosegue per gran parte dei paesi europei sino alla metà del Seicento
3. Da metà Seicento, in coincidenza con l’avvio della rivoluzione industriale inglese e la sua successiva
diffusione sul continente europeo: la fase di sviluppo prosegue fino alla I Guerra Mondiale
4. Dalla metà del Novecento alla crisi del 2008
Esisteva in passato una unità economica europea?
• In età romana il baricentro economico europeo è collocato nel bacino mediterraneo
• Tra V e VIII secolo d.C. eventi e fenomeni che portano alla progressiva frantumazione politica ed
economica dell’unità mediterranea
“Dopo l’invasione araba la navigazione mediterranea occidentale è morta e sepolta” Pirenne
L’Europa durante l’alto medioevo:
- Drastica diminuzione delle attività produttive e degli scambi commerciali
- Crisi delle città di fondazione romana, diffusione di epidemie -> diminuzione della popolazione
- Contrazione delle aree antropizzate e cambiamento del paesaggio: espansione di foreste, paludi e
acquitrini
- Economia prevalentemente agricola
- Autoconsumo
- Scarso uso della moneta
Ricostituzione (temporanea) dell’unità politica e istituzionale Europe (VIII - IX secolo) sotto Carlo Magno
e l’impero carolingio. Sistema monetario carolingio:
• Le funzioni della moneta -> intermediario negli scambi, strumento di misura, riserva di valore
• Riforma monetaria dell’età carolingia (IX secolo)
- Il sistema monetario di conto (1 lira o libbra = 20 soldi, 1 soldo = 12 denari)
- Coniazione del solo denaro d’argento, moneta “reale”
- Il sistema basato sul conio di monete d’oro e d’argento in vigore fino a quell’epoca viene abbandonato
(passaggio dal bimetallismo al monometallismo)
- Separazione fra moneta di conto (strumento di misura) e moneta reale (intermediario negli scambi
e riserva di valore)
Il sistema di conto carolingio resisterà in Europa continentale fino alla rivoluzione francese (in UK fino al
1971)
LA SOCIETÀ FEUDALE.
I sovrani carolingi non disponevano di un’organizzazione statale o di eserciti permanenti -> delegavano ai
feudatari (nobili) i compiti di difesa e amministrazione del territorio.
Rapporto tra la popolazione e il signore feudale: lavoro in cambio di protezione.
Articolazione della società feudale:
- Cavalieri, nobili (bellatores) -> potere politico e militare
- Clero, monaci (oratores) -> cultura
- Contadini liberi e servi della gleba (laboratores) -> forza-lavoro
Sistema economico basato sull’agricoltura. La Curtis = grande azienda agraria del signore feudale. La
superficie coltivata era suddivisa in:
- Pars dominica = terreni di dominio diretto del signore feudale, coltivati dai servi (circa 1/4 del totale della
superficie coltivata)
- Pars massaricia = campi coltivati da contadini liberi (soggetti a corvées)
A questi si aggiungono i terreni comuni, a disposizione dei contadini dei villaggi (cosiddetti “campi aperti”).
Sui campi aperti vigevano i diritti consuetudinari di sfruttamento (jus lignandi e jus pascendi). Questo tipo di
organizzazione economica è definito: Signoria Rurale. 2 di 53
A partire dal XI secolo ha inizio in Europa un processo di trasformazione generale che caratterizza tutti gli
ambiti del sistema economico e che determina un’espansione economica senza precedenti. Quali sono i
fattori di questa fase di espansione?
1. Crescita demografica
Europa: da circa 40 mln di abitanti (inizio IX secolo) a circa 70 min (fine XIII secolo)
Ma in realtà la densità demografica restava inferiore a quella asiatica, perché il rendimento del 5 è 5 volte
superiore di quello del frumento e della segale.
2. Progressi dell’agricoltura
- Espansione delle aree coltivale -> aumento della produzione. Processo di colonizzazione di terre incolte
o boschive: disboscamenti e bonifiche (processo avviato dagli ordini monastici, cistercensi in
particolare; la terra da coltivare viene concessa dai monasteri ai contadini). Espansione del ceto dei
piccoli coltivatori indipendenti che si sottraevano al controllo signorile.
- Nuovi strumenti di lavoro (aratro pesante a ruota), uso dei cavalli da tiro, nuove tecniche di
coltivazione -> aumento della produttività
3. Ripresa dei traffici commerciali a breve, media e lunga distanza (prodotti agricoli, pellame,
legname, prodotti tessili, di lana in particolare); quali sono i punti nodali dei circuiti commerciali?
- Mercati locali che si tenevano periodicamente presso le dimore signorili o nei villaggi
- Mercati urbani, i quali iniziarono a svolgersi in particolare nelle città di antica fondazione romana e
nelle città di nuova fondazione
- Mercati interregionali (le fiere), che riunivano i mercanti provenienti dalle diverse aree europee -> fiere
della regione della Champagne (“pace di fiera” + esenzione da dazi commerciali -> fiere divennero
permanenti)
4. Crescente urbanizzazione
Espansione delle città in gran parte dell’Europa
-> crescita del settore edilizio dovuta anche alla forte spinta religiosa (cattedrali)
-> la stratificazione sociale diventa più complessa: mercanti, artigiani, salariati, professionisti
-> diffusione di forme associative cittadine, le corporazioni artigiane (in Italia le Arti, della lana e della seta;
in Francia i Corpi del mestiere; in Inghilterra le Gilde)
IL SETTORE LANIERO.
Il prodotto più richiesto: i pannilana
Alcune aree si spazializzano: Fiandre, Italia centro-settentrionale. 1300: Firenze da sola dava impiego a
diverse migliaia di lavoratori (sviluppo di un’industria laniera dagli orizzonti internazionali)
Fasi filiera produttiva del pannolana:
- Preparazione fibre
- Filatura
- Tessitura
- Rifinitura
- Tintura
L’organizzazione del lavoro artigiano nelle città:
• Le corporazioni artigiane, caratteristiche:
1. Alta qualità dei prodotti
2. Limitazione della concorrenza (interna ed esterna)
• Statuti: stabilivano le regole della corporazione, requisiti e quote di iscrizione, apprendistato, carriera
-> controllo della formazione professionale degli artigiani; erano stabiliti i prezzi, quantità, qualità
delle merci da immettere sul mercato e delle materie prime da utilizzare; erano fissati i livelli salariali
e il numero dei lavoranti
-> controllo del ciclo produttivo (gruppo monopolistico)
-> mercati regolati
-> disincentivo all’innovazione tecnica -> dovuto dall’assetto interno non concorrenziale 3 di 53
• Funzioni:
Giurisdizionali (magistratura della corporazione)
• Politiche (presenza nei consigli comunali)
• Assistenziali e religiose (a beneficio dei soci della corporazione, delle loro famiglie e delle città)
•
Le innovazioni tecnologiche dell’Europa medievale: diffusione di innovazioni tecnologiche già esistenti
• Mulini idraulici (area mediterranea, I secolo a.C.)
• Mulini eolici (Persia, VII secolo d.C)
-> macinatura cereali, lavorazione metalli, fabbricazione carta, rifinitura dei pannilana
Le innovazioni istituzionali che si diffusero in Europa tra XIII e XIV secolo riguardarono:
- Il sistema giuridico
- Le forme societarie d’impresa
- Le tecniche contabili mercantili
- Il sistema monetario
- Il settore del credito
- La finanza pubblica
Tutte hanno un impatto fondamentale sull’espansione del commercio -> alcuni storici hanno parlato di una
vera e propria “rivoluzione commerciale”. Le innovazioni istituzionali furono in parte di origine
extraeuropea.
1. IL SISTEMA GIURIDICO
- Presupposto: aumento numero e varietà delle transazioni economiche (principalmente atti di trasmissione
delle proprietà dei beni mobili e immobili) -> diffusione di contratti
- Esigenza: garantire l’efficacia (validità giuridica) dei contratti
A quali soggetti viene affidata questa funzione?
• Notai: un ceto di esperti di diritto romano -> facoltà di attribuire validità pubblica agli atti privati (publica
fides)
Ma restava il rischio dell’inadempimento delle obbligazioni contrattuali; quale istituzione ha il compito di
vigilare e di applicare sanzioni? Diffusione dei tribunali mercantili
-> riduzione dell’incertezza nelle transazioni commerciali
-> aumenta il numero dei contratti e degli scambi
In quali luoghi prende corpo l’elaborazione del pensiero giuridico in materia economica?
- XII e XV si diffonde in Europa occidentale l’Università = associazione di studenti e docenti con finalità
educative -> concetti di natura giuridica: patrimonio, contratto, bene, persona.
-> la prima Università nasce a Bologna nel XI secolo come Studio di diritto
- Fuori dalle università prende corpo parallelamente il cosiddetto “diritto dei mercanti” (ius mercatorum o
lex mercatoria): regole commerciali stabilite negli statuti mercantili (usi e consuetudini del diritto
commerciale). Lo ius mercatorum conteneva gli embrioni del moderno diritto commerciale -> si espande
dalle città italiane a quelle europee attraverso i rapporti fra i mercanti.
2. LE FORME SOCIETARIE D’IMPRESA
Per quali ragioni nascono le società commerciali?
• Fabbisogno finanziario
• Suddivisione del rischio d’impresa tra più soci, diversificazione degli investimenti
• Disponibilità di maggiori competenze 4 di 53
- La commenda: per commerci marittimi -> divisione tra la gestione degli affari (tractator) e la
partecipazione agli investimenti (stans) -> società transitoria, durata prestabilita e spesso era costituita per
un solo viaggio
- La compagnia (detta anche fraterna o societas): commerci via terra o attività produttiva. Soci
responsabili illimitatamente e solidalmente -> patrimonio familiare a rischio -> era adatta a progetti a
lungo termine e che richiedevano forti investimenti, tuttavia la clausola della responsabilità illimitata la
rendeva vulnerabile
Una variante: la compagnia di negozio (atto formale di costituzione, patrimonio aziendale e
• personalità giuridica) -> divisione del rischio e degli utili in base alla quota di capitale conferita
La crisi del Trecento comportò il fallimento a catena di numerose imprese commerciali e bancarie
specialmente italiane. Per eliminare tali inconvenienti, il principio essenziale della commenda si fuse con
quello dell’individualità giuridico-patrimoniale della compagnia di negozio. La nuova compagnia assunse la
forma di holding che controllava filiali giuridicamente autonome e organizzate (per evitare che le difficoltà di
una sola azienda potessero portare al fallimento di tutte le società coinvolte. (Banco Medici)
3. LE TECNICHE CONTABILI MERCANTILI
Introduzione dei numeri arabi (più semplici da scrivere e sommare delle romane) -> Leonardo Pisano
• (detto il “Fibonacci”) Liber Abaci (1202 e 1228): primo trattato di ragioneria
Registri contabili nelle imprese (libro giornale, quaderno di cassa, libro mastro) -> indispensabile
• strumento di conoscenza e controllo
Tecnica della partita doppia -> doppia registrazione di ciascuna operazione commerciale o finanziaria
• in due sezioni separate (deve dare - deve avere). Registrazione di profitti e perdite, che permetteva di
verificare costantemente l’andamento delle operazioni e di valutare rapidamente debiti e crediti
dell’impresa
4. IL SISTEMA MONETARIO
Quali i presupposti per le innovazioni in campo monetario?
• Espansione dei traffici (città, fiere, mercati) e crescita della popolazione
- Cresce la domanda di moneta circolante
- Lo scarso valore dei denari d’argento causava difficoltà nei trasferimenti di grandi somme
• Battaglia di Legnano (1176) e pace di Alessandria (1183): i Comuni italiani vittoriosi sull’Impero
acquisiscono autonomia politica -> anche autonomia finanziaria (ottengono la delega imperiale del conio
della moneta)
Inizio Duecento: Venezia conia i “grossi” d’argento (inizialmente del valore di 24 denari o 2 soldi), poi
imitata da altre città -> i denari circolavano solo sui mercati locali
Dalla metà del Duecento le città iniziano a coniare anche monete d’oro (nel 1252 Firenze conia il fiorino
d’oro)
-> si ritorna al sistema bimetallismo (oro e argento)
-> circolazione su mercati diversi di monete d’oro, d’argento e “brunetti” (monete che valevano di meno dei
denari d’argento)
-> la moneta di conto resta la stessa (sistema monetario carolingio): diventa fondamentale per le
equivalenze tra le diverse monete. Sistema di conto rafforzato dal procedo di moltiplicazione monetaria
5. IL SETTORE DEL CREDITO
Presupposto: la moneta circolante è insufficiente a soddisfare le esigenze commerciali; insufficienza dei
giacimenti europei di oro e argento, e incertezze sugli approvvigionamenti da Africa e Oriente. (La carenza
dei metalli preziosi costituiva una strozzatura assai grave per lo sviluppo delle attività commerciali)
Lo sviluppo del settore creditizio permette di superare queste problematiche: nascita dell’attività bancaria,
diffusione di strumenti creditizi: 5 di 53
A. Attività bancaria
I FASE -> attività di “cambio manuale” (cambiavalute) -> diffusione nelle fiere
II FASE -> mercanti banchieri: non solo cambio manuale -> diffusione dalle fiere alle città nascono i banchi
di scripta
- Accettano depositi
- Effettuano operazioni di trasferimento tra conti dei clienti (giroconto)
- Concedono prestiti
• Ceto di professionisti specializzato nell’attività bancaria (Lombardi)
• la Toscana resta la culla della banca moderna (Lucca, Siena, Firenze)
• Divieto ecclesiastico del prestito ad interesse 1139 (Concilio Laterano) -> problema dell’usura (“tutto ciò
che viene riscosso al di là del capitale è usura”) -> concezione ripresa da Platone e Aristotele
• Posizione simile nel mondo arabo “il denaro non è stato creato per guadagnare denaro”
“Gli usurai peccano contro la natura pretendendo di generare denaro dal denaro, come un cavallo da un
cavallo o un mulo da un mulo. Per giunta, gli usurai sono ladri, perché vendono il tempo che non
appartiene loro, e vendere un bene contro la volontà del possessore non è altro che un furto. Inoltre,
siccome non vendono altro che l’attesa del denaro, ovvero il tempo, essi vendono dei giorni e delle notti; ma
il giorno è il tempo della luce e la notte è il tempo del riposo: di conseguenza essi vendono luce e riposo. Per
questa ragione non è giusto che essi ricevano la luce e il riposo eterni”
• Problema di coscienza per i mercant
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