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STORIA ECONOMICA

LEZIONE 1: COS’È LA STORIA ECONOMICA E FORMAZIONE

EUROPA

STORIA ECONOMICA = storia dei fatti e delle vicende economiche dell’uomo a livello

individuale, collettivo e aziendale. Nasce nel diciottesimo secolo con l’obiettivo di regolare la vita

domestica. La storia economica si occupa di fatti, persone e istituzioni.

Studia il modo in cui le società umane nel corso della propria storia si sono organizzate per

trasformare le risorse in reddito e ricchezza, ovvero l’evoluzione dei processi di produzione e

distribuzione di beni e servizi.

La storia economica conferma che l’umanità ha migliorato nel tempo il proprio grado di e cienza

nell’uso delle risorse rinnovabili e delle risorse sse. Inoltre i vincoli posti alla produzione di una

certa quantità di beni si sono allentati nel tempo e l’impiego di risorse per unità di prodotto si è

ridotta.

E cienza (produttività) = produrre più output (reddito) dagli stessi input, oppure = output - input

oppure + output - input tecnologia istituzioni.

L’e cienza e determinata dalla e dalle Per misurare l’e cienza si usa la

TFP = produttività totale dei fattori. cosa produrre

Fatti economici —> L’economia si occupa di 3 problemi: (risposta ai bisogni della

come produrre come distribuire il

collettività analizzata), (come usare le risorse disponibili) e

prodotto (come raggiungere le persone che necessitano il prodotto, sistema economico).

Il modello economico dell’Europa occidentale (economia di mercato o capitalismo) è il modello

più e ciente. Ha adottato questo modello a partire dalla rivoluzione industriale —> il modello

permette alle nazioni di registrare una crescita economica.

Determinanti dello sviluppo economico:

- tecnologia —> fa nascere bisogni nuovi

- istituzioni —> come insiemi di regole terra, lavoro, capitale

Secondo la teoria classica esistono 3 fattori di produzione: —> il prodotto

totale dell’economia e dato dalla quantità di questi 3 fattori che vengono immessi nel sistema

economico. beni rivali

Le risorse sono (impongono vincoli alla crescita) mentre le tecnologie e le istituzioni, i

beni non rivali.

fattori che generano e cienza, sono Alcuni beni non rivali diventano beni pubblici

(non escludibili).

Fonti del progresso tecnologico: apprendimento attraverso

Fino al 19esimo secolo la conoscenza tecnologia era basata su un

l’esperienza (learning by doing) e processi di trial and error.

Nel 19esimo secolo la conoscenza scienti ca divenne la base per lo sviluppo di nuove tecnologie

e prodotti e si investi molto in Ricerca e Sviluppo che velocizzo il progresso tecnologico.

La conoscenza è un bene non rivale nel breve periodo e nel lungo periodo diventa non esclusivo

(pubblico).

o Paesi con elevata dotazione di risorse naturali non sono necessariamente ricchi, ma paesi

che utilizzano risorse in modo e ciente sono quasi sempre ricchi a prescindere dalla propria

dotazione di risorse

LEZIONI DELLA STORIA

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o Paesi con elevata dotazione di risorse naturali non sono necessariamente ricchi, ma paesi che

utilizzano risorse in modo e ciente sono quasi sempre ricchi a prescindere dalla propria

dotazione di risorse

o Europa commercia ergo esiste

Bene ci della divisione settoriale e regionale del lavoro è alla base della crescita pre-industriale

(pre XIX sec.)

o Trappola malthusiana (quantità terra disponibile = vincolo stringente alla crescita) tende ad

ignorare il progresso tecnologico nell’uso del fattore terra

o Crescita della popolazione stimola domanda aggregata e progresso tecnologico (Pepys)

o Trasferimento di tecnologie non-rivali spiega convergenza in Europa nei secoli XIX e XX

o Libero commercio = complessivamente bene ci netti —> tuttavia gruppi favoriti o colpiti da

esso hanno provocato reazioni protezioniste in diverse fasi storiche

o Grande Depressione posto ne all’idea che economia sia in grado di raggiungere equilibrio

automaticamente —> inizia fase della “economia-politica”

LA FORMAZIONE DELL’EUROPA

La formazione dell’Europa è stata un lungo processo storico che ha coinvolto forze politiche,

culturali ed economiche. Il processo è stato caratterizzato dalla persistenza e continuità

dell’Europa sul piano geoeconomico. Il commercio ha rappresentato una forza coesiva facilitando

l’integrazione e mantenendo i con ni.

Le origini dell’Europa risalgono all’impero romano e poi all’impero carolingio.

La Russia ha sempre avuto una relazione ambivalente con l’Europa, passando da fasi di

autoimposto isolamento a fasi di adozione degli ideali europei.

L’impero carolingio rappresentò la rinascita dell’ordinamento politico dopo la frantumazione

dell’impero romano e la comparsa sulla scena politica dei popoli germanici.

La divisione dell’impero carolingio divide il continente in unità sempre più piccole.

I con ni di una nazione rappresentano il limite dell’autorità politica e della capacità dello stato di

riscuotere imposte e investire in beni pubblici. Le nazioni si formano perché creano economie di

scala nell’erogazione di questi beni pubblici e perché lo stato è più adatto dei mercati a fornire

servizi non escludibili (difesa, ordine pubblico).

Nonostante le forze politiche distruttive l’Europa è rimasta un’unità omogenea sul piano culturale

e istituzionale grazie a forze coesive come il commercio.

Nonostante la con ittualità del continente europeo c’è stata una continuità geopolitica che ha

permesso lo sviluppo. La geogra a dell’impero romano è simile a quella dell’Ue. Grazie

all’integrazione commerciale poi si è sviluppata un’integrazione culturale.

La continuità geopolitica dell’Europa —> la nascita l’impero carolingio (che nasce dal crollo

dell’impero romano) divide il continente in unità sempre più piccole

In Europa la guerra è un elemento costante ma viene bilanciato dallo sviluppo del commercio.

La guerra (900) nasce dalla ricerca di nuove fonti e risorse —> tipica dell’Europa occidentale

Spinte all’integrazione: lingua comune, religione, mobilità, commercio, vie di comunicazione

Perché la guerra è stata una costante nella storia europea ma non ha portato alla sua

disgregazione?

Le élite dei paesi vogliono massimizzare Y (reddito) dello stato appropriandosi della rendita

produttività marginale, prodotto marginale

terriera di qualità costante (rendita marginale = La o

di un fattore produttivo, è de nibile come l'incremento di produzione (ΔQ) che risulta da aumenti

i

al margine dall'impiego di un certo fattore (Δx ), costante la quantità degli altri).

Può emergere lo scenario della pace armata quando la curva del costo marginale della difesa

aumenta no a raggiungere una frontiera di equilibrio.

Teoria dei cerchi sovrapposti Pierre Chaunu:

- il primo anello del commercio è quello attorno alla parrocchia (5km di raggio) in cui si scambia

la produzione locale (90% della produzione).

- Il raggio poi si allarga ad un mercato,

- poi l’apertura al mediterraneo

- nel 1400 con le scoperte coloniali l’economia diventa mondiale.

fi fi fi fl ffi fi fi fi fi fi

o L’Europa commercia dunque esiste

TEORIA GRAVITAZIONALE

La considera 2 grandezze: la dimensione dell’economia (misurare dal

reddito nazionale) e la distanza. Maggiore è la dimensione combinata delle due economie più alto

sarà il volume degli scambi. La distanza invece ha un e etto negativo.

Le nazioni povere non intrattengono scambi commerciali consistenti.

forza di gravità

Le economie più grandi esercitano una (attrazione) su quelle più piccole per i

livelli di reddito e per i beni o erti.

HENRI PIRENNE: secondo la sua teoria le di erenze culturali, religiose e giuridiche tra le nazioni

e etti

hanno un impatto negativo sui commerci simile alla distanza. Queste barriere sono de nite

frontiera. somiglianza e la vicinanza favoriscono l’integrazione,

Secondo questa teoria la

quindi tra due paesi che sono tra loro vicini e simili si crea una situazione di attrazione per cui il

commercio è favorito.

Il commercio genera somiglianza tra le nazioni.

La tesi di PIRENNE = Mahomet et Charlemagne (Parigi, 1937) —> la conquista araba di territori ex

impero romano introdusse di erenze religiose e culturali che ostacolarono il commercio.

Inoltre i livelli di reddito in Europa erano caduti rispetto a quelli del mondo arabo.

Le determinanti del commercio:

prossimità somiglianza

Il commercio è favorito da (riduce i costi) e (livelli di reddito, preferenze,

cultura, istituzioni, lingua) tra i partner commerciali.

e etti frontiera (barriere che ostacolano il commercio).

La mancanza di somiglianza genera forza di gravità

Le economie più grandi esercitano una (attrazione) su quelle più piccole per i

livelli di reddito e per i beni o erti.

Gli e etti frontiera rappresentano dei costi aggiuntivi al commercio che si aggiunge al costo di

trasporto e alle tari e doganali (costi di transazione). Delimitano delle regioni in cui lo scambio è

possibile ad un prezzo accettabile (es Europa).

Intralciano anche il commercio tra vicini eterogenei evidenziando le di erenze.

Esempio: I ritrovamenti archeologici relativi al le ceramiche (beni di lusso) confermano degli e etti

frontiera lungo i con ni dell’impero romano, infatti a nord-est del Danubio e del regno i livelli di Y

erano più bassi, la lingua era diversa, molti con itti politici —> gli scambi di ceramiche vengono

interrotti quando le aree a nord-est si separano quando cade l’impero romano, si viene così a

creare un e etto frontiera.

STANDARDIZZAZIONE = adozione di standard comuni generalmente accettati (è un modo per

ridurre i costi di transazione)

In sintesi:

Le macro regioni come l’Europa si sono formate grazie:

- forza di gravità esercitata dalle grandi economie

- prossimità e somiglianza iniziali

- commercio che ra orza somiglianza di preferenze e reddito

- e etti frontiera iniziali verso l’esterno

LEZIONE 2: L’EUROPA DAL DECLINO ALLA RIPRESA ECONOMICA

Il reddito procapite in età romana era tra 2 e 4 volte un reddito di sussistenza di dollari

internazionali (tra 813 e 1742).

Perché gli imperi non durano?

- i costi di governo e di protezione dei con ni aumentano all’aumentare della distanza dal centro

- all’esterno: tribù, invasioni, territorio conteso

ECONOMIA DEL DECLINO (crollo impero)

ff ff ff ff ff fi ff

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ff ff fi ff fl ff ff fi ff ff

L’Economia del declino dei secoli bui (dopo il declino dell’impero romano) fu caratterizzata da:

- disintegrazione politica —> portò alla rottura dei mercati e alla riduzione del commercio, al

declino economico, riduzione del reddito, riduzione popolazione a causa di epidemie, guerre e

disordini

- riduzione della domanda aggregata —> provocò la de-specializzazione, abbandono delle città,

declino della tecnologia delle costruzioni, competenze e tecnologie trascurate o dimenticate.

RIPRESA ECONOMICA tra nono e quattordicesimo secolo

Gli elementi alla base della ripresa:

- ripristino dell’ autorità politica e dell’ordine sociale —> commercio più sicuro, costi transazione

più bassi

- crescita della popolazione —> urbanizzazione, + divisione del lavoro.

- nuova integrazione dei mercati con incremento dell’o erta di moneta che favorisce gli scambi

di mercato

- viene raggiunto un livello minimo di stabilità e di ordine che permette gli scambi e la divisione

del lavoro, questo favorisce la coesione e lo sviluppo della società

* URBANIZZAZIONE —> il rapporto tra popolazione urbana e popolazione totale è un indice

approssimativo del livello di reddito pro capite di un’economia. I residenti urbani sono attivi nella

produzione non alimentare, ciò corrisponde alla domanda di beni non alimentari. L’elasticità al

reddito della domanda di beni alimentari è inferiore a quella della domanda di beni non alimentari

DI ENGEL).

(LEGGE Crescita urbana = crescita economica —> + forza lavoro in settori diversi

dell’agricoltura, + divisione lavoro, + scambi. Secondo questo indicatore abbiamo prima l’Italia,

poi superata da Paesi Bassi e poi dell’Inghilterra.

I BENEFICI DELLA DIVISIONE DEL LAVORO

Le economie preindustriali si basavano su una fragile base di conoscenza e capitale. La

conoscenza derivava dall’esperienza piuttosto che da un’indagine teorica,

Adam Smith (1723-1790), l’economista classico che scrisse “La ricchezza delle nazioni”

osservò che dividendo la produzione in singoli compiti e favorendo la specializzazione dei

lavoratori, si ottiene un incremento dell’e cienza di tutti. La maggiore e cienza deriva da

maggiori capacità acquisite con la ripetizione e la pratica (economie di pratica) nonché

dall’apprendimento mediante esperienza.

ANALISI GRAFICO: costi

Alla base dello scambio vi sono le di erenze nei

opportunità —> le economie di pratica e la

apprendimento per esperienza fanno si che bisogna

rinunciare a una quantità sempre minore di un bene man

mano che si acquisisce specializzazione nella

produzione dell’altro.

In autarchia (situazione priva di specializzazione) la

produzione e molto bassa e così i consumi. I produttori

cercano di conseguire una specializzazione totale. La

suddivisione tecnica della produzione è pressoché

illimitata ed è proseguita nel tempo seppur con battute

d’arresto dovute a riduzione popolazione e disordini

politici.

La divisione del lavoro modi ca il costo opportunità dei produttori perché i lavoratori migliorano le

proprie capacità nelle attività in cui si specializzano quanto più si specializzano. Quindi k osto

opportunità di ciò in cui si è specializzati diminuisce.

Con una completa specializzazione la produzione di entrambi i beni è maggiore e quindi è

maggiore anche il loro consumo.

Condizioni per la divisione del lavoro

- specializzazione

divisione del lavoro signi ca (numero ridotto di operazioni svolte in modo

ripetuto)

- economie di pratica (ripetizione) —> aumentano il prodotto per addetto ma non sono

trasferibili tra generazioni

fi fi ff ffi ff ffi

- l’apprendimento attraverso l’esperienza (learning by doing

la divisione del lavoro stimola

knowledge) che è trasferibile

- la domanda deve essere abbastanza ampia da permettere la specializzazione

BASI DELLA TEORIA DI ADAM SMITH

• La divisione del lavoro è limitata dalle conoscenze ridotte riguardo le possibilità tecnologiche

• La divisione del lavoro è limitata dall’estensione del mercato (domanda aggregata o reddito

aggregato). Non è possibile specializzarsi completamente se non si ha una domanda aggregata

su ciente. La domanda cresce con l’aumento del reddito aggregato (reddito di tutte le famiglie)

che a sua volta dipende dall’incremento di popolazione e del reddito pro capite

• le economie di pratica accrescono la produttività di tutti

• + popolazione = + divisione lavoro

• Divisione lavoro = + tecnologia

CRESCITA ECONOMICA IN ETÀ PREINDUSTRIALE

La divisione del lavoro favorisce il cambiamento tecnologico

La produttività o e cienza (L) aumenta con l’aumento del grado di divisione del lavoro, poiché la

ripetizione di azioni (economia di pratica) migliora l’e cienza. La curva K (tecnologia) ha

inclinazione positiva.

L’inclinazione crescente di k corrisponde a una maggiore divisione del lavoro e a maggiori

guadagni da economie di pratica.

L’aumento del livello tecnologico = maggior divisione del lavoro che stimola l’apprendimento

tramite esperienza che corrisponde a nuove conoscenze e migliora la tecnologia.

Quando la divisione del lavoro aumenta, la economia attraversa una fase di e cienza crescente

per poi assestarsi su quel livello stabile (non è sempre crescente).

Esistono altre forze che possono migliorare l’e cienza di un’economia -> La perfezione acquisita

mediante la pratica non può essere trasferita da un individuo all’altro, ma la produzione è

caratterizzata anche dall’apprendimento mediante esperienza (learning by doing) che di erisce

dalle economie di pratica in quanto è trasmissibile. Il trasferimento di questo tipo di conoscenza

richiede però una continuità nella produzione e nella divisione del lavoro. Se la domanda si riduce

e così anche la produzione, parte della conoscenza svanirebbe = regresso tecnologico.

Analisi gra co:

Nel punto C siamo nell’era romana (Y circa 2,5/3,5 = reddito di sussistenza)

Nel punto D siamo alla disintegrazione politica e al declino della popolazione —> diminuito il

livello di divisione del lavoro non può sostenere il livello di conoscenza tecnologica K’ —> il punto

si sposta verso A su K con Y vicino a 1

ffi fi ffi ffi ffi ffi ff

La rinascita tra il IX e il XIV secolo riporta da A a B e quindi a C no ad arrivare a un Y procapite

superiore a quello romano.

Partiamo da A. Incremento domanda = + divisione del lavoro = + prodotto per addetto —> B

Favorito l’apprendimento tramite esperienza e sviluppo di strumenti speci ci = livello di

conoscenza tecnologica aumenta —> C su K’ = incremento prodotto per addetto.

Shock negativo della domanda dovuto a disordini o epidemie = base di conoscenza mantenuta

ma riduzione divisione lavoro e calo prodotto &mdas

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiaraparravicini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Ilaria Suffia.
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