STORIA ECONOMICA.
UN SISTEMA ECONOMICO INTEGRATO: L’EUROPA DEL XV SECOLO.
Al posto di poli urbani e mercati:
Secondo Fernand Braudel un'economia-mondo occupa un dato spazio
geografico e i limiti che la individuano variano lentamente. Essa presuppone
sempre un polo, un centro, rappresentato da una città dominante. Intorno a
questo polo si collocano delle aree intermedie e poi delle zone periferiche che,
si trovano in una posizione indipendente proprio a causa della loro posizione
geografica. In definitiva l'economia-mondo è un'area economicamente
autonoma capace di bastare a se stessa, almeno per gli aspetti essenziali. Ad
esempio per Braudel, il cuore industriale ed economico dell'economia-mondo
mediterranea dei secoli XV e XVI è costituito da 4 città:Genova, Milano, Venezia
e Firenze e da una serie di loro satelliti urbani.
All'interno di un'economia-mondo è possibile individuare:
L'area centrale è la zona più sviluppata, ricca di capitali e tecnologie,
che organizza e regola le attività commerciali di tutto il sistema. Suo
compito è di fare in modo che ciascuna parte si specializzi nella
produzione di una merce o parte di essa.
Le aree semiperiferiche, le quali sono direttamente collegate al centro
ma non hanno lo stesso potere di controllo. Tali aree tendono a copiarne il
modello e i ritmi di sviluppo ( a volte con successo) tanto da diventare
esse stesse centrali.
Le aree periferiche, le quali sono aree poco sviluppate, povere di
capitali e tecnologie. Esse dipendono dall'area centrale e dalle aree
semiperiferiche, cui cedono a basso prezzo le loro materie prime o i
prodotti agricoli. Esse in cambio ricevono prodotti finiti a prezzi molto alti.
Vi sono le aree esterne all'economia-mondo le quali scambiano con
essa solo prodotti di lusso, quindi beni non indispensabili al
funzionamento del sistema.
Molto più gravi, invece, sarebbero le conseguenze se si dovessero
interrompere i rapporti tra il centro e le aree semiperiferiche e periferiche
risulta evidente, quindi, come col termine di economia mondo si indichi un
sistema e non un'area geografica. L'obiettivo di Braudel è quello di verificare in
che modo le successive economie-mondo spiegano o meno i giochi del
capitalismo. Il concetto di economia-mondo quindi non solo è utile per tracciare
la dinamica del capitalismo ma risulta essere la chiave per poter scrivere una
storia universale. Non è un caso allora se grazie all'azione trainante di alcuni
centri urbani, definiti poli, si attua un'azione di spinta e di aggregazione di vari
settori dell'economia che si impongono come centri che dispongono la
maggiore quantità di risorse produttive. Ecco allora spiegato come, almeno fino
a tutta la prima metà del XV secolo, fioriscono i traffici commerciali;questi
ultimi, meglio ancora il capitalismo commerciale del XV secolo, vede emergere
due importanti poli (punti di riferimento di tutto il sistema economico
europeo) :
A sud, il polo delle città italiane del mediterraneo specializzate nel
commercio con l'oriente da cui importa prodotti come spezie, cereali e
materie prime.
A nord il polo dei porti anseatici del Baltico. Sono proprio le navi
dell'Hansa, che commerciano con tutti i paesi dell'Europa Settentrionale.
Lento formarsi di un efficiente mercato monetario XV secolo.
Moneta:passaggio da oro ad argento.
Sin dal XV secolo la scarsa disponibilità di metalli preziosi rappresenta un limite
alla creazione di un efficace sistema monetario. Il battere moneta ha da
sempre rappresentato un indiscusso simbolo del potere e della sovranità.
Proprio le zecche, di fatti, rappresentano una fondamentale fonte di entrate
finanziare sia in modo lecito (attraverso il diritto di signoria), sia in maniera
illegale (attraverso il più frequente ricorso a coniare moneta sempre più
scadente), ovvero con poco titolo, alla quale però veniva dato un immutato
valore legale.
Quando il Mediterraneo si chiude, all'indomani dell'espansione Araba,
diventando un unico "lago arabo", l'Europa subisce una delle sue più marcate
fasi di involuzione. La crisi economica e la scarsità di oro spinge l'Europa ad
attuare una riforma del sistema monetario che abbandona l'uso dell'oro per
sostituirlo con l'argento. Il soldo, che è stato fino ad ora la moneta di
eccellenza, diviene solo una moneta di conto. Il denaro diventato argento e del
peso circa di 2 gr, diviene ora la moneta reale. L'abbandono quindi della
moneta d'ora è visto come un regresso ( proprio perché si passa all'argento).
La scarsità di oro limita la quantità di moneta in circolazione infatti bisogna
attendere i primi carichi preziosi dalle Americhe affinché il sistema monetario
dell'Europa di irrobustisca. La quantità estratta di argento è certamente
aumentata e, ciò, è dovuto al miglioramento del sistema di estrazione dalle
monete del vecchio continente (austriache ed ungheresi). L'aspetto che ha
evidenziato è : l'organizzazione monetaria di tutti gli stati è basata sulla
distinzione tra la moneta reale ( quella coniata) e la moneta di conto ( utilizzata
per la contabilità, la moneta convenzionale). Proprio quest'ultima fino a tutto il
XV secolo funge come una misura del denaro costante in circolazione. Il caso
calzante è vi è nel corso di questo secolo quando viene sottoscritto un accordo
che trasforma il fiorino romano nell'unica moneta legale. Importante è il
discorso sulla velocità di circolazione della massa monetaria:l'oro, ovviamente
circola meno velocemente dell'argento e ciò porta a formulare quella che si
definisce "Legge di Gresham", la moneta cattiva scaccia la moneta buona. Se vi
sono in circolazione due monete metalliche aventi lo stesso valore nominale, la
moneta che ha maggiore valore intrinseco scomparirà per essere fusa,
lasciando in circolazione la moneta che ha invece minore contenuto di metallo.
Inoltre la velocità di circolazione della massa monetaria è maggiormente
condizionata dal ruolo del credito e dalla lentezza del recupero dei capitali
investiti nel commercio e nelle manifatture.
Nell'Europa del tempo vige un sistema variegato nella coniazione e nella
circolazione delle monete le quali: da un lato, dipendono dalla disponibilità del
metallo, dall'altro rappresentano uno strumento di politica economica che
utilizza la svalutazione e la rivalutazione come un'opportunità di
regolamentazione dello stato.
LA DOMANDA E L’OFFERTA DI BENI.
Nel descrivere i tratti essenziali dell'economia mediterranea si è
potuto osservare come i suoi principali problemi derivino direttamente
dal continuo fabbisogno alimentare. Una regione di circa 60 milioni di
abitanti che, nonostante l'esistenza di mercati interni, in parte autosufficienti,
necessitava di frequenti scambi per un approvvigionamento reso più difficile da
continue carestie e da un veloce aumento demografico. Quindi di conseguenza
vi è stato il prevalere delle scorte alimentari nei carichi mercantili dell'epoca.
Il primo fattore che (dal punto di vista quantitativo) condiziona la
domanda dei beni è la popolazione che si rivolge a questo mercato nello
specifico. Quella demografica è una variabile per la quale, almeno per il XIV e
XV secolo non si hanno daci certi, tuttavia nelle diverse fonti è possibile
rintracciare qualche attendibilità. Non è errato ritenere che il periodo
medievale sia stato caratterizzato dalla popolazione europea in crescita
costante e ciò nonostante l'alta mortalità catastrofica, causata da guerre,
epidemie, carestie ecc. D'altro canto è inutile negare che una gran parte di
questi decessi è dovuta alla cattiva o scarsa alimentazione. Un fatto è certo: la
popolazione Europea dai secoli XIV e XV è una popolazione giovane dato che le
aspettative di vita si aggirano attorno ai 40/45 anni. Un duro colpo all'aspetto
demografico sarà dato dalla peste nera che tra il 1347 e il 1351 avvolge l'intero
continente, contagiandolo. Si deve attendere la fine del XV secolo perché la
popolazione inizi ad attestarsi sui livelli precedenti alla peste e solo poi nel '500
assisteremo ad un vero e proprio boom demografico. Già dal 400 la
popolazione comincia ad aumentare e, a questo aumento, corrisponde una
rapida tendenza alla concentrazione della popolazione nelle città, che iniziano
a dilatarsi. Il motivo è presto detto: anzitutto un bisogno di protezione e di
difesa che la città offre con le sue cinta murarie ma anche la ricerca di un
lavoro meglio remunerato. Gli spostamenti seguono due direttrici ben distinte:
dalla campagna e/o dai centri minori verso la grande città, creando a
quest'ultime non pochi problemi.
CONSUMI E INVESTIMENTI
Il problema dell'approvvigionamento negli alimentari ci indirizza verso un
nuovo problema. Nell'Europa del '400 la spesa globale è soprattutto una spesa
di consumo e la domanda proviene in larga misura dai privati, dei bisognosi.
La spesa pubblica non si differenzia molto da quella privata nell' acquisto di
beni e servizi, fatta eccezione durante i periodi di guerra. Tuttavia questa spesa
pubblica risente ancora degli indirizzi dei secoli precedenti e si rivolge
soprattutto alle vie di comunicazione e di trasporto. Pertanto la spesa globale
è soprattutto una spesa di consumo. Sono proprio le necessità primarie della
popolazione che assorbono la quota più rilevante del reddito
individuale:abitazione, alimentazione e vestiario. È stato stimato che circa
l'80% del reddito dei singoli è destinato alla spesa dei beni primari, a
confermare ciò che abbiamo detto precedentemente. D'altronde i problemi veri
e propri sopraggiungono durante i periodi di crisi.
Settore primario, varietà di culture e innovazioni.
L'agricoltura e, quindi, il settore primario, svolge un ruolo cardine nell'economia
europea dell'età moderna. Proprio per definizione nel settore primario,
confluiscono tutte quelle attività i cui prodotti sono riconducibili direttamente
dalla natura: pesca , agricoltura ecc. Per capire la grande importanza di questo
settore basti pensare che alla fine del Medioevo la principale risorsa dell'Europa
è rappresentata dalla terra sia in quantità di beni prodotti, sia di manodopera
impiegata.
È possibile tracciare un quadro d'insieme delle diverse aree geografiche e così:
nell' Europa Mediterranea, alla produzione di cereali si affianca quella
della vite, l'ulivo, il gelso, agrumi, cotone, canne da zucchero;
nell'Europa Settentrionale e Atlantica, spiccano le zone seminate ad
orzo, segale, avena, ma anche piante tessili come canapa e lino;
nell'Europa Centrale e Orientale infine, le colture di cereali
rappresentano la specializzazione assoluta diventando fonte di
approvvigionamento per tutto il resto dell'Europa.
La principale innovazione nella pratica agricola del XV secolo è costituita dal
passaggio dalla rotazione binaria alla rotazione triennale, dove a rotazione
ogni anno 1/3 del campo viene lasciato a riposo ( maggese). I vantaggi sono da
subito visibili e apprezzati tanto da protrarre questa tecnica ( in alcune aree
anche fino alla metà del XIX secolo. Con il nuovo sistema si hanno 3 effetti:
si realizza un aumento delle produttività del terreno;
si giunge a una più equa distribuzione del lavoro agricolo nel corso
dell'anno con la semina sia autunnale che primaverile;
si introducono innovazioni come l'aratro a ruote in ferro e l'utilizzo di
cavalli come animali da tiro.
Settore secondario: comprende tutte le attività manifatturiere +
LIBRO
I generi manufatti ( quindi tutto ciò che viene realizzato a mano dall'uomo)
sono largamente richiesti dalla popolazione. Tutto in natura è oggetto di
lavorazione, dai prodotti della terra: cereali, legname , pelle, piante; a quelli del
sottosuolo:oro, argento, rame, ferro (armi, attrezzi da lavoro) ; a quelli del
mare: il pescato, che è una delle principali risorse cui si legano importanti
attività di trasformazione, il sale, il corallo.
IL PORTOGALLO E LA SPAGNA – TRATTATO DI TORDESILLAS.
Il 1492 fu un anno molto particolare:
muore uno dei più abili mediatori che riusciva a mantenere la pace in
Italia evitando interventi stranieri, Lorenzo il Magnifico. Pertanto Spagna,
Francia e Germania ne approfittano e comincia per l'Italia il periodo delle
dominazioni straniere;
Papa Alessandro VI succede a Innocenzo VIII;
la presenza Turca in Grecia, Albania, Bosnia e Serbia diventa sempre più
fonte di preoccupazione e si avverte sempre più come minaccia per gli
equilibri geo-politici del bacino mediterraneo.
CHICCA. Addirittura nel 1492 cadde addirittura un meteorite di oltre 100 km,
successe di tutto.
Questo anno fu particolarissimo per la corona spagnola:
fine della “Reconquista” con la caduta del regno di Granada;
espulsione degli Ebrei che non accettano la conversione al cattolicesimo;
Cristoforo Colombo giunge in America.
Nel 1494 si decide di concretizzare il tutto con la firma di un trattato (il
trattato di Tordesillas) ; si decide che il mondo al di fuori dell'Europa venga
diviso lungo il meridiano nord/sud. Le terre ad est della linea sarebbero
appartenute al Portogallo e quelle ad Ovest alla Spagna. Il trattato è importante
perché era inteso a risolvere la disputa che si era creata all'indomani della
scoperta di Colombo. Infatti già nel 1481 Sisto IV, tramite una bolla, aveva
garantito al Portogallo tutte le terre scoperte a sud dalle isole Canarie (che
sappiamo essere spagnole). Tuttavia quando successe il papa Alessandro VI
(spagnolo) cambia le carte in tavola: con una nuova bolla stabilisce che tutte le
terre ad ovest di un meridiano appartengano alla Spagna mentre, le nuove
terre scoperte ad est di quella linea sarebbero appartenute al Portogallo. Il re
portoghese non soddisfatto di questa soluzione, inizia dei negoziati con Re
Ferdinando II e la regina Isabella per spostare la linea più ad ovest, sostenendo
che il meridiano si sarebbe esteso attorno a tutto il globo (in buona sostanza si
vuole limitare il controllo spagnolo in Asia). Il trattato viene sancito con una
nuova bolla: il meridiano venne indicato dai portoghesi come raia ( che
significa confine nella loro lingua) e, per similitudine degli spagnoli come raya
( che significa riga). La spagna quindi guadagnò territori comprendenti tutte le
Americhe. Solo nel 1750 con il trattato di Madrid si certifica
definitivamente il trasferimento di gran parte del bacino dell'Amazzonia sotto il
dominio portoghese. Alla Francia, Inghilterra e Olanda ( che cominciano i primi
viaggi di esplorazione) viene esplicitamente negato l'accesso alle nuove terre
lasciando dunque loro un'unica opzione: la pirateria.
10 anni dopo il trattato di Tordesillas gli Spagnoli, fanno di Siviglia il più
importante terminale delle merci. In una prima fase si assisteva alla
prevalenza di invii dalla Spagna verso le colonie (soprattutto manufatti e generi
alimentari) al fine di sostenere al meglio l'insediamento dei Coloni. Via via
prendono corpo i primi invii verso la Madrepatria delle merci prodotte in canna
da zucchero, cotone, legname e dei minerali estratti nei giacimenti esistenti ( in
particolare oro, argento e rame).
Gli arrivi massicci di questi metalli preziosi ci porta ad affrontare un
importantissimo problema: quello della moneta e dell' infrazione.
XVI SECOLO LA DEMOGRAFIA. L’andamento della popolazione
Europea.
Il lungo '500 si presenta agli storici economici come un' arcata temporale che
raggiunge all'incirca 130 anni. Uno degli aspetti che conferisce unita a questo
secolo è l'andamento demografico. Tra il 1500 e il 1630 ovunque in Europa la
popolazione è in aumento. Un espansione demografica che terminerà solo con
la grande epidemia del 1630. L'incremento è soprattutto scandito da un
fenomeno migratorio : al grande fascino attrattivo esercitato dalla Città sul
Contado. In un sistema economico preindustriale, la popolazione è i suoi flussi
costituiscono un fondamentale elemento dinamico. È proprio nelle città dove si
può cogliere maggiormente la vera dimensione del fenomeno. I fenomeni che
scandiscono i ritmi e le dinamiche dell'andamento demografico sono le nascite,
i matrimoni e le morti. Cioè quanto la demografica storica definisce: il
mutamento naturale della popolazione. Le nascite sono uno dei fattori peculiari
dell'andamento demografico, quest'ultimo ci porta di fronte a diverse
considerazioni e cioè che si concentra in alcuni periodi dell'anno. I due picchi di
natalità si verificano: fine inverno/primavera e autunno. In un sistema
economico tradizionale ( basato dunque sul settore primario) i concepimento si
concentrano principalmente prima del raccolto estivo e nei mesi invernali
( però meno frequenti). In un sistema economico tradizionale è però importante
controllare l'espansione demografica e non farla diventare insostenibile. Ciò si
può ottenere solo attraverso un rigido controllo che si basi essenzialmente sul
limitare la crescita dei matrimoni. Limitazione che può essere possibile solo con
l'innalzamento dell'età maritiale. In buona sostanza si tratta dunque di
controllare l'età maritiale nel tentativo di regolare il rapporto uomini/risorse
disponibili.
Tuttavia però la mortalità, in un sistema economico tradizionale, esce da ogni
forma di controllo. Nessuno di fatti ha certezze oggettive di sopravvivenza;
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