Riassunto esame di storia e trasmissione dei testi, prof. Mattaloni, libro consigliato “elementi di critica testuale” di Paolo Chiesa
CAPITOLO SECONDO – L’ORIGINALE NON CONSERVATO
TRADIZIONE E TRASMISSIONE
TRADIZIONE DI UN’OPERA complesso dei documenti che riportano un determinato testo o una parte di esso.
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TRADIZIONE DIRETTA – tutti i manoscritti conosciuti, interi, parziali, o frammentari e le edizioni a stampa precedenti alle prime edizioni
critiche.
TRADIZIONE INDIRETTA – rifacimenti, riassunti, estratti, traduzioni, imitazioni, riprese parodiche, citazioni dell’opera che si trovano in altri
testi.
In altra accezione, per tradizione si intende la forma effettivamente attestata dai manoscritti, in contrapposizione a ciò che è invece ricostruzione congetturale da
parte degli editori. In questo senso si parla anche di testo tràdito, o, con un vocabolo greco, di paràdosis.
TRASMISSIONE DI UN’OPERA processo attraverso il quale quell’opera è giunta fino a noi, a partire dal momento della sua
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elaborazione e attraverso le tappe intermedie costituite dalle successive copiature, dai rifacimenti, ecc.
È impossibile calcolare il numero di esemplari di una determinata opera. La fase più critica della conservazione dei classici iniziò con la crisi dell’Impero romano nel III
sec. e giunse al suo culmine nel VI-VIII sec. – in questo periodo molte opere scomparvero per sempre. Della letteratura greca si calcola giunto a noi solo il 10% dei testi
e poco di più per la letteratura latina. A ciò concorsero vari fattori: programmi scolastici diversi, nuove convinzioni ideologiche, cristianesimo vs cultura pagana,
sostituzione del rotolo di papiro con il codice di pergamena dal III sec. (più costoso e quindi si selezionavano le opere da trascrivere), avvicinarsi di periodi di
oscuramento culturale (libri non adeguatamente considerati e conservati). Il codice era il prototipo del libro moderno, fogli rettangolari piegati in fascicolo e non
arrotolati come il papiro – scelto il codice per via del cristianesimo dal IV sec. MOMENTO DECISIVO IL PASSAGGIO DAL PAPIRO ALLA PERGAMENA PER LA SELEZIONE
DELLE OPERE LETTERARIE DA COPIARE. I papiri si deteriorarono rapidamente con l’umidità e andarono progressivamente distrutti.
CASO DEL MENANDRO (scrittore greco di commedie) – sue opere considerate perdute fine alla seconda metà dell’800 – poi ritrovamenti papiracei e recuperata così
l’intera opera.
In epoche di ristrettezze economiche molti testi giudicati di scarso interesse e le pergamene ripulite per copiarci testi “più importanti” – ma spesso rimanevano tracce
della scrittura inferiore e oggi molte di queste sono leggibili grazie a degli strumenti ottici. Manoscritti riutilizzati vengono chiamati PALINSESTI – forniscono testimonianza
diretta dell’obsolescenza di alcune opere e dei mutati gusti e interessi letterari. Es. ETYMOLOGIAE di ISIDORO DI SIVIGLIA – per conservarlo usati manoscritti precedenti
che non servivano più come per esempio dei Vangeli in greco (lingua sconosciuta in Occidente).
Fase più critica per la conservazione dei testi classici terminò intorno al IX sec.
Fino al XVIII sec. la conservazione del materiale librario fu molto precaria. La biblioteca di Alessandria, per esempio, andò via via ad impoverirsi e venne più volte
saccheggiata già prima del medioevo dalle invasioni arabe del VII sec. Simile sorte ebbero anche altre biblioteche. Anche in epoche a noi vicine vi sono casi come,
per esempio, quello della Biblioteca Nazionale di Torino che bruciò nel 1904 e vennero perduti molti manoscritti.
Dalle distruzioni ovviamente non furono immuni nemmeno i libri a stampa – sia per incendi che per una pessima conservazione libraria.
Per la massima parte dei testi antichi che ci sono conservati, i testimoni di cui oggi possiamo disporre sono relativamente recenti o
comunque di molti secoli successivi all’autore.
La trasmissione di un testo, dunque, è un processo che si svolge nel TEMPO (variabile importante).
Caso della BIBBIA LATINA curata da SAN GIROLAMO (VULGATA) – già da metà ‘500 dell’opera vi erano decine di edizioni a stampa e migliaia di manoscritti. Papa
Sisto V fece preparare un’edizione ufficiale, destinata a sostituire tutte le precedenti e a costituire il testo canonico. Nuova Bibbia stampata nel 1588 – ma discutibile
da un punto di vista filologico – il pontefice aveva modificato vari punti del testo personalmente per adeguarla alle linee dottrinale espresse dal Concilio di Trento.
Pochi anni dopo papa Clemente VIII fece ritirare questa Bibbia e fece stampare una nuova edizione – eliminate le modifiche sistine – VULGATA SISTO-CLEMENTINA.
Dall’800 ricostruzione critica del testo biblico secondo una metodologia scientifica ricercando la forma originaria.
TRASMISSIONE O TRADIZIONE ORALE per tutta l’antichità e la maggior parte del medioevo – procedimento normale di lettura ad alta
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voce con un apprendimento mnemonico. Quindi, può accadere che in alcune fasi di elaborazione e di trasmissione del testo non
siano veicolate dalla scrittura.
Esempio delle saghe delle LETTERATURE GERMANICHE E NORDICHE MEDIEVALI – racconti formatisi nel tempo attraverso la stratificazione di episodi diversi legati alla
memoria di un sovrano o guerriero defunto. I singoli racconti poi stesi in forma scritta ma anche dopo vari copisti aggiunsero forme diverse allo stesso racconto.
Esempio SAGA DI ODDR L’ARCIERE – testo irlandese il cui manoscritto risale al XIV sec. il racconto in prosa presenta differenze notevoli.
STORIA DELLA TRADIZIONE E CRITICA DEL TESTO
Possibilità di ricostruire un testo è strettamente collegata allo studio della sua tradizione. Decisiva in questo percorso la possibilità di
distinguere ciò che aveva scritto l’autore dalle modifiche che apportano i copisti successivi.
Ma per fare ciò è fondamentale conoscere la mentalità, cultura, idee e interessi dei copisti – ricostruire le vicende occorse al testo dal
momento della sua produzione in poi.
GIORGIO PASQUALI (filologo classico del ‘900) rilevò che non si può fare critica del testo senza conoscere la storia della tradizione.
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CESARE SEGRE il testo di un’opera prodotto da un copista è frutto di un’intersezione fra il sistema linguistico e ideologico dell’autore e quello del copista stesso –
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DIASISTEMA: elementi che al momento della copiatura sono conservati appartengono al SISTEMA DELL’AUTORE, le modifiche che vengono introdotte appartengono
al SISTEMA DEL COPISTA. Compito dell’editore critico è quello di isolare il sistema dell’autore da quelli dei copisti.
Ogni epoca si è confrontata in modo diverso con le opere letterarie del passato.
Fino all’invenzione della stampa, e spesso anche dopo, le opere circolavano in copie individuali che potevano essere anche molto
diverse l’una dall’altra.
Bibbia opera che sta alla base dell’intera cultura medievale europea. Esistevano diverse traduzioni e in occidente: VULGATA di Girolamo e le VETUS LATINA (opere più
antiche). I vari manoscritti tra loro presentavano differenze.
MACARIO DI MAGNESIA (apologeta del IV- V sec. scrisse un dialogo chiamato APOCRITICO un pagano e un cristiano si fronteggiavano dibattendo questioni
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filosofiche relative al cristianesimo. Prende un trattato anticristiano preesistente e lo smonta. Questo trattato conosceva e citava la Bibbia sulla base di un testo greco
diverso da quello che Macario aveva a disposizione – i due interlocutori, quindi, fanno riferimento a testi diversi.
SCRIPTORES HISTORIAE AUGUSTAE biografie degli imperatori romani del II e III sec. manoscritto scritto all’inizio del IX sec. in sud Italia, poi in Germania nel X-XI sec.,
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tornò in Italia nel XIV sec. e annotato da Giovanni Mansionario, poi acquistato da Francesco Petrarca che ne trasse una copia, e nel XV sec. si trovava a Firenze.
Attraverso questo codice passa un filo significativo della cultura europea del medioevo. 1
LA RICOGNIZIONE DEI TESTIMONI
Ogni studio critico di un testo è preceduto da una RICOGNIZIONE ampia e accurata ricerca e analisi dei testimoni dell’opera.
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Da fare assolutamente una RICERCA BIBLIOGRAFICA come prima cosa – censire tutti i manoscritti esistenti. Per le opere illustri questo
lavoro è già stato svolto in precedenza da filologi ed eruditi, ma è sempre bene aggiornare i dati. Oppure fare un censimento ex
novo.
Il materiale manoscritto presente nelle biblioteche è stato al momento attuale solo in parte censito in modo adeguato.
Più difficile/complesso descrivere un manoscritto rispetto ad un libro a stampa.
I cataloghi più recenti solitamente sono di ottima qualità, precisi e completi.
Per le opere medievali è frequente la scoperta di nuovi codici. Molto più rari sono i ritrovamenti di nuovi manoscritti importanti di opere antiche – ma ovviamente le
eccezioni ci sono.
Accanto ai dati relativi ai testimoni esistenti l’indagine porterà anche a individuare una serie di manoscritti oggi scomparsi, ma di cui si
ha notizia in determinati luoghi ed epoche.
Il censimento dei testimoni finisce così per approdare a una descrizione particolareggiata della diffusione dell’opera, cioè della sua
“attività” storica.
LA COLLAZIONE
COLLAZIONE confronto di ciascun testimone con gli altri, al fine di rilevarne le differenze. Effettuata prendendo come modello un
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testo-base scelto secondo criteri in larga misura arbitrari.
Esemplare di collazione può essere costituito da un’eventuale edizione critica precedente o princeps o singolo manoscritto antico. L’esemplare migliore sarò diverso
caso per caso.
Un’edizione critica precedente è spesso un testo contaminato, perché in esso appariranno lezioni di più testimoni e vi si possono trovare congetture dell’editore.
Quanto all’editio princeps ha il vantaggio di una maggiore leggibilità rispetto a un manoscritto – ma non ha un valore maggiore di testimone rispetto ad un qualsiasi
manoscritto della medesima epoca.
Il manoscritto più antico potrebbe invece avere problemi di leggibilità che rendono più elevata la possibilità di sbagliare.
Non c’è una regola generale se non quella della comodità. Evitati sicuramente i testimoni parziali.
Operazione molto delicata.
RECENSIO E COSTITUTIO TEXTUS
La CRITICA TESTUALE nacque dall’esigenza di ricostruire nel modo più esatto possibile i testi dell’antichità classica.
Nell’800 il metodo in uso per la ricostruzione di testi è il METODO DEL LACHMANN o METODO STEMMATICO.
Metodo stemmatico o metodo genealogico comprende la ricostruzione di una genealogia o uno stemma di testimoni.
Con metodo di Lachmann invece si comprendono anche la preliminare distinzione fra recensio e costitutio textus – fondamentalmente valida anche quando lo
stemma non sia ricostruibile.
OBIETTIVO DEL METODO STEMMATICO ridurre al minimo la scelta soggettiva dell’editore nella ricostruzione del testo favorendo una
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sua ricostruzione meccanica o automatica. Il valore di una lezione tramandata da un determinato testimone dipende dal valore del
testimone che la riporta. Ogni lezione considerata giusta o sbagliata in rapporto al valore del testimone che la tramanda.
Critica testuale divisa in:
- RECENSIO il cui obbiettivo è la valutazione dei testimoni. Svolta per prima. Si ottiene ricostruendone i reciproci rapporti. I
rapporti fra i testimoni rappresentati nello STEMMA CODICUM.
- COSTITUTIO TEXTUS consiste nel formulare un’ipotesi di testo conforme a ciò che doveva essere l’originale sulla base dei
risultati della recensio. Divisa a sua volta in:
SELECTIO scelta fra due o più lezioni alternative.
o EMENDATIO a volte deve ripristinare il testo solo con il proprio ingegno, basandosi su quanto sa della lingua, stile,
o fonti, ambiente culturale, situazione dell’autore.
Il valore di una determinata lezione è strettamente dipendente dal valore del testimone che la riporta.
Il valore del singolo testimone e l’affidabilità della sua testimonianza si determinano dunque in base ai rapporti che il testimone
medesimo ha con gli altri testimoni dell’opera.
LA RECENSIO
STEMMA STORICO E STEMMA RICOSTRUIBILE
Graficamente lo STEMMA (=albero genealogico) appare come un albero capovolto con la radice in cima.
STEMMA STORICO o STEMMA REALE rappresenta la trasmissione di quest’opera come è effettivamente avvenuta. Conoscerlo
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permette di lavorare sui testimoni davvero importanti e trascurare tutti gli altri. In realtà si tratta di un’entità inconoscibile, dato che non
è mai possibile per noi sapere quanti e quali testimoni dell’opera siano andati perduti senza lasciare traccia. Ci si deve accontentare
a ricostruire una stemma solo dei testimoni superstiti in una prima frase.
Per la ricostruzione dello stemma due grandi problemi:
1. Oggi si conserva in genere solo una parte dei testimoni che effettivamente sono esistiti – l’altra parte è stata persa nel tempo.
2. Le relazioni fra i testimoni non sono in genere dichiarate dai testimoni stessi, e dunque vanno ricostruite. 2
LA RICOSTRUZIONE DELLO STEMMA: GLI ERRORI-GUIDA
Metodo efficace per creare lo stemma è quello degli ERRORI-GUIDA la parentela è data dalle lezioni erronee comuni.
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Si possono individuare relazioni fra testimoni solo in base alla presenza in essi di innovazioni comuni, e non in base alla comunanza di
lezioni esatte, cioè conformi all’originale.
Non è detto che le modifiche introdotte dal copista siano veri e propri “errori” cioè inconsapevoli – spesso sono volontarie. Il testo è
erroneo rispetto all’originale, in quel senso. Infatti oggi si predilige il termine INNOVAZIONE.
Quindi la ricostruzione dello stemma avviene in questo modo:
- Reperiti i testimoni di una data opera, si effettua la loro collazione (evidenziando le reciproche varianti).
- Con le varianti sarà possibile capire quale sia la forma originaria e quale l’innovazione. Però ci sono anche lezioni concorrenti
sulle quali non è possibile formulare un giudizio – VARIANTI ADIAFORE (indifferenti) ma non tenute in considerazione.
- I testimoni con le medesime innovazioni vengono raggruppati in una stessa famiglia.
LE INNOVAZIONI DISTINTIVE
Non tutte le innovazioni possono essere utilizzate come elemento-guida per la ricostruzione dello stemma. Per essere utile deve
soddisfare due requisiti:
- Tale da potersi essere prodotta una sola volta. Quindi non hanno valore di guida le INNOVAZIONI POLIGENETICHE – che
possono essere prodotte in linea indipendente in diversi testimoni.
Esempio di innovazione poligenetica – SALTO DA MEMBRO A MEMBRO – quando in un’opera ricorrono a breve distanza due espressioni identiche, è possibile che un
copista faccia un salto. Caso analogo è quello del SALTO DI UN VERSO.
- Tale da non poter essere stata successivamente eliminata da un copista o da un redattore per via congetturale – quindi non
hanno valore di guida le innovazioni reversibili (troppo facili da individuare ed eliminare).
Esempio di innovazione facile da eliminare – ERRORE GRAMMATICALE EVIDENTE o l’INTRODUZIONE DI GLOSSE (spiegazioni) per chiarire un concetto difficile, un nome di
persona o un luogo poco noto, un termine inusuale.
Le innovazioni che effettivamente servono alla ricostruzione dello stemma sono quelle che identificano i gruppi in modo univoco.
ERRORI CONGIUNTIVI tutti i testimoni che presentano l’innovazione risultano uniti, derivano necessariamente dall’unico testimone in cui essa è stata introdotta.
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ERRORI SEPARATIVI quelli che non presentano l’innovazione non appartengono alla famiglia di coloro che la presentano, e
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