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STORIA DELLA FILOSOFIA

ANTICA

Corso di base

9 cfu

Che cos’è la FILOSOFIA?

AMORE PER IL SAPERE

Significa (Philo, Sophia).

Per Platone e Aristotele: la filosofia è ricerca dei principi e delle cause

prime.

Il termine FILOSOFIA deriva dal greco philosophía: “philo” e “sophìa”

(sapienza), ossia “amore del sapere”.

Facciamo già riferimento ad Aristotele riguardo ad un principio generale, un

principio che gli enuncia negli ELENCHI SOFISTICI o CONFUTAZIONI SOFISTICHE

(trattato dedicato alle confutazioni sofistiche per dire che esse sono APPARENTI

cioè NON VERE). NON VERIDICITÀ

Aristotele si occupa di far vedere l’apparenza, cioè la .

Sono false confutazioni che vengono riconosciuti e risolte. È un po’ come “Non

farsi ingannare dai sofisti” che conoscevano bene la dialettica, a loro non

interessava la verità, ma solo di vincere. Non ricercano la verità. Bisogna

conoscere le regole della dialettica per smascherarli.

VI è un riconoscimento ad Aristotele da parte di egli stesso di essere

l’iniziatore della LOGICA (si può pensare “Non era molto modesto!”).

ATTTENZIONE = non la possiamo leggere come una sua volontà di apparire il

più bravo di tutto perché essere l’iniziatore di una disciplina filosofica significa

avere la consapevolezza di essere all’INIZIO di una scoperta .

Io l’ho scoperta e significa che sono alle origini, che è tutto da costruire.

(Artistotle = ORGANON = strumento di logica: dà inizio al corpus aristotelico

messo insieme da ANDRONICO DI RODI, seguace di Aristotele).

Dal punto conclusivo degli elenchi sofistici si dice che il principio di una ricerca

è la cosa più piccola ma anche la cosa più DIFFICILE DA TROVARE e quindi

bisogna riconoscere GRAND MERITO a colui che scopre questa cosa

piccolissima che è il principio, ma anche la consapevolezza che è una disciplina

tutta da costruire e questo si fa con l’apporto di tutti quelli che si occupano di

quell’oggetto.

Aristotele dice che FILOSOFIA letteralmente significa AMORE PER IL SAPERE

(filia= amicizia, amore, desiderio) e SOPHIA (sapienza). Filosofia è RICERCA DEI

PRINCIPI delle cause prime. NON STATICO

Innanzitutto, quindi la FILOSOFIA è un sapere , non sempre

uguale, MA DINAMICO, che SI TRASFORMA. Il termine che Aristotele usa è

THEORIA RICERCA

anche (traslitterazione dal greco che indica la

DINAMICA che Aristotele sviluppa, l’indagine filosofica che è qualcosa di

dinamico ).

ATTENZIONE = differenza contemplazione

In ambito etico “Theoria” si traduce con , ma essa è

statica. È un’indagine dinamica, una ricerca.

Il termine FILOSOFIA compare per la prima volta in Platone, ma la filosofia

come la intendono Platone e Aristotele si distingue da un’altra interpretazione

SOPHOI cioè i sapienti che erano i POETI

data dai .

Qui si pone il problema della sapienza coltivata dai poeti: la possibilità o meno

di rintracciare l’inizio della filosofia prima ancora di TALETE (giustificata da

Esiodo).

La filosofia era già presente dai poeti o come dicono Platone e

Aristotele comincia da TALETE?

Problemi da affrontare

a) Quando è nata la filosofia.

Ci sono 2 risposte alternative.

Risposta tradizionale formulata da Aristotele cioè che sarebbe nata

da Talete, 6^ secolo a.C., a Mileto. Il termine filosofia sarebbe stato

coniato in ambito socratico, però Aristotele avrebbe trovato quelle

caratteristiche logiche in Talete, cioè erano già presenti in esso.

Se è vero che Aristotele riteneva che i fisici, i filosofi naturalistici

(principi all’interno della natura stessa) si collocassero alle origini;

allo stesso tempo ne riconosceva l’importanza poiché in quanto

iniziatori si discostavano dai POETI.

Questa interpretazione nella seconda metà dell’800 è stata

criticata. Ciò ha portato a rivelare che pochi possano essere

considerati FILOSOFI per l’interpretazione di Aristotele (ricerca di

cause e principi primi).

b) Perché è nata la filosofia fattori che hanno portato alla sua

nascita.?

Queste difficoltà hanno portato a prendere in considerazione la

seconda possibile risposta al problema cioè come è nata la filosofia.

Risposta formulata da Platone secondo cui la filosofia sarebbe nata

con il gruppo SOCRATICO. Socrate affermava di NON SAPERE e

riconoscersi ignoranti che vuol dire

questo comporta il fatto di

disporsi nel miglior atteggiamento possibile nei confronti

della conoscenza perché per essere consapevoli di non sapere

vuol dire esser CURIOSI, DESIDEROSI di sapere, di apprendere.

242c 243 b il SOFISTA di Platone

Platone colloca i filosofi naturalisti (quindi i fisici) nella posizione del

mito.

Parmenide (dice Platone) e tutti quelli che si cimentano nella ricerca

di quali e quanti sono gli enti hanno raccontato una favola, un

racconto, un mythos (favola) come se fossimo bambini.

Uno ha detto che sono 3, uno 2, uno 5.

Questa risposta platonica si basa su una determinata concezione

della filosofia che pare come la tecnica fondamentale della

dialettica che produce verità di cui però bisogna chiarire le

condizioni epistemologiche di verità.

c) Qual è il posto da assegnare ai pensatori presocratici? L’uso

della scrittura in prosa.

Talete, Pitagora, Socrate non scrissero nulla però l’uso della scrittura

in prosa (espressione linguistica orale o scritta non vincolata, in tal

caso ORALE) ha avuto un effetto fondamentale di arrivare a

costituire un pensiero astratto, tramandato con la dialettica, ma

costruisce qualcosa di pratico.

Lo SCRITTO stimola la memorizzazione, la comprensione, la

riflessione, io torno su quello che ho letto.

Le parole scappano, ma il TESTO CONSERVA il sapere in

esso = VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT.

Si basano su ciò che in seguito diverrà cosmologia (riflessione sulla

struttura dei processi), cosmogonia, antropologia si basano sulle

ORIGINI UNIVERSALI DEL MONDO.

Sottolineiamo il fatto che nei filosofi naturalisti scompare qualsiasi

riferimento all’opera delle divinità personali. A ciò si sostituisce la

regolarità dei processi naturali e la loro autonomia rispetto

all’intervento di divinità personali. Coi che era riferito a divinità si

riferisce all’autonomia dei processi naturali.

Riflessività del discorso filosofico = tentativo di autolegittimarsi con

proprie garanzie di verità che si discostano dall’intervento divino.

B50 frammento.

“Ascolta non me, ma il logos”.

Lezione del 05/10/2022

Ci stiamo occupando del dove e del perché la filosofia è nata.

Qual è la definizione di filosofia?

1^ = Aristotele dice che sia nata nel VI sec a.C. da Talete

2^ = Platone dice che sia nata con il gruppo socratico

Abbiamo parlato di qual è la risposta tradizionale al che cos’è la filosofia. Da

una parte c’è la definizione di Aristotele. Dobbiamo farla cominciare a Mileto.

Mentre se stiamo alla risposta formulata da Platone allora la filosofia è nata con

il fruppo socratico e abbiamo il pronlema di dove collocare quelli che sono i

poeti, in relazione alla seconda possibile soluzione. Socrate riconoscendo la

propria ignoranza, in lui era massimo il desiderio di apprendere, era stimolato a

ricercare la conoscenza.

242b e 242c nella dimensione del mito. Citazione di PARMENIDE che

comprendeva anche coloro che si occupava di stabilire quanti fossero gli enti.

Definizione di filosofia: tecnica RAZIONALE dell’argomentazione dialettica che

produce verità, che ha questo scopo.

L’assunzione platonica al problema dell’origine della nascita della filosofia.

Uso della scrittura in prosa. Ci sono alcuni filosofi che non hanno scritto nulla e

ciò che ci è stato tramadato è mediante le fonti. IN epoca arcaica inoltre ci si

basava sulla struttura dei processi naturali e sulla struttura umana.

Questi 3 aspetti diventeranno cosmogonia (si occupa dell’origine del mondo,

dell’universo), cosmologia e antropologia. Consideriamo che nei filosofi

naturalisti scompare qualsiasi rifrimento alla divinità chr interveniva come

spiegazione ai processi naturali. Ad esso si sostituisce il fatto che i processi

natuali sono AUTONOMI.

Importante quindi è la riflessività del discorso filosofico ovvero nel tentativo di

autolegittimarsi e di liberarsi anche dall’autorità del sapiente.

ERACRITO B50 ascolta non me, ma il LOGOS.

 

Perché la filosofia è nata in Grecia?

Stiamo parlando della filosofia definita secondo i canoni platonici-aristotelici

(definizione classica di filosofia).

In Grecia c’erano 3 assenze:

l’assenza di un sistema dogmatico di credenze religiose fondate su una

rivelazione divina (i greci erano consapevoli delle capacità poetiche),

l’assenza di un apparato statale CENTRALIZZATO (no una monarchia dinastica,

no un apparato statale),

l’assenza di una tradizione culturale secolare e autorevole (la sola trad

culturale dei greci era la memoria leggendaria della guerra di Troia che si tratta

di una FINZIONE POETICA. L’accaduto di Troia è storia, ma la tradizione

culturale è legata alla finzione del reale).

Il pensiero greco arcaico riprende molti conctti dalla cultura anatolica,

mesopotamica e iraniana. Si fa riferimento a tali culture. Nelle cosmogonie

ioniche sono rintracciabili dei legami con le cosmogonie babilonesi e con il ciclo

di rincarnazione dell’anima del vicino oriente.

Quella particolare formsa di razionalità che contraddistingue l’individuo è prpria

soltanto del pensiero greco e le ragioni di questo sono ragioni di tipo storico-

culturale. C’è un’influenza culturale sulla filosofia greca.

Si è parlato di 3 principali assenze che contraddistinguono la cultura greca

arcaica rispetto al vicino ORIENTE che hanno portato alla nascita della filosofia

in grecia.

Se parlaimo di assenze parliamo anche di luoghi che devono essere riempiti:

1) 9 e 8 secolo a.C. posti riempiti grazie alle POLEIS, cioè le città stato

greche. Si trattava di un gran nuemro di piccole comunità cittadine

indipendenti.

Nelle città stato greche accadeva che il potere non era legittimato da

un’investitura divina né da un diritto ereditario della dinastia monarchica ma

doveva essere legittimato da ragioni efficenti. Erano altri modi che comunque

portavano alla legittimazione.

Su quest sfondo della società greca arcaica il confronto politico si svolgeva

nelle ASSEMBLEE CITTADINE attraverso delle discussioni in cui c’erano tesi

rivali in cui per far si che la propria tesi valesse occorreva avere una tesi valida,

avere degli argomenti valiti. No sovrano.

A governare erano i rapp della comunità cittadina. Il principio che valeva era

quello della forza persuasiva della parola, no in base all’autorità ma in base alla

FORZA dei propri ARGOMENTI.

Allora nel V secolo a.C. l’allargamento dei cittadini coinvolti

portò ad un fatto importantissimo cioè alla nascita

dell’esperienza greca originale che è stata la democrazia .

In tale contesto nasce e si forma la RIFLESSIONE FILOSOFICA con

l’allargamento della platea, di coloro che devono intervenire, che devono

documentarsi, conoscere le regole del linguaggio, Lì cresce e si forma la rifl.

Filosofica che ha il tentativo di rispondere ai problemi della realtà statale,

sacerdotale e ……

Questi vuoti vengono colmati.

Questa forma di potere doveva trovare la sua leg. In sé stessa con lo scopo di

giungere alla verità in presenza di tesi che venivano contrapposte.

LA FILOSOFIA così come la DEMOCRAZIA, per i motivi visti, sono

filgie della polis . Sono accomunate su questo piano ma restano comunque

distinte.

Se la democrazia prediligerà la maggioranza, la filosofia stenterà a dare

incompetenti

ragione a maggioranze .

Chi erano i pensatori antichi e qual era la loro condizione sociale?

A tale domanda non si può dare una risposta univoca. Le università sorgeranno

nel medioevo, nel mondo greco non cerano scuole pubbliche. Quando si

comincia a parlare di scuole filosofiche? Con la nascita del LICEO di Aristotele

nel periodo ellenistico. Possiamo ricordare l’accademia di platone.

ATTENZIONE = non si tratta di istituzioni pubbliche, ma private, sorte su base

VOLONTARIA.

Soltanto nel periodo imperiale romano noi assistiamo ad una precisa

istituzionalizzazione statale della FILOSOFIA.

Nel periodo arcaico assistiemao ad una varietà di modi di pensiero in cui

operano i sapienti.

Si propone inoltre di far cominciare la filosofia con talete ed esiodo. Se però noi

non abbracciamo la definizione di Ari e Plato, come l’amore per il sapere, allora

possiamo rintracciate in Omero (IX secolo) e in Esiodo la filosofia nel suo

significato più generale troviamo anche loro, riusciamo a far rientrare anche

omero ed esiodo.

In base a cosa?

Nell’iliade troveremo probl. E tematiche che saranno RICORRENTI nel pensiero

filosofico come la concezione dell’amicizia, il propnlema di quale sia il desritno

di ciascuno, il rapporto tra uomo e dio, la MORTE. Questi sono problkemi

presenti nell’iliade (racconto della guerra di Troia). Uguale per l’odissea nel

viaggio di ulisse di ritorno a Itaca tema della legitt. Dell vendetta verso chi

offende pesantemente, il tema del destino.

Sono tutti temi ricorrenti nella riflessione filosofica.

Soffermiamoci su ESIODO

Autore di opere e giorni e nella teogonia.

1) Si affronta l’importanza del lavoro nei lampi

2) La teogonia contin ela narrazione della genealogia del bene.

COSA DISTINGUE il pensiero dei poeti e dei filsofoi sec la def

tradizionale di filsofia?

Questa relazione tra cosmologia filosofica e mitico-poetica ha il suo

paradigma nella Teogonia di esiodo.

Quest’opera si rifa alla trad mitologica precedente e traccia una

sintesi di tutto il materiale che viene riorganizzato. Esidio la

riorganizza.

Di Esiodo abbiamo poche notizie. Siamo nell’8 sec a.C. di Ascra in

Boezia. Problemi di eredità. La biografia più antica è quella dei

certamen Homri et Hesiodi. Ne possediamo una versione del II

secolo di un allievo di Goggia: Alcidamante – Museo.

Nel certamen (=GARA) si dice che in occasione dei giochi funebri

per Alcidamante, esiodo si sarebbe confrontato con …

Poema sull’indovino Melandro e sulla discesa di Teseo nell’Ade.

La teogonia è costruita sulla base del patrimonio. Tratta della

NASCITA degli dei. Oltre che teogonia questa diventa anche

COSMOGONIA cioè spiegazione FANTASTICA dei fenomeni

dell’universo.

Nel proemio della teogonia esiodo immagina di aver avuto una

visione delle muse e immagina di aver avuto la consegna della

verità. In primo luogo si generò il caos da cui nacquero giorno e

notte, etere, poi la terra in cui nella profondità si generò l’amore che

poi diede origine a tutte le altre cose.

Possiamo dire che esiodo costituisca l’antecedente della

cosmogonia filosfica che si è basata su questa teogonia e quindi

potremmo trovare una reazione tra le due. Restano però delle

importanti differenze: la differenza risiede

Rispetto ai filosofi di mileto

principalmente nel METODO . Ciò distingue la cosmologia

filosofica. RAZIONALE

METODO è legato alla spiegazione : in Esiodo

mancherebbe la spiegazione RAZIONALE che è assente nella

cosmologia NON FILOSOFICA. Quest’ultima si serve del MYTHOS,

dell’impaginazione poetica quindi resta al di qua del logos, non si

spinge fono al logos, fino alla spiegazione razionare.

Nulla è staccato da ciò che precede.

Platone e Aristotele nascono in reazione ai SOFISTI.

WERNER Un grande filosofo e importante storico del

JAEGER pensiero antico. Autore dell’Etica. Fine

ottocento/inizio 900.

Dice qualcosa in particolare della teogonia

esiodea. Ha sostenuto che in essa regnerebbe il

più acuto intervento costruttivo con tutta la

coerenza di un’indagine razionale. Riconosce

che in essa c’è la coerenza di un ordinamento di

un’indagine razionale.

Attenzione, Jaeger riconosce che nella

cosmologia mitologica il mito gioca un ruolo

fondamentale. Riconosce prò nel mito la

presenza comunqur di un DISCORSO RAZIONALE

e quindi di un’indagine SCIENTIFICA.

Quindi si c’è il mito ma secondo lui esiste

all’interno di questo elemento anche la

coerenza dell’indagine scientifica.

GIOVANNI REALE ha CONTESTATO fortemente

ciò che ha detto Jaeger. Ha detot che nessuno

nega che prima dell’int della filosofia si facesse

uso della ragione e nessuno afferma che nella

teogonia e nell’iliad si usi soltando mitologia e

che non sia presente in nessun modo la ragione

e allo stsso modo nessuno può negare che nella

filosofia persistono elementi mitici e fantastici.

Ma lui afferma che cil che distingue il pensiero

filosofico dal mito è il ruolo determinante che

investono il RUOLO e la RAGIONE. Mentre in

Esiodo il ruolo determinante è dato

dall’intervento mitologico, la bilancia con esiodo

pende dalla parte del mito. Già in quello che

aristotelicamente viene cons 1^ filsoofom,

talete, la bilancia tende dalla parte della ragione

segna

perché va oltr il discorso dei poeti e così

il passaggio da MITO a LOGOS .

Reale afferma che nella teogonia di esiodo

mancherebbe quell’elemento di dist

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sm3 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Salis Rita.
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