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STORIA DI DIRITTO ROMANO 19.09

Per Storia Roma si estende da 754/3 a.C. al 565 d.C. (morte di Giustiniano)

modalità̀

—> Roma conosce 3 configurazioni statuarie, 3 di diritto:

I. Monarchia (fino 509 a.C.)

II. Repubblica (fino 27/23 a.C.)

Impero (fino 565 d.C.)

III.

Con morte imperatore Giustiniano Augusto, imperatore che siede a Costantinopoli dal 525, e si

rende conto di essere l’epigono, l’ultimo esponente di una tradizione giuridica secolare in cui si sono

affastellate un’infinità di regole di diritto, che possono essere ripetitive o contraddittorie

Giustiniano ingaggia come questore del sacro palazzo (= carica alta imperiale, da cui deriveranno i

dell’età̀

maggiordomi medievale), uno strettissimo collaboratore, Triboniano, aiutato da commissioni di

professori di diritto ed avvocati, a cui furono affidate delle commissioni.

Codex Novus ciò̀

Con costituzione imperiale del 528 d.C. la Haec quae necessario (tutto che necessariamente),

sarà̀

Giustiniano ordina la redazione di un primo codice giustinianeo, IL CODEX NOVUS, che pubblicato nel

più̀

529 d.C. con una costituzione che si chiama Summa rei publicae (le cose importanti dello stato)

più̀

Nel codice si raccolgono le costituzioni imperiali ritenute importanti e quindi valide in quel momento:

vengono raccolte e ripubblicate le leges (costituzioni imperiali)

L’pera dei codificatori di Giustiniano va avanti e incarica sempre Triboniano e giuristi di procedere ad una

revisione degli iura

Digesto

• Nel 530 d.C. con costituzione Deo auctore (per mano divina), per la revisione degli iura (pareri dei

giuristi, giurisprudenziali). Si ordina selezione iura (guardare tradizione e verificare pareri editi dei

giuristi, per pubblicare solo quelli validi, attuali e non contraddittori in epoca presente)

• Nel 533 d.C. con costituzione bilingue Tanta-dedwkev (greco), si pubblica la seconda parte della

codificazione giustinianea che va sotto il nome di DIGESTO (= Deo au + T-D; da pov etimologico ha a

ciò̀ ciò̀

che fare con digerire, processo di separazione tra che è assorbito e che è espulso). Hanno

valore di legge e devono essere osservati gli iura nel digesto (vale tanto quanto lex); gli altri iura

valgono zero

Istitutiones

Opera che non è ritenuta esaustiva e

Nel 533:

• con una costituzione Imperatoriam (imperiale) Giustiniano dà a Triboniano e alla commissione di

(gioventù̀

giuristi, il compito di predisporre un manuale “scolastico” per la cupida legum iuventus

desiderosa di apprendere)

• viene pubblicata una costituzione imperiale che si chiama Omnem, che pubblica il manuale sotto il

nome di INSTITUTIONES (istituzioni; insegnamenti), diviso in 4 libri e 3 parti che ricalca la struttura

di un altro manuale scolastico del II sec d.C. redatto da Gaio (giurista), ma rispetto al suo antenato

più̀

(quelle di Gaio) ha una marcia in essendo stato pubblicato da Giustiniano con costituzione

imperiale, con una lex, ha valore di legge. più̀

Ora Giustiniano si rende conto che le due pubblicazioni recenti hanno reso desueto il primo Codex,

anche perché dopo la sua pubblicazione Giustiniano ha emesso 50 costituzioni imperiali, 50 leges

fondamentali, che non si leggono nel primo codice

Allora le quinquaginta decisiones (50 cost imperiali) + digestum + institutiones spingono Giustiniano a

ordinare realizzazione di UN SECONDO CODICE GIUSTINIANEO

Ordina a Triboniano e commissione di procedere con nuovo codice giustinianeo, che viene pubblicato nel

534 con costituzione Cordi, che pubblica la II° edizione del codice, il quale va sotto il nome di Codex

repetitae praelectionis (= codice della lezione rivista e corretta)

Fra 535-565 continua a legiferare e fare costituzioni imperiali (che si chiamano leges) e questa produzione

di leges dopo il secondo codice giustinianeo passa alla storia col nome di leges novellae/solo novellae

Costituzioni imperiali nuove rispetto a quelle pubblicate nel Codex novus

Novellae mai codificate, furono i posteri a strutturarne delle raccolte private delle novellae:

1. Raccolta greco-marciana a Venezia autenticità̀,

2. Autenticum (in epoca medievale si dubitò della sua poi invece lo era)

3. Epitome Iuliani (riassunto fatto da giuliano)

Corpus iulis civilis

Dal 1583 x opera di umanista Dioniso Goto Fredo si iniziarono a stampare insieme:

Istituzioni e digesto

1. Codex repetitae praelectionis

2.

3. Novellae

• A questa pubblicazione editoriale in 3 volumi fu dato il nome di CORPUS IURIS CIVILIS (insieme delle

regole del diritto civile)

- Non è opera di Giustiniano = perché lui non prevede la raccolta delle novellae

• Codificazione giustinianea è diversa dal corpus iuris civilis

Le costituzioni imperiali ordinano e pubblicano

RIASSUMENDO

1) Nel 528/9 d.C. —> costituzione imperiale (haec quae necessario) + CODEX NOVUS con costituzione

summa rei publicae

2) Nel 530 d.C. —> costituzione imperiale Deo auctore x selezione iura del DIGESTO

Nel 533 d.C. :

3) costituzione bilingue (tanta-dedwkev) + DIGESTO (II° pt codificazione giustinianea, t-d + deo

a) auctore)

costituzione imperiale (imperatoriam x manuale) + costituzione imperiale (omnem) con cui

b) pubblica manuale delle INSTITUTIONES

4) Nel 534 d.C. —> con costituzione imperiale cordi il CODEX REPETITAE PRAELECTIONIS

5) Nel 535/65 d.C. —> novellae (mai codificate)

6) Raccolte private delle novellae

7) Nel 583 d.C. —> CORPUS IURIS CIVILIS

Diritto privato e pubblico romano furono affidati a due strade diverse e giungono a noi tramite 2

strade diverse

Il Privato romano venne riscoperto nell’alto medioevo ed ebbe avvio un processo storico senza soluzione di

continuità̀ può̀

che lo conduce attraverso i secoli, fino a noi, lo stesso non dirsi per il diritto pubblico

romano, i cui studi scientifici in estenso (sistematici) subirono una netta cesura e ripresero solamente in

tempi relativamente recenti, in particolare modo dal 18° sec in poi.

Lo studio di privato non conosce pause, è oggetto di studio fin dall’epoca alto medioevale =/= diritto

pubblico.

La fortuna del diritto privato romano è strettamente legata a qualcosa che avviene in un momento ben

preciso: il 25 Natale ‘800 quando avviene l’incoronazione Carlo magno, con il titolo di imperator sacri

romani imperi. dà̀

Ha discendenza dinastica che gli titolo per governare sull’odierna Francia e poi la sua opera militare si

titolarità̀

spinge in là. Quindi deve giustificare da punto di vista giuridico la dei suoi poteri.

Dal punto pubblicistico si propone come ideale erede e prosecutore dell’Impero Romano, dato che i

territori conquistati da lui erano dell’Impero Romano, lui presentandosi come ultimo rappresentante di

quella tradizione giuridica, ha titolo di segnare su questi territori

Con la deposizione di Romolo Augusto nel 476 (ultimo imperatore romano d’Occidente) le insegne

imperiali sono state restituite a Costantinopoli, mentre a Roma è rimasto il papa come erede .

continuità̀

Quindi C Magno legittima il suo potere la notte di Natale in 2 direzioni: tradizione Impero

Romano + innesto della matrice cristiana (incoronato dal papa, sancendo ideale passaggio di potere)

continuità̀

Essendo questo territorio la di quello dell’Impero romano e Carlo magno si propone come erede

imperatore romano, le regole devono essere quelle romane:

dà̀

si conto ai prof di giurisprudenza di ricercare le tracce di codificazione del codice giustinianeo

Nelle abbazie si ricercano testi (c’era la copiatura)

Il digesto non fu ritrovato insieme, ma in parti diverse

Primi libri = digestum vetus +

§ digestum novum +

Ultimi libri =

§ Parte centrale = infortiatum

§

Gradualmente la codificazione di Giustiniano riaffiorò e in questa c’erano sia a diritto publico che privato

andò̀

In questa opera di riscoperta l’attenzione dei giuristi si focalizzando sul diritto privato e non su quello

pubblico, perché diritto pubblico costituzionale di stato è fortemente debitore degli assetti sociali di quello

stato stesso, e se è vero che l’ultima forma di stato conosciuta da Roma antica, era stata una forma di stato

̀ società̀

imperiale, è altresì innegabile che la romana dei primi sec d.C. fosse radicalmente diversa dalla

società̀ società̀ fedeltà̀

medievale, in particolare modo la medievale imposta il rapporto di tra sudditi e

fedeltà̀

imperatore mediandolo attraverso una scala di rapporti di personale

LA CONSUETUDINE LOCALE

La fonte del diritto principale nell’epoca medievale è soprattutto diversa nella

mentalità̀ romana che è l’opposto: l’imperatore ambisce a dare regole x Impero Romano, le consuetudini

hanno ruolo integrativo (dove non c’è lex si va a vedere cosa si fa lì, ma se c’è regola da Roma vale in tutto

l’impero)

Il diritto privato regolamenta contratto di compravendita (cessione di un bene dietro pagamento di un

prezzo), di mutuo etc...

età̀

Nel momento in cui in alto medievale servono regole privatistiche, norme, che regolamentino i rapporti

tra privati, vengono cercate in tradizione romana giustinianea

Sia in centri cultura laici che cristiani si legge la codificazione giustinianea con particolare riguardo a

normativa di diritto privato

Gli studenti studiano da peta (pergamena su due colonne o meno)

Nasce scuola giuridica dei glossatori = è oggetto di glossa la codificazione giustinianea, solo i teti con regole

di diritto privato (medioevo); si spiega parola per parola più̀

La scuola dei commentatori nasce poi, i professori non spiegano per glossam, ma commentando il

sarà̀

senso giuridico di un passo; l’oggetto del commento sempre la parte di diritto privato della

codificazione giustinianea genuinità̀

cambierà̀ sarà̀

Il metodo ancora e teso a verificare della parte di diritto privato della

codificazione giustinianea più̀

Il diritto pubblico subisce un oblio e per secoli la storia del diritto romano a livello scientifico non viene

studiata

= A livello privato si impartiscono lezioni di diritto privato e la storia di Roma, no diritto pubblico

Con la Rivoluzione francese si attua un sovvertimento radicale delle regole del gioco, fino a quel momento

l'EU continentale è stata dominata dal punto di vista costituzionale da monarchie dinastiche universali

Nel 1789 con la Rivoluzione francese la monarchia decapitata; giuristi rivoluzionari devono ricostruire stato;

si cerca nella storia la legittimazione per la costruzione dello stato rivoluzionario, si cerca antenato nobile

Storia di Roma, che ha conosciuto fase monarchica fino al 509 a.C. che finisce con la cacciata dei Tarquini

- Si ricomincia a studiare storia del diritto pubblico romano repubblicano

STORIA DEL DIRITTO ROMANO 21.09

NASCITA DI ROMA perché́

• Data certa nascita repubblica gestione tempo e storia a Roma antica era affidata agli

più̀ età̀

annales (disponibili con certezza da una certa epoca in poi, perduti per la antica monarchica),

l’annalistica più̀

—> Non ci sono info a disposizione per la antica fase monarchica, gli storici del I sec a.C. fecero sforzo

ricostruttivo ed in particolare modo Varrone sviluppò un calcolo congetturale per arrivare a definire la data

della nascita di Roma

==> Calcolo varroniano: lui parte dal 509, ipotizzò che ci fossero stati 7 regni a Roma (perché 7 per il popolo

romano è numero magico) e si voleva conferire aurea magia a monarchia originaria romana; ogni re

avrebbe regnato x lo stesso numero di anni x 35 anni, giunse cosi a delineare 245 anni di regno e

̀

calcolandoli a ritroso dal 509, ottenne l’anno 754; come giorno costruì in via congetturale il 21(multiplo dei

due numeri magici) aprile (x etimologia latina da aprire, mese in cui si dischiudono fiori in natura e natura si

rinnova, nuova vita)

VERSIONE MITOLOGICA

• Serve racconto ufficiale nascita Roma = storici I sec a.C./II si fanno carico di questo lavoro ed

esistono versioni parzialmente diverse tra loro

più̀

—> Racconto conosciuto è quello di Tito Livio, sotto Augusto: Romolo e Remo • 3 dati:

1. Storici antichi parlano per allegorie (immagini rappresentative evocative di determinati fatti per i propri

lettori)

2. Nel racconto mitologico della nascita di Roma ci sono 2 elementi ricorrenti: presenza costante di un

dualismo, ricorrere del numero 2 (Enea approda nel Lazio e c’è elemento autoctono, lui + latini; gemelli) +

fondazione di agglomerati civici (Lavinio, Alba Longa da Ascanio...)

—> Nascita Roma è caratterizzata da: marcato dualismo + presenza di precedenti agglomerati civici (Roma

già̀

nasce dove c’erano città)

VERSIONE STORICA

Riguardo alla data della fondazione di Roma i dati archeologici dicono che il perimetro originario delle

terre,

mura di Roma risale all’incirca alla metà dell’VIII sec a.C. Gli scavi archeologici mostrano che quelle

prima della fondazione di Roma e del perimetro di Roma, erano già abitate da una molteplicità di

pagi (pagus, i = villaggi), separati tra loro ed indipendenti, dove abitavano dei gruppi familiari

estesi e guidati dal più anziano capostipite comune (= Pater familias), rispetto cui tutti erano

imparentati.

Nel pagus viveva una famiglia allargata ed i membri di questa si riproducevano tra loro tramite dei

matrimoni endogamici. Siamo in grado di sapere ciò perché questi matrimoni portarono a dei

problemi genetici e si sono trovate delle sepolture di feti che attestano il problema

dell’endogamia.

Le famiglie gestiscono nella comunione familiare la coltivazione delle terre, che non sono del singolo, ma

del pagus, ea anche una forma embrionale di pastorizia del pagus (IX-VIII sec a.C.). In questa realtà vivere in

un villaggio al sicuro, con un tetto e del cibo, è una vita invidiabile.

I raminghi (coloro senza famiglia, senza nulla) che girano per le campagne cercando un modo di vedere se

tramite la cacciagione o dei servizi, riescono a guadagnare del cibo, si imbattono nella realtà dei pagi e

chiedono di poter entrare all’interno del pagus. Allora gli abitanti dei pagi li accettano perché hanno un

problema di sangue, per via dell’endogamia. Tuttavia sarà sempre chiaro dentro al pagus chi appartiene al

gruppo familiare unitario delle origini e chi è invece è la componente avventizia. In più bisogna rispettare

regole del pagus. Dentro i pagi si crea quindi una differenziazione sociale tra il gruppo familiare unitario

delle origini e la componente avventizia.

Ogni pagus viveva secondo proprie tradizioni familiare, senza avere rapporti con i villaggi dei dintorni.

Tuttavia quando arrivano le scorrerie dei predoni (elementi ostili e nemici che vogliono fare razzia di scorte

di cibo, del bestiame...), i pagi sono indifesi. Allora gli anziani a capo dei singoli villaggi si riuniscono in

un’assemblea e stabiliscono un’alleanza in caso di guerra, cioè che all’arrivo delle scorribande nemiche i

pagi vivranno un’alleanza temporanea e combatteranno tutti insieme, rispondendo agli ordini di un unico

pater familias, eletto dall’assemblea degli anziani. Gradualmente ci si rese conto che trasformare l’alleanza

temporanea dei pagi, in una stabile, avrebbe comportato enormi vantaggi, e non solo da punto di vista

militare.

Si creò quindi una nuova città (Roma), che avrebbe dovuto accogliere tutti gli abitanti di tutti i pagi,

protetta da delle mura di confine, dentro cui confluirono gli abitanti di tutti i pagi, ma ogni singolo pagus

portò dentro Roma le sue due componenti (familiare, gentilizia ed avventizia) e la sommatoria di queste

sarebbe alla base della distinzione sociale originaria tra patrizi e plebei.

Le singole componenti familiari fondatrici degli antichi pagi rimasero sempre identificabili nella Roma

monarchica, e a seguire nella storia di Roma, perché assunsero la denominazione di gentes (gruppi familiari

allargati di origine antichissima e nobilissima, perché consolidati in epoca pre civica).

A Roma la divisione tra i due si vide nella divisione:

1. Patrizi = Gentili, nel sistema dei pagi erano parte delle antici famiglie fondatrici

2. Plebei = Sommatoria avventizie degli antichi pagi

L’alleanza temporanea tra pagi, regolamentata dall’assemblea degli anziani, porta alla fondazione di Roma.

La struttura pre cuciva dell’assemblea dei pater familias (solo patrizi) è mantenuta e prende il nome di

dovrà̀

senato (senex). Adesso il senato elegge al proprio interno chi comandare, il rex una volta scelto dal

senato deve essere presentato al popolo, riunito in assemblea che si chiama comitium curiatum; dopo che

il re è stato eletto da senato e presentato al popolo, ha pieni poteri.Il rex assomma in sé:

1) Sommi poteri militari

2) Sommi poteri religiosi (si pone come mediatore fra uomini e dei)

3) Sommi poteri legislativi

4) Sommi poteri giudiziari

5) Sommi poteri amministrativi

Poteri del rex sono vitalizi, al momento della sua morte = Auspicia redeunt ad patres (senatori)

Quando re muore i poteri a lui conferiti tornano al senato, che esercita quei poteri fino all’elezione di un

nuovo rex = Interregnum (lasso temporale tra due regni, tra morte vecchio rex e assunzione pieni poteri del

nuovo; i pieni poteri in questo periodo li ha il senato)

• Secondo la tradizione i re furono 7:

Romolo

I. Numa Pompilio

II. Tullio Ostilio

III. Anco Marcio

IV. Rottura dinastica

V. Tarquinio Prisco

VI. Servio Tullio

VII.

VIII. Tarquinio il Superbio

• Primi 4 re sarebbero di stirpe latino-sabina (autoctoni del lazio) diversi gli ultimi 3 re sarebbero di stirpi

etrusche (non autoctone laziali, ma sopravvento a Roma per ragioni economiche)

2 F

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Scienze giuridiche IUS/18 Diritto romano e diritti dell'antichità

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gabrielanepi1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto romano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Procchi Federico.
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