STORIA COMPARATA
DELL’EDUCAZIONE
Prof.ssa Carla Callegari
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Sommario
1. L’EDUCAZIONE ................................................................................................................ 3
1.1 CENTRALITA’ E PERVASIVITA’ DELL’ATTIVITA’ EDUCATIVA NELLA
VITA SOCIALE ....................................................................................................................... 3
2. LA PEDAGOGIA COMPARATA ........................................................................................ 5
3. METODO ............................................................................................................................... 12
4. METODO QUANTITATIVO E QUALITATIVO PER RICERCA COMPARATIVA 15
5. IL METODO STORICO ...................................................................................................... 17
6. LE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI E COMPARAZIONE EDUCATIVA .. 30
6.1 LE 8 COMPETEZA CHIAVE .......................................................................................... 32
IL MEDITERRANEO COME SPAZIONE PER LA COMPARAZIONE (capitolo libro)37
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1. L’EDUCAZIONE
L’educazione (prassi) è l’oggetto di studio della pedagogia (teoria) la quale è sempre stata
privilegiata rispetto all’educazione.
La pedagogia di GIOVANNI GENTILE (filosofo) Attualismo, soffermarsi
sull’atto del pensare, l’atto stesso genera la realtà che non esiste al di fuori del pensiero
umano.
1923 Riforma Gentile scuola a base gerarchica in base al livello.
Per molto tempo si è considerata la pedagogia come teoria, anni ‘40/’50 avviene la crisi
della pedagogia. Le prassi educative dovevano essere studiate: 1. Cos’è l’educazione, 2.
Indagare le sfaccettature dell’educazione.
L’educazione è una famiglia di concetti:
1. EDUCERE
“Tirar fuori” qualcosa che è già presente, legame con innato. Azione dell’educatore
nei confronti dell’educando su cui si pone l’accento AUTOEDUCAZIONE,
accompagnamento.
2. EDERE
“Avere cura”, accento sull’educatore (azione esterno). Se manca educatore lo
sviluppo è bloccato, difficoltoso.
1.1 CENTRALITA’ E PERVASIVITA’ DELL’ATTIVITA’ EDUCATIVA NELLA
VITA SOCIALE
Educazione avviene solo se presenti entrambi attori in quanto l’azione educativa è
un’azione sociale. È un concetto complesso:
➢ ASPETTO SOGGETTIVO INDIVIDUALE
• Persona (in pedagogia) per le correnti spiritualiste indica essere umano con
apertura alla discendenza.
• Personalismo il singolo è l’individuo
La personalità (corpo, relazionalità, cognitività, affettività, religiosità e inconscio)
ciò che incontra entrambe le correnti. È costituita da:
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1. CRESCITA BIOLOGICA
Dura tutta la vita, prima della nascita fino alla morte (pensiero di Comenio nel 600)
2. INCULTURAZIONE
Ambiente nel quale ognuno vive e si sviluppa, si “assorbe” ciò che la cultura offre,
+/- incisivo o coercitivo. Si pone l’accento su ciò che viene dall’esterno.
3. APPRENDIMENTO
Partenza dall’interno
4. FORMAZIONE
Ciò che forma la personalità professionale
➢ LIVELLO SOCIALE (in assenza non ci sarebbe educazione)
Insieme di istituzioni che gestiscono/controllano pratiche educative e saperi:
1. Famiglia: educazione non formale
2. Scuola: educazione formale
3. Agenzie sportive: educazione non formale
4. Pari: educazione informale, assieme ai mass media
5. Politiche educative (dopo scuola)
6. Oratori: educazione non formale
7. Biblioteche: educazione non formale
8. Ludoteche: educazione non formale
Avvengano delle rotture nei momenti di trasformazione sociale, culturale e politica, in
particolare nel ’68 con la rottura del modello educativo femminile.
L’educazione possiede un carattere di dinamismo, tensionalità, cioè l’intenzionalità
dell’azione umana per raggiungere qualcosa.
1. Andamento DIALETTICO
2. È ANTINOMICO: le antinomie si possono superare, ma non si elimina e non sono
conciliabili:
• Educatore (autorità) - educando (libertà)
• Autorità - libertà 4
• Formazione umana - formazione sociale (ambiente nel quale è inserito) che
vanno nella stessa direzione
• Universalizzazione (“tutti devono andare a scuola”) – individualizzazione
(andare incontro a esigenze di disabilità/difficoltà, offrire percorso diverso
rispetto agli altri per raggiungere lo stesso obiettivo. L’individualizzazione è
prima nel tempo) / personalizzazione (fattori esterni o interni impediscono
raggiungimento obiettivo finale che viene modificato assieme al percorso. La
personalizzazione è successiva nel tempo rispetto all’individualizzazione).
• Presente (oggi abbiamo bisogno di avere strumenti) - futuro (educazione ha
sempre orizzonte futuro).
Il concetto di educazione a dei connotati strutturali:
1. COMPLESSITA’
2. ANTINOMICO
3. PROBLEMATICO: educazione pone dei problemi
L’educazione ha una storicità che ha dato forma a varie forme educative. Nell’Antica
Grecia con l’oligarchia. L’educazione era rivolta esclusivamente al bambino maschio di
classe sociale alta e con determinate caratteristiche fisiche dai 6 anni, prima è chiamato
allevamento (0-5 anni) ed è affidato alle cure materne. Poi entrava il pedagogo fino alla
vita adulta (18 anni). Con la vita adulta si pone fine all’educazione e inizia la vita politica.
Cultura con educazione prevalentemente maschile l’uomo è indipendente rispetto
alla donna non istruita (in alcuni paesi del mondo).
2. LA PEDAGOGIA COMPARATA
= comparazione di teorie. Volontà di comparare e possibilità di mediazione delle diverse
esperienze fino al 700, inizio 800 nascono i sistemi scolastici (con Rivoluzione francese).
Il problema educativo è centrale in cui è difficile industrializzare un paese se i cittadini
non riescono ad apprendere. Vengono osservate le azioni educative degli altri stati.
• Comparata e comparativa sono utilizzati come sinonimi
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• Aspetto della lingua è importante, difficoltà traduzione nel passaggio tra diverse
lingue (es. pedagogia non ha traduzione in inglese)
• La pedagogia comparata nasce con i viaggiatori (es. Marco Polo) che comparavano i
diversi sistemi educativi dei paesi che esploravano, esploratori (es. Colombo), i
missionari (es. Gesuiti) che si occupano di educazione resoconti forme educative
viste nel mondo interpretazione personale
• Nasce nel 1817 con intervento miglioristico (Jullien de Paris)
• Questo primo periodo è chiamato dei “viaggi pedagogici”, epoca del colonialismo in
cui non si rispetta la cultura locale sovrapposta dalla cultura europea (considerata la
migliore). A intraprendere questi viaggi sono i pedagogisti (1885-1887). Legge
piemontese 1859 LEGGE CASATI (istituisce obbligo scolastico, ma non obbligo di
frequenza. 1879 OBBLIGO DI FREQUENZA 6-9 anni (legge Copino), 12 anni nel
1904, a 14 nel 1923 con la Riforma Gentile, carenza di risorse economiche dello stato,
quindi, delega ai Comuni (pessime condizioni igienico-sanitarie delle scuole)
“educare più che si può, istruire quanto basta”, tutti vanno a scuola per imparare a
leggere e a scrivere. Presenza di un diffuso analfabetismo, quanto andavano a scuola
i bambini erano inseriti in classi di 70/80 bambini con un unico maestro. Alla fine dei
tre anni di obbligo scolastico i bambini andavano a lavorare e dovevano essere
preparati anche a questo all’interno della scuola in cui si apprende 1. Il lavoro
industriale per rispondere alle esigenze sociali, 2. Sviluppo capacità necessarie allo
sviluppo umano (attenzione, precisione…) quindi un lavoro educativo con l’idea che
il lavoro sia fonte di sostentamento, tutti devono lavorare. Quindi la finalità è anche
di insegnamento morale. Dibattito su quale tipo di insegnamento impartire a scuola,
sguardo agli altri modelli europei, Copino finanzia 4 commissioni per inviarle
all’estero, le prime due sono affidate a Aristide Gabelli (positivista dell’epoca, diventa
ispettore nelle scuole italiane), la terza a Pasquale Villari e l’ultima commissione è
guidata da Adolfo Pik affiancato da un tecnico di un’industria fiorentina. Tornati in
Italia (le prime due commissioni) scrivono una relazione presentando i due ambiti
industriali frequenti: la metallurgia e la falegnameria. Quindi nelle scuole italiane è
necessario avere dei laboratori con materiale, strumenti, personale competente.
Le ultime due commissioni si spingono in Svezia a Nas dove era presente un
pedagogista che aveva fondato una scuola basata sul lavoro dove era sviluppata la
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lavorazione del legno in quanto faceva parte della cultura del Paese veicolando aspetti
come l’attenzione, la creatività la collaborazione con i compagni. La commissione di
Villari tornata in Italia redige una relazione in cui presenta l’aspetto educativo.
Mentre la quarta commissione riporta una commissione discordate rispetto alle altre
tre. In tutte le relazioni compare un aspetto che sottolinea le condizioni di arretratezza
dell’Italia che impediscono di 1. Importare i modelli europei (insegnamento del lavoro
in Europa verso 11 anni, quindi prevale la formazione umana anziché quella sociale),
2. Non sono presenti laboratori adatti nelle scuole, 3. Non erano presenti insegnanti
preparati adeguamento. Dato che obbligo scolastico dura fino ai 9 anni, Coppino
decide di non inserirlo nel sistema scolastico.
➢ I viaggi pedagogici sono fallimentari. Il punto di vista ha influenzato
l’osservazione. Nel 1900 si pone fine a questo periodo con un saggio di Sadler
(non si possono trapiantare esperienze senza aver studiato i fondamenti
culturali dei sistemi educativi dove sono nate. Comprensione delle situazioni
socioeducative delle realtà nazionali), mette a fuoco il problema della prima
fase empirica dell’educazione comparata: solo descrizione esperienze
osservate, ma necessità di analisi analitica (chiedersi perché) delle condizioni
prendendo in considerazione i fattori (strutturazione società, richieste) che
intervengono quando si struttura un sistema scolastico/educativo
• Vengono creati procedimento e strumenti di indagine (nella prima fase)
• Dopo SADLER inizia la seconda fase della pedagogia comparata: analisi storico-
fattoriale interpretativa. Pedagogista affiancato da antropologi, sociologi, giuristi in
ambito scolastico, storico, economista, scienziato, psicologo, religioso in modo tale
da prendere in considerazione il contesto da più punti di vista.
All’inizio del 900 la cultura scolastica europea è influenzata dal 1. Fattore storico, i
pedagogisti sono 2. Filosofi. I rappresentati di questo periodo sono: KANDEL che
pone l’accento sul carattere nazione di un popolo e la complessità sociale per
comprendere il carattere del sistema scolastico, individuando le ragioni storiche e
culturali che determinano il sistema scolastico di un determinato Paese. L’educazione
comparata deve studiare lo sviluppo contemporaneo dell’educazione cioè ciò che
accade oggi indagando sulle ragioni storiche. Secondo Kandel non si può trasferire
un sistema scolastico acriticamente a un altro Paese
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➢ Possiede un intento miglioristico
• HANS 1888-1969 (accento sull’aspetto religioso)
Rintraccia i fattori che influenzano sistemi educativi
a) Naturali: razza= condizionamento delle varie società europee, no concezione
che avevano durante i regimi dittatoriali
b) Spirituali: influenza che hanno i sistemi religiosi sui sistemi scolastici.
Riforma di Lutero libera interpretazione dei tesi sacri, fondamentale è
l’alfabetizzazione del popolo. Apertura immediata delle scuole quindi forte
legame riforma-educazione
Concilio di Trento nascita ordini religiosi con il carisma dell’educazione
c) Laici: fattori come umanesimo, ascesa nazionalismo o nazionalsocialismo che
incidono in modo considerevole sui sistemi scolastici.
Nel Medioevo si andava a scuola nei centri religiosi (conventi, monasteri) e
l’ideale per eccellenza da raggiungere era Gesù o i Santi.
L’Umanesimo riporta l’attenzione sull’uomo che vive nella società umana,
l’uomo riacquista la dimensione terrena che aveva perso. In educazione
l’uomo si deve formare in tutti i suoi aspetti, si impara a fare nelle botteghe
artigiane per imparare un mestiere
Nazionalsocialismo, Fascismo, Nazismo mettono in pratica la propaganda per
diffondere un’ideologia del regime. A scuola con il fascismo si adotta un libro
unico privo di immagini che celebra il duce. Nel ’45 in Italia vige il principio
democratico adeguando anche la scuola a esso.
➢ Considerando questi fattori avviene un’analisi multidisciplinare in cui prevale
l’aspetto storico
Hans nel confronto non ha un intento miglioristico, ma vuole approfondire le
soluzioni che sono state date alle antinomie pedagogiche; quindi, l’intento è euristico o
conoscitivo 8
• SCHNEIDER (tedesco) 1881-1974
− Fattori che determinano la pedagogia dei popoli che determinano teorie e
prassi educative
Popolo= possiede dei fattori interni/esterni (se comprensione forze
propulsive che formano la cultura, posso scoprire le leggi di
probabilità che mandano avanti la cultura e posso fare delle
previsioni, conciliando così teoria-pratica) che o
contraddistinguono. Gruppo di persone che vivono nello stesso
luogo, condividono la stessa cultura (idea dell’800). Oggi si parla
ancora di popoli, ma con la globalizzazione e in parte con il
colonialismo viene a mancare la condivisione dello stesso
territorio, se è presene un’identità territoriale è molto sfumata.
Presenti tante popolazioni in un’unica nazione
• SERGEJ HESSEN 1887-1950
− Russo di nascita, un filosofo che si forma in Germania
− Non coglie i mutamenti politici, di fronte alla rivoluzione bolscevica (1917) è
entusiasta, inizialmente aderisce agli ideali. Ma la svolta fu la dittatura di
Lenin e successivamente di Stalin. Hessen comincia ad allontanarsi dal
Comunismo e fu costretto a fuggire dalla Russia, cominciando la sua vita da
esule. Parla molte lingue: russo, polacco, ungherese, inglese, italiano, tedesco
− Emblema del pedagogista europeo, conosce tutti i sistemi educativi europei.
Comprensione della varietà dei molteplici modelli scolastici europei da cui
possa ricavare un modello di scuola
➢ Non è solo intento miglioristico, ma conoscenza profonda dei sistemi
scolastici guidata dal principio della democrazia che vuole utilizzare per
costruire il sistema scolastico.
− Ha costituito un punto di riferimento per la scuola italiana (soprattutto
primaria) nel secondo dopo guerra.
− Idea di uomo che deve vivere in un ambiente democratico.
− Fine seconda fase storico-fattoriale
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• KING costituisce l’inizio della terza fase della pedagogia comparata nel secondo
dopo guerra, anni ’60
− Prospettive mondiali dell’educazione (testo scritto), va oltre l’Europa.
Comparazione per avere dei modelli mondiali
− Utilizzo metodi nuovi: empirico-quantitativi con successiva tabulazione dei
dati attraverso l’analisi statistica
• ANDERSON
− Comparazione con carattere transnazionale e transculturale in quanto le
culture si incontrano e scontrano
Entrambi costituiscono l’ultima fase della pedagogia comparata: analisi
scientifico- sistematica. La prospettiva diventa di analisi sociologica. Influenza della
nascita della Comunità europea, ONU con lo scopo di mantenere la pace, UNESCO.
Per quanto riguarda l’educazione comparata nascono le riviste pubblicate in diverse
lingue, nascono le associazioni scientifiche.
Nel secondo dopo guerra c’è la necessità di riforme scolastiche (anni 50-60) per il
processo di democratizzazion
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