CAPITOLO 1 – PRINCIPI DI INFERENZA STATISTICA
STATISTICA INFERENZIALE
La Statistica inferenziale è una disciplina che si compone di risultati teorici
fondamentali ed appropriate metodologie che consentono di utilizzare le osservazioni
relative ad un campione allo scopo di giungere a conclusioni valide per la popolazione
di riferimento. POPOLAZIONE E CAMPIONE
POPOLAZIONE
L’insieme, finito o infinito, numerabile o non numerabile, degli elementi su cui si
manifesta il fenomeno oggetto di studio viene denominato popolazione.
UNITA’ STATISTICA
Gli elementi che costituiscono una popolazione sono denominati unità statistiche.
CAMPIONE
Assegnata una popolazione, un qualsiasi raggruppamento estratto dalla popolazione
stessa viene denominato campione.
PIANO DI CAMPIONAMENTO
Viene denominato piano di campionamento un prospetto in cui si stabiliscono il criterio
di selezione del campione dalla popolazione, i vincoli economici, nonché i limiti spaziali
e temporali dell’indagine campionaria.
CAMPIONE RAPPRESENTATIVO
Un campione viene denominato rappresentativo se la tecnica con cui lo stesso
campione viene selezionato è casuale.
PARAMETRO
Una costante che descrive un particolare aspetto della caratteristica X di una
popolazione assegnata, viene denominata parametro ed indicata con la lettera greca
θ .
SPAZIO DEL PARAMETRO θ
L’insieme dei valori che un parametro può ragionevolmente assumere viene
θ
denominato spazio del parametro ed indicato con la lettera greca .
INFERENZA PARAMETRICA E NON PARAMETRICA
Gli obiettivi inferenziali possono riguardare:
1. il modello idoneo a descrivere la caratteristica X in esame;
2. i parametri incogniti del modello che descrive la caratteristica X in esame, la
cui forma funzionale non è nota;
3. i parametri incogniti del modello che descrive la caratteristica X in esame, la
cui forma funzionale è nota.
TECNICHE DI INFERENZA STATISTICA
Le principali tecniche di inferenza statistica si distinguono in:
stima dei parametri
verifica delle ipotesi
TECNICHE DI STIMA DEI PARAMETRI x , x , … , x
STIMA PUNTUALE, se le osservazioni campionarie sono
1 2 n
utilizzate per individuare un unico valore, che possa essere considerato idoneo a
stimare il parametro incognito; x , x , … , x
STIMA PER INTERVALLI, se sulla base dei dati campionari , si
1 2 n
determina un intervallo di valori che, con una probabilità fissata, contenga il
parametro incognito.
CAPITOLO 2 – CALCOLO COMBINATORIO ED ESPERIMENTI CASUALI
Elementi di calcolo combinatorio
Es. codice Bancomat
5 = numero di combinazioni possibili con numeri che si ripetono
10
FATTORIALE -> introdotto da Kampf, ad es. 5! = 1 * 2 * 3 * 4 * 5 = 120, n! = 1 * 2 * 3
* … * (n-1) * n
STRUMENTI DEL CALCOLO COMBINATORIO
1) Disposizioni: semplici e con ripetizione
2) Permutazioni: semplici e con ripetizione
3) Combinazioni: semplici
DISPOSIZIONI SEMPLICI E CON RIPETIZIONE
Disposizioni semplici
n n
Assegnati elementi distinti, viene denominato disposizione semplice di in
++¿ , k ≤n
∈
n , k N
k k
classe un gruppo ordinato formato da elementi distinti,
¿
¿
¿ n
selezionati tra gli assegnati. D
n k
Teorema: il n° delle disposizioni semplici di in classe , indicato con , si
n ,k
ottiene così: ++ ¿ , k ≤ n .
( ) ( ) ( ) ∈
=n +
D n−1 n−2 … n−k 1 , n , k N ¿
n ,k k
ovvero risulta essere pari al prodotto di numeri interi, consecutivi, decrescenti, il
n
primo dei quali è .
Disposizioni con ripetizione
n n
Assegnati elementi distinti, viene denominato disposizione con ripetizione di
++ ¿
∈
n , k N
k k
in classe un gruppo ordinato formato da elementi, selezionati tra
¿
¿
¿
n k
gli assegnati, in cui uno stesso elemento può comparire fino a volte.
n k
Teorema: il n° delle disposizioni con ripetizione di in classe , indicato con
D' , si ottiene così:
n , k ++¿
k ∈
=n
D' , n , k N ¿
n , k n k
ovvero risulta essere uguale alla potenza con base ed esponente pari a .
r
Teorema: Assegnati raggruppamenti, in cui il primo raggruppamento è formato
n n
da elementi distinti, il secondo da elementi distinti, fino all’r-esimo, formato
1 2
n
da elementi distinti, il prodotto
r
n n n
* * … * rappresenta il numero di gruppi che si possono ottenere
1 2 r r
selezionando un solo elemento da ciascuno degli raggruppamenti.
PERMUTAZIONI SEMPLICI E CON RIPETIZIONE -> in quanti modi elementi distinti
possono essere posti in sequenza. P
n
Corollario: Il numero delle permutazioni di elementi distinti, indicato con , si
n
ottiene come segue: ( )( )
=D =n
P n−1 n−2 … 2
* * 1
n n , n n
ovvero risulta essere pari al prodotto di numeri interi, consecutivi, decrescenti, il
n
primo dei quali è . n , n , … , n
n
Teorema: Assegnati elementi, se tra di essi ve ne sono 1 2 k
indistinguibili, ovvero uguali tra loro, il numero dei modi in cui possibile disporre gli
n elementi assegnati risulta essere:
++¿ ,
n! ∈
, n , n , n , … , n N ¿
1 2 k
n ! n ! … n !
1 2 k
k
∑ n ≤ n
con .
1
i=1
COMBINAZIONI SEMPLICI
Combinazioni semplici
n n
Assegnati elementi distinti, viene denominato combinazione semplice di in
++¿ , k ≤n
∈
n , k N
k
classe un gruppo non ordinato, o sottoinsieme, che si ottiene
¿
¿
¿
k n
selezionando elementi distinti dagli assegnati.
Proprietà: =C
C
1. n , k n−k
=1
C
2. n , n =n
C
3. n , 1 n k ,
Teorema: Il numero delle combinazioni semplici di in classe indicato con
C , risulta essere uguale al rapporto tra il numero delle disposizioni semplici di
n , k
n k k
in classe ed il numero delle permutazioni di elementi, ovvero
D ++¿ , k ≤n
n , k
= ,
C ∈
n , k N
n , k k! ¿
( ) ( ) ( )
=n +
D n−1 n−2 … n−k 1
con .
n ,k
Il legame tra il numero delle disposizioni semplici ed il numero delle combinazioni
=C
D k !
semplici si esprime come segue: x
n ,k n , k
C
E’ opportuno precisare che il numero coincide con il coefficiente binomiale di
n , k ( )
nk
n k ,
in classe indicato con il simbolo matematico , ovvero risulta:
( )
n
=
C n , k k
dove il coefficiente binomiale è definito come segue:
( ) n!
nk = ( )
k ! n−k !
n k n k
e si legge “ sopra ”, oppure “ in classe ”.
( )
n
=
C può essere facilmente verificata:
n , k k
( ) ( ) ( )
+1
n n−1 … n−k n−k ! ( )
n! n
= = =
C n , k ( ) ( )
k ! n−k ! k ! n−k ! k n , n n
n
Teorema: Assegnato un insieme di elementi distinti, siano , …,
1 2 r
=n
n n n .
numeri interi non negativi, tali che + + … + Il numero di modi in
1 2 r
r
cui l’insieme assegnato può essere ripartito in sottoinsiemi disgiunti costituiti,
n , n n
rispettivamente, da , …, elementi, si ottiene mediante il seguente
1 2 r
( )( ) ( )
( ) −n −n −n
n−n n−n n−n
n −2
1 1 2 1 2 r
prodotto: … .
n n n n
1 2 3 r−1
Esperimenti casuali
ESPERIMENTO CASUALE
Un esperimento è un processo mediante il quale si osserva il risultato di una o più
azioni o, in generale, di un fenomeno. Esso viene denominato casuale oppure
aleatorio, se l’esito o il risultato derivante dall’esecuzione dell’esperimento stesso non
è certo o noto a priori. Spazio campionario ed eventi
PUNTO CAMPIONARIO
Ogni possibile esito o risultato di un esperimento casuale viene denominato punto
ω
campionario, o evento semplice, e viene indicato con .
SPAZIO CAMPIONARIO
L’insieme o la collezione di tutti i possibili risultati alternativi di un esperimento
Ω
casuale, viene denominato spazio campionario e viene indicato con .
EVENTO Ω ,
Un evento è un sottoinsieme dello spazio campionario e viene solitamente
indicato con le lettere maiuscole dell’alfabeto latino, ad esempio A, B e C.
EVENTI INCOMPATIBILI E COMPATIBILI
Due o più eventi sono denominati incompatibili, se il verificarsi di uno di essi esclude il
verificarsi di tutti gli altri, altrimenti sono denominati compatibili.
EVENTI NECESSARI
Due o più eventi sono denominati necessari se, in una prova, si verifica con certezza
almeno uno di essi.
EVENTI EQUIVALENTI Ω
Due o più eventi sono denominati equivalenti, se definiscono sottoinsiemi di
uguali tra loro. Operazioni tra eventi
UNIONE DI DUE O PIU’ EVENTI
Viene denominato unione di due o più eventi, l’evento che consiste nel verificarsi di
almeno uno degli eventi considerati.
INTERSEZIONE DI DUE O PIU’ EVENTI
Viene denominato intersezione di due o più eventi, l’evento che consiste nel verificarsi
di tutti gli eventi considerati.
DIFFERENZA TRA DUE EVENTI
Viene denominato differenza di un evento A rispetto ad un evento B, l’evento che
consiste nel verificarsi del primo e nel non verificarsi del secondo evento. Esso si
⊇
indica con A/B, oppure con A – B se A B.
NEGAZIONE DI UN EVENTO
Viene denominato negazione di un evento, l’evento che consiste nel non verificarsi
dell’evento assegnato. Spazio degli eventi e proprietà
SPAZIO DEGLI EVENTI A
Lo spazio degli eventi, indicato con , è una famiglia di sottoinsiemi dello spazio
Ω
campionario che soddisfa le seguenti proprietà:
∈
Ω A,
a) C
b) ,
∀ ∈ ∈
A A , A A
∀ ∈ ∈
¿ +∞
A , A , … , A ,… A ,¿ i=1 A A
c) .
1 2 n 1
Campionamento bernoulliano, esaustivo ed in blocco
CAMPIONAMENTO CASUALE BERNOULLIANO
Assegnata una popolazione, si ottiene un campione casuale bernoulliano di
n n
dimensione , se la selezione delle unità statistiche che lo compongono
avviene 1. in sequenza, ovvero con estrazioni successive;
2. con reimmissione dell’unità nella popolazione, dopo ogni estrazione.
n
Se si ricorre ad un campionamento casuale bernoulliano di unità da una
N
popolazione costituita da elementi, lo spazio campionario Ω è composto dalle
N n
disposizioni con ripetizioni di in classe e la sua cardinalità risulta essere:
n
=N
card (Ω) = .
D' N ,n
CAMPIONAMENTO CASUALE ESAUSTIVO
Assegnata una popolazione, si ottiene un campione casuale esaustivo di dimensione
n n
, se la selezione delle unità statistiche che lo compongono avviene
1. in sequenza, ovvero con estrazioni successive;
2. senza reimmissione dell’unità nella popolazione, dopo ogni estrazione.
n
Pertanto, se si ricorre ad un campionamento casuale esaustivo di unità da una
N
popolazione costituita da elementi, lo spazio campionario Ω è composto dalle
N n
disposizioni semplici di in classe e la sua cardinalità risulta essere:
( )
=N −1 (N−n+
D N … 1)
card (Ω) = .
N ,n
CAMPIONAMENTO CASUALE IN BLOCCO
Assegnata una popolazione, si ottiene un campione casuale in blocco di dimensione
n n
, se la selezione delle unità statistiche che lo compongono avviene
1. contemporaneamente, mediante un’unica estrazione;
2. oppure, in sequenza e senza reimmissione, purché non si attribuisca alcuna
importanza all’ordine con il quale le unità statistiche sono prescelte.
Ne segue che, due campioni casuali estratti in blocco sono considerati diversi se
differiscono tra loro per almeno un elemento, poiché, in tale procedura di
campionamento, o non è possibile definire un ordine tra gli elementi selezionati,
oppure l’ordine non è determinante a priori. Quindi, se si ricorre ad un campionamento
n N
casuale in blocco di unità da una popolazione costituita da elementi, lo
N n
spazio campionario Ω è composto dalle combinazioni semplici di in classe e
( )
N
=
C
la sua cardinalità risulta essere: card (Ω) = .
N , n n
CAPITOLO 3 – TEORIA DELLA PROBABILITA’
Probabilità di un evento
1. Concezione classica
2. Concezione frequentista
3. Concezione geometrica
4. Concezione soggettiva
CONCEZIONE CLASSICA
Secondo la concezione classica, assegnato un esperimento casuale, la probabilità di
A P( A)
un evento indicata con , viene definita mediante il rapporto tra il numero
n A n
dei casi favorevoli al verificarsi di ed il numero dei casi incompatibili ed
A
ugualmente possibili, per cui
n A
( )=
P A n
CONCEZIONE FREQUENTISTA A
Secondo la concezione frequentista, la probabilità di un evento viene definita
come la frequenza relativa con cui esso si verifica in una successione di prove,
eseguite nelle medesime condizioni.
N A
( )= ,
P A lim N
N→∞ N
N
essendo il numero di prove da realizzare nelle medesime condizioni ed il
A
A N
numero di volte in cui si verifica l’evento nelle prove.
CONCEZIONE GEOMETRICA 2 A S
Esempio: Assegnato un bersaglio , sia un sottoinsieme di . Se tutti i
∁
S R
punti del bersaglio presentano la stessa probabilità di essere colpiti e le aree degli
A S P( A)
insiemi ed sono note e finite, allora la probabilità di colpire un
A S
punto di , tirando con un arco verso il bersaglio , si ottiene come segue:
area( A)
( )=
P A area( S)
CONCEZIONE SOGGETTIVA
Esempio: Si consideri il gioco che consiste nel ricevere 1 se, in seguito all’esecuzione
A
di un esperimento casuale, si verifica un determinato evento , oppure 0 se tale
evento non si verifica. Se il prezzo (un numero compreso tra 0 e 1) che si è disposti a
pagare per partecipare a tale gioco non garantisce, in seguito ad una serie di tentativi,
equo
una vincita o una perdita certa, il gioco è definito ed il prezzo, denominato
congruo, rappresenta la probabilità che si attribuisce all’evento considerato.
Teoria assiomatica
PROBABILITA’ A σ
Siano Ω lo spazio campionario di un esperimento casuale ed una -algebra di
A
eventi di Ω. Si definisce probabilità una funzione che ad ogni evento
A
appartenente ad associa un numero reale, ovvero una funzione di insieme
P: A → R , che soddisfa i seguenti assiomi:
( )=1.
P Ω
1. ( )
A P A ≥ 0
2. ∀ A ∈ , , + ¿ ,i ≠ j
B B B , ∈ A,
3. ∀ , ,…, … ,
∈
=∅
1 2 n B ∩ B ,i , j N ¿
i j
¿ i=1
B i
P(¿) +∞
∑
+∞ B
¿ = ¿
P ( )
i =1
i
PROPRIETA’ DELLA PROBABILITA’
( )
∅ =0
P
a) . ( ) ( )
∀ ∈ ∁
A , B A , A B , P A ≤ P B .
b) ( )
C ( )
c) .
∀ ∈ =1−P
A A , P A A
( )
∀ ∈
A A , P A ≤ 1
d) . C
( )=P ( )+
e) .
∀ ∈ )
A , B A , P A A ∩ B P( A ∩ B
( )=P ( ) ( )−P(
∀ ∈ ∪ +
A , B A , P A B A P B A ∩ B)
f) . =∅
B B B B ∩ B ,i , j=1,2, … , n ,i ≠ j
∈ A,
g) ∀ , ,…, ,
1 2 n i j
¿ i=1
B i
P(¿)
B B B ,… ∈ A,
h) ∀ , ,…, .
1 2 n + ∞
∑
+∞ B
¿ ¿
P ≤
( )
i i=1
Probabilità condizionata ed indipendenza
PROBABILITA’ CONDIZIONATA ¿
A , P A B
Assegnato uno spazio di probabilità (Ω, , siano e due eventi
A A
appartenenti ad , con P(B) > 0. Viene denominato probabilità condizionata di
A ¿
B B
, assegnato , e si indica con / , il rapporto tra la probabilità dell’evento
¿
P
( B
A ∩B)
intersezione e la probabilità dell’evento , ovvero
P( A ∩ B)
A ¿
B
/ = .
¿
P P( B)
A ¿
B A
In altri termini, / indica la probabilità che si verifichi l’evento ,
¿
P B
supposto che si sia verificato l’evento . ( ) ( )
=P
P A ∩ B B
In maniera equivalente si può scrivere:
A ¿
B
* /
¿
P
quest’espressione fornisce una regola per il calcolo della probabilità dell’evento
regola del prodotto legge delle probabilità composte.
intersezione, denominata o
( )>
P A 0
Inoltre, se risulta , allora per la proprietà commutativa dell’intersezione, la
A B
legge delle probabilità composte di due eventi e può essere espressa anche
nel seguente modo: B
( ) ( ) ¿
=P A
P A ∩ B A * /
¿
P P( A ∩ B)
B ¿
A
da cui si ottiene: / = .
¿
P P( A)
Proprietà:
/¿
A P( A)
1. Ω) = ;
¿
P
A ¿
A
2. / = 1;
¿
P P( A)
A ¿
B
3. se / = ;
∁
A B , P¿ P(B)
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