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Tempo: il sogno di uccidere Chronos

Introduzione

Quando un’esplosione o un potente terremoto devastano una città, il senso del tempo che scandisce la vita quotidiana dei suoi abitanti viene stravolto. Il trauma spezza per sempre la vita di migliaia di individui in un “prima” e un “dopo”. Gli antichi Greci hanno rappresentato Chronos come un Titano, figlio di Urano e Gea, che divora i propri figli perché gli era stato predetto che uno di loro l’avrebbe detronizzato. Solo Zeus riuscì a sfuggire al suo destino perché Chronos, ingannato dalla moglie-sorella Rea, inghiottì una pietra al posto del neonato. Così, avvelenando il padre, Zeus realizzò la profezia e ne prese il posto come signore del creato. Da allora il sogno di uccidere Chronos ricorre nella comunità umana sotto forma di desiderio di fermare il tempo, o di illusione di poterlo spodestare dal posto centrale che occupa in natura.

Parte prima

L'incanto delle trottole

Capitolo uno: Il desiderio di dominare il tempo

Il nostro senso del tempo, come cadenza regolare di eventi che si ripetono dagli albori dell’umanità, ha radici in questa storia millenaria. Il ripetersi ciclico è armonia e rassicurazione. Padroneggiando gli oscuri saperi da cui dipende la regolarità del moto degli astri, i saggi riconoscono e controllano le irregolarità del tempo. Il ritmo regolare del nostro tempo, la sua periodicità quasi perfetta, nasce da questo insieme intricato e complesso di trottole (pianeti) meravigliose. Se la Luna fosse molto più piccola delle sue attuali dimensioni, l’asse di rotazione terrestre. Questo effetto è decisivo per definire le zone climatiche terrestri. Se, al contrario, la Luna fosse più grande delle sue dimensioni attuali, ci sarebbero grossi effetti di marea sul nostro pianeta e significative perturbazioni dell’orbita terrestre. La nostra vita individuale somiglia a una retta spezzata: ha avuto un inizio e dopo vari passaggi terminerà e sarà finita per sempre. Mettendo ordine nel fluire angosciante del nostro tempo di vita, liberandoci dalla paura che il nostro sia solo un passaggio privo di senso, tale visione costruisce le fondamenta di un ordine capace di organizzare comunità molto complesse e di realizzare opere grandiose. Presente, passato e futuro, racconto e sepoltura, hanno costituito l’architrave attorno al quale si sono costruiti i primi embrioni di civiltà, al punto da poterli considerare elementi fondativi del nostro divenire umani. La comparsa dei primi contenitori definisce una fase cruciale dell’evoluzione umana. I piccoli gruppi che inventano recipienti per conservare acqua o riserve di cibo organizzano in una maniera nuova lo spazio che li circonda e la trasformazione sarà irreversibile. L’argilla malleabile permette loro di costruire un vuoto, un’intercapedine che divide il mondo in un fuori e un dentro; quest’ultimo può contenere, e quindi trasformarsi in un pieno. Il vaso certifica un progetto, l’idea di un gruppo che si organizza per costruire il proprio domani. La parola “tempo” risuona con temno, taglio, separo, e temenos, recinto, che indica la separazione di un intervallo. Chronos è il tempo che scorre, quello che scandisce. Aion è il tempo mistico o metafisico, che si può tradurre con eternità o, semplicemente, vita. Kairos è per i Sofisti il momento opportuno, un istante interstiziale tra Chronos e Aion. Eniautos può significare anno ma anche periodo, ed è una misura di Chronos, proiettata anche nell’infinito come ciclo che si ripete indefinitivamente. Aristotele distinguerà fra tempo ciclico, definito dal movimento regolare e perfetto delle sfere celesti, e primo motore immobile collocato nell’eternità, al di fuori del tempo. I tre tempi esistono solo nel nostro animo: il presente del passato è la memoria, il presente del presente la visione, il presente del futuro l’attesa.

Capitolo due: Il nostro tempo

Come molti animali e numerosi esseri viventi del pianeta, anche noi umani avvertiamo nettamente lo scorrere del tempo. Ci è necessario per collegare gli eventi fra loro, metterli in sequenza e capirne le relazioni casuali. È uno strumento essenziale per la sopravvivenza. Molti cicli vitali del nostro corpo hanno un andamento periodico: battito cardiaco, respiro, alternanza di sonno e veglia. I ricordi comprendono lo spazio e il tempo nei quali sono stati vissuti e che anche i nostri sogni sono organizzati in una sequenza temporale. Il senso del tempo è in attività persino quando non siamo coscienti e il nostro cervello elab...

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Riassunto esame Sociologia del tempo libero, Prof. Russo Massimo, libro consigliato Tempo. Il sogno di uccidere Chronos, Guido Tonelli Pag. 1
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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofiasgarzini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del tempo libero e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Russo Massimo.
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